Odake Blade X Recensione: un monitor portatile leggero a soli 190€

Su Indiegogo è disponibile il monitor portatile Blade X, un prodotto molto particolare ma che necessita ancora di affinamenti costruttivi.

recensione Odake Blade X Recensione: un monitor portatile leggero a soli 190€
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Dai siti di crowfunding nascono spesso prodotti molto interessanti e unici nel loro genere. È questo il caso del Blade X, un monitor portatile che punta tutto sulla leggerezza e sulla trasportabilità. Lo abbiamo provato per qualche settimana, scoprendone i punti forti ma anche le debolezze, per un prodotto che, almeno allo stato attuale, è ancora un prototipo.
Se sul fronte della qualità visiva il lavoro svolto è buono per la fascia di prezzo in cui è inserito il prodotto (188€ su Indiegogo), dall'altro lato la qualità costruttiva lascia a desiderare, confermando lo stato prototipale di un prodotto nato per la portabilità ma che sembra troppo fragile per essere trasportato di continuo.

Design e qualità costruttiva

La confezione di vendita dell'Odake Balde X è spartana ma ben accessoriata. All'interno troviamo infatti, oltre al monitor, un telecomando con cui gestire tutte le funzioni a disposizione, dal volume audio alla gestione delle sorgenti e delle impostazioni, oltre a due adattatori da USB a Micro USB, un cavo da USB a USB Type C, un cavo USB Type C - USB Type C e un adattatore da HDMI a Micro HDMI. Non manca nemmeno un alimentatore esterno con presa cinese: in pratica, con gli accessori in dotazione non avrete bisogno d'altro.
Non appena preso in mano il monitor ci si accorge subito dello spessore ridotto e del peso davvero contenuto. Secondo il produttore Blade X è lo schermo portatile più sottile sul mercato, e in effetti il pannello è spesso solo 4.5 mm, che diventano 9 mm dove il display si collega con la base. Molto sottili anche le cornici dello schermo, che è borderless su tre lati. Il design colpisce subito nel segno, ma una volta maneggiato e osservato meglio lo stato prototipale del prodotto viene a galla.

Peso e spessore ridotto sono un pregio ma per ottenerlo Odake ha rinunciato alla resistenza. Gli scricchiolii non mancano nella scocca, che deve sempre essere impugnata con due mani se si vuole fare presa sul monitor. Meglio sollevare il prodotto dalla base, per evitare pericolose torsioni dello chassis. Altro elemento che appare tutt'altro che solido sono le cerniere che collegano lo schermo alla base, che scricchiolano se aperte al massimo. Insomma, a livello visivo questo monitor portatile colpisce, ma la qualità costruttiva deve essere migliorata prima dell'arrivo effettivo del prodotto sul mercato, soprattutto per favorire la trasportabilità.

Caratteristiche tecniche, connessioni e prova

Su Indiegogo Odake propone due monitor, il Blade X e il Blade X Pro. La versione che abbiamo provato è quella base con risoluzione Full HD, l'altra invece raggiunge il 4K. Il pannello utilizzato è di tipo IPS, le specifiche ufficiali parlano di un contrasto di 1000:1 e di un tempo di risposta di 4 ms, mentre la luminosità massima è di 300 nit. La copertura dello spazio di colore NTSC è garantita al 45%, un valore piuttosto basso per gli standard di oggi, la fedeltà cromatica non è certo uno dei punti di forza di questo Blade X. Il pannello è anche dotato di touch screen, da utilizzare con i dispositivi compatibili, e di due casse per l'audio. Del resto con un prezzo così basso non si può pretendere molto, utilizzato come monitor da viaggio o come secondo schermo da battaglia può comunque andare bene.
Sulla scocca sono installate diverse connessioni, tutte nella base d'appoggio, tra cui una Mini HDMI, due USB Type C, con cui è anche possibile collegare uno smartphone per sfruttare la desktop mode di Android e ricaricare il telefono, e due Micro USB.

Lo schermo è comandabile sia dal telecomando fornito in dotazione che attraverso tra pulsanti installati sulla scocca, scomodi da usare per navigare nel menù. Molto meglio il telecomando, almeno in teoria, perché quello che abbiamo trovato nella confezione non era funzionante.

Vicino ai pulsanti si trovano anche 4 led blu, che indicano la carica del dispositivo, non ci sono altri indicatori software purtroppo, per cui non è possibile controllare in modo fine la carica residua. Abbiamo provato questo monitor con due tipi di sorgenti, a partire da un Huawei P30 Pro connesso tramite USB Type C, uno smartphone dotato di un'ottima desktop mode. Una volta connesso lo schermo ha subito mostrato l'interfaccia di Android, controllabile direttamente dal touch screen del display e capace di rilevare bene il tocco. Siamo riusciti a gestire l'interfaccia senza mai prendere in mano il telefono, in presenza di una tastiera e di un mouse bluetooth quindi si può realizzare una postazione di lavoro mobile in poco spazio, pratica e funzionale per l'utilizzo basilare, come la scrittura di testi, la navigazione web e la gestione delle mail.

La produttività è agevolata anche dallo stand, che in base a come viene posizionato permette, ad esempio, di utilizzare lo schermo come un vero e proprio tablet, una configurazione utile per scrivere sul touch screen. Collegando invece lo schermo a un PC con Windows 10 questo non viene riconosciuto, per cui l'utilizzo rimane vincolato a tastiera e mouse.

Interessante la possibilità di usare lo schermo in diverse modalità, oltre a quella orizzontale standard e a quella tablet descritta prima. Agendo nelle impostazioni di Windows e attivando la visione verticale, il Blade X si trasforma in un utile schermo secondario per la lettura di testi e per una migliore gestione del flusso di lavoro. Il design è certamente versatile, il problema rimane la qualità costruttiva: quante volte si può modificare la posizione della base prima di arrivare a una rottura? Gli scricchiolii nelle cerniere non lasciano presagire nulla di buono purtroppo. L'idea dello stand adattabile a diversi contesti è quindi ottima ma mal realizzata nella pratica, un prodotto deve durare nel tempo e la sensazione, quando si modifica la posizione del supporto, è quella di avere per le mani un dispositivo molto delicato.
La qualità di visione è più che buona, non in senso assoluto ma se rapportata al prezzo allora ci si può accontentare. La luminosità massima consente di utilizzare anche all'esterno il monitor, sotto la luce diretta del sole la visibilità non è il massimo ma è comunque più che sufficiente per il normale utilizzo. La retroilluminazione, di tipo edge led, non crea troppi problemi di backlight bleeding, visibile solo guardando un film in una stanza buia, e anche il blooming, seppur presente, è poco accentuato.

Con le impostazioni di default i colori non sono particolarmente vividi e accesi, per una calibrazione discreta out of the box. Sul fronte gaming abbiamo provato il monitor con diversi titoli PC e non abbiamo osservato problemi legati all'input lag. Piuttosto scadente invece l'audio, al massimo del volume i suoni riprodotti sono fastidiosi e distorti, portando il volume alla metà la situazione migliora, ma si tratta comunque di speaker di bassa qualità, meglio tenerli spenti direttamente. Sul fronte autonomia, la batteria da 3000 mAh ci ha permesso di utilizzare il monitor per circa due ore, un risultato più che discreto e in linea con prodotti simili.

Odake Blade X Odake Blade X è un prodotto molto interessante sulla carta, dalle specifiche basilari e per questo dal costo contenuto. La versatilità è ottima grazie al particolare supporto, che permette di posizionare lo schermo in diverse configurazioni, come anche le connessioni. Discreta anche la qualità di visione, almeno rapportata al prezzo, per un monitor pensato per l’utilizzo lavorativo e al massimo videoludico, ma che non ha le caratteristiche per essere impiegato in altri contesti, dove serve un pannello migliore e una calibrazione più accurata. Il vero problema del Blade X è comunque la sua fragilità. La scocca, dopo pochi giorni di utilizzo e senza prendere particolari colpi, ha iniziato a mostrare segni di usura, inoltre lo spessore ridotto dello chassis lo rende particolarmente soggetto a torsione, meglio prendere sempre il display con due mani e con la massima cura. Non bastasse questo, le cerniere che collegano il pannello alla base scricchiolano ogni volta che vengono chiamate in causa. Insomma, Blade X è a tutti gli effetti ancora un prototipo, un prodotto interessante sì, ma che deve ancora maturare per risultare appetibile.