Huawei P40 Pro Recensione: all-in su fotocamere e autonomia

Il top di gamma di Huawei è un telefono dall'hardware equilibrato e con un comparto fotografico che spicca dalla massa, senza però rivoluzioni.

recensione Huawei P40 Pro Recensione: all-in su fotocamere e autonomia
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Dopo la recensione dell'entry level P40 Lite e dell'esclusivo Mate Xs è arrivato il momento di parlare del P40 Pro. Si tratta del prodotto di punta della casa cinese per questa prima parte dell'anno, escludendo ovviamente Mate Xs, che gareggia però in un'altra categoria, quella dei prodotti di lusso. Nonostante l'assenza delle applicazioni e dei servizi Google, Huawei ha deciso di non svalutare la sua proposta di fascia alta, collocandola a un prezzo di 1049€.
Più che una scommessa è una dichiarazione di intenti quella di Huawei, che non intende fare passi indietro, posizionandosi sul mercato con un prezzo in linea con i migliori telefoni Android. La qualità c'è tutta, come sempre quando si tratta della gamma P, e non mancano delle fotocamere e un'autonomia di alto livello, per un prodotto che, almeno sul fronte hardware, è uno dei più interessanti usciti nell'ultimo periodo.

Un design tutto nuovo

Per dare un tocco di personalità in più a questo P40 Pro Huawei ha deciso di puntare su un design curvo per il display. Questo elemento è complesso da diversificare rispetto agli altri smartphone ma la casa cinese ci è riuscita, anche a costo di rendere il P40 Pro divisivo sotto questo aspetto. Tutti e quattro i bordi, molto sottili, sono curvi, lo schermo sembra quasi avvolgere la parte frontale. L'effetto è molto gradevole e sicuramente diverso da quello di altri smartphone. Altro elemento che spicca è il notch, che ricorda quello utilizzato da S10+ di Samsung, ma qui con dimensioni leggermente superiori. Sul retro invece il grande sensore fotografico è l'unico elemento che caratterizza la scocca in vetro, almeno nella nostra variante di prova nera.

Dare un giudizio oggettivo sul design è impossibile, contano molto i gusti personali, ma gli elementi di discussione non mancano, a partire dal colore. Huawei ci ha abituati in questi anni a stupire con colorazioni audaci e vivaci, come la Breathing Crystal vista sul P30 Pro, associate ad altre invece più sobrie. A mancare, nel P40 Pro, è proprio un po' di audacia, sono infatti disponibili solo le varianti nera, Blush Golf e Silver Frost.
Una scelta simile a quella di Samsung con il Galaxy S20 Ultra, perfetta per chi cerca un telefono poco appariscente, un po' meno per chi preferisce tonalità più vivaci. Per quanto riguarda il notch non ci sono problemi durante l'uso, ma se state cercando un telefono con un notch poco appariscente allora il P40 Pro potrebbe non fare al caso vostro.

Ovviamente si tratta di considerazioni soggettive, la qualità costruttiva di questo smartphone è eccellente, metallo e vetro abbondano ed è presente anche la certificazione IP68 per la resistenza alla polvere e ai liquidi. La sensazione di solidità è palpabile, anche per il peso, non certo contenuto, di 203 grammi. Peso che rimane tuttavia inferiore rispetto a quello di altri top di gamma, come S20 Ultra o iPhone 11 Pro Max.

Sulla scocca sono presenti il tasto di accensione e il bilanciere del volume sul lato destro, nel bordo alto si nota un microfono e il sensore IR per il controllo di dispositivi compatibili, come televisori e condizionatori. In basso invece si trova lo speaker di sistema, la porta USB Type-C e lo slot per due SIM card, o in alternativa una SIM e una NM Card per l'espansione della memoria.
Il telefono è compatibile anche con eSIM, che si stanno pian piano diffondendo in Italia. Il secondo speaker per l'effetto stereo è assente perché l'audio non viene riprodotto da una capsula auricolare, ma direttamente dal vetro del telefono.

Un hardware di alto livello e ottima autonomia

La scheda tecnica del P40 Pro lascia poco spazio ai dubbi: siamo di fronte a uno dei migliori telefoni che si possano comprare. All'interno troviamo infatti un SoC Kirin 990 5G, realizzato a 7 nm. Anche se questo processore ha una potenza leggermente inferiore rispetto ai concorrenti, come abbiamo verificato nel nostro speciale dedicato ai benchmark, nella pratica la differenza non si nota e probabilmente è uno dei motivi dietro all'elevata autonomia che caratterizza questo smartphone. Lo schermo OLED è da 6.58 pollici con risoluzione di 2640x1200 pixel e refresh rate di 90 Hz, troviamo poi 8 GB di RAM e 256 GB di memoria interna. I 90 Hz donano all'interfaccia EMUI 10.1 una fluidità eccezionale, la personalizzazione software della casa cinese era già ben rodata sul fronte delle prestazioni e questa aggiunta è sicuramente gradita e funzionale.

Lo sblocco dello smartphone è possibile sia tramite impronta digitale, con sensore posizionato sotto lo schermo, sia attraverso il riconoscimento del viso. Non siamo di fronte a un sistema 3D di riconoscimento, ma il notch frontale ospita anche un sensore a infrarossi e uno di profondità per velocizzare lo sblocco e per permetterlo anche in condizioni di luminosità precarie.
La nostra preferenza tra i due sistemi va allo sblocco facciale, ma anche il sensore di impronte funziona bene, complice un'area di rilevazione più grande rispetto al passato. Completa la connettività, con 5G, 4G LTE, Bluetooth 5, Wi-FI 6, NFC e tutti gli standard GPS oggi disponibili.

Huawei è sempre stata una garanzia sul fronte autonomia e anche questo P40 Pro si conferma su livelli di eccellenza, con la sua batteria da 4200 mAh. Con un utilizzo medio si possono fare anche due giorni senza troppi problemi, se usato con più intensità si arriva sempre e comunque a fine giornata. Rispetto ad altri smartphone usciti di recente, che utilizzano un display con refresh superiore ai 60 Hz, si tratta di un'autonomia molto elevata, che spiega anche il motivo della mancata introduzione dei 120 Hz.
Il refresh rate ha un impatto rilevante sull'autonomia e i 90 Hz sembrano essere il miglior compromesso possibile tra fluidità di utilizzo e durata della batteria, notare la differenza con i 120 Hz è difficile nel contesto d'uso quotidiano.

Niente Google, ma ci si può adattare

Huawei P40 Pro è equipaggiato con Android 10, store per le applicazioni proprietario Huawei AppGallery e Huawei Mobile Service, quindi niente servizi e applicazioni Google. Abbiamo affrontato diverse volte il tema dell'utilizzo di uno smartphone senza Play Store, sia con un approccio da utente con competenze basilari, come nel caso del P40 Lite, sia con uno da utilizzatore più esperto, come per il Mate Xs. Nel primo caso, i metodi più semplici per scaricare applicazioni rimangono AppGallery, che si sta arricchendo di nuove app ogni mese ma è ancora lontano dal Play Store, Amazon AppStore e i siti degli sviluppatori, dove si può, ad esempio, scaricare WhatsApp in tutta tranquillità. In questo modo si possono trovare molte applicazioni di uso comune, siamo riusciti ad utilizzare Facebook e Instagram, oppure Telegram, Amazon, Amazon Video, Infinity, TikToc, Spotify, Amazon Music, Telegram e Office.

Non ci sono ovviamente tutti i servizi e le applicazioni Google, da Chrome a Gmail, passando per Chromecast e YouTube, che funziona solo via browser. Mancano inoltre diverse app bancarie, anche se Huawei le sta aggiungendo con buona continuità sulla sua piattaforma.
Sul fronte gaming l'offerta è limitata, non tanto in quantità quanto in qualità, mancano infatti molti dei giochi più popolari. Insomma, per chiamate, navigazione internet, mail e social network, anche un utente con competenze basilari non avrà problemi, se però installate decine di app e giochi sul vostro smartphone, allora l'assenza del Play Store si sente.

Diverso il discorso per gli utenti esperti, che possono contare sui repository di APK, come APK Pure, per avere accesso a tonnellate di applicazioni. Come abbiamo visto nella recensione del Mate Xs, spendendo un po' di tempo in più in fase di configurazione iniziale e attingendo ad AppGallery, Amazon AppStore e ai repository F-Droid e APKPure, si riesce a creare una configurazione che permette un utilizzo a tutto tondo del telefono. Una volta installato Microsoft Edge come browser (in grado di sincronizzarsi con Chrome da PC), un client mail come BlueMail, con più funzioni rispetto a quello stock di Huawei, e Office insieme a DropBox, si inizia già ad avere una buona base da cui partire. Per sopperire all'assenza di YouTube invece consigliamo NewPipe, un client Open Source più pratico rispetto al browser web per vedere i video.

Utilizzando una vecchia versione dell'app anche Netflix torna a funzionare, seppur in SD. Un utente esperto però non può nulla contro le app che richiedono i Google Mobile Service per funzionare, per cui se utilizzate applicazioni particolari potrebbero non funzionare anche se scaricate da APK Pure.

Ci si può adattare bene a vivere senza Google, lo abbiamo fatto per più di un mese con Mate Xs e ora con P40 Pro, ma prima o poi qualche scoglio insormontabile lo si trova. Sconsigliamo però nel modo più assoluto di installare il Play Store seguendo metodi alternativi, la sicurezza dei propri dati deve essere al primo posto: non fornite il vostro account Google a nessun servizio che promette l'installazione dei Google Mobile Service, ne va della vostra privacy.

Fotocamere top

Il pezzo forte del P40 Pro sono i suoi sensori fotografici. Quello principale è un 23 mm UltraVision da 50 Megapixel, con apertura F/1.9 e stabilizzazione ottica, affiancato da un grandangolare da 18 mm e 40 Megapixel (f/1.8). Per lo zoom invece è impiegata un'ottica a periscopio da 125 mm e 12 Megapixel (f/3.4), che fornisce uno zoom senza perdita di qualità fino al 5x. Infine troviamo il sensore ToF per la misurazione della profondità di campo.
Il sensore principale da 50 Megapixel è il più grande (1/1,28") installato oggi su uno smartphone. Dimensioni a parte, quest'anno Huawei a implementato la messa a fuoco omnidirezionale, che abbiamo visto, anche se su un sensore diverso, anche su Oppo Find X2 Pro.
Tradotto nella pratica, la messa a fuoco è rapida e precisa, perché ogni pixel del sensore può essere usato per la messa a fuoco dei soggetti. Gli scatti generati dalla cam principale possono essere a risoluzione piena, ma di default viene utilizzato il pixel binning che genera una foto da 12.5 Megapixel. In condizioni di scarsa luminosità invece non è possibile scattare a risoluzione piena, perché il pixel binning serve anche a migliorare la sensibilità alla luce del sensore.

Gli scatti che si possono ottenere con questa cam sono eccezionali, come lo erano però anche quelli del Mate 30 Pro: di giorno si può apprezzare una gamma dinamica leggermente superiore, ma sembra ormai molto difficile continuare a proporre miglioramenti significativi di anno in anno. Di notte la Night Mode di Huawei, da sempre una delle migliori, riesce a tirare fuori ottimi scatti anche in condizioni di illuminazione pessime. Eccellente il riscontro anche dalla Ultra Wide da 40 Megapixel, gestita tramite pixel binning, per cui genera un'immagine finale da 10 Megapixel. Dettagli e gamma dinamica stupiscono, il bilanciamento del colore invece è leggermente differente rispetto alla cam principale e al teleobbiettivo.

A proposito di zoom, Huawei si conferma ai massimi livelli in questo ambito, fino al 5x la qualità è molto elevata, le foto sono utilizzabili anche a 10x, andando oltre invece interviene lo zoom digitale e la resa degrada rapidamente.

Fotocamera principale

Zoom 10X

Anche in questo caso però, gli algoritmi di Huawei lavorano comunque bene, basta osservare le immagini qui sotto, dove abbiamo fotografato la Luna con il P40 Pro e con un Samsung Galaxy S20 Ultra.

P40 Pro

Galaxy S20 Ultra

Il software di Samsung tende a impastare tutti i dettagli, mentre Huawei riesce a regalare alla Luna il suo reale aspetto. Lo scatto è incredibile se si considera il livello di zoom e il fatto che è stato fatto a mano libera. Infine c'è la cam frontale da 32 Megapixel, che fa il suo lavoro, non ci sono miglioramenti sostanziali rispetto ai precedenti modelli.
Sul fronte video il P40 Pro può girare fino al 4K a 60 fps e si ottengono ottimi risultati soprattutto con la grandangolare, non per niente ribattezzata "Cinelens", che riesce a registrare video eccellenti per dettaglio e stabilizzazione. Siamo ancora sotto la qualità raggiunta da iPhone, ma il P40 Pro rimane uno dei migliori smartphone Android con cui fare filmati.

Huawei P40 Pro Huawei P40 Pro è uno dei migliori cameraphone disponibili oggi. Sul fronte fotografico, il balzo in avanti rispetto a Mate 30 Pro e P30 Pro è meno marcato rispetto al passato, ma non si tratta di una mancanza di innovazione, semplicemente Huawei ha svolto un ottimo lavoro già con i precedenti modelli ed è sempre più difficile migliorarsi di anno in anno. Lato hardware invece il P40 Pro non teme alcun rivale, non avrà la potenza di smartphone con lo Snapdragon 865, ma non se ne sente la mancanza e l’ottimizzazione permette di superare i concorrenti diretti nella durata della batteria. L’implementazione dei 90 Hz per lo schermo rendono la EMUI ancora più fluida e reattiva, posizionandola ai vertici del mondo Android per velocità di esecuzione. A proposito di software, l’assenza delle app e dei servizi Google purtroppo ha un peso, un utente esperto può metterci una pezza nella maggior parte dei casi, ma non in tutti. I limiti ci sono e la scelta di proporlo a prezzo pieno non aiuta di certo, nonostante l’ottima promozione che regala un Huawei Watch GT2 per chi lo acquista fino al 5 maggio. 1049€ per un top di gamma non stupiscono, anzi è una cifra inferiore rispetto ad altri concorrenti, ma questi non devono fare i conti con l’assenza di app. In assenza del ban di Trump saremmo di fronte a uno dei migliori top di gamma Android, ma la realtà attuale è più complessa purtroppo. AppGallery sta crescendo costantemente, serviranno però mesi prima di avere una base di applicazioni più completa rispetto a quella attuale. Fino ad allora il P40 Pro rimane uno smartphone eccellente ma più macchinoso da gestire a livello software, soprattutto per gli utenti meno esperti.