Nuovo OPPO Reno4 Pro, recensione del top gamma compatto

Dopo due settimane di prova sul campo, ecco la nostra recensione del nuovo OPPO Reno4 Pro, il top di gamma pronto a tutto.

recensione Nuovo OPPO Reno4 Pro, recensione del top gamma compatto
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Oggigiorno è davvero difficile, per un produttore di smartphone, lanciare prodotti in grado di sorprendere critica e pubblico. A meno che non si abbia a che fare con qualche dispositivo dallo schermo pieghevole, è raro incappare nuovamente nell'effetto wow. Ci sono case però che riescono ad aggirare questo dettaglio mettendo in campo una diversa strategia: dare al cliente tutti gli strumenti che desidera, in un corpo leggero e dal design accattivante. Dare dunque una migliore forma a ciò che già conosciamo, senza strafare e rischiare di andare "fuori traccia". Fra queste aziende c'è sicuramente OPPO, che ha da poco presentato il nuovo OPPO Reno4 Pro (assieme al resto della famiglia Reno4).
Come già capite dal nome, siamo ormai alla quarta generazione di dispositivi Reno, ci troviamo dunque davanti a una formula rodata e conosciuta, che può funzionare anche con piccoli ma ben assestati cambiamenti. Come potremmo definire dunque il nuovo OPPO Reno4 Pro in pochissime parole, giusto per anticipare il resto della nostra analisi? Poco fumo, tanto arrosto. Ovvero tanta sostanza, poche formalità.

Unboxing e prime impressioni

Partiamo come di consueto dalla scatola. Fra le nostre mani abbiamo un OPPO Reno4 Pro con 12GB di RAM e 256GB di spazio storage; non è previsto il supporto OTG e alle memorie esterne, 256GB però dovrebbero bastare anche per gli usi più avanzati. All'interno della confezione troviamo poi, oltre al telefono, anche una custodia trasparente di buona fattura, delle cuffie USB-C e un potente caricabatterie da 65W, in grado di ricaricare lo smartphone a velocità davvero eccezionali - di questo però parleremo fra poco. In termini di dimensioni, abbiamo uno schermo da 6,5" di diagonale (che copre il 92,1% della superficie) incassato in un corpo abbastanza leggero da appena 172 grammi che misura 159,5mm x 72,5mm x 7,6mm. Fra le mani l'OPPO Reno4 Pro si tiene davvero bene, anche perché ha un form factor alquanto stretto che lo fa sembrare più piccolo di quanto in realtà sia - aspetto che piacerà a moltissimi utenti là fuori. Di grande eleganza la backcover posteriore, che nel nostro caso è di colore Space Black, nei negozi però troverete anche la Galactic Blue.

Sullo schermo da 2400x1080 pixel non abbiamo detto che ha un design curvo 3D che rende ancora più piacevole la presa, mentre il refresh rate è da 90Hz. Siamo dunque al di sopra dei 60Hz canonici ma al di sotto dei 120Hz, una scelta "bilanciata" che OPPO ha sicuramente fatto per tenere a freno i consumi di energia - e noi ci troviamo abbastanza d'accordo con questa filosofia.

Diciamo pure che dettagli come la densità da 402 PPI, un contrasto da 5.000.000:1, 500 nits di luminosità standard con picchi da 1.100 nits e la gamma di colori DCI-P3, abbinati alla tecnologia AMOLED, ci fanno bastare e avanzare i 90Hz. Lo schermo del resto è la prima cosa che si nota, la qualità del pannello si prende subito la scena, sin dal primo avvio.
Ciliegina sulla torta: OPPO ha anche previsto una comoda modalità Allways-On per lo schermo, caratteristica che ci è davvero piaciuta e che ci permette di visualizzare sempre orario, data, carica della batteria e principali notifiche (icone).

Ricarica ultra veloce

Prima di proseguire, vogliamo subito parlarvi del fiore all'occhiello del nuovo OPPO Reno4 Pro: la ricarica della batteria. Grazie al caricabatterie incluso nella confezione, il cui unico aspetto negativo è forse l'eccessiva grandezza, siamo in grado di riportare lo smartphone dal 10% al 100% in 30 minuti contati, una feature che può essere davvero utile in determinate situazioni. Questo è possibile grazie a due batterie installate in parallelo, entrambe da 2.000mAh/15.48Wh, che sono in grado non solo di ricaricarsi velocemente, ma anche di portarvi tranquillamente a sera facendo del telefono un uso abbastanza intenso. A tenere a freno i consumi di energia ci pensa anche un chip Qualcomm Snapdragon 765G costruito a 7nm, in grado di raggiungere i 2,4GHz all'occorrenza grazie ai suoi 8 core. La GPU di bordo invece è una Adreno 620 a 625MHz.
Oltre alla ricarica ultra veloce, altro aspetto che ci è piaciuto davvero molto è la vibrazione, poco zanzarosa, abbastanza delicata e simile all'esperienza che si può avere sui dispositivi della mela morsicata.
Prima di passare all'utilizzo vero e proprio del telefono, concludiamo parlando delle modalità di sblocco, con il controllo del volto che in condizioni di buona luce è veloce e reattivo, per tutte le altre esigenze c'è un sensore biometrico per le impronte posto sotto al display che funziona senza problemi nell'80% dei casi, richiedendo talvolta qualche tentativo in più.

Una volta sbloccato l'OPPO Reno4 Pro, come si comporta con le operazioni più comuni? Il chip Snapdragon 765G non è affatto una pessima CPU, tuttavia durante la navigazione web con Chrome, oppure all'avvio di alcune app, è purtroppo normale imbattersi in qualche micro lag. Nulla di trascendentale, anzi passato quel mezzo secondo di indecisione tutto diventa fluido e reattivo, però si nota e dobbiamo dirvelo.
Probabilmente dipende molto dall'ottimizzazione di sistema operativo e varie app, dunque magari è un qualcosa che verrà risolto dagli sviluppatori delle applicazioni o - anche meglio - da nuovi aggiornamenti di sistema da parte di OPPO.

Bisogna ammettere che la ColorOS (arrivato alla versione 7.2 sul Reno4 Pro e pronta per Android 11) è migliorata moltissimo negli ultimi anni e oggi è più che mai matura per gestire moltissime feature, dallo schermo diviso con due app che funzionano in contemporanea al "clonaggio" delle stesse, passando per il Picture in Picture, che funziona senza problemi con app come Netflix.
A proposito della grande N: l'applicazione, installata di default, è perfettamente in grado di farvi vedere i contenuti in Full HD, dunque nessun problema da questo punto di vista, l'alta definizione nello streaming è supportata senza problemi. Inoltre l'audio che esce dal dispositivo è stereo, grazie a una piccola cassa montata nella parte inferiore del dispositivo, accanto alla presa USB-C, e alla capsula auricolare superiore.
Mancano ovviamente i bassi e gli alti non sono chissà quanto cristallini (soprattutto se si alza eccessivamente il volume), per riprodurre una serie TV oppure giocare è una soluzione che va più che bene.

Passando ad app ben più "ostiche", dal punto di vista dello sviluppo, anche Instagram funziona alla grande, senza micro lag e con la possibilità di scorrere il feed alla velocità della luce senza alcun timore. Anche l'app del social fotografico è installata di default, assieme ad altre app come WPS Office e Soloop, che comunque potrete eliminare facilmente in pochi istanti.
Al di là di queste app installate direttamente dal produttore, la ColosOS 7.2 è abbastanza stock e vicino all'esperienza Google, OPPO interviene in modo massiccio solo quando si parla di personalizzazione, con varie opzioni per modificare le icone stock e simili.

Stabilità massima

Il produttore cinese ha poi posto grande attenzione al comparto fotografico, che si è dimostrato davvero versatile sia lato foto che video. A bordo abbiamo un sensore principale Sony IMX586 da 48MP da 1/2.0" e apertura 1.7, capace di scattare buone fotografie avvalendosi inoltre del riconoscimento scena IA e dell'HDR automatico.
A supporto abbiamo poi una fotocamera Ultra Night Grandangolare da 12MP sempre di Sony, IMX708, con dimensioni 1/2.43", apertura f/2.2 e campo visivo da 120 gradi, più una terza camera da 13MP che funziona da "teleobiettivo".

A proposito di tutti questi MP: per avere tutte e tre le fotocamere a disposizione bisogna necessariamente rinunciare ai 48MP, cosa che ci è piaciuta davvero poco ma che purtroppo è ormai comune a molti produttori.
Basterebbe un'opzione che faccia lavorare le tre fotocamere alla massima risoluzione possibile, altrimenti il rischio è che l'utente si stanchi molto presto di cambiare impostazioni e rinunci ai 48MP in modo definitivo.

Anche senza sfruttare la massima risoluzione comunque l'OPPO Reno4 Pro produce buone fotografie in condizioni di luce ottimale, forse un po' troppo condizionate dal software (abbiamo usato AI e HDR automatico per mettere alla prova il telefono) ma con risultati abbastanza soddisfacenti per un utilizzo social. Attenzione soltanto al cielo e alle nuvole, che in diverse situazioni possono risultare troppo "impastati" rispetto ad altri soggetti/oggetti/edifici nell'inquadratura.

Promosso anche lo zoom fino a 5x, che produce immagini perfettamente utilizzabili sui social. Meno bene lo zoom digitale 20x, che come prevedibile non fa urlare al miracolo. Quando cala la notte possiamo contare sull'appoggio dell'intelligenza artificiale e sulla lunga esposizione anche a mano libera, il vero valore aggiunto del Reno4 Pro è però la funzione Ultra Steady nei video - feature esposta fieramente anche sul blocco fotocamera del telefono.
OPPO ha fatto probabilmente tesoro della tecnologia mostrata da GoPro in questi ultimi anni e ha creato un software in grado di reagire in maniera molto simile ai compatti dispositivi americani.

Il campo visivo da 120 gradi viene ridotto a 109 gradi, cosa che permette di ritagliare i bordi e avere immagini perfettamente stabili anche camminando o correndo. Il sistema è costantemente alla ricerca di punti di riferimento nell'inquadratura, così che possa bloccarli e gestire la stabilizzazione attorno a loro. Ben fatto OPPO, che fra l'altro ci permette di registrare filmati fino a 30 fps/4K.

Spazio Gioco

L'OPPO Reno4 Pro ci permette anche di giocare senza troppi problemi ai migliori titoli del momento, non a caso abbiamo un'app dedicata chiamata Spazio Gioco che non solo ci aiuta a tenere ordinati i titoli installati a bordo, ci permette anche di ottimizzare prestazioni e memoria per dare priorità ai videogiochi in esecuzione.
Real Racing 3 si avvia in una manciata di secondi e risulta ultra fluido - anche grazie all'ottimo schermo dello smartphone. Del resto parliamo di un dispositivo in grado di far segnare su Geekbench 5 591 punti in single-core, 1739 punti in multi-core, punteggi che vi permetteranno di svolgere qualsiasi attività. Certo abbiamo pur sempre a che fare con un telefono, è dunque bene ricordare che il Reno4 Pro supporta fino a due Nano-SIM in contemporanea, con la prima che può sfruttare anche il 5G, mentre la seconda si ferma al 4G.

OPPO Reno4 Il nuovo OPPO Reno4 Pro ci è piaciuto perché offre un design accattivante (backcover di gran classe, form factor stretto, display curvo 3D), una ricarica ultra rapida a 65W (in 30 minuti dal 10% al 100%), connettività 5G sulla SIM principale, un hardware bilanciato che non consuma molta energia e un ottimo display AMOLED P3 a 90Hz. L’esperienza Android è quasi stock e il sistema operativo ColorOS è migliorato tanto negli ultimi anni ed è prossimo ad aggiornarsi ad Android 11. Completano il quadro altre piccole chicche come il funzionale Always On Display, l’audio stereo e un comparto fotocamera che gira video ultra stabili, potremmo dire “GoPro Style”. Mentre la concorrenza svuota sempre di più le sue scatole, OPPO vi offre ancora cuffie USB-C, cavo USB-C, caricabatterie da 65W e una cover trasparente di buona fattura, un pacchetto All Inclusive che ben si adegua al prezzo di 799 euro a cui è proposto - anche visti i 12GB di RAM e i 256 GB di spazio storage. Ben fatto OPPO.

8.5