POCO M5 Recensione: lo smartphone per chi non vuole spendere troppo

POCO M5 è uno smartphone che si affaccia sul mercato con un prezzo inferiore ai 200 euro e un design che si distingue dalla massa.

POCO M5 Recensione: lo smartphone per chi non vuole spendere troppo
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I tempi che stiamo vivendo non sono dei migliori e potrebbe essere molto complesso chiedere alle aziende di offrire al contempo prezzi bassi e un pacchetto completo nei nuovi smartphone.
Se nelle fasce più elevate stiamo assistendo a un incremento dei costi, in quelle più basse bisogna rivedere un po' le proprie aspettative, dato che difficilmente la situazione si risolverà in breve tempo per i produttori.
Bisogna guardare il mercato con un pizzico di realismo, in quanto le regole del gioco sono di fatto state riscritte. Abbiamo utilizzato un approccio più cauto per avvicinarci a POCO M5, smartphone che arriverà in Italia il 12 settembre 2022 a un prezzo early bird di 169,90 euro per il modello da 4/64GB, ovvero quello che abbiamo avuto modo di provare in anteprima.
Questo costo sarà valido fino alle ore 12:59 del 17 settembre 2022, dato che poi si passerà a 189,90 euro. Esiste, però, anche una variante da 4/128GB, che nel periodo early bird verrà proposta a 189,90 euro per poi passare a 209,90 euro.

Un design solido

Il primo impatto con POCO M5 ci è piaciuto: la scocca posteriore è stata realizzata in una texture che ricorda a livello visivo la pelle ed è anche antimacchia. La sensazione al tatto è molto simile alla plastica, che è infatti il materiale preponderante.

POCO ha giocato bene le sue carte e il design si distingue dalla massa, anche grazie alla disponibilità di tre colorazioni: Black (quella che abbiamo provato noi), Yellow e Green. Questo approccio garantisce anche un'ottima solidità costruttiva e rende il dispositivo più comodo in termini di maneggevolezza. Le dimensioni dello smartphone sono di 163,99 x 76,09 x 8,9 mm, per un peso di 201 grammi.
La sporgenza delle fotocamere c'è e fa ballare un po' lo smartphone quando si utilizza quest'ultimo su una superficie piana, ma non si tratta di nulla di compromettente.
Anteriormente fa capolino un display con notch a goccia, soluzione che in realtà non vedevamo da un po', in quanto per certi versi un po' superata dall'ormai onnipresente foro per la fotocamera.
A livello di metodi di sblocco non manca il riconoscimento facciale, mentre il rapido sensore di impronte digitali è posto sul lato destro, ovvero integrato nel pulsante d'accensione.

Al fianco di quest'ultimo troviamo il bilanciere del volume, mentre in alto ci sono il jack audio da 3,5mm per le cuffie e il sensore IR.
Sulla sinistra, invece, è collocato il carrellino per la SIM che offre un triplo slot (Dual nanoSIM e microSD). In basso troviamo microfono, porta USB Type-C e altoparlante.
Vanno un po' tirate le orecchie a POCO per quel riguarda la confezione di vendita, non tanto per il contenuto in sé, dato che ci sono anche un cavo USB Type-C/USB Type-A, un caricabatterie da 22,5W (la ricarica avviene però a 18W), la spilla per l'estrazione del vano SIM, manualistica varia e persino una pellicola protettiva, bensì per la custodia trasparente che abbiamo avuto modo di provare.

Progettata per calzare alla perfezione, purtroppo presenta un foro troppo piccolo per il cavo USB-C in dotazione, costringendoci a rimuovere la cover per poter inserire correttamente il connettore ed essere sicuri di poter ricaricare lo smartphone.
Non sappiamo se si tratti di un difetto di fabbricazione della nostra specifica cover o se sia qualcosa di più diffuso, ma è giusto segnalarlo.

Una scheda tecnica entry-level

L'aspetto che più di tutti può far discutere di questo dispositivo è l'adozione di un processore MediaTek Helio G99. Si fa riferimento a un SoC di recente uscita, affiancato nel nostro sample da 4GB di RAM LPDDR4X (c'è l'espansione virtuale di 1GB) e 64GB di memoria interna UFS 2.2 (espandibile tramite microSD fino a 1TB), che non riesce, però, a convincere del tutto a livello prestazionale.

Le incertezze si notano anche nell'ambito quotidiano, in cui i lag non sono inusuali. Inoltre, il multitasking può inoltre mettere a dura prova lo smartphone - ad esempio la riproduzione di una live su Twitch in Picture in picture mentre si naviga sul Web.
Va detto che un aggiornamento software arrivato nei giorni finali della nostra prova sembra aver migliorato un po' la situazione e con un po' di pazienza si riesce a fare essenzialmente tutto, ma c'è una generale sensazione di fluidità di sistema sottotono. GeekBench non può che confermarlo, facendo segnare 552 punti in single-core e 1.916 punti in multi-core. Bisogna, quindi, scendere a compromessi non di poco conto sulle operazioni più avanzate, come vedremo più avanti lato gaming.

Ciò che convince è l'autonomia garantita dall'ampia batteria da 5.000 mAh, che più volte ci ha consentito di raggiungere le due fatidiche giornate. La ricarica, invece, è a 18W e non è delle più rapide, ma risulta nella norma per la fascia bassa.

Un aspetto interessante da approfondire è lo schermo LCD da 6,58 pollici con risoluzione Full HD+ (2408 x 1080 pixel), frequenza di aggiornamento fino a 90 Hz, touch sampling rate di 240 Hz, protezione Corning Gorilla Glass e luminosità di 500 nit. Avrete già compreso dove vogliamo arrivare: la luminosità massima raggiungibile non è delle più elevate, cosa che può comportare qualche limitazione nell'utilizzo dello smartphone alla luce del sole.

Non si tratta di nulla di trascendentale, ma è un compromesso che va segnalato. Il display per il resto non è poi così male in termini di bilanciamento dei colori, così come non mancano i DRM Widevine L1 per la visione in Full HD di contenuti come quelli di Netflix.

Non siamo di certo davanti a uno dei migliori pannelli sul mercato, ma la fascia di prezzo è coerente con questa scelta di POCO, oltre a ricordare che non si tratta di certo dell'unico brand a fare scelte di questo tipo, soprattutto in termini di risoluzione, dove invece ha una marcia in più rispetto a tanti altri dispositivi.
Non aspettatevi faville neanche dal reparto audio, dato che c'è uno speaker mono. Interessante, invece, il comparto connettività per uno smartphone 4G, dato che NFC, Bluetooth 5.3, Wi-Fi ac e jack audio per le cuffie sono al loro posto.
Un colpo di scena durante la prova c'è stato: ci siamo accorti che il sensore di prossimità sembrerebbe più preciso rispetto a quanto visto in altri modelli del recente passato. I test dal menu CIT sembrano confermare le nostre impressioni: che si sia deciso di abbandonare il tanto discusso sensore di prossimità virtuale di Xiaomi? Vedremo se la questione si ripeterà anche coi dispositivi futuri.

A livello di fotocamere, sul retro fanno capolino tre sensori da 50MP (principale, f/1.8, PDAF), 2MP (f/2.4, macro) e 2MP (f/2.4, profondità di campo). Trattandosi di un dispositivo entry-level, non stupisce il fatto che il rumore digitale sia ben presente in notturna, anche utilizzando l'apposita modalità. Tuttavia, in contesti con buona luce si riesce a estrarre dal cilindro qualche scatto interessante per la fascia bassa.

Troppo limitata la risoluzione delle macro e assenti le grandangolari, mentre risultano discreti i selfie della lente anteriore da 5MP (f/2.2). I video si possono registrare al massimo a 1080p/30fps e risultano poco dettagliati. Insomma, POCO M5 non è di certo uno smartphone che si acquista per il reparto fotocamere, ma contestualizzando il prodotto nel periodo in cui siamo, si può definire come nella media per il segmento entry-level.
Se volete dare un'occhiata a qualche scatto non compresso, potete fare riferimento alla nostra cartella Drive dedicata a POCO M5.

La MIUI 13 è sempre lei

Lato software, il cuore di POCO M5 consiste nella personalizzazione MIUI 13 e POCO Launcher, basata su Android 12, che al momento in cui scriviamo dispone delle patch di sicurezza di agosto 2022.
Abbiamo già parlato della fluidità del sistema ma per il resto, come al solito, ci sono miriadi di funzionalità. In più, in questo specifico modello c'è qualche app preinstallata e qualche consiglio (come Agoda e Crypto.com che si trovano nella cartella Altre app, anche se è tutto eliminabile), così come è presente un po' di pubblicità nelle app di sistema come Pulitore: per usare un gioco di parole, non è il più pulito dei software.

Per il resto, i test lato gaming fanno emergere tutte le limitazioni del caso relative alle performance non al top. Infatti, Call of Duty Mobile, videogioco ben ottimizzato e in grado ormai di girare come si deve su un'ampia gamma di modelli, qui arriva a dettagli su Medio e FPS su Alto. Apex Legends Mobile, rilevando i limiti hardware, imposta tutto in modo automatico sul preset Normale. C'è la classica funzionalità Turbo videogiochi, incluso un hub per i titoli installati, ma non può risollevare da sola la situazione. Insomma, un po' di casual gaming si può fare, ma bisogna scendere a compromessi.

POCO M5 POCO M5 è uno smartphone figlio della sua epoca e come tale va valutato: messo a confronto con quanto visto in passato anche nella stessa famiglia POCO, più di qualche aspetto potrebbe far storcere il naso; tuttavia, è dando un'occhiata alle alternative attualmente sul mercato che si comprende come i tempi stiano cambiando e che, in fin dei conti, questo dispositivo può rappresentare una buona scelta per chi ha un budget ridotto. Portando un po' di pazienza sul fronte delle performance e della luminosità del pannello, potremo scoprire un'autonomia da quasi due giornate, così come un'ottima solidità costruttiva, un design che si differenzia dalla massa e un comparto connettività completo di 4G, jack audio per le cuffie, Bluetooth 5.3 e NFC. La carica avviene a 18W (in confezione c'è un caricabatterie da 22,5W) e il reparto fotografico è nella media per un dispositivo entry-level. Non manca, inoltre, un plot twist: per coloro che in passato hanno avuto problemi con Xiaomi, qui il sensore di prossimità sembra funzionare meglio che in molti altri modelli del gruppo. Certo, siamo in una fase in cui potrebbe avere senso puntare a smartphone usciti già da un po' di tempo, dato che è proprio l'esistenza di modelli come POCO M4 Pro 5G (uscito a fine 2021) a minare un po' il collocamento sul mercato di POCO M5. Nonostante questo, fateci caso: nel 2022 sotto i 200 euro abbiamo visto miriadi di dispositivi con limitazioni in termini di risoluzione dello schermo (POCO M5 offre, invece, un pannello Full HD+ con refresh rate di 90Hz) e non solo, basti vedere POCO C40 o Realme C30, giusto per fare degli esempi concreti. Non fraintendeteci, anche noi vorremmo tornare a quando anche i dispositivi low cost potevano offrire un pacchetto pressoché completo, ma la situazione è questa e in qualche modo bisogna prenderne atto. In questo contesto, POCO M5 si rivela una novità solida per coloro che hanno un budget ridotto.

7.7