OnePlus 6T Recensione: il flagship killer ritorna in grande stile

OnePlus rinnova alla grande il suo flagship killer, migliorandolo sotto molti aspetti e inserendo un notch "a goccia" che stravolge il design.

recensione OnePlus 6T Recensione: il flagship killer ritorna in grande stile
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OnePlus è una garanzia quando si parla di rapporto qualità/prezzo. Lo ha dimostrato soprattutto con OnePlus 5T e OnePlus 6, due flagship killer che hanno convinto critica e pubblico sin da subito. In particolare, l'ultimo smartphone della società cinese ha superato le più rosee aspettative, vendendo un milione di unità in appena un mese. Insomma, OnePlus non è più quella piccola startup che abbiamo imparato a conoscere e questo si nota molto con 6T, il nuovo smartphone approdato in questi giorni sugli scaffali a un prezzo di partenza di 559 euro (variante 6/128GB, Amazon.it).
Nel corso degli anni, la società cinese ci ha abituato a una versione "T" che andava "solamente" a migliorare qualche aspetto del dispositivo originale, ma non è questo il caso. OnePlus 6T stravolge il design utilizzando un notch a goccia e perfeziona alcuni aspetti che avevano bisogno di qualche ritocco.

Unboxing

La confezione di vendita contiene, oltre allo smartphone, un caricabatterie rapido Fast Charge (5V/4A) da 20W, il cavo USB Type-C per la ricarica, la spilla per l'estrazione del vano dual nanoSIM, una comoda cover trasparente in silicone, l'adattatore USB Type-C/jack audio da 3,5mm e i manuali d'istruzione. Nella parte superiore della confezione è impressa la scritta "6T" e il logo dell'azienda, mentre nella parte inferiore troviamo le informazioni sullo smartphone.
Nel kit stampa arrivato in redazione, sono state forniti un libretto informativo, una lettera di benvenuto scritta a mano dal CEO Pete Lau, un kit per la pulizia dello schermo e altre tre custodie protettive. Tra queste, quella che ci è piaciuta di più è la Silicone Red, che aggiunge al design un colore vivace. Questa cover è venduta a un prezzo di 21,95 euro tramite il sito ufficiale.

Design

OnePlus 6T si presenta con delle dimensioni di 157,5 x 74,8 x 8,2 mm, per un peso di 185 grammi. Per quanto riguarda l'ergonomia, il nuovo flagship della società cinese non è certo piccolo, ma nonostante tutto si riesce ad utilizzarlo tranquillamente con una sola mano. Il grip è buono, anche se il retro tende ad essere ancora un po' "scivoloso". Molto bella la backcover in vetro, che nella versione da noi testata, Midnight Black, restituisce un ottimo "effetto metallo". Parlando della parte anteriore, i bordi sono molto contenuti, ancor più che in passato, e lo schermo presenta una nuova tipologia di notch, quello a "goccia", contenente solamente la fotocamera frontale, identico a quello visto su Oppo RX 17 Pro. Può sembrare un dettaglio di poco conto, ma in realtà va a stravolgere totalmente il design, rendendolo al passo con i tempi ed essenzialmente "all-screen". Infatti, la tacca è particolarmente ristretta e porta lo screen-to-body ratio all'86%. Un rapporto inferiore ad altri smartphone, che però rende il dispositivo particolarmente gradevole alla vista. Manca il tasto Home: si fa tutto con la navbar a schermo.
Il sensore di impronte digitali è in-display e funziona bene, ma abbiamo spesso preferito il più veloce sblocco facciale. La tecnologia è infatti ancora ad uno stato iniziale e questo comporta uno sblocco tramite impronta più lento rispetto a un sensore tradizionale. Pensate che spesso non si fa nemmeno in tempo a posizionare il dito sullo schermo che il Face Unlock ha già fatto il suo dovere. Nonostante questo, è sicuramente interessante vedere come OnePlus voglia essere tra le prime aziende a sperimentare e rendere funzionanti le nuove tecnologie.

Passando alla parte posteriore, troviamo i due sensori fotografici posti in verticale seguiti dal flash Dual LED e dall'immancabile logo OnePlus. Gli altoparlanti trovano posto nella parte inferiore, a fianco della porta USB Type-C. Manca il jack audio da 3,5mm per le cuffie, anche se nella confezione di vendita è incluso l'apposito adattatore. La scelta della società cinese potrebbe far storcere il naso, ma si rende in realtà necessaria per passare a uno standard ormai sempre più diffuso. Inoltre, l'adattatore fornito non è troppo ingombrante e risulta tranquillamente utilizzabile in qualsiasi situazione.

Sulla destra sono presenti il tasto d'accensione e il comodo slider fisico per silenziare la suoneria. Il bilanciere per gestire il volume è invece sulla sinistra, insieme al carrellino della SIM (NanoSIM + NanoSIM, niente espansione della memoria). Nella parte superiore è presente il microfono. Peccato per la totale mancanza di qualsiasi certificazione IP, anche se OnePlus assicura che lo smartphone resiste comunque all'acqua, ma non in immersione. Il dispositivo viene venduto nelle colorazioni Midnight Black, Mirror Black e Thunder Purple. Noi, come potete vedere dalle immagini, abbiamo testato la colorazione Midnight Black, in linea con il mercato attuale, oramai dominato da colori "scuri". Tirando le somme, il design di OnePlus 6T è piacevole alla vista, si distingue dalla massa e il notch è comunque "camuffabile" via software nel caso non piacesse.

Caratteristiche tecniche

OnePlus 6T è spinto da un processore octa-core Qualcomm Snapdragon 845 con processo produttivo a 10nm operante alla frequenza massima di 2,8GHz (4x 2.8 GHz Kryo 385 + 4x 1.8 GHz Kryo 385), affiancato da una GPU Adreno 630 e 6/8GB di RAM LPDDR4X. Una configurazione che garantisce ottime prestazioni lato gaming, con tanto di presenza di una Gaming Mode dedicata. Troviamo poi 128/256GB (UFS 2.1 2-LANE, non espandibile) di memoria interna, sufficienti per qualsiasi tipo di utilizzo. Una configurazione molto simile a OnePlus 6. Il display ha un pannello Optic AMOLED da 6,41 pollici con risoluzione 2340x1080 pixel, aspect ratio 19,5:9, vetro Gorilla Glass 6 e screen-to-body ratio dell'86%, con la presenza del notch "a goccia" posto in alto.
Si tratta di un ottimo schermo, che ci ha dato molte soddisfazioni durante i nostri test. La regolazione automatica della luminosità funziona bene, mentre il display ambient e la modalità lettura sono delle aggiunte sicuramente gradite. Un pannello ben tarato, che si lascia personalizzare con una miriade di opzioni tramite software. Guardare video su questo display è una vera goduria per gli occhi e OnePlus è anche riuscita nell'ardua impresa di sfruttare al meglio l'aspect ratio scelto. Infatti, spesso gli sviluppatori faticano a far riprodurre i contenuti multimediali in 19,5:9 e il risultato è il rendere essenzialmente inutile il notch. In questo caso, invece, la società cinese è riuscita a realizzare una modalità "visualizza a schermo intero" veramente funzionale, che riesce a rendere compatibili la grande maggioranza delle applicazioni. YouTube dispone ancora della solita impostazione zoom (con conseguente crop del video) e Twitch non riesce ad andare oltre i 16:9, ma quelli sono problemi che vanno risolti dagli sviluppatori di terze parti.

Passando al comparto fotografico, troviamo una fotocamera frontale Sony IMX 371 da 16 megapixel (EIS, f/2.0) mentre sul retro è presente l'ormai classica doppia fotocamera composta da una lente Sony IMX 376K da 20 megapixel (PDAF, f/1.7) e una camera Sony IMX 519 da 16 megapixel (OIS, EIS, DCAF, f/1.7). Il sensore anteriore è in grado di registrare video fino a 1080p/30fps, mentre i due posteriori a 4K/60fps. Per quest'ultimi, non mancano, tra le altre cose, le funzionalità Modalità Pro, Ritratto, Notte, HDR, Panorama e Time-lapse. Presente anche il flash Dual LED.
La società cinese ha essenzialmente riproposto l'ottimo comparto fotografico dell'originale OnePlus 6 con questo dispositivo. Ritroviamo dunque una buona stabilizzazione dell'immagine e una qualità delle foto che rimane superiore alla media di questa fascia di prezzo, anche in condizioni di scarsa luminosità. Certo, in alcuni contesti troppo bui anche la modalità notturna diventa meno efficace, ma a questo prezzo difficile chiedere di più. Abbiamo provato anche a fare numerosi "punta e scatta" e OnePlus 6T ci ha sempre soddisfatti in tal senso. Trovate alcune foto non compresse seguendo questo link.

Non male il comparto audio, con un buon volume massimo e degli altoparlanti che confermano la qualità già vista con le precedenti iterazioni. Peccato per la mancanza dell'audio stereo. Riproposto anche lo slow motion, che rimane ancorato a 480 FPS a 720p o a 240 FPS in Full HD. Nonostante questo, il risultato finale è decisamente buono. Migliorata sensibilmente invece il lato autonomia, che si fregia di una batteria non rimovibile da 3700 mAh con supporto alla ricarica rapida (5V/4A), che garantisce all'utente di arrivare tranquillamente a sera. Nelle nostre giornate di test, siamo spesso arrivati a fine giornata con una carica residua del 30/35%. Insomma, l'autonomia è sicuramente uno dei punti di forza di questo OnePlus 6T, contando anche che, grazie al Fast Charge, pochi minuti di carica garantiscono diverse ore di utilizzo. Manca, però, la possibilità della ricarica wireless. Presenti tutte le connettività richieste dal mercato odierno degli smartphone, come Gigabit LTE 4x4 MIMO, Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac dual-band, NFC e Bluetooth 5.0.

Software

Il sistema operativo è Android 9 Pie con OxygenOS 9.0.5, che al momento in cui scriviamo dispone delle patch di sicurezza del 1 novembre 2018. Una delle cose che ci piacciono di più della personalizzazione di OnePlus sono sicuramente le gesture, molto comode da usare e ottime quando si tiene lo smartphone con una sola mano. Presente anche l'utile doppio tap per l'accensione. Da segnalare la totale assenza di bloatware, con la società cinese che ha preinstallato solamente gli applicativi che possono servire veramente nell'uso quotidiano. Rispetto all'originale OnePlus 6, troviamo una nuova modalità Smart Boost, che velocizza ulteriormente l'avvio delle applicazioni, e la possibilità di personalizzare ulteriormente i temi (anche a colori).
Oltre a questo, ora la modalità gaming dispone di impostazioni avanzate che consentono, tra le altre cose, di ottimizzare l'utilizzo della rete da parte delle altre app in background, disattivare la luminosità automatica e bloccare le notifiche di terze parti. Si può attivare l'assistente vocale tenendo premuto il pulsante di accensione per 0,5 secondi.

Segnaliamo anche la possibilità di catturare screenshot estesi e quella di "disabilitare" il notch. Interessante anche il tema scuro. Reattività e fluidità sono come sempre al top della categoria, anche in confronto a smartphone dal costo nettamente superiore. Per tutte le novità introdotte dall'ultima major release di Android, vi rimandiamo a questo articolo. In definitiva, confermiamo in pieno quanto detto per il suo predecessore: l'esperienza d'uso Android offerta da OnePlus è la più veloce oggi disponibile sul mercato.

Prestazioni, benchmark e confronto

Non abbiamo riscontrato alcun problema di fluidità con questo OnePlus 6T, anche con app "pesanti" come Facebook, Instagram e Twitter, che funzionano in modo impeccabile. In ambito quotidiano, dunque, il flagship della società cinese gira che è una favola, non presentando alcun tipo lag e, durante i nostri test, non abbiamo mai visto un singolo fastidioso rallentamento che intralciasse l'esperienza utente. Per gli amanti dei benchmark, lo smartphone ha fatto registrare, nella sua variante da 8/128GB, un punteggio di 297710 punti su Antutu. Su Geekbench, invece, è arrivato a 2437 punti in single-core e 9914 punti in multi-core. Non si tratta di un salto generazionale marcato, visto che OnePlus 6 si era avvicinato a questi risultati nella nostra recensione, ma siamo ancora al top della fascia di prezzo.
Per farvi degli esempi, siamo sopra di quasi 2500 punti a Samsung Galaxy Note 8 per quanto riguarda le prestazioni multi-core, mentre in single-core lo scarto è di quasi 500 punti. Samsung Galaxy S9 Plus, invece, nella nostra recensione aveva fatto registrare un punteggio in multi-core di 8793, oltre 1000 punti in meno di questo OnePlus 6T. Insomma, prestazioni veramente di alto rilievo. Passando alla connettività, la ricezione è risultata molto buona sia con i dati mobili che sotto Wi-Fi. Anche lo "switch" tra i due è molto rapido e funzionale.

Gaming

Abbiamo testato una selezione di cinque titoli: Assassin's Creed Identity, Real Racing 3, Modern Combat 5, ARK: Survival Evolved e ovviamente PUBG Mobile. I primi tre sono usciti ormai da diversi anni e non dispongono di elevate richieste tecniche, mentre gli ultimi due possono mettere a dura prova gli smartphone di questa fascia di prezzo. In particolare, il titolo di Tencent Games a volte presenta dei fastidiosi lag su questo tipo di dispositivi.
Assassin's Creed Identity gira molto bene, senza alcun tipo di lag e con dettagli al massimo, ma d'altronde stiamo parlando di uno spin-off della serie (sviluppato da Blue Byte) uscito nel 2016, che presenta una grafica 3D non troppo complessa e ampiamente superata dai titoli mobile lanciati negli ultimi due anni. Anche Real Racing 3 di Electronic Arts gira in modo impecabile. Uscito nel 2013, il titolo è stato spesso aggiornato dalla società californiana, ma ormai il comparto grafico inizia a sentire il peso degli anni. Stesso discorso per Modern Combat 5 di Gameloft, uscito nel luglio del 2014, che gira in modo molto fluido su questo OnePlus 6T.

Passando ai titoli più recenti, ARK: Survival Evolved gira fluidamente anche a "High", senza alcun calo di framerate o problemi vari. Parlando di PUBG Mobile, attualmente uno dei titoli più giocati su smartphone, qui sopra potete vedere qualche minuto di gameplay registrato durante la nostra prova. Il titolo di Tencent Games viene automaticamente impostato con dettagli su "HD" e frame rate su "High".
Tuttavia, il gioco gira molto bene anche con settaggi su Ultra. Dal video, si nota come PUBG Mobile offra una ottima fluidità, senza alcun tipo di compromesso a livello di grafica. Tutti i test sono stati effettuati con Modalità Gaming attiva. Insomma, OnePlus 6T può tranquillamente essere utilizzato come "smartphone da gaming" anche dai videogiocatori più esigenti.

OnePlus 6T OnePlus 6T stravolge magistralmente il design anteriore attraverso il notch a goccia e va a limare alcune piccole imperfezioni del predecessore, per uno smartphone che porta l’esperienza utente Android al suo apice. Prestazioni al vertice della categoria, zero bloatware, gesture facili da usare, ottima stabilità e autonomia di oltre una giornata. Buoni anche display e fotocamera, seppur non al top. Tutto questo a un prezzo di partenza di 559 euro, che al giorno d’oggi è una manna dal cielo. Insomma, un dispositivo che non rappresenta di certo una rivoluzione, ma che si rivela solido e senza dei reali difetti. Qualche “sbavatura” rimane tra audio mono, assenza della ricarica wireless e mancanza di qualsivoglia certificazione IP. Inoltre, nonostante la presenza dell’apposito adattatore in confezione, la mancanza del jack audio per le cuffie potrebbe far storcere un po’ il naso a qualcuno, ma capite bene che si tratta di dettagli secondari di fronte a un prezzo così allettante. Brava OnePlus.

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