Intel i9-10900K e i5-10600K Recensione: tanti GHz e Core per il gaming

I nuovi processori Comet Lake spingono al limite il processo produttivo a 14 nm, con CPU prestanti che rimangono al vertice delle prestazioni nel gaming.

recensione Intel i9-10900K e i5-10600K Recensione: tanti GHz e Core per il gaming
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I nuovi processori Comet Lake sono gli ultimi della loro specie. Intel non è ancora pronta a passare ai 10 o ai 7 nm con le sue CPU desktop così ha deciso di spremere al massimo il processo produttivo a 14 nm, per portare le frequenze di funzionamento ancora più in alto. Il focus sul gaming di questi processori è chiaro, pur offrendo prestazioni solide anche in altri ambiti la spinta sulle frequenze è indicativa di una scelta ben precisa, soprattutto in un settore come quello videoludico, da sempre dipendente più dal clock che dal numero di Core.
Comet Lake porta in dote anche un nuovo chipset, lo Z490, e un nuovo socket, l'LGA1200, che non permettono la compatibilità con la precedente generazione di schede madri. Una nuova piattaforma quindi, con cui sfruttare al massimo i due processori che abbiamo provato e messo a confronto con i rivali di AMD, il top di gamma i9-10900K e l'i5-10600K, dedicato invece alla fascia media.

Le principali novità

Intel ha puntato ancora una volta sull'aumento delle frequenze operative, senza però dimenticare il numero di Core, che sale a 10 per l'i9-10900K. Arrivare a clock così elevati senza migliorare il processo produttivo è stato complesso e ha richiesto degli accorgimenti sia a livello hardware che di gestione del processore. Da un lato Intel ha ridotto lo spessore del Die, aumentando così la dissipazione del calore. Dall'altro invece sono le ottimizzazioni software a permettere l'aumento del clock, con il top di gamma i9-10900K che sfrutta ben tre algoritmi di gestione delle frequenze. Il primo prende il nome di Turbo Boost Technology 2.0 e porta il Core più prestante alla massima frequenza possibile. Abbiamo poi Turbo Boost Max Technology 3.0 e Thermal Velocity Boost. Con Turbo Boost Max Technology 3.0 il sistema riesce a identificare i due Core dalla velocità maggiore, spostando i thread verso queste unità di calcolo, che possono gestirli meglio delle altre grazie a frequenze di funzionamento superiori.
Thermal Velocity Boost è invece un nuovo algoritmo che spinge le frequenze in base al contesto d'uso e al workload, oltre che alla temperatura e ai fattori ambientali.

Con l'introduzione del chipset Z490 e del socket LGA1200 arrivano anche le memorie DDR4 a 2933 MHz, il supporto alle reti cablate a 2.5 Gbps e al Wi-Fi 6. Le nuove schede madri offrono dei VRM rinnovati, più costosi ma capaci di sostenere meglio il carico energetico della CPU, mentre il supporto alle PCIe 4.0 è disponibile per GPU e SSD M.2 ma non utilizzabile, almeno secondo quanto affermato da diversi produttori di motherboard.
I processori Comet Lake infatti sono compatibili solo con le PCIe 3.0, ma l'hardware sulla scheda madre dovrebbe essere già pronto. Una situazione piuttosto strana, che potrebbe indicare l'arrivo, nel prossimo futuro, di nuovi processori compatibili con questo socket e capaci di gestire le PCIe 4.0.

I processori a confronto

Abbiamo provato i nuovi i9-10900K e i5-10600K, due soluzioni che si rivolgono rispettivamente alla fascia alta e media del mercato. Il primo è il top di gamma, dotato di 10 Core e 20 Thread, con frequenze di funzionamento che partono da 3.7 GHz e possono arrivare fino a 5.3 GHz per un periodo di tempo limitato. Il TDP è di 125W ma tutto dipende dalle frequenze raggiunte, dal dissipatore, dagli algoritmi che regolano il clock e dai diversi modelli di schede madri, che possono utilizzare power limit differenti, per cui il TPD supera tranquillamente i 125 W per raggiungere la massima potenza. i5-10600K invece offre 6 Core e 12 Thread, con frequenze che partono dai 4.1 fino ai 4.8 GHz e un TDP di 125 W, anche in questo caso variabile.
Per capire il salto prestazionale rispetto alla precedente generazione abbiamo inserito nella comparativa anche l'i9-9900K, che rimane ancora oggi uno dei processori più veloci nel gaming, con 8 Core e 16 Thread e frequenza dai 3.6 ai 5 GHz.

In casa AMD invece troviamo diversi modelli a partire dall'ottimo Ryzen 9 3900X, con 12 Core e 24 Thread e clock dai 3.8 ai 4.6 GHz, passando per il Ryzen 7 3700X, con 8 Core e 16 Thread e frequenze dai 3.6 ai 4.4 GHz. Per finire ci sono anche il Ryzen 5 3600X, con 6 Core e 12 Thread e frequenze dai 3.8 ai 4.4 GHz, e l'ex top di gamma Ryzen 7 2700X, con lo stesso numero di Core e frequenze leggermente più basse.
Finora non abbiamo parlato di costi, il motivo è che Intel ha diffuso solo i prezzi per grandi volumi di vendita. Per ora sappiamo che l'i9-10900K costerà 488 dollari per ordini di 1000 unità, mentre per l'i5-10600K il prezzo arriva a 262 dollari, sempre per 1000 unità, saranno poi i singoli rivenditori a decidere il costo unitario. Allo stato attuale, i due principali concorrenti, il Ryzen 3900X e il 3600-3600X, costano rispettivamente 474 e 185-230 euro online. Difficile dare un giudizio ora, la cosa certa è che, per essere efficace, l'offerta di Intel non dovrà discostarsi da quella della concorrenza sul fronte prezzo, viste le prestazioni e i pro e i contro nei rispettivi modelli.

Configurazione di prova e prestazioni

Intel, per raggiungere frequenze elevate senza senza rivoluzioni nell'architettura, ha dovuto puntare su algoritmi che regolano il clock in modo variabile. Questo significa che, soprattutto nel caso dell'i9-10900K, è necessario utilizzare un dissipatore di fascia alta per gestirlo al meglio. Se si osservano i benchmark sintetici delle varie recensioni uscite negli ultimi giorni si possono notare discrepanze anche rilevanti nei valori: crediamo che proprio il dissipatore utilizzato sia una delle discriminanti principali. Questo va tenuto a mente anche per il costo complessivo di una build completa, che deve per forza di cose comprendere anche una scheda madre Z490.

I prezzi sono più alti rispetto al passato in questo ambito, un po' come avvenuto con le X570 di AMD, che a fronte di una qualità più alta e di componenti più efficienti hanno visto i prezzi salire rispetto alla precedente generazione. Si può spendere meno con il chipset H470, ma in questo caso si perde la possibilità di fare overclock, concessa invece nei chipset di fascia media di AMD. Per i due processori in prova è comunque d'obbligo acquistare il chipset Z490, i modelli "K" infatti sono sbloccati, se l'overclock non interessa meglio puntare sulle altre varianti e sul chipset H470.
Per la nostra prova abbiamo usato una scheda madre ROG Maximus XII Hero, insieme a 16 GB di RAM DDR4 a 3400 MHz, a una RTX 2080 Ti e a un monitor ROG PG27UQ.
Iniziamo con i benchmark sintetici, dove ritroviamo una situazione ampiamente prevedibile. Con Cinebench R20 e CPUZ l'i9-10900K è in vantaggio sul Ryzen 3900X nei test in single core, grazie alle frequenze di funzionamento superiori, stessa cosa vale per l'i5-10600K, che supera anche il Ryzen 7 3700X senza troppi problemi.

La situazione si ribalta invece quando entrano in gioco i test multi core, dove il Ryzen 3900X esce vincitore, grazie ai due Core in più rispetto all'i9-10900K. Il core i5 invece se la gioca quasi alla pari con il 3600X, con prestazioni praticamente speculari.

Con TimeSpy viene fuori l'animo gaming delle CPU Intel, che ottengono punteggi più elevati delle controparti AMD, confermati anche dai benchmark nei giochi in un contesto reale, dove le soluzioni Intel sono sempre in vantaggio. Vantaggio che si concentra quasi tutto a risoluzione Full HD, salendo al 1440p il divario è ancora visibile ma si assottiglia, mentre in 4K la differenza è talmente minima da risultare ininfluente.
La velocità di clock e l'alto numero di Core hanno però un costo, l'i9-10900K arriva ad assorbire quasi 300W se portato alle massime frequenze, il Ryzen 9 3900X non ha mai superato i 220W nei nostri test, una differenza importante in favore di AMD, che ha oggi processori decisamente più ottimizzati sul fronte energetico.
Va molto meglio con l'i5-10600K, che invece non ha mai superato i 180W, segno che le ottimizzazioni fatte nello sviluppo dei processori Comet Lake funzionano, ma non possono certo fare miracoli quando numero di core e frequenze raggiungono il limite di questa architettura.

Intel i9-10900K I nuovi Intel i9-10900K e i5-10600K non sono processori innovativi, ma questo era già chiaro prima ancora di provarli. La formula utilizzata da Intel è bene o male la stessa vista nel recente passato e continua a funzionare ancora oggi, soprattutto in ambiti specifici. Nel gaming, come anche nell’utilizzo di software ottimizzati per un numero di Core limitato o dove le frequenze elevate danno maggiori benefici, queste CPU offrono prestazioni superiori alla concorrenza, un sorpasso però avvenuto spingendo l’acceleratore sui consumi, soprattutto nel top di gamma i9-10900K. Intel ha fatto un piccolo miracolo, rimanere al passo con le soluzioni di AMD, realizzate a 7 nm, con un processo produttivo a 14 nm è un compito davvero arduo. AMD ha però oggi un’offerta equilibrata e pronta per gli applicativi multi core e per le PCIe 4.0, con processori che consumano meno e più semplici da gestire, non serve un dissipatore di fascia alta per far girare un Ryzen 9 3900X al massimo del suo potenziale. L’offerta di Intel rimane comunque interessante, soprattutto in ambito gaming: a nostro avviso però la scelta più corretta da fare oggi non è l’i9, dedicato solo a chi vuole spremere fino all’ultimo frame in 1080p, ma l’i5-10600K, più equilibrato nelle prestazioni, nei consumi e nel prezzo. A proposito di prezzo, questa rimane l’incognita più grande: se i costi saranno commisurati a quelli della concorrenza, e in questo rientrano anche dissipatore e scheda madre, allora l'offerta di Intel rimane interessante, soprattutto per chi usa il PC principalmente per giocare. Servirà però qualche settimana per capirlo, i prodotti sono appena arrivati sul mercato e hanno costi più alti del normale, solo allora si potranno trarre delle conclusioni più precise.