Intel i7 8700K, il processore top di gamma Coffee Lake alla prova

Abbiamo testato a fondo il processore Intel i7 8700K, una CPU desktop creata appositamente per gli utenti più esigenti.

recensione Intel i7 8700K, il processore top di gamma Coffee Lake alla prova
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Ve la ricordate quella stagione lontanissima, quando per la prima volta, fra i cenacoli dei geek di tutto il mondo, cominciava a girare l'altisonante nome "quad core"? Venivamo da un periodo di dominio assoluto del mitico Core Duo, quando nel 2007, ci fu il lancio ufficiale del primo "vero" quad per il mercato consumer: il Q6600. Non so voi, ma io ricordo quell'epoca come una rivoluzione importante, dal passo lungo, perché ci sentivamo tutti in procinto di fare IL grande salto, e quasi ci aspettavamo che da lì a poco sarebbe persino sbucata fuori Skynet coi suoi Terminator.
Le cose andarono in maniera leggermente diversa. Non ci furono T1000 in giro per i centri storici Italiani né tantomeno olocausti nucleari, forse perché il passaggio alla next-gen delle CPU fu più "stealth" del previsto, soprattutto per via della poca reattività del mondo software (che invero ci mise qualche annetto prima di stare al passo con i nuovi processori), ma sta di fatto che quello fu uno dei più grandi turning point della nostra era tecnologica.

Ebbene, tutto questo per dirvi che, dopo ben dieci anni, siamo al cospetto di una situazione analoga, dove Santa Clara torna ad illuminarci il cammino verso il futuro con una serie di CPU esacore, finalmente dedicate al mercato dei desktop per comuni mortali, gamer compresi. Per chi non lo sapesse, tecnicamente parlando, i sei, gli otto e i dodici core esistono già da un pezzo, ma in casa Intel sono sempre stati confinati al mondo Xeon o comunque all'ambiente Workstation di fascia uber-alta.
Inoltre, seppur con risultati e target differenti, anche la rivale AMD ha già da tempo lanciato un suo upgrade multi-core, e sono in molti a sostenere che il colosso-in-blu si sia dovuto adattare per fronteggiare i nuovi Ryzen, mentre altri dicono che questa sia solo la sala d'attesa temporanea della prossima generazione a 10nm. C'è ovviamente del vero in tutto ciò, eppure, possiamo anticiparvi già da ora la incredibile bontà del nuovo ammiraglio dei Coffee Lake, nella fattispecie, si tratta del modello i7 8700K, che va a collocarsi nella fascia high-end consumer, sostituendo in tutto e per tutto il vecchio Kaby 7700K.

Noi di Everyeye.it, ovviamente, ne siamo già in possesso da qualche mese, ma abbiamo preferito rimandare la recensione per ampliare lo spettro delle configurazioni di prova, passando per ben tre schede madri, due configurazioni RAM e lavorando con programmi e carichi di lavoro differenti (ed ovviamente, tutti i titoli videoludici del momento). Molti di voi sapranno già che, secondo quanto dichiarato da Intel, il miglioramento questa volta è davvero tangibile, qualcosa come un 25% nei videogiochi e fino al 45% sulle app. Come già detto poc'anzi, l'esito dei test è stato estremamente positivo, soprattutto sul fronte dell'hyper-threading e del Turbo Boost, ma prima di tirar fuori le tabelle è bene passare in rassegna la carta della CPU, elencandone tutte le importanti novità, perché -fidatevi-, questa volta non sono affatto poche...

Coffee Lake à la carte

Partiamo dall'essenziale, ovvero i core: l'i7 8700K abbassa di ben 500Mhz la frequenza base del clock-per-core (3.7GHz ognuno, escluso il Turbo Boost) rispetto al fratello Kaby (4.2GHz), ma aggiunge appunto due unità per arrivare a 6. Il concept del Die non subisce rivoluzioni, come del resto il processo produttivo che resta ancora a 14nm (14++), ma ovviamente aumenta la cache L3 fino a 12mb complessivi, e i Threads diventano anch'essi 12. In teoria, la storia è la stessa: "abbassiamo la velocità, aumentando però il numero dei partecipanti alla corsa", ergo, niente di nuovo, se non fosse che oggi, le applicazioni che sanno sfruttare al meglio (e in maniera più efficiente) le potenzialità multi-core sono infinitamente aumentate, e la differenza si nota. Inoltre, il TDP è solo il 4% più alto del vecchio modello (95W contro 90W), e con i nuovi chipset Z370 (di cui parleremo più avanti), la RAM è settata di default a 2666MHz (contro i 2400 precedenti) il che è sicuramente un bene, ma ora è necessario parlare della funzione MCE, alias "Multi-Core Enhancement". Si tratta di un'impostazione interessante che ha come scopo quello di regolare voltaggi, TDP e core-freq per ottenere un vero e proprio overclock, praticamente out-of-the-box. Nell'i7 8700K, il Turbo Boost per core è fissato a 4.7GHz, che già di per sé è davvero ottimo, ma con la funzione MCE acquista un valore ancora differente. I nuovi chipset Z370, infatti, scalano le frequenze in maniera differente da quanto visto in passato, spingendo possibilmente tutti i 6 core al massimo.
Con questa opzione attiva si ottengono prestazioni eccellenti sin da subito, il che è verissimo, ma trattandosi di un vero e proprio overclock cambiano drasticamente anche i consumi e le dispersioni. Le prestazioni in ambito lavorativo (ad esempio Premiere Pro CC, Handrbrake) aumentano da un 10 fino ad un 15%, ma il TDP e le temperature non stanno a guardare. Per intenderci, si raggiungono i 130-140W in un attimo, e se non disponete di un buon sistema di raffreddamento a liquido potreste incappare in qualche problema di stabilità. Neanche a dirlo, se volete spingervi verso i 5GHz in OC (con i7 8700K è un traguardo abbordabilissimo) sarà bene armarsi di Liquid Cooling a doppia ventola di fascia alta, ma anche in quel caso vi consigliamo di monitorare attentamente e costantemente la CPU.

A parte questo, va fatta un'altra importante precisazione riguardo la compatibilità della CPU con le precedenti architetture: il socket è praticamente lo stesso (LGA 1151), identico a quello che si usava con la coppia Skylake + Z170, ma per poter montare un Coffee Lake è necessario passare al chipset Z370. Le differenze con il suo predecessore sono davvero poche: interfaccia DMI 3.0 4way, PCIe 3.0 a 16 linee e "RAM CAP" a 64GB. Ovviamente troviamo anche i profili XTU e XMP 2.0, mentre la GPU integrata resta molto simile al modello previsto dal chipset Z270. Qui troviamo una UHD 630 contro un HD630, con una base freq invariata (350MHz) e un picco massimo dinamico di 1.20GHz (contro gli 1.15GHz della vecchia versione). Per la cronaca, la UHD 630 può contare anche sulla tecnologia Intel vPro e SIPP. Insomma, per mettere le mani sui nuovi Coffe Lake è necessario un piccolo upgrade, eppure, a ben vedere, quello messo in campo da Intel non era un capriccio, bensì un aggiornamento "strutturale" necessario, poiché permette una migliore gestione delle risorse per gli esacore. Sull'efficienza e sulle prestazioni c'è poco da dire, Intel mantiene sempre le promesse, resta un unico dubbio: se l'avvento degli Ice Lake è programmato per la fine del 2018, almeno secondo la tabella di marcia ufficiale, potrebbe essere già in vista un nuovo cambio di rotta in termini di architettura? E se sì, quali sono le compatibilità?

Test bench

Eccoci dunque giunti alla parte "accademica", ovvero il momento dove mettiamo sul tavolo i risultati dei nostri test. Come già anticipato in apertura, abbiamo potuto testare tre configurazioni differenti: siamo partiti da una mobo MSI Gaming M5, per passare poi ad una ASUS ROG STRIX Z-370 F, concludendo con una GYGABYTE Z370 AORUS UG e "swappando" di volta in volta fra due set di ram (rispettivamente 64 Gb CORSAIR VENGEANCE LP @3000MHz CL15 e 32 Gb HYPER X FURY @2666MHz CL15). Per comodità vi riportiamo solamente i risultati ottenuti con la configurazione top, giacché, piuttosto che mirare al semplice benchmark, la nostra intenzione era quella di ricreare una situazione lavorativa più realistica possibile, che dà la priorità alla velocità di render, nel nostro caso, una postazione di montaggio e VFX editing semi-professionale. Il resto del RIG è comunque rimasto invariato per la durata totale dei test, ovvero GTX 1080 MSI 8G, PSU CORSAIR 1200AX ed un SSD SAMSUNG m2 950 PRO.
Partiamo subito col dire che la superiorità dell'8700K rispetto al suo predecessore c'è eccome, anche se in un primo momento non sembra esagerata, almeno per quanto riguarda i classici test veloci e i benchmark prestabiliti. In Autocad 2016 (2D e 3D), Cinebench R15 e Blender, il miglioramento va dall'1% al 5%, ed aumenta in maniera proporzionale (spesso per eccesso di qualche punto) anche con un OC impostato intorno ai 5.0GHz. Spostandoci sul render vero e proprio, la situazione migliora di molto, e il gap con la CPU 7700K aumenta fino ad un 15-28% a favore del Coffe Lake (parliamo sempre degli standard test Blender). Ovviamente, nella realtà, a seconda dell'operazione specifica, ci sono molteplici scenari differenti, dove ad esempio il numero dei core conta più della frequenza, ma è interessante notare come l'i7 8700K sia sempre in prossimità, al paro, o addirittura alcune volte in vantaggio di poco sui RYZEN a 8 core, il che è davvero un ottimo risultato. A parte queste doverose considerazioni, dobbiamo ammettere che la parte che ci interessava di più era la simulazione di lavoro con la nostra suite Adobe e la conversione di materiale video tramite Handbrake.
Per prima cosa ci siamo dedicati al render di materiale su Premiere Pro CC 2018 e After Effects 2018, ed è proprio qui che abbiamo ottenuto le soddisfazioni maggiori. Con progetti abbatanza complessi (livelli di regolazione, filtri, effetti base, oggetti 3D) e confrontato con il suo predecessore, Coffe Lake riesce a guadagnare quasi sempre un distacco superiore al 25% nei tempi di render/export, e in molti casi si adagia tranquillamente sopra il 30%, che tradotto significa davvero un ottimo risultato (per esempio, con lo stesso progetto, il render su 7700K è durato 1h e 40m, su 8700K ben 35 minuti in meno).

Su Handbrake il discorso è il medesimo: il miglioramento si attesta sempre intorno al 20%, facendoci guadagnare tempo preziosissimo. Ma adesso tocca al nostro amato gaming, e potete star tranquilli che anche qui c'è di che gioire: nei titoli che non sono CPU oriented (Battlefield 1, Battlefront II, Shadow of War) il miglioramento si aggira intorno all'1-5%, ovvero una manciata di frames, ma appena si comincia a fare affidamento sul processore (Witcher 3, GTA V, Dawn Of War III) l'incremento può raggiungere anche il 10-15%, e comincia ad essere più che tangibile. Oltretutto, va detto che con i 6 cores in Overclock, nei titoli che sanno sfruttarli, la media FPS è assai più stabile, ovvero si contano meno picchi negativi, e l'esperienza di gioco è più godibile.
Insomma, considerato il tutto, potremmo dire che in fatto di gaming l'8700K è davvero top-tier, forse il migliore di questa stagione in quanto a prestazioni e impiego efficiente delle risorse. Abbiamo però accennato all'OC, e prima di finire, spendiamo anche due parole sulla questione consumi e temperature: con un overclock sostenuto si superano facilmente i 150W, ma con le frequenze stock l'i7 8700K si comporta bene, quasi sempre fedele al suo TDP (oppure di poco sopra ai 100W) e tranquillamente gestibile anche con un buon raffreddamento ad aria (anche se va ricordato che siamo in pieno inverno). Utilizzando il Turbo Boost, la funzione MCE o il vero OC la situazione cambia, e nell'ultimo caso è praticamente obbligatorio un sistema di raffreddamento a liquido a doppia ventola. Nel Gaming, con il nostro CORSAIR H100i siamo rimasti tranquillamente intorno ai 62-64° con frequenze standard, con un OC leggero invece abbiamo preso subito 12-16°, mentre nei render superiori ad 1h abbiamo raggiunto temperature assai più impegnative, ovvero fino a 82-86°.
Ancora una cosa, precisiamo che i nostri test sono stati svolti prima dell'arrivo delle patch correttive ai bug Meltdown e Spectre. La situazione attuale non permette di farsi un'idea precisa di quanto queste influiranno sulle prestazioni. Nelle prossime settimane svolgeremo altri test per verificarne l'eventuale impatto.

Intel Intel ci propone il suo nuovo i7 top-tier destinato all'utenza desktop esigente, e dobbiamo ammettere che è riuscita a fare un ottimo lavoro: l'i7 8700K è un esacore versatile, efficiente e ben ottimizzato, dai consumi contenuti e dai risultati spesso sorprendenti. Le promesse sono state mantenute, dal momento che sia nel gaming che in attività lavorative si percepisce un notevole aumento di prestazioni rispetto alla generazione precedente, un miglioramento tangibile, che in alcuni casi supera perfino il 30%. Passare ai 6 core di Intel è un salto importante che porta grandi vantaggi, ma è giusto ricordare che nonostante il prezzo proposto per la CPU sia in linea con quanto visto per la sua categoria (attualmente circa 369€ su Amazon), a questo va aggiunto il prezzo di una nuova scheda madre, poiché per eseguire l'upgrade è indispensabile avere il nuovo chipset Z370. Se ciò non rappresenta un problema per voi e la spesa non vi spaventa, potete tranquillamente lanciarvi nella nuova gen delle CPU Intel; l'i7 8700K è sicuramente un'ottima scelta, capace far fare un balzo in avanti al vostro equipaggiamento. Un balzo di quelli che non si vedevano da molto tempo...

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