Recensione iPhone 4

Dopo prove approfondite e più di un mese di utilizzo, la review definitiva su iPhone4

recensione iPhone 4
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iPhone 4 è una realtà ormai da qualche mese e, dopo i primi tempi, caratterizzati da un’indisponibilità fisiologica del device, la situazione sembra sulla via del miglioramento, con l’ultimo oggetto del desiderio made in Cupertino che fa bella mostra di sé sugli scaffali di quasi tutti i negozi. Everyeye ha scelto di non cavalcare l’onda durante l’estate, quando molti altri magazine hanno pubblicato, a pochi giorni dal lancio del telefono, recensioni più o meno approfondite, e proponendo soltanto un primo hands-on. Rimandando ad ora la review abbiamo potuto approfondire di più l’esperienza d’uso di iPhone 4, testandolo in tutte le sue molteplici sfaccettature e in diversi ambienti, dall’Italia fino agli Stati Uniti. Nell’ottica di voler offrire un prodotto editoriale il più completo ed esaustivo possibile, dunque, andiamo a incominciare.

L' Hardware...

Dopo le polemiche di qualche anno fa, in cui Apple era stata presa di mira dagli ambientalisti per via della sua (presunta) pesantissima impronta ecologica, il reparto marketing di Steve Jobs ha cominciato una incessante riduzione del packaging, diminuendo la quantità di plastica e cartone a ogni singolo aggiornamento dell’hardware. iPhone 4 non fa eccezione. La scatola e gli incartamenti sono, se possibile, ancora più minimalisti di quelli che accompagnavano la vecchia versione, una volta tolto il cellophane, troviamo immediatamente il telefono, il cavo USB con caricabatterie a muro e due striminziti manuali d’uso, insieme ai canonici adesivi a forma di mela morsicata. Il tutto è stato concepito per occupare meno spazio possibile, addirittura il trasformatore di corrente è stato ridisegnato e ora è poco più spesso di un paio di centimetri.
Una volta preso in mano il terminale la sensazione di solidità che si prova supera di gran lunga quella offerta dal vecchio 3GS, con il suo doppio guscio in vetro e l’antenna laterale cromata, iPhone 4 è un capolavoro di design industriale che riesce a reinventare il concept originale senza tradirlo, modernizzandolo quanto basta per far capire anche solo con uno sguardo che ci si trova davanti a un prodotto del tutto nuovo. Più in generale tutta la componente hardware è stata disegnata ex novo, la batteria, ora più capiente e derivata direttamente da quella di iPad, occupa la gran parte del case, mentre il processore A4 si ritaglia uno spazietto appena accanto la nuova videocamera frontale; i tasti, in particolare quello Home sono molto più resistenti e sensibili alla pressione mentre la nuova levetta che permette di attivare la modalità silenziosa è molto più stabile di quella con il vecchio design e la probabilità di rottura è molto, molto ridotta.
Subito dopo l’accensione il primo impatto con il Retina Display è sconcertante, la definizione (960x640contro i 480x320 del modello precedente) e la luminosità dello schermo non hanno rivali, se paragonati a qualsiasi smartphone della stessa categoria, le icone sembrano scolpite sul vetro e anche i più piccoli particolari diventano facilissimi da notare, basti pensare che guardando i folder si possono distinguere una per una le applicazioni contenute, senza bisogno di aprirne nessuno.
Come sempre, forse Jobs dicendo che il Retina Display rappresenta la massima qualità distinguibile da un occhio umano ingigantisce i suoi meriti, ma è innegabile che le fotografie, così come i video o le pagine web particolarmente verbose offrano un’esperienza del tutto diversa se fruite su iPhone 4 o su un qualunque altro dispositivo portatile.
Naturalmente le potenzialità del Retina Display si svelano del tutto nel momento in cui andiamo a scattare fotografie o giriamo video; andando controcorrente, Apple ha deciso di puntare non tanto sui megapixel, ma sulla qualità del sensore CMOS delle due fotocamere (una frontale e una dorsale) che equipaggiano il suo smartphone. Il risultato sono foto di altissima qualità anche in ambienti bui o con soggetti in movimento, durante le nostre prove abbiamo girato alcuni filmati mentre testavamo RockBand 3 alla GamesCom di Colonia e, nonostante il rumore, le luci stroboscopiche e la poca illuminazione, il risultato ha superato ogni nostra più rosea aspettativa garantendoci filmati a 720p ottimi da condividere in rete. Certo, non stiamo parlando della codifica visiva di un Blu-Ray, ma calcolando che stiamo parlando di una fotocamera che sta dentro a un cellulare grande come il palmo di una mano non c’è assolutamente da lamentarsi, soprattutto quando la concorrenza offre soluzioni molto più ingombranti e dalle perfomance non troppo dissimili.

... e il Software.

Passando al lato software l’esperienza d’uso, grazie ai MhZ garantiti dall’A4, guadagna in velocità e tempi di risposta, con rallentamenti ridotti quasi a zero e il rendering delle pagine web pressoché istantaneo. Il multitasking (come avevamo già anticipato nel nostro articolo dedicato ad iOS 4) funziona molto bene e regge una buona quindicina di applicazioni aperte in contemporanea, restano ancora alcuni problemi da risolvere, come la mancanza di un task manager degno di questo nome, ma la strada imboccata da Apple è quella giusta, permettendo di risparmiare batteria e, al tempo stesso, poter lavorare su più programmi contemporaneamente. Il sistema di notifiche push, invece, continua a non convincerci appieno dato che, quando lo si attiva, l’autonomia diminuisce drasticamente e rischia di diventare troppo invadente, soprattutto nel caso delle applicazioni di IM. Complessivamente però la durata della batteria si attesta sugli ottimi livelli già segnati da iPad con otto/dieci ore di uso intensivo e due o tre giorni totali nel caso di un utilizzo “lavorativo” (telefonate, mail, note e una navigazione internet non troppo impegnativa); segnaliamo però che giocando molto queste tempistiche medie possono ridursi drasticamente soprattutto se la connessione 3G rimane attiva e si usano le notifiche in tempo reale. Anche da questo punto di vista però il lavoro di Apple rimane eccelso, proponendo un device che va a posizionarsi nel top tier della sua fascia di mercato.

Se Telefonando

Veniamo ora alle dolenti note: la parte telefonica. Che iPhone non sia mai stato un smartphone pensato principalmente per le chiamate lo si era già capito dalla prima versione e, neppure in quest’ultimo modello la situazione cambia di molto. Andando all’estero il terminale fatica molto a trovare campo e, nella quasi totalità dei casi, si è costretti a eseguire anche due riavvii prima che le “tacchette” comincino a salire. La qualità delle telefonate, poi, non è eccelsa e non sono rari i casi in cui la chiamata cade perché il cellulare non ha campo. Tutti questi problemi non sono connessi in alcun modo alla notoria querelle dell’antennagate (su cui più avanti torneremo), ma, a nostro avviso, ad alcuni bug software che Apple dovrebbe sbrigarsi a risolvere anche se, come i clienti affezionati avranno ormai capito, non sembra che a Cupertino abbiano particolarmente a cuore la funzione “primaria” del loro cellulare.
La novità rappresentata da FaceTime, invece, cerca di rilanciare il vecchio mito delle videochiamate, un’operazione già tentata in tempi diversi, da 3 e Telecom Italia, seppur con modalità leggermente differenti. L’idea di Apple è molto buona ma, almeno per ora troppo limitata, al di la del vincolo (naturale) dell’avere due iPhone 4, la necessità di essere connessi in WiFi limita le possibilità d’uso di questa funzione soprattutto perché non è chiaro che senso abbia spendere credito telefonico per effettuare una videochiamata quando, con copertura WiFi si può tranquillamente usare Skype. Forse nel momento in cui il protocollo FaceTime sarà integrato di Default su tutti i mac e gli iPod Touch usarlo avrà un senso ma per ora è una feature simpatica e divertente, ma non ha i numeri per rivoluzionare le nostre conversazioni telefoniche.
Per concludere, spendiamo due parole sull’annosa questione dell’Antennagate. E’ vero che iPhone 4 non si può usare senza bumper? La linea cade così spesso? Ci sono problemi reali? La risposta, in tutti e tre i casi è un "no" netto. Nel corso degli ultimi tre mesi abbiamo usato il nuovo cellulare di Apple in tutte le condizioni, prendendolo in mano nei modi più strani, con o senza custodia e non abbiamo mai notato un indebolimento della linea dovuto al contatto fra la pelle e l’antenna. Mai. Much ado about nothing, direbbero gli inglesi, molto rumore per nulla diciamo noi; la campagna orchestrata contro Apple ha ben altre motivazioni, che vanno al di là di problematiche tecniche inesistenti, spostandosi su un piano editoriale/industriale il cui approfondimento esulerebbe dagli obiettivi di questa recensione. Per cui usate il vostro smartphone californiano in piena tranquillità, difficilmente perderete una chiamata a causa dell’antenna, ma, al contrario, vi troverete spesso ad imprecare per aver toccato inavvertitamente il tasto che chiama la segreteria telefonica (posizionato, molto stupidamente, fin troppo vicino a quello per richiamare il tastierino numerico). Finché sono questi i problemi ci sentiamo di dire che iPhone 4 è promosso a pieni voti.

iPhone 4 iPhone 4 vale o no i seicentocinquanta Euro che Steve ci chiede? La risposta non sta in nessuna recensione, dalla più tecnica a quella meno approfondita. Il telefono di Apple è al top della sua gamma e non mancherà di soddisfare né il dirigente d’azienda che ha bisogno di accedere alla mail ogni cinque minuti né l’appassionato di tecnologia che adora i nuovi puzzle che escono su AppStore. Per chi ha ancora i vecchi 2G o 3G consigliamo l’upgrade, magari con uno dei contratti ad abbonamento che propongono Vodafone e 3 (avendo cura di leggere molto bene le clausole), i possessori di 3GS invece dovrebbero valutare bene se le nuove funzioni sono così fondamentali da giustificare il non modico esborso. Ma queste sono valutazioni personali che spettano a ogni singolo acquirente.