LG C1 Recensione: il nero infinito ora è più luminoso

In prova l'OLED LG 55C15LA che, anche fuori dalla linea Evo, è pronto a sorprendere per qualità e compatibilità, con HDMI 2.1 fino al 4K a 120 Hz.

LG C1 Recensione: il nero infinito ora è più luminoso
INFORMAZIONI SCHEDA
Articolo a cura di

Tema scottante già lo scorso anno, le HDMI 2.1 vedono nel 2021 l'anno del consolidamento nel panorama TV. Un'ottima occasione per salire in carrozza per chi era rimasto indietro ma anche una ghiotta chance di perfezionamento per chi ci era già arrivato. Tra i brand che hanno abbracciato prima il nuovo standard c'è LG, apripista già per tante tecnologie nell'Home Entertainment e uno dei primi anche nel raggiungimento dell'agognato nuovo standard.
La nuova generazione di OLED LG punta molto su questo aspetto, forte dell'esperienza già acquisita, ma sono tante le novità anche sul piano strutturale e qualitativo, anche al di fuori della linea Evo.

Aspetto e materiali

Design, ingombro e peso non sono cambiati rispetto alla linea precedente per l'OLED 55C15LA, che misura 122,8 cm x 73,8 cm x 25,1 cm (L x A x P) e pesa ben 23 chili con la base.

Schermo è al solito privo di cornice con appena 9 mm di distanza dal bordo. I due elementi tra metallo spazzolato anteriore e plastica posteriore, che include il vano per raggruppare i cavi, si agganciano tra loro formando il supporto che va a fissarsi al dorso dell'unità tramite quattro viti.
Si può anche scegliere di appendere il pannello al muro sfruttando l'attacco VESA 300 x 200 mm, meglio se con l'opportunità di estendere il braccio ancorato a muro per una migliore angolazione. Considerati i materiali, la loro sottigliezza e il peso non indifferente del solo pannello sarebbe opportuno essere almeno in due per un assemblaggio senza rischi.

Nuova generazione OLED

Gli schermi OLED sono noti per offrire un'incredibile esperienza cromatica con nero infinito, ma al tempo stesso anche il rischio di ritenzione d'immagine e dei limiti nell'illuminazione e nel contrasto. La generazione LG OLED 2021 esce vincente da questo punto di vista e, anche se questo modello nello specifico non rientra nel novero della linea Evo col 20% di luminosità in più rispetto al 2020, anche qui non ci si può lamentare.
Il rischio di stampaggio dell'immagine è basso e c'è una forte apertura al gaming, grazie ai 10 bit nativi pronti a gestire al meglio le schede grafiche più prestanti o le console di ultima generazione fino a 120Hz, con supporto ALLM, VRR, G-SYNC e FreeSync Premium.

Quanto alle connessioni non siamo da meno con due zone posteriori, dove l'isola con le porte in perpendicolare prevede un ingresso HDMI compatibile con eARC, antenna 75 Ohm per il digitale terrestre e un'altra per il satellite, due USB 2.0, output S/PDIF audio digitale ottico, jack 3,5 mm per cuffie e ingresso ethernet RJ45. Troviamo poi, con inserimento laterale, altre tre porte HDMI, USB 2.0 e vano per modulo accesso condizionato CI+ 1.4.
Tutte le porte HDMI sono certificate 2.1 e accettano segnali video fino al 4K a 120 Hz e tutte funzionano perfettamente anche nel transito di segnali video al di sotto di tale frequenza, senza ripercussioni negative sulla resa d'insieme.

Il software che governa la macchina è il sistema operativo proprietario LG WebOS, giunto alla versione 6.0, dotato di un'interfaccia intuitiva per navigare tra i programmi del digitale terrestre DVB-T2, del segnale satellitare fino allo standard DVB-S2, senza dimenticare le tante piattaforme di streaming e le app per l'accesso a una sarabanda di canali di intrattenimento, sport, musica, meteo e notizie.

Il tutto ulteriormente personalizzabile accedendo, con il consueto menù a scomparsa, alle impostazioni base così come ai setup video e audio per sfruttare al meglio il notevole potenziale di questo pannello. Ciò include l'ampia offerta dei canali streaming e VOD più gettonati tra cui DAZN e Disney+ assieme a Rakuten e Amazon Prime Video, di cui troviamo i pulsanti diretti sul telecomando.
Per quanto riguarda proprio il telecomando, rispetto al passato troviamo un'ulteriore rifinitura, anche se manca sempre la retroilluminazione, e un minor ingombro, con la consueta punta affusolata e l'esclusiva funzione puntatore mouse, che però richiede un minimo di dimestichezza per muoversi agevolmente tra i vari menù. Oltre alla compatibilità AirPlay e Casting da mobile c'è accesso diretto agli assistenti vocali Google Assistant e Amazon Alexa.

Pronto all'uso

LG C1 è ideale per chi desidera il top della resa tecnica out-of-the-box e quindi senza nozioni particolari. Risultati possibili grazie al processore Alpha 9 di quarta generazione, che sfrutta il deep learning in sinergia con il sistema mediato dall'intelligenza artificiale AI Picture Pro.
L'analisi del materiale audio/video prima di transitare per il pannello conduce a un più misurato dosaggio degli elementi che lo compongono, anche in funzione delle condizioni di luce nell'ambiente circostante.

La disattivazione dell'intervento dell'AI impoverisce in parte l'immagine con abbassamento dei dettagli. L'intelligenza artificiale contribuisce a eliminare il color banding, così come il dynamic tone mapping restituisce gradazioni di colore molto più uniformi.
Particolarmente efficace e da provare il preset Cinema in presenza di contenuti Dolby Vision che chiama in causa il Dolby Vision IQ. In tal caso il sensore di luce ambientale tiene sotto controllo il livello di illuminazione nel locale adeguando il contenuto Dolby Vision e prevenendo l'oscuramento eccessivo.

Quasi completo

L'offerta quanto ad HDR è quasi completa, include il prezioso Dolby Vision assieme ad HLG e HDR-10, tagliando fuori solo l'HDR-10+. I più completisti potrebbero storcere il naso ma, considerando la limitata diffusione di questa specifica gestione "open" a metadati dinamici, si può vedere il bicchiere più che mezzo pieno.

Del resto, tale mancanza, proprio come accade con Sony, non è legata a questo specifico modello. Chi desidera l'integrazione del supporto all'HDR-10+ deve rivolgersi ad altro brand.
Scartando preset come Nitidezza, che presenta eccessi di blu, si possono scegliere altre impostazioni di fabbrica a partire dalla "Standard", benché sia opportuno mirare a scelte più specifiche, come la modalità Cinema, o Filmaker Mode, e ISF Esperto, per locali luminosi o al buio, per la visione di programmi in streaming o da Blu-ray Full HD / UHD.

L'arte dell'ottimizzazione

L'elettronica proprietaria e una serie di funzioni dedicate sono al servizio di ottimizzazione e personalizzazione video. Con materiale nativo UHD questa Smart TV dà il massimo assoluto ma più si abbassa la risoluzione e più si potrebbe avvertire una certa grana in secondo piano.

Si può intervenire con filtri che ne contengano l'ingerenza ma senza eccedere oltre il livello medio o basso, pena un certo appiattimento della scena. Qualsiasi funzione specifica di intervento sull'immagine ha solitamente l'opzione automatica, che lascia al sistema la scelta, mentre in manuale si possono raggiungere risultati ancora migliori.
Rispetto al passato è notevole il miglioramento per il TruMotion, che rende più fluidi i movimenti di macchina, specie in panning laterali, senza per questo generare fastidiosi artefatti digitali. Più complesso e non così risolutivo il Black Frame Insertion che, se da una parte limita il decadimento della risoluzione nelle scene più rapide, dall'altra potrebbe generare una certa artificiosità, che si acuisce con l'ingerenza dell'effetto.

Spazio gaming e spazio colore

L'universo dei videogiochi è da tempo un elemento cardine per aumentare il parco utenti nel mondo TV. Tramite il Game Optimizer si ottiene una riequalizzazione dei parametri d'immagine e la migliore gestione possibile per il materiale d'ingresso, riconoscendo praticamente all'istante anche console datate con segnali video SD.

Concorrono al risultato finale VRR e ALLM. Notevole, in particolare, la bilanciatura del gamma nelle situazioni di basso refresh rate e peraltro l'input lag risulta molto basso, attestandosi sui 10 ms, che scendono a 5 ms a risoluzione 4K con 120 Hz di frequenza di aggiornamento.

Partecipa a completare un quadro gaming già di per sé sorprendente anche la certificazione HGIG (HDR Gaming Interest Group), con ulteriore ottimizzazione e rifinitura in funzione del materiale video che beneficia di High Dynamic Range. Desiderando una migliore taratura si può intervenire con una calibrazione semi automatica tramite CalMan AutoCal, che richiede colorimetro e computer con relativo programma dedicato. Si può agire anche in modalità totalmente manuale, a patto di sapere cosa si sta facendo per evitare risultati peggiorativi. Il bilanciamento del bianco è possibile a 2, 10 e 20 punti e, per non complicarsi troppo la vita, i classici step da 10 dovrebbero essere più che sufficienti per calmierare esuberanze colorimetriche RGB.

In particolare per questo specifico pannello abbiamo riscontrato un gamut ben oltre lo spazio misurato REC.709, come dimostrano le prime due immagini qui sopra, ma ciò varia anche in base al preset. Se il profilo consigliato rimane quello "Cinema", in "Filmaker Mode" si raggiungono misure pressoché perfette. Del resto anche le saturazioni intermedie non tradiscono la qualità tecnica del pannello.
Davvero eccellente il livello di copertura per materiale UHD / HDR, il rilevamento è superiore al 95% in DCI-P3, come dimostra l'ultima immagine qui sopra, scendendo attorno al 69% in REC.2020. Oltre i 700 nit il numero di candele per metro quadro, avvicinandosi agli 800 nit con impostazioni al massimo delle possibilità concesse dall'elettronica.

Audio ancora migliorabile

Sul fronte audio troviamo il solito Dolby Digital per le codifiche audio, esulando totalmente dal DTS con qualsiasi codec lossy o lossless. Ad avere la meglio sono l'ATMOS e l'apertura all'esterno tramite la gestione eARC via HDMI per il transito verso un sintoamplificatore compatibile, con adeguata configurazione di diffusori che contemplino anche i canali verticali.

Tanta tecnologia anche qui per l'elaborazione al meglio del segnale audio tramite AI Sound Pro, ma con limitazioni indotte dalla potenza massima di 40 Watt esprimibile da due tweeter e due woofer. Piacevole l'ascolto a bassi volumi di qualsiasi canale del digitale terrestre o via satellite, ma chiedendo di più al sistema saltano fuori i limiti nella dinamica e l'assenza di bassi corposi. Se non si dispone di un impianto home theater si può sempre ripiegare su una soundbar, magari accompagnata da un subwoofer wireless per arricchire la scena sonora soprattutto per film e concerti.

LG 55C15LA Audio a parte il 55C1LA di LG si è rivelato un eccellente protagonista tecnologico del mercato attuale, proposto a circa 1499€. Resta l'unico rammarico dell'assenza dell'HDR-10+, che lascia spazio ai soli metadati dinamici della controparte Dolby Vision. LG C1 offre flessibilità e un'ottima capacità di elaborazione dei segnali video, a oggi è la migliore scelta su piazza per gli amanti del gaming e del nero infinito, che qui possono dimenticare i limiti indotti dalla compatibilità 4K/120 Hz in cui ci si potrebbe imbattere con altri brand.

9