Nothing Phone (2a) Recensione: lo smartphone 'luminoso' si fa economico

Nothing Phone (2a) è un medio gamma che riprende la filosofia del brand di Carl Pei, senza dimenticare la solidità nelle prestazioni e l'IA.

Nothing Phone (2a) Recensione: lo smartphone 'luminoso' si fa economico
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In un mercato difficile da rinnovare come quello degli smartphone e in un periodo economicamente non dei migliori come quello attuale, per Nothing quella di concentrarsi sull'abbassamento dei costi rappresentava probabilmente la scelta più saggia.
Il nuovo Nothing Phone (2a) è il risultato di questa decisione, un dispositivo che abbiamo avuto modo di mettere alla prova in anteprima rispetto all'annuncio ufficiale.
Il prezzo di partenza è di 349 euro per il modello da 8/128GB, ma c'è anche il taglio da 12/256GB che ha un costo di 399 euro.
L'effettiva disponibilità del prodotto partirà dalla giornata del 12 marzo 2024. Chi lo acquisterà nel periodo compreso tra il 5 e il 19 marzo potrà ricevere fino a un anno di abbonamento a Perplexity Pro in omaggio (per saperne di più, potete fare riferimento alla nostra prova del servizio IA Perplexity).

Un design che osa (e può dividere)

Quando si tratta di Nothing, il primo aspetto di cui parlare ormai è il design: con la scelta di realizzare uno smartphone dal costo più contenuto, Carl Pei e soci hanno dovuto rimaneggiare in maniera sensibile il retro di Nothing Phone (2a).

La doppia fotocamera posteriore è disposta orizzontalmente, inserita in un'isola di dimensioni contenute posta centralmente nella parte alta del device ed è accompagnata, in alto a destra, da un flash LED e da un microfono. La sporgenza del modulo fotocamere c'è, ma è talmente leggera che lo smartphone non balla quando posto su una superficie piana.
La solita cura nel dettaglio, che si traduce anche in una buona maneggevolezza in virtù delle dimensioni di 161,74 x 76,32 x 8,55 mm, per un peso di 190 grammi. Inoltre, il frame in alluminio garantisce un ottimo grip.
Il retro, invece, è in policarbonato ad alta densità, quindi la prima rinuncia sarà proprio sul vetro.
Nel nostro caso in colorazione Black, un aspetto che ci ha fatto storcere il naso riguarda proprio la backcover, visto che tende a trattenere un po' troppo le impronte. Per uno smartphone di questo tipo, che rivela i suoi dettagli migliori principalmente grazie ai giochi di luce, è un peccato.
Parlando di colorazioni, Nothing Phone (2a) arriverà sul mercato anche nelle versioni White e Milk.
Presente la certificazione IP54 per spruzzi d'acqua e polvere, mentre il rivestimento delle fotocamere dovrebbe prevenire il più possibile i graffi delle lenti e il design in generale migliora la resistenza alle cadute.

Gli aspetti che si fanno maggiormente notare del retro trasparente di Nothing Phone (2a) sono chiaramente le curve presenti nella metà inferiore, ispirate alla mappa della metropolitana di New York di Massimo Vignelli, in evidente contrasto con il flusso della parte superiore, in cui è incastonata l'immancabile interfaccia Glyph.
Come verrà accolta questa novità, per certi versi divisiva, lo scopriremo al lancio. Dal nostro punto di vista, il risultato è riuscito e va detto che, in un mercato sempre più affollato e tendenzialmente privo di slanci, osare fino a questo punto non è propriamente da tutti.
L'interfaccia Glyph è stata rivisitata con l'utilizzo di soli 3 LED, senza però andare a romperne la "magia". Le tante possibilità in termini di personalizzazione sono tutte al loro posto, dalle notifiche luminose agli immancabili pattern, incluse le funzioni Flip to Glyph, Timer Glyph, Compositore, Indicatore del volume, Avanzamento Glyph, Visualizzazione della musica e Routine prima di dormire.

Si possono anche impostare solamente le notifiche Essential, così da non essere disturbati mentre si svolgono determinate attività, così come risulta possibile personalizzare le suonerie per singolo contatto.
Insomma, l'anima di Nothing è presente, anche considerando chicche come una bobina NFC che circonda le fotocamere.

Arrivando al fronte dello smartphone, troviamo un pannello con foro per la fotocamera posto in alto a centro. Lo schermo integra anche un sensore per le impronte under-display, affiancato a livello di metodi di sblocco dal classico riconoscimento facciale bidimensionale.

A destra troviamo il pulsante d'accensione, mentre in alto fa capolino un microfono. I due tasti per alzare e abbassare il volume sono collocati sul fianco sinistro e, infine, in basso ci sono il carrellino per la SIM (dual nanoSIM), un microfono, la porta USB Type-C e l'altoparlante. Interessante anche la confezione, che presenta la classica apertura a strappo in alto e mette bene in evidenza gli "occhi del robot" rappresentati dalla doppia fotocamera posteriore. Allo stesso modo, come da tradizione è il contenuto a non convincere del tutto, soprattutto per via dell'assenza di un caricabatterie: in dotazione ci sono unicamente un cavo USB Type-C/USB Type-C, la spilla trasparente per l'estrazione del vano SIM e la consueta manualistica.
Questo approccio guarda ovviamente all'impatto ambientale, a cui Nothing dimostra di tenere anche per via dell'utilizzo, ad esempio, di alluminio al 100% riciclato per il frame del dispositivo.

Un hardware da medio gamma

Sotto la scocca c'è un processore MediaTek Dimensity 7200 Pro, una soluzione custom che si colloca nella fascia media, mirando a superare quanto visto in passato con lo Snapdragon 778G+ utilizzato da Phone (1). Nel caso del nostro sample, il SoC è affiancato da 12GB di RAM (espandibili in via virtuale fino a ulteriori 8GB, ma di default l'espansione è di 2GB) e 256GB di memoria interna non espandibile.

L'hardware riesce a fornire buone soddisfazioni a livello di performance nel quotidiano, ma sono anche i benchmark a confermare la situazione: Nothing Phone (2a) ha raggiunto 708.682 punti su AnTuTu Benchmark v10..2.1, nonché 1.137 punti in single-core e 2.604 punti in multi-core su Geekbench 6.2.2 durante la nostra prova.
A corredo c'è una batteria da 5.000 mAh, che offre una buona autonomia. Molto dipende, al solito, dal tipo di utilizzo, ma nel nostro caso siamo sempre riusciti a portare a termine la classica giornata lavorativa. Non tutti riusciranno probabilmente a raggiungere le fatidiche due giornate, ma con un utilizzo meno intenso è un traguardo tutt'altro che impossibile da raggiungere. È qui entra in gioco la ricarica a 45W, anche questa non ai vertici del mercato ma più che sufficiente per portare il dispositivo dallo 0% al 100% in circa un'ora. Assente, invece, la ricarica wireless.


Convince lo schermo Flexible AMOLED da 6,7 pollici con risoluzione Full HD+ (2.412 x 1.084 pixel), frequenza di aggiornamento dinamica 30-120Hz, PWM dimming a 2.160Hz, touch sampling rate di 240Hz, protezione Corning Gorilla Glass 5 e picchi di luminosità di 1.300 nit. Si tratta di un ottimo pannello per la fascia di prezzo, ben visibile anche all'esterno, nonché con una buona luminosità massima e un buon bilanciamento dei colori.

Presenti i DRM Widevine L1, che consentono la riproduzione di contenuti come quelli di Netflix in Full HD, così come la modalità Always On. A completare il comparto multimediale troviamo un set di speaker stereo, in grado di convincere per la fascia di prezzo, anche in termini di volume massimo.
Completo anche comparto connettività, con 5G, Wi-Fi 6, NFC e Bluetooth 5.3.

In questo tipo di smartphone l'ago della bilancia è spesso la fotografia. Il TrueLens Engine, che si mostra sul retro con sistema a doppia fotocamera da 50MP (principale, f/1.88, OIS, EIS) + 50MP (ultra-wide, 114 gradi, f/2.2). Un comparto fotografico che segue la filosofia dei precedenti Nothing Phone, senza fronzoli e che evita di adottare lenti spesso inutili solo "per fare numero".
Gli scatti escono bene di giorno per la fascia media e l'elaborazione dell'immagine convince.

Come spesso accade, qualche imperfezione più importante la si nota nei contesti con meno luce, ma il riconoscimento della scena è preciso e ha un impatto notevole sul risultato finale.
Le principali limitazioni emergono nelle foto grandangolari e nello zoom massimo di 10x in digitale.I video si possono registrare fino a 4K/30fps, ma per una migliore stabilizzazione è consigliato scendere con la risoluzione.
Il sensore anteriore da 32MP (f/2.2) riesce a garantire buoni scatti, tranquillamente utilizzabili per i social.

I compromessi ci sono, ma Nothing Phone (2a) riesce a difendersi più che bene per la fascia di appartenenza. Oltre agli scatti che trovate nell'articolo, potete fare affidamento sulla cartella Drive dedicata a Nothing Phone (2a) dove potrete trovare un set di foto non compresse.

Software personalizzato con Nothing OS 2.5

Il sistema operativo è Android 14 con personalizzazione Nothing OS 2.5, che al momento in cui scriviamo dispone delle patch di sicurezza di febbraio 2024. L'identità visiva con cui Nothing si è già fatta conoscere rimane alla base dell'esperienza, a partire dalla scelta iniziale legata all'utilizzo dello stile Nothing oppure di quello Android predefinito.
Dai widget alle icone delle app rigorosamente personalizzate (incluse anche quelle di terze parti), per un look della UI che non passa di certo inosservato e che riesce a dare continuità al design del dispositivo.
Ampio spazio di personalizzazione viene concesso anche all'utente, come ad esempio la possibilità di creare sfondi con un'IA generativa a partire dalla scelta di alcuni stili.

Non abbiamo mai avuto problemi in termini di fluidità del sistema durante la nostra prova e sono presenti anche diverse funzioni sperimentali, ad esempio il "Supporto AirPod" che mostra un'apposita icona e informazioni relativi alla batteria nelle Impostazioni. Dietro le quinte, invece, c'è la tecnologia di pulizia Smart Clean, che si basa sull'IA per gestire i file di sistema inutilizzati.

Di certo chi già ha avuto modo di apprezzare il lavoro di Nothing non rimarrà deluso dal software di questo Nothing Phone (2a), considerando anche la promessa di 3 major release di Android e 4 anni di patch di sicurezza: una scelta che stupisce, poiché lo mette sullo stesso piano del "fratello maggiore" Nothing Phone (2) in termini di supporto.

Arriviamo alla parte conclusiva, in cui ci concentriamo principalmente sull'utilizzo in ambito gaming del dispositivo. Certo, gli smartphone di Nothing non hanno mai avuto particolari velleità per il casual gaming o il gioco più in generale, andando a integrare a livello software semplicemente la modalità di base offerta da Android, che offre qualche ottimizzazione per titoli specifici tramite pannello in-game, garantendo poi scorciatoie per screenshot, registrazione schermo e modalità Non disturbare. Inoltre, è possibile attivare un contatore per gli FPS.
Nulla di troppo avanzato, insomma, ma alla fine quello che conta sono le prestazioni: qui entra in gioco HyperEngine 5.0, che opera dietro le quinte sfruttando l'IA per rendere più stabile il frame rate.

All'atto pratico, dunque, Nothing Phone (2a) può risultare interessante per un po' di casual gaming.
Ad esempio, Call of Duty Mobile gira senza problemi con Qualità grafica e FPS su Molto Alto. La più impegnativa prova con Diablo Immortal, invece, riesce a mettere in difficoltà l'hardware, chiedendo all'utente di utilizzare quantomeno il preset Medio per un'esperienza godibile.
Va detto, però, che durante la nostra prova il sistema di raffreddamento basato su vapor chamber è sempre riuscito a mantenere le temperature nelle norma.

Nothing Phone (2a) Nothing Phone (2a) è uno smartphone solido e in grado di distinguersi dalla massa. Il focus non solo sui LED luminosi, considerando che ci sono buone prestazioni, un comparto fotografico in grado di convincere e un ottimo display AMOLED con refresh rate fino a 120Hz. L'autonomia non delude e c'è la ricarica a 45W, ma colpiscono piacevolmente anche la maneggevolezza e il supporto software per 3 major release di Android. D'altro canto, la backcover in policarbonato trattiene eccessivamente le "ditate" e manca il caricabatterie in confezione. Buono il comparto fotografico, ma pecca per qualità delle grandangolari e nello zoom massimo. Assente la ricarica wireless e la memoria interna non è espandibile.

A un prezzo di partenza di 349 euro è tutto sommato un buon dispositivo, primo smartphone "economico" per Nothing che potrebbe non convincere proprio tutti ma che ben si colloca nel mercato attuale.

8.5