Recensione Motorola RAZR

Motorola ci presenta uno Smartphone Android funzionale ed elegante

recensione Motorola RAZR
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"C'è chi sceglie, c'è chi segue"... e c'è chi se ne infischia. Il felice slogan pubblicitario di Samsung, rinfilzato dall'opportuna appendice verista, offre un ironico ma plausibile spaccato del mercato attuale, logorato dalla cieca contesa economica, e impoverito nel bagaglio d'idee, mai abbastanza impavide da svettare sulla massa dell'offerta, omologata a sinuosi apparecchi lucidi, plastici o alluminati, perpetuamente rettangolari e qualsivoglia rastremati. Un disegno simile però, seppur bramante il realismo ultimo, non può che contenere una macchia, uno schizzo o per meglio dire un'imperfezione del quadro maestoso, probabilmente la perla che lo renderà per sempre unico, rimembrandoci della nostra umanità.
Il nuovo RAZR di Motorola è tutto questo, e forse anche più, dato che la sua unicità non si ferma all'aspetto esteriore, ma coinvolge anche una serie di accorgimenti e soluzioni che rendono la sua esperienza d'impiego a tratti inusuale e altre volte indissolubilmente legata al presupposto di essere un neo.

Americano, occhiali Corning, giubbotto in kevlar. Magrissimo.

E' il più sottile che ci sia mai capitato di provare, con uno spessore che dispiega i 7.1mm per quasi tutto il corpo del telefono, intozzandosi solo nella porzione superiore del retro, dove la maggior parte delle componenti hardware trovano un funzionale alloggiamento a prova di interferenze o otturamenti di sorta. In particolar modo ci riferiamo all'esemplare altoparlante del vivavoce, che riproduce divinamente anche la musica e campiona l'audio dei video in due canali stereo, senza che le mani possano involontariamente raggiungerlo, considerati gli abbondanti 10cm di spazio riservato alla sola impugnatura, dalla quale la porzione più doppia con fotocamera, flash Led e altoparlante si appartano.
Questa scelta di design, con il bilanciamento del peso che tira di più sul margine alto del terminale, impensabilmente ne migliora l'impugnatura in più o meno ogni condizione quotidiana, e soltanto di rado ci capiterà di dover stingere le dita per evitare che caschi, lasciandoci per lo più sicuri con la copertura posteriore in fibra di carbonio resistente agli urti, il vetro Corning Gorilla antigraffio e la rifinitura antispruzzo delle plastiche per non temere nemmeno una goccia di tè.
Lo stile ricorda un po' gli spigoli smussati di qualche occhiale di Etro, con la cornice sovrabbondante rispetto al già prosperoso display 4.3'' qHD da 960x540 punti, per essere sempre al di fuori degli schemi e al contempo non temere confronti in quanto a dotazione, completa di uscita micro HDMI, micro USB e jack 3.5 sul bordo superiore, tasto satinato blocco/spegnimento e bilanciere volume sul lato destro; fessure per micro SIM e micro SD sul fianco sinistro, coperte da uno sportellino a molla che solo ci lascia perplessi a causa dell'eccessiva mollezza all'attivazione.
Potrà non piacere a tutti, ma resta un terminale ben assemblato, molto solido al tatto e sorprendentemente comodo anche per essere gestito con un solo pollice, grazie anche all'ispessimento della porzione superiore che controbilancia gli eventuali micro spostamenti necessari a raggiungere i 4 tasti capacitivi consueti in Android, per i quali sarebbe stato meglio però gestire più accuratamente la retroilluminazione, alle volte totalmente spenta quando il sensore di luminosità valuterà non necessario attivarla. Per nostra sfortuna mancano le opzioni per rimediare.

Si lancia tra folla. Ha l'aria suadente, ma dimentica le accortezze.

Una volta sbloccata la schermata a forma di puzzle, scorrendo il dito da destra verso sinistra (o in alternativa da destra a sinistra per attivare la fotocamera), si accede alle canvas di Gingerbread 2.3.5, sulle quali, il guru statunitense della moda telematica Motorola, ha opportunamente cucito uno stile inconfondibile, vagamente legato al filone military chic per la freddezza bluastra del tema fibra di carbonio e per le icone delle applicazioni assomiglianti al radar o alla plancia di qualche velivolo da combattimento. Le animazioni sono abbastanza fluide, con un effetto di transizione tridimensionale tra gli screen che vanta anche ombreggiature sulla dock bar nel menù delle applicazioni. I widget e i collegamenti ai programmi poi, si adattano automaticamente alle modifiche d'inserimento sulla griglia del display a disposizione dell'utente, che vedrà reagire, a ogni sollecitazione, gli altri oggetti presenti sulla pagina come fossero fogli al vento. E' possibile creare sottogruppi e cartelle nel drawer dei programmi, così come preventivare delle routine da far eseguire in base all'orario o al luogo in cui ci si trova, cambiando ad esempio lo sfondo quando si varcherà l'ingresso dell'ufficio, o attivando il wifi e sincronizzando i dati in background solo quando si sarà di ritorno a casa, magari facendo anche partire la riproduzione della playlist musicale preferita, che è impreziosita tra l'altro dall'ottimo Tunewiki per la ricerca estemporanea dei testi e munita per giunta dalla biografia degli artisti, con finanche l'elenco dalla discografia completa, relazionata all'integrazione di Last.Fm.
Non c'è che dire: benché vi siano delle mancanze inspiegabili, come il registratore vocale precaricato, il task manager "volante" (che scavalchi l'app specifica da richiamare senza particolari abbreviazioni), e le caselle delle impostazioni rapide nella tendina delle notifiche, molte delle funzioni sopra elencate fanno il loro dovere; anche se, per l'esattezza, non di rado assisteremo a frequenti errori di connessione da parte dei widget social, che almeno restano compatibili con un'infinità di ID tra cui Picasa, Photobuchet, Linkedin, Flickr LastFm, Twitter, etc... e altrettanto spesso ci saranno errori di lettura della SIM card, senza che il telefono abbia subito sussulti di sorta.
Ciò nonostante, una volta abilitata MotoCast, la nuova piattaforma DLNA messa a punto da Motorola per la condivisione di documenti e multimediali, perfezionata e resa più intuitiva che mai con innesti sparsi lungo la maggioranza degli applicativi, Razr potrebbe saper fare la differenza. La suite del programma si può facilmente scaricare dal telefono una volta collegato alla porta usb del proprio computer, PC o Mac che sia. Il software è abbastanza completo e ottimizzato con entrambe le piattaforme operative, e colpisce l'occhio di riguardo per la trascurata utenza Apple, che non sempre trova via libera alle sincronizzazioni tramite iTunes, iPhoto, rubrica indirizzi e via discorrendo, tra i programmi di supporto per telefoni Android. In questo caso però, lo scambio può avvenire sia in un senso che nell'altro, senza limitazioni dovute a negligenze di progettazione, tanto più che, la quasi totalità dei dati presenti sul computer, e tutti i processi di sincronizzazione, una volta interfacciati alla rete wifi condivisa con Razr, saranno consultabili oppure registrabili sul telefono stesso, fruibili in streaming e senza fili. Si possono importare fotografie dagli album del computer, o anche visualizzare tutti i video, o salvare i documenti office, con l'unica riserva del doverli necessariamente archiviare in una microSD card, in vendita separatamente, senza lasciarci intendere il perché non sia possibile cambiare destinazione di salvataggio o essere certi che quest'ultimo sia effettivamente avvenuto, dato che alle volte le cartelle download o archivio restano inspiegabilmente vuote. E lo stesso dicasi per lo scambio dati tramite Bluetooth, il quale anche se non obbligato a un percorso di memorizzazione, è infangato da errori di tramissione.

Rifiniture.

Duole dover riscontrare certe incongruenze, eppure non sarebbe leale tralasciarle per farsi trasportare dal fascino tutto occidentale di questo bell'esercizio tecno-stilistico portato a compimento dalla madre assoluta della telefonia mobile, che perlomeno, non si smentisce nella scelta delle componenti telefoniche di primo livello, con un audio in chiamata molto naturale e caldo, ricezione ottima salvo complicanze della rete di cui si accennava pocanzi, e gestione registri chiamata, messaggi e email inappuntabili. Razr viene definito da Motorola come Touch Tablet, presumibilmente a causa delle dimensioni altezza e larghezza al limite della categoria di smartphone, ma a noi piace considerarlo prima di tutto come un ottimo telefono, forte di una connessione dati sempre in riga con 14Mbps e del riguardo particolare al settore business con le app GoToMeeting e QuickOffice, per poi successivamente classificarlo come uno smartphone dalle indubbie qualità computazionali, elargite dal TI OMAP 4430 1.2 Ghz dual core con GPU PowerVR SGX-540, forse però ancora bisognose di ulteriori migliorie sul versante software, già speranzoso in un futuro aggiornamento stabilizzante che renda l'intero pacchetto ancor più coeso alla fascia di prezzo "reference" ricoperta.
E certe deduzioni sono oltremodo opportune se nella cerchia d'analisi si include anche il comparto multimediale, specialmente per ciò che concerne l'imaging, con esplicito riferimento alla fotocamera, alla gestione delle gallerie e ai video. Non si può possedere un'impalcatura grafica che sostiene ombre, sottocartelle, animazioni e sincronizzazione dati in sottofondo, se poi si cade sulla lentezza del pinch to zoom, sul panning moviolato e sulla camera afflitta da rumore video. Eppure le ottiche di quest'ultima, sembrano lasciar passare molta luce al sensore da 8 megapixel, e non ci si aspetterebbe una performance così deludente. Meglio invece il framerate dei video e la resa cromatica del display Super Amoled "Advanced", in grado di brillare anche sotto la luce del sole, e al contempo mantenere in altre occasioni, un punto del bianco verosimile e gradazioni del colore davvero bilanciate, senza che una componente prevalga sull'altra, nonostante l'unità a bordo resti una semplice pentile, mancante di una vera matrice RGB e ancora contenente uno spazio tra i subpixel abbondante, che non ci risparmia la vista del reticolo ad occhio nudo.



Si ringrazia Euronics per aver fornito il materiale per la recensione.


Motorola RAZR Il prezzo consigliato è di 599 Euro. E’ versatile, raffinato e resistente. I materiali e la forma sono esclusivi, come anche le allegre trovate del bagaglio software, con a seguito una piattaforma DLNA di tutto rispetto e una programmazione di attività automatiche efficiente, per mezzo dell’applicazione “Azioni Smart”. Non mancano l’HDMI, la fotocamera da 8 megapixel e quella secondaria per le videochiamate da 1.3 megapixel, il blocco memoria Ram da un 1Gb dual-channel, per un multitasking che non inciampa facilmente, il display Super Amoled ed una bella distesa di kevlar sulla scocca posteriore. Significa avere tanto, ma forse usare troppo poco se la stabilità non la fa da padrone e i bug vengono a galla così facilmente. Magari però, vale la pena tentare, se davvero il consumismo risiede nel culto dell’oggetto e trae giovamento dal turbamento positivo e seducente che questo di ripiego ci procura, come accade per l’animazione di blocco schermo del Motorola Razr, che con la sua distorsione catodica, annuncia la fine della trasmissione.

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