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Oppo RX17 Pro Recensione: design e schermo al top a 599€

Oppo ha lanciato in Italia il suo RX17 Pro, uno smartphone dal design unico e dallo schermo senza praticamente bordi.

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Oppo è un vero e proprio colosso della telefonia. Il brand asiatico, seppur ancora poco conosciuto in Italia dai meno appassionati del settore, è stabilmente nella top five dei marchi più venduti al mondo. Un risultato non da poco, e con l'arrivo ufficiale in Europa, avvenuto questa estate, l'obbiettivo è aumentare ulteriormente la quota di mercato. Quello che colpisce di Oppo è l'attenzione dedicata allo sviluppo dei suoi prodotti, soprattutto quelli di fascia media e alta, che propongono quasi sempre delle caratteristiche distintive rispetto ai concorrenti, sia nel design che nelle tecnologie impiegate.
Dopo Find X quindi, un top di gamma unico nel suo genere, è arrivato ora il momento di mettere alla prova il nuovo RX17 Pro, uno smartphone che cerca di colpire in una fascia di prezzo decisamente più bassa, arrivando in Italia a 599€. Una cifra inferiore ai top di gamma attuali, ma anche rischiosa, perché il mercato oggi è ricco di alternative. Riuscirà RX17 Pro a spiccare dalla massa?

Un design unico

Oppo RX17 Pro è il perfetto esempio di come debba essere sviluppato il design di uno smartphone per spiccare alla vista. Dalle forme al colore, Oppo è riuscita a creare un prodotto subito distinguibile, bello da vedere e allo stesso tempo interessante dal punto di vista tecnologico, viste le sue caratteristiche. Partiamo da uno degli elementi che cattura subito lo sguardo, ovvero il display. La casa cinese è riuscita a occupare ben il 91.5% della superficie frontale. Questo è possibile grazie a una diversa ingegnerizzazione del notch, presente al centro nella parte alta dello schermo, di dimensioni molto piccole. Osservando attentamente, oltre alla fotocamera frontale troviamo al suo interno anche il sensore di luminosità. La capsula auricolare è invece praticamente invisibile ed è installata appena sopra il notch. Questo ha permesso ad Oppo di liberare spazio per lo schermo, ma a un piccolo costo: la capsula auricolare non viene utilizzata come secondo speaker, i suoni vengono dunque riprodotti solo dall'altoparlante nel bordo basso. Probabilmente non c'è lo spazio per inserire una capsula auricolare più grande, in grado di adattarsi a secondo speaker. Nonostante questo, durante le chiamate il volume del parlato è molto buono, non elevatissimo ma perfetto per questo utilizzo.
In basso è installato il sistema di sblocco tramite impronta digitale, con il lettore piazzato sotto al display, come visto in Mate 20 Pro ad esempio. Sulla destra è collocato il tasto di accensione, mentre a sinistra si nota il bilanciere del volume. Il bordo alto ospita uno dei microfoni, il secondo si trova invece nel bordo basso, insieme allo speaker di sistema, allo slot per le SIM card e al connettore USB Type C.
Sul retro, Oppo ha realizzato un piccolo capolavoro di design, che rende l'RX17 Pro uno smartphone davvero unico. Le due colorazioni disponibili, Radiant Mist (quella usata per la recensione) e Emerald Green offrono un colpo d'occhio originale, utilizzando anche materiali di alto livello per la realizzazione della scocca. Il frame è in metallo, mentre la parte frontale e quella posteriore sono in vetro. Non un comune vetro però, ma il Gorilla Glass 6, il più resistente mai creato da Corning. La parte posteriore gode di ulteriori lavorazioni speciali che la rendono leggermente opaca e ruvida al tatto, migliorando il grip e dando una sensazione di elevata qualità costruttiva fin dal primo tocco.


La particolare colorazione, ancora più accesa della Twilight lanciata da Huawei, crea dei giochi di luce e delle gradazioni di colore uniche nel loro genere. Il design della backcover, molto minimale visto che è presente solo il sensore fotografico al centro, non fa altro che confermare l'ottimo lavoro svolto da Oppo, non solo sul fronte del design, ma anche su quello della qualità costruttiva. L'unica mancanza riguarda la resistenza ai liquidi e alla polvere, purtroppo assente.

Sistemi di sblocco

Oppo RX17 Pro offre due metodi di sblocco: il lettore di impronte collocato sotto al display e il riconoscimento facciale. Fino a questo momento, l'esperienza che abbiamo avuto con gli smartphone che adottano entrambi i sistemi biometrici è stata sempre la stessa, e anche in questo caso la confermiamo: dopo poche ore di utilizzo abbiamo abbandonato il lettore di impronte in favore dello sblocco facciale. In questo momento sono sempre di più gli smartphone ad utilizzare il sensore sotto al display, il problema è che, almeno dal nostro punto di vista, sembra una tecnologia destinata a scomparire già nel giro di poco tempo. I motivi sono diversi e non tutti imputabili al sistema di rilevamento stesso, quanto più alla rapidità dello sblocco con il viso. Il sensore di impronte funziona meglio di visto nel Mate 20 Pro, se non altro per un più corretto posizionamento nel display. Huawei ha piazzato il sensore in una posizione strana, più verso il centro dello schermo, che non consente un movimento naturale per posizionare al meglio il pollice. Oppo invece ha installato il lettore nel punto giusto, esattamente dove ci si aspetta di trovarlo, agevolando così l'individuazione della zona adibita a questa funzione. Essa viene segnalata anche a display spendo, basta sollevare lo smartphone o fare un tap per vederla.
La velocità di rilevamento è buona, anche se non come quella dei classici lettori di impronte digitali, e permette un accesso piuttosto rapido al device, seppur con qualche mancata rilevazione occasionale. Il rilevamento del viso, anche se non 3D, funziona semplicemente meglio, è più rapido e pratico da usare, basta sollevare il telefono, metterlo in posizione di utilizzo ed è praticamente già sbloccato. Insomma, prima di investire ulteriormente nei rilevatori di impronte sotto al display, forse converrebbe porsi una semplice domanda: è davvero utile e funzionale?

Schermo

Il display è uno dei pezzi forti del nuovo Oppo RX17 Pro. L'unità installata è da 6.4 pollici, tra le più grandi presenti su smarthpone oggi, e ha una risoluzione di 2340x1080 Pixel. Inutile salire ulteriormente con i pixel, il Full HD+ non mostra punti deboli nemmeno con una diagonale così elevata, a tutto vantaggio di prestazioni ed autonomia. La casa cinese ha scelto un pannello AMOLED invece che uno LCD, una decisione saggia e che esalta anche il design, grazie all'elevato contrasto e ai neri molto profondi, che riescono a nascondere il piccolo notch in presenza di uno sfondo scuro. Proprio le dimensioni contenute del notch sono uno degli elementi più riusciti del terminale, particolare che si nota molto non solo nell'uso quotidiano, ma anche delle applicazioni, dai giochi allo streaming video. Da YouTube a Netflix, passando per Amazon Prime Video, la visualizzazione a schermo intero permette di sfruttare quasi al massimo la diagonale del display, il notch infatti quasi non si nota durante la visione. Merito anche di una modalità a schermo intero ben fatta e perfettamente funzionante nelle applicazioni sopracitate.
Anche nel gaming il notch di dimensioni contenute aiuta, ma la frammentazione che l'introduzione di diverse tipologie di tacca sta creando mette in difficoltà gli sviluppatori. Ad esempio su PUBG Mobile alcune parti dell'interfaccia sono leggermente tagliate, nulla che pregiudichi il corretto funzionamento dell'applicazione fortunatamente, ma è comunque fastidioso.

Prestazioni

Oppo RX17 Pro utilizza un processore Snapdragon 710, insieme a 6 GB di RAM e a 128 GB di memoria interna, non espandibile. A livello di prestazioni questo SoC si colloca tra lo Snpadragon 660 e i più potenti Snapdragon 835-845, grazie all'impiego di 6 Core Kryo 360 da 1.7 GHz e a due Core Kryo a 2.2 GHz, insieme a una GPU Adreno 616. Rispetto a terminali con processori più potenti, la differenza nell'utilizzo quotidiano è prossima allo zero, merito anche della buona ottimizzazione del sistema operativo, piuttosto leggero da gestire. Il SoC integra anche l'ISP Spectra 250, utile per l'elaborazione delle immagini scattate dal sensore fotografico, visto che riesce a migliorare gli scatti in scarse condizioni di luminosità. Avanzato il parco connessioni, che comprende il supporto all'LTE Cat.15, Wi-Fi ac 4x4 MIMO e Bluetooth 5.0, ed è presenta anche un AI Engine per la gestione delle applicazioni legate all'intelligenza artificiale. Rispetto allo Snapdragon 660, Qualcomm afferma che la variante 710 offre prestazioni quasi raddoppiate, senza per questo penalizzare l'autonomia. Nella pratica, l'esperienza offerta non è dissimile da quella dei top di gamma Android. Il sistema operativo è reattivo e non abbiamo rilevato lag o impuntamenti durante l'uso. Ormai è chiaro che Android, se sfruttato bene, non necessita di molta potenza computazionale per fornire un'ottima esperienza d'uso.
Anche nel gaming, le differenze rispetto ai dispositivi più potenti non sono così evidenti. PUBG viene configurato in modo automatico per funzionare la massimo del dettaglio (solo l'anti-aliasing rimane disattivato) e non mostra rallentamenti durante l'uso. In molti hanno criticato l'utilizzo di questo processore sull'RX17 Pro, mentre sul meno costoso OnePlus 6T, parente stretto di questo Oppo visto che fanno capo alla stessa casa madre, viene impiegato invece il più potente Snapdragon 845. In questo caso, Oppo ha fatto una scelta: ha puntato più sul design e sul comparto fotografico, sacrificando la potenza del top di gamma Qualcomm. Nella pratica, le differenze sono minime, anche se OnePlus rimane più reattivo, ma tutto dipende dalle esigenze del singolo utente, che può così scegliere tra due prodotti all'apparenza simili ma piuttosto diversi.

Fotocamere

Uno dei punti forti di Oppo RX17 Pro sono le sue fotocamere, che al posteriore riprendono alcune delle caratteristiche viste nel Galaxy S9, uno dei migliori telefoni ancora oggi in questo ambito. Il triplo sensore posteriore comprende infatti una fotocamera principale da 12 Megapixel con apertura variabile, esattamente come nel top di gamma Samsung, capace di modificare l'apertura da f/1.5 a f/2.4. Da sola, questa cam potrebbe reggere tranquillamente tutto il comparto fotografico, visto che offre scatti eccellenti sia in presenza di una buona illuminazione, sia quando la luce viene meno. Oppo ha installato però anche una fotocamera da 20 Megapixel con apertura f/2.6, non controllabile direttamente, che viene impiegata, probabilmente, per sfruttare lo zoom 2x, accessibile con un semplice tap nel software della fotocamera. Non bastasse questo, l'ultimo modulo installato è un sensore ToF 3D, che utilizza rilevatori laser e a infrarossi per scansionare l'ambiente e i volti. Non si tratta di una fotocamera, quanto più di un'unità deputata alla misurazione degli spazi, una novità su smartphone ma non del tutto. Per chi segue il mondo tecnologico, è la stessa tecnologia dietro all'ormai fallito Project Tango di Google, che cercava di dotare comuni tablet e smartphone della capacità di tracciare e immagazzinare gli ambienti tridimensionali. Allo stato attuale, non è chiaro come questo sensore venga impiegato dallo smartphone Oppo, che per altro non ha applicazioni dedicate al suo utilizzo esterne a quella della fotocamera.

A tal proposito, l'applicazione fotografica offre un'interfaccia di facile comprensione, che ricorda molto quella di Apple. Oltre al sensore ToF troviamo anche altre tecnologie interessanti, pensate per ottimizzare al massimo la qualità fotografica. Ultra-Clear Engine riconosce la scena e il soggetto, apportando le necessarie ottimizzazioni alle impostazioni di scatto. Apertura Smart invece serve a regolare, in modo del tutto automatico, l'apertura del diaframma, da f/1.5 a f/2.4. Infine lo stabilizzatore OIS, che interviene anche nei video, rendendoli più stabili. Video che possono essere girati fino al 4K a 30 fps. Oppo ha inserito anche una modalità Notte dedicata, che utilizza l'esposizione lunga per ottenere scatti con pochissima luce, in modo analogo a quanto visto su Mate 20 Pro e su P20 Pro. A dispetto di un comparto fotografico il cui funzionamento effettivo, soprattutto del sensore ToF, rimane poco chiaro, la resa finale degli scatti è molto buona in ogni condizione di luce. Buoni i video, purtroppo però la stabilizzazione è disponibile solo fino al Full HD. Attivando il 4K infatti si nota una stabilità nettamente inferiore delle immagini. Ottimo il comportamento del sensore fotografico frontale, da 25 Megapixel, che regala scatti bilanciati e una modalità ritratto semplice e funzionale.

Batteria e software

Oppo è famosa per l'incredibile velocità di carica dei suoi terminali, che ritroviamo anche in questo RX17 Pro. La batteria ha una capacità totale di 3.700 mAh, ottenuta mettendo insieme due unità da 1850 mAh. La ricarica rapida SuperVOOC permette di ricaricare il telefono completamente in poco meno di 50 minuti, mentre per raggiungere il 40% bastano solo 10 minuti. Il telefono offre un'autonomia leggermente superiore alla media, in grado di coprire tranquillamente una giornata di utilizzo. Nel caso di uso intensivo viene in aiuto la ricarica SuperVOOC, la più veloce che abbiamo provato finora. Nella pratica, questo permette di avere il telefono sempre operativo, anche nelle giornate più impegnative.
Il sistema operativo, purtroppo, non è Android 9 Pie ma è ancora fermo alla versione 8.1, nonostante l'ultima variante dell'OS Google sia disponibile già da qualche mese. Un peccato, soprattutto perché il cugino OnePlus 6T lo integra già. ColorOS 5.2, la personalizzazione del sistema operativo che contraddistingue tutti gli smartphone Oppo, non ha problemi a livello di prestazioni e presenta anche un'interfaccia piacevole. Permangono però alcuni limiti visti nel top di gamma Find X, a cominciare dalle notifiche, che non vengono visualizzate nella barra in alto, per vederle bisogna necessariamente fare uno swipe dall'alto verso il basso. Il menù delle impostazioni presenta ancora qualche errore nella traduzione: esempio perfetto per capire di cosa stiamo parlando è il pannello "Intelligente e pratico", che, senza alcun collegamento logico, permette di impostare le gesture o i tasti di navigazione. Insomma, una volta presa la mano con alcune stranezze, derivate anche dal fatto che ColorOS è stato pensato per il pubblico cinese e poi adattato per quello europeo, l'OS offre comunque una discreta esperienza d'uso, ma ancora molto migliorabile.

OPPO RX17 Pro Oppo RX17 Pro è uno smartphone bello da vedere, con una eccellente fotocamera e con una parte frontale che toglie quasi il fiato, grazie al notch a goccia e alla superficie occupata dallo schermo, semplicemente enorme. Non mancano i pregi allo smartphone della casa cinese, pregi che hanno però un costo. 599€, prezzo ufficiale al lancio per questo RX17 Pro, sono una cifra da contestualizzare con il mercato attuale, che offre nello stesso range di prezzo terminali come S9 Plus, OnePlus 6T, che utilizza per altro uno schermo molto simile, o il P20 Pro di Huawei. Concorrenti importanti, due dei quali hanno subito già pesanti ribassi nel costo, essendo sul mercato da diversi mesi. Oppo RX17 Pro è appena arrivato ed è destinato anch'esso a scendere di prezzo. Fino a qual momento, la proposta di Oppo rimane interessante e per certi versi unica, visto il design scelto dalla casa cinese e alcune delle tecnologie inserite al suo interno, ma anche poco competitiva sul fronte del prezzo, un problema sempre più comune in un mercato ormai ricchissimo di alternative.

7.8