NZXT H7 Elite Recensione: l'estetica prima di tutto

Il nuovo H7 Elite è un case che punta quasi tutto sulla qualità e sull'estetica, con qualche compromesso nelle temperature.

NZXT H7 Elite Recensione: l'estetica prima di tutto
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Il gaming su PC non è fatto solo di potenza ed fps. Agli appassionati non basta, il vero perno su cui ruota l'esperienza di gioco su computer è la possibilità di personalizzarla in base ai propri gusti. L'offerta non è mai stata tanto vasta, si può giocare da dispositivi portatili come Steam Deck come anche su macchine fisse dalle dimensioni generose, alcune di queste più attente alle prestazioni altre ancora all'estetica.
NZXT si è sempre distinta più per il design che per le perfomance con i suoi case, ma cosa si intende per "performance" quando si parla di chassis per computer? Ovviamente si fa riferimento alla capacità di gestire il calore sprigionato delle componenti, elevato quando si utilizza un hardware di fascia alta. Ecco perché abbiamo messo alla prova il nuovo NZXT H7 Elite con processore Intel i9 12900K e una GPU NVIDIA RTX 3080 Ti Founders Edition, due ossi potenzialmente duri per un case senza apertura frontale per l'aria.

Una gamma prodotti variegata

Per comprendere le scelte progettuali fatte da NZXT con questo H7 Elite bisogna collocarlo all'interno della nuova lineup arrivata da poco sul mercato. Alla base troviamo il modello H7, che si differenzia dal top di gamma per l'assenza del pannello in vetro frontale e per il minor numero di ventole preinstallate (solo due, una all'anteriore e una al posteriore).

Anche il controller per ventole e illuminazione RGB non è preinstallato, per il resto i due modelli condividono una costruzione simile, il tutto a un prezzo di listino di 140 euro. Nel mezzo è piazzato invece l'H7 Flow, il prezzo di listino non cambia, e non cambia nemmeno la dotazione di accessori, l'unica differenza è nel pannello frontale traforato, che permette una migliore circolazione dell'aria.
L'apice della gamma è rappresentato dall'H7 Elite, con pannello frontale in vetro, controller per ventole e illuminazione e tre ventole RGB preinstallate, oltre a una quarta ventola al posteriore, il tutto proposto a 210 euro. H7 base è quindi indirizzato a chi desidera il design che caratterizza questa gamma di case a un prezzo più accessibile, il Flow è invece pensato per vuole una migliore circolazione dell'aria senza rinunciare allo stile NZXT.

H7 Elite invece vuole distinguersi soprattutto nel design. A ben pensare, la presenza di una sola ventola frontale nelle varianti base è limitante, sia nelle prestazioni che nella pura estetica, ne servono altre due per avere una configurazione che appaghi l'occhio: con un prezzo di 30 euro l'una, le ventole della serie F140 RGB non sono a buon mercato, si fa presto a raggiungere il costo della variante Elite aggiungendo solo questi due accessori.

Quale modello scegliere quindi? La variante base va bene solo se non si aggiungono ulteriori ventole o accessori, quella Flow invece si differenzia maggiormente, grazie al suo focus sulle temperature. La Elite, nonostante il prezzo elevato, è per chi è in cerca di una configurazione completa e appagante visivamente fin dalla prima installazione.

Caratteristiche ed esperienza di assemblaggio

H7 Elite è disponibile in due versioni, una bianca e una nera, entrambe opache. Le dimensioni sono leggermente più contenute rispetto ad altri case di fascia alta più centrati sul contenimento del calore, una scelta chiara quella di NZXT, che punta ad appagare di più l'occhio rispetto alle performance termiche.

Questo ha permesso di creare uno chassis minimale ma allo stesso tempo unico nel suo genere, lo stile dell'azienda americana si vede tutto ed è una vera gioia per gli occhi. Il case supporta schede madri Mini-ITX, Micro-ATX, ATX e EATX (fino a 272 mm), a nostro avviso però meglio fermarsi al canonico ATX per evitare problemi di compatibilità con le EATX. Le dimensioni sono di 505 mm di altezza per una profondità di 480 mm, mentre la larghezza è di 230 mm. Preinstallate troviamo tre ventole RGB frontali da 140 mm e una posteriore delle stesse dimensioni ma senza illuminazione. Pieno supporto è garantito a dissipatori AIO con radiatore fino a 360 mm, installabili sia nella parte superiore che in quella frontale. Il nostro consiglio è di sfruttare lo spazio nella parte alta del case per questo componente, meglio mantenere le ventole in ingresso frontale, che possono pescare aria più fresca, anche grazie alla griglia traforata sul pannello laterale destro: non è come avere un pannello frontale aperto, ma almeno la circolazione dell'aria migliora.
All'interno è possibile installare fino a 4+2 SSD da 2.5" e fino a due dischi da 3.5", mentre nalla parte alta si trovano due porte USB 3.2 Gen 1 Type A e una Gen 2 Type C, oltre al classico jack per le cuffie.

Nella nostra configurazione abbiamo provato anche uno degli optional disponibili per questo case, ovvero il supporto per l'installazione in verticale della GPU, dal costo di 89 euro. Si tratta di uno dei primi prodotti di questo tipo a utilizzare un riser compatibile con lo standard PCIe 4.0, in questo modo non si pongono limiti all'utilizzo della scheda video. L'impatto visivo è appagante ma va a coprire tutti gli slot PCIe disponibili, per cui va bene solo se non usate altre schede oltre alla GPU.
La nostra configurazione di prova prevede una CPU Intel i9-12900K con dissipatore ROG ROG Ryujin II 360, una scheda madre Z690 Maximus HERO, 32 GB di RAM DDR5 Kingston FURY Beast da 5200 MHz, una scheda video NVIDIA RTX 3080 Ti e un SSD M.2 NVMe Corsair MP600. L'alimentazione è invece gestita da un NZXT C850 con certificazione Gold.
L'installazione è stata per la stragrande maggioranza del tempo molto semplice e senza intoppi, la parte dedicata ai componenti offre spazio in abbondanza, anche per soluzioni ingombranti con il dissipatore di ROG, con un radiatore da 360 mm e ben tre ventole. NZXT è stata brava a fornire diverse soluzioni per nascondere i cavi nella zona frontale, si possono realizzare installazioni davvero pulite e con i cavi ben celati.

Il merito va anche e soprattutto a quello che non si vede, nascosto dalla paratia laterale destra. Una volta rimossa si può notare il controller per le ventole e per l'illuminazione, insieme a una serie di cavità e fascette con il velcro per la gestione dei cablaggi. É stato semplice gestire i cavi e instradarli in modo ordinato, attenzione però alla spazio disponibile.

L'area dedicata ai cavi va bene per una configurazione come la nostra, se però si iniziano ad aggiungere periferiche SATA il discorso cambia. Una volta richiusa la paratia lo spazio a disposizione è meno di quanto necessario, nel nostro caso abbiamo fatto fatica a collocare il controller del ROG Ryujin, spesso solo pochi millimetri. Probabilmente NZXT ha pensato questo case per essere utilizzato in tandem con un dissipatore della gamma Kraken, che non utilizzano sistemi come questo.
É poi evidente che non ci troviamo di fronte a un campione della categoria nella gestione termica, visto il pannello frontale chiuso i flussi d'aria sono limitati. Grazie però al dissipatore utilizzato anche un mostro come l'i9-12900K non è mai salito oltre i 57 gradi durante il gioco, mentre la GPU si è fermata a 87 gradi, complici anche le temperature elevate di questi giorni. Questi sono valori riferiti al preset Silent impostato dal software NZXT CAM, andando invece su quello Performance la temperatura della GPU è scesa di un solo grado, a conferma che le ventole frontali possono poco contro l'assenza di aria fresca proveniente dall'esterno del case. L'aumento della velocità di rotazione causa anche un maggiore rumore, che inizia a diventare fastidioso durante il gioco, mentre su Silent non ci sono problemi, l'H7 si sente ma non da fastidio.

NZXT H7 NZXT H7 Elite fa esattamente ciò che promette, ovvero offrire una base su cui creare build particolarmente attente al design, il tutto con una gestione termica sufficiente e con una spazio più che adatto a configurazioni di fascia alta. I limiti ci sono, come ad esempio lo spazio nella zona posteriore del case, quella dove vengono gestiti i cavi, come anche il pannello frontale non traforato, che diminuisce l’airflow (ma per questo c’è proprio la variante Flow). Un prezzo da pagare per avere però una configurazione che, se piace lo stile, è semplicemente fantastica da vedere, sia accesa che spenta. Certo per ottenerla servono 299€ (case + supporto verticale per la GPU), un prezzo elevato anche per un modello di fascia alta. Al netto dei limiti tuttavia, chi opterà per una configurazione di questo tipo otterrà un case funzionale e bellissimo da vedere, in pieno stile NZXT.

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