NZXT H6 Flow Recensione: case a doppia camera eccellente e al giusto prezzo

NZXT confeziona un altro case ben realizzato, con tanto spazio all'interno e in grado di gestire anche l'hardware più esigente.

NZXT H6 Flow Recensione: case a doppia camera eccellente e al giusto prezzo
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Ogni anno NZXT riesce sempre a stupire. I suoi case hanno il giusto mix di minimalismo, che si vede soprattutto nelle linee razionali, ed opulenza, in grado di far risaltare al meglio l'hardware al loro interno. Certo il costo di alcuni modelli è elevato, ma questo non si può dire per il nuovo H6 Flow annunciato lo scorso novembre e proposto a 119 euro, mentre con 144 euro si porta a casa la versione con ventole RGB, decisamente consigliata visto l'effetto finale che è in grado di dare alla vista.
Si tratta di un prodotto a nostro avviso riuscito in tutto e per tutto, con pochissimi difetti e pronto ad ospitare anche le componenti più potenti, e che grazie all'ampio spazio interno rende la vita facile durante l'assemblaggio del proprio PC.

Più che un che un case è uno showroom

NZXT H6 Flow è un case mid-tower a doppia camera, caratterizzato da un'ampia superficie vetrata che mostra le componenti al suo interno. Ma cosa si intende per doppia camera? Lo spazio interno è diviso in due parti, una visibile l'altra invece nascosta.

Un po' come avviene nei normali case, ma con molto più spazio sul retro per il cable management e per celare le componenti meno nobili del PC. Lo spazio in più è ricavato aumentando la larghezza del case, più spesso di quanto visto nella recensione dell'NZXT H7 di circa il 30%, e sfruttando la particolare forma trapezoidale dello chassis. L'area nascosta alla vista è utile per celare cavi e alimentatore, ma ospita anche un eventuale disco meccanico o fino a due SSD Sata.
Ma l'H6 non è solo questo, perché il termine "Flow" nel suo nome non è usato a caso. Di serie sono montate infatti tre ventole nella parte frontale, non nella classica posizione ma oblique rispetto al vetro frontale, che può così mostrare ancora meglio le componenti all'interno.

In aggiunta si possono montare due ventole da 140 mm alla base del case, una ventola da 120 mm al posteriore e tre ventole da 120 mm in alto, o in alternativa due da 140 mm. L'unica pecca in questo ambito è l'assenza della ventola posteriore nella confezione, che va acquistata a parte, per il resto siamo di fronte a un case che ha tutto quello che serve per raffreddare anche le configurazioni più spinte. Per quanto riguarda i materiali H6 Flow RGB è leggermente dietro l'H7 che abbiamo provato tempo fa, soprattutto per quanto riguarda lo spessore delle paratie in metallo, ma in generale la realizzazione è di buona fattura. Avremmo però preferito la presenza dei filtri anti-polvere, del tutto assenti, che costringeranno i futuri acquirenti a pulire anche l'interno del case di tanto in tanto.

Non manca invece niente nella connettività, che comprende due porte USB 3.2 Gen 1 Type A, una porta USB 3.2 Gen 2 Type C e il jack per le cuffie, tutte collocate nella parte bassa frontale del case.

La nostra esperienza di assemblaggio

Per la prova abbiamo utilizzato una configurazione di fascia estrema, composta con alcuni dei migliori componenti oggi disponibili. Il processore è un Intel i9-14900K mentre la scheda madre è una ROG Strix Z790 E Gaming.

Come GPU abbiamo scelto una RTX 4090, mentre il dissipatore è un NZXT Kraken Elite 360 RGB; infine l'alimentatore, un C1200 Gold sempre di NZXT, con standard ATX 3.0: si tratta di un vantaggio non da poco, perchè grazie al connettore per la GPU 12VHPWR permette di alimentarla con un singolo cavo. Avendo già in casa il supporto verticale per la GPU di NZXT abbiamo optato per questa soluzione, visivamente più impattante, ma si tratta di un optional dal costo di 89 euro, non certo a buon mercato.
Dobbiamo ammettere che il processo di assemblaggio di questa gaming machine è stato uno dei più semplici e comodi che abbiamo mai fatto, anche se c'è da prendere qualche piccolo accorgimento per evitare perdite di tempo. L'apertura del case avviene per fasi distinte, prima bisogna staccare il coperchio superiore per poi passare alla griglia che copre le tre ventole, solo allora si possono staccare le paratie in vetro.

Una volta installata la scheda madre si potrebbe essere tentati di installare subito l'alimentatore, ma questo va a coprire la parte posteriore della scheda madre in corrispondenza del processore: ricordatevi quindi di piazzare prima il supporto in cui fissare il dissipatore, altrimenti sarete costretti a smontare l'alimentatore per raggiungerlo.

Se non siete amanti del cable management questo case farà la vostra felicità, perchè lo spazio nella parte nascosta del case è molto ampio, inoltre sono presenti due canaline fascettate per poter sistemare i cavi al meglio. Sempre a proposito dei cavi, dalla parte posteriore a quella anteriore del case possono passare attraverso diverse feritoie piazzate in alto, in basso e al centro, soprattutto quelle centrali sono molto larghe e permettono un passaggio semplicissimo dei cavi.

La confezione comprende anche un controller per l'illuminazione RGB delle ventole, da utilizzare con il software NZXT Cam, manca invece un controller per le ventole, che devono essere collegate alla scheda madre, un'altra piccola mancanza che ha permesso però di limitare i costi. Nel nostro caso non è nemmeno stato un problema, anzi in questo modo abbia lasciato la gestione delle ventole frontali all'IA del software Armoury Crate di ROG.

Sul fronte temperature abbiamo apprezzato molto l'H6, anche senza ventola posteriore non abbiamo avuto alcun tipo di problema, la GPU non ha mai superato i 63 gradi mentre la CPU è stata tenuta a bada molto bene dal dissipatore a liquido Kraken Elite 360, consentendo di raggiungere il target dei 6 GHz ove possibile, mantenendo i P-Core sempre intorno ai 5.7 GHz. La dissipazione termica è superiore rispetto alla prova che abbiamo fatto con l'H7, un ottimo risultato, soprattutto considerando che è stato raggiunto senza ventola posteriore in estrazione.

NZXT H6 Eravamo un po’ titubanti prima di provare questo H6, se non altro per la sua forma molto particolare. Invece ci siamo dovuti ricredere, perchè una volta completata la build l’effetto visivo finale è risultato molto appagante, così come le prestazioni termiche, davvero notevoli. Se a questo si aggiunge un prezzo di listino tutt’altro che alto otteniamo un prodotto riuscito, che coniuga bene l’estetica e le prestazioni, e in pieno stile NZXT.

8.7