Intel Optane 32 GB Recensione: l'SSD che velocizza i dischi meccanici

Intel Optane è una nuova serie di Solid State Drive del colosso americano, da utilizzare come cache per i dischi meccanici, rendendoli più veloci.

recensione Intel Optane 32 GB Recensione: l'SSD che velocizza i dischi meccanici
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Non tutti gli utenti sono a conoscenza del fatto che Intel ha progettato e messo in commercio dei Solid State Drive della cosiddetta famiglia Optane, che ingloba dei dispositivi votati principalmente alla velocità, ma senza rinunciare ad un costo aggressivo sul mercato. Il segreto di questi SSD del colosso americano è nelle memorie di cui tali prodotti sono dotati, ovvero le 3D XPoint, e sul complesso connubio tra hardware e software che gestisce il tutto. Si tratta chip di memoria che promettono molto bene, soprattutto per i data center e, in generale, per i cluster, strutture che hanno bisogno di elevatissima velocità in lettura e in scrittura.
Oggi analizziamo però un prodotto destinato all'utenza consumer, inviatoci direttamente da Intel: non si tratta di niente di diverso da un Solid State Drive con interfaccia PCIe, che però monta a bordo proprio i chip di memoria 3D XPoint

Cosa sono i dispositivi Optane

Le memorie 3D XPoint sono nate da una joint venture fra Intel e Micron, e il risultato sono dei chip che, teoricamente parlando, sono mille volte più veloci e mille volte più "resistenti" di quelli che siamo abituati ad utilizzare, che sono basati su package NAND Flash. E' chiaro che, se riportiamo tutto al mondo reale, quelle mille volte vengono più che dimezzate, in quanto siamo limitati dalla velocità dell'interscambio (il classico bus, che nel caso di un Solid State Drive sono le quattro linee PCIe 3.0).
Attualmente, Intel ha solo prodotto un dispositivo in due diversi tagli di capacità per il mercato consumer: il primo da 16 GB, il secondo da 32 GB. Per questo motivo, se si acquistasse oggi un device Intel Optane, esso dovrebbe essere affiancato ad un disco meccanico classico ed utilizzato come cache, che poi è proprio lo scopo per cui sono stati prodotti questi SSD di piccolo taglio. Impiegare un disco così veloce come cache, per il principio di località dei dati, dovrebbe in ogni caso velocizzare la stragrande maggioranza delle operazioni, con un netto beneficio verso l'utente finale, ma ciò sarà argomento del prossimo paragrafo. Intel ha tra l'altro integrato una tecnologia smart che tenta di accelerare tutte le operazioni legate all'I/O dei dischi; essa prende il nome Intelligent System Acceleration, che impara dal comportamento dell'utente e cerca di portare nella cache le informazioni in una maniera sempre più precisa in base alle sue abitudini di utilizzo. Secondo il colosso americano, se si utilizza un computer con processore Intel di settima generazione assieme ad un SSD Optane, la velocità di boot si dimezza, mentre avviare il web browser è un'operazione che impiega un quinto del tempo.

Prestazioni e benchmark

Prima di partire con test è bene precisare un SSD Optane è compatibile solo con le schede madri dotate di un chipset Intel Z270 o superiore e - per ovvi motivi - non con i chipset della concorrenza. Installando il disco su una scheda Z170 questo funzionerebbe ma solo come un comune SSD, senza però la possibilità di sfruttare l'Intelligent System Acceleration. In certi casi, inoltre, il BIOS va aggiornato prima di iniziare a sfruttare il disco al massimo.
Il nostro test è avvenuto con un Intel Core i9-7900X assieme ad una GIGABYTE X299 AORUS Gaming 3. La RAM installata nel sistema è di 16 GB, grazie a due moduli Corsair Vengeance LPX a 3000 MHz, configurazione che però non ci ha permesso di sfruttare il quad channel.
Il giro di test è cominciato con CrystalDiskMark, che è certamente il benchmark più utilizzato in assoluto per avere una affidabile indicazione della velocità dei device legati allo storage. Abbiamo ottenuto 1489 MB/s e 312 MB/s rispettivamente per le scritture e le letture sequenziali con blocchi da 128 kB ciascuno; le prestazioni sono plausibilmente scese un pochino con le stesse impostazioni ma con dati casuali, con blocchi da 4 kB, a 985 MB/s e 321 MB/s. Siamo poi passati a PCMark Vantage, benchmark che ci conferisce una visione più generale e meno modulare, con un risultato complessivo di 159128 punti, per poi finire col fratello PCMark 7, con uno score sul sistema di storage di 17987.

Perché un Intel Optane è così veloce

Le ragioni per cui le nuove memorie di Intel sono veloci sono tante, e molte esulano dallo scopo di questa recensione. Ciò che però dà il maggior contributo alla rapidità di un Optane deriva dalle performance con i dati salvati nelle cosidette low queue depth dedicate alle letture random. Le letture casuali, durante un utilizzo tipico di un computer moderno, non sono però le operazioni che i dischi compiono di più; i solid state drive attuali, infatti, proprio sulle letture causali fanno un po' più di fatica, ed eccellono invece in quelle sequenziali, che alla fin fine sono quelle che interessano agli utenti medi. Un Optane è quindi veloce, sì, ma in sostanza coloro che utilizzare il proprio computer in maniera canonica, non dovrebbero notare benefici di sorta rispetto ad un SSD.
Tutto cambia invece se si utilizza l'Intelligent System Acceleration, creando in pratica un RAID tra un disco rigido meccanico e un SSD Optane, usato come cache. In questo caso, come spiegato anche in precedenza, il sistema dopo i primi riavvii inizia ad apprendere il comportamento dell'utente, accelerando l'avvio e l'esecuzione dei software più sfruttati. Ma cosa significa questo nella pratica? Significa che anche installando il sistema operativo su un disco meccanico la sua velocità di avvio sarà decisamente più bassa, mentre usando in coppia un SSD Optane e un SSD standard il tempo di caricamento scende ancora di più. Altro esempio può essere l'avvio di un gioco o di un programma come Photoshop, che su un disco meccanico impiega diverso tempo, mentre sfruttando l'Optane come cache non ci sono praticamente differenze con un SSD tradizionale. Sia chiaro, qui la velocità delle memorie 3D Xpoint non permette prestazioni superiori a quelle di un SSD nella pratica, ma il risultato finale è decisamente interessante per l'utente medio, che non vuole spendere cifre rilevanti per un SSD di grandi dimensioni. Insomma, si tratta di una soluzione perfetta per chi vuole spendere poco ed avere comunque un sistema operativo scattante e tanta memoria a disposizione, grazie alle grandi capacità di stoccaggio dati dei dischi meccanici.

Intel Optane Engineering Sample 32 GB Il punto di forza di un SSD Intel Optane è diverso da quello su cui sono focalizzati gli usi degli utenti canonici. Il dispositivo è veloce, molto veloce, ma nell’utilizzo desktop le differenze quasi non si notano, se non in avvio del sistema (e nemmeno così tanto). Velocità pura a parte, appare chiaro come la soluzione migliore è quella di affidarsi a dispositivi di stoccaggio dedicati, ma chi è in cerca di un compromesso tra velocità di esecuzione e spazio disponibile potrebbe aver trovato una soluzione alternativa a quelle disponibili, utilizzando in coppia Optane con un disco meccanico. Intel ha comunque messo tanto impegno nella progettazione di questa tecnologia, che ha ampi margini di sviluppo futuri. Per adesso, la scarsa diffusione delle schede madri compatibili ne limita l'utilizzo, ma in futuro sentiremo ancora parlare di queste memorie, veloci e capaci di imparare, grazie alla piattaforma hardware/software pensata da Intel, le abitudini degli utenti, spingendo sulle prestazioni solo dove serve davvero.

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