Panasonic TX-55LZ1500 Recensione: immagine assoluta e neri infiniti

Ecco finalmente uno dei top di gamma 2022 di Panasonic con pannello Master OLED Pro: il TX-55LZ1500 è un televisore che dà spettacolo.

Panasonic TX-55LZ1500 Recensione: immagine assoluta e neri infiniti
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La serie OLED LZ1500 è declinata nei tagli 65", 55", 48" e il nuovo, desiderato 42 pollici per i videogiocatori e per chiunque sia alla ricerca di soluzioni contenute solo nelle dimensioni. I WOLED (White OLED) della gamma 2022 sono più precisamente gli OLED EX di LG, con fine selezione all'origine da parte del costruttore giapponese onde evitare difetti nativi. Ricordiamo che gli OLED EX sono pannelli avanzati per la presenza di deuterio - isotopo stabile dell'idrogeno, estratto dall'acqua - volto a migliorare la stabilità e l'efficienza emissiva del diodo organico, con superiore illuminazione e precisione cromatica senza compromettere la longevità dello schermo.
A proposito di durata nel tempo, tutti i pannelli OLED beneficiano di apposito sistema di dissipazione del calore, nemico da sempre dei pixel autoilluminanti, ancor più efficace sulle linee LZ2000 ed LZ1500. Del resto come abbiamo imparato molto bene nel corso della vita di questa straordinaria tecnologia, il pannello è solo parte della soluzione nella corsa al nero infinito, ma occorre anche la giusta elettronica per esaltarne tutti i pregi, gestendone al contempo i limiti, ed è qui che Panasonic ha sempre saputo fare la differenza.
Senza ulteriori indugi, ecco com'è andata la nostra prova con il TX-55LZ1500, disponibile online a circa 2.300 euro.

Assemblaggio senza pensieri

Qualità come sinonimo di grande attenzione ai particolari a partire dall'imballo, dove anche per questo TX-55LZ1500 si è scelto un contenitore diversamente ampio, poco più ingombrante rispetto alle dimensioni reali del display.

Ciò ha consentito di risolvere egregiamente l'inclusione degli accessori, collocati lateralmente - nell'immagine la freccia indica il piedistallo e subito sotto telecomando e coperchio posteriore.
Una volta rimosse le quattro clip in plastica, nella parte bassa è possibile sollevare l'involucro in verticale, mentre il TV resta bloccato sul fondo. Per l'assemblaggio non occorre sdraiare orizzontalmente lo schermo: una volta posizionata la solida base in metallo, si solleva lo schermo facendolo combaciare centralmente e fissandolo con le quattro viti a corredo.
Posteriormente l'unità diventa più spessa nella zona che accoglie terminali ed elettronica, con il resto del pannello che resta sottile e pressoché privo di cornice. Materiali di alta qualità tra metallo e plastica, possibilità di ancoraggio a muro tramite staffa VESA 300 x 300 mm.

Il piedistallo offre la rotazione laterale (caratteristica non più scontata), per una migliore angolazione rispetto al punto di visione, mentre il punto di appoggio è circolare e davvero poco ingombrante, il ché favorisce l'inserimento in un contesto casalingo anche su mobili relativamente larghi.

C'è anche l'ingresso composito

Le dimensioni del pannello sono pari a (L x A x P) 122,7 x 77,1 x 35 cm, per un peso di 20,5 Kg (15,5 Kg senza base). A bordo troviamo due HDMI 2.1/VRR/ALLM (max 40 Gbps, non aggiornabile a 48 Gbps benché restando in ambito 4K non vi siano effettive necessità in tal senso) e due HDMI 2.0, due USB 2.0 (5V/500mA max).

I restanti terminali disponibili si dividono tra una USB 3.0 (per HDD, 5V/900mA max), un ingresso Ethernet RJ-45, doppio satellitare (Main/Sub), un connettore antenna RF (75 Ohm), un ingresso composito per vecchi segnali analogici, la canonica uscita audio ottico, un ingresso jack 3,5 mm per cuffie e l'immancabile slot CI+ (1.4) per programmi criptati.
Attenzione alla triplice impostazione HDMI: Modalità 1 per ampia compatibilità nel caso in cui video o audio avessero problemi; Modalità 2 per formati in HD; Modalità 3 per formati HD HFR a elevata velocità di frame rate.
Una piccola sezione di pulsanti fisici, infine, è collocata sul retro in corrispondenza del bordo destro, utile per controllare l'accensione e lo spegnimento, la selezione degli ingressi, il cambio di canale e la regolazione del volume audio.

my Home Screen 7.0 e HDR

Il televisore è naturalmente pronto per il nuovo digitale terrestre (DVB-T2), ma supporta anche trasmissione satellitare (DVB-S2), via cavo (DVB-C), via Internet (IPTV) e rete domestica (TV>IP). Il pannello è nativo a 10-bit e ha una tra le più ampie gestioni di segnali HDR: HLG, HLG Photo, HDR-10, HDR-10+ e Dolby Vision, inclusi HDR-10+ adattivo e Dolby Vision IQ.

Per questi ultimi due c'è ulteriore flessibilità in quanto l'unità rileva l'illuminazione dell'ambiente circostante intervenendo sui parametri dell'immagine per mantenere una resa più stabile ed elevata, ciò a vantaggio in primis di sequenze meno luminose, dove è possibile cogliere senza difficoltà gli elementi che caratterizzano il quadro visivo anche in secondo piano e sui fondali.
Setup come sempre veloce, così come sono intuitivi i passaggi base per agganciare la rete di casa, per la sintonizzazione dei canali televisivi e per l'accesso alle piattaforme streaming e VOD.

A riconferma della volontà di Panasonic di mantenere elevata la qualità anche in tale ambito, prosegue la gestione tramite sistema operativo proprietario my Home Screen, giunto alla versione 7.0. Interfaccia di dignitosa fattura nel corso della navigazione in rete, streaming o per canali televisivi, con una grafica che consente di acquisire le informazioni relative ai settaggi che ci interessano. Tra gli aggiornamenti, trova posto l'ampliamento della funzione "myScenery" con accesso a rilassanti video di panorami paesaggistici, in collaborazione con LoungeV Creative Studio.

Telecomando ancora pesante

Il telecomando in dotazione è pesante, non retroilluminato e decisamente lungo, ma si rivela anche robusto, solido e completo. Nella zona superiore, prendono posto i tasti dedicati per l'accesso diretto agli streaming provider Netflix, Rakuten TV, Amazon Prime Video, Disney+ e YouTube, oltre al tasto "Apps" per richiamare il quadro completo delle applicazioni disponibili.

Responsivo ai comandi, il cerchio con i quattro punti direzionali e il tasto centrale "Ok" consente un altrettanto rapido spostamento per menù e sotto menù. Il tastierino numerico è collocato nella parte bassa, la digitazione dei comandi può avvenire con una sola mano in virtù della contenuta larghezza e necessita di due pile mini stilo per l'alimentazione. L'IR è piuttosto direzionale, per cui non è possibile impartire i comandi se non puntando quasi direttamente verso lo schermo, ma volendo è disponibile anche la connessione Bluetooth che risolve il problema.

Subito pronto out-of-the-box

Anche con questo modello, chi non volesse cimentarsi in rilevazioni e tarature varie può comodamente selezionare i preset "Cinema", "True Cinema" o "Filmmaker" per un quadro bilanciato e un blu affatto invasivo.

In questo caso è consigliabile selezionare "Impostazioni sensore ambientale" e attivare "Bilanciamento del bianco automatico".
A onor del vero si potrebbe ancora migliorare, ma si tratta perlopiù di differenze rilevabili da strumentazione analitica e ben difficilmente dall'occhio umano.
La copertura in DCI-P3 è prossima al 100%, attorno al 70% in REC.2020, ma a sorprendere sono i quasi 1.100 nit al 100% su una finestra al 10% in HDR.
Il resto dei preset disponibili: "IA automatica", "Normale" (utilizzabile con i canali TV), "Personalizza", "Professionale1", "Professionale2", "Sport" e "Game".
In caso di programmi da canali televisivi SD o HD di limitata resa è come sempre possibile intervenire con i consueti filtri "Noise Reduction", "MPEG Remaster", "Ottimizzazione risoluzione" e "Rimasterizzazione gamma dinamica".

Allo stesso modo, la funzione "Miglioramento della visibilità aree scure" (a 15 step) viene incontro in particolari condizioni come il gaming, per illuminare diversamente gli elementi in background. Il processore HCX Pro AI proprietario Panasonic rispetto all'anno scorso è stato dichiarato sei volte più veloce.

IFC e BFI: croce e delizia

Merita un discorso a parte la funzione Intelligent Frame Creation, per ottenere un movimento in misura più o meno fluida a seconda delle necessità. Questa soluzione in passato aveva dimostrato un po' di invasività ma ha avuto modo di migliorare nel tempo: chi non ama una certa scattosità farebbe tutt'ora meglio a restare su "Minimo" o al più "Medio" tra le tre impostazioni, oppure ci si può spostare su "Personalizzato" agendo manualmente per contenere il motion blur e un più misurato grado di fluidità.

Il solito John Wick 3 - Parabellum e l'inseguimento notturno tra moto che sfrecciano all'interno del ponte con l'inquadratura panoramica dall'esterno potrebbe essere un riferimento. Lo stesso dicasi per Fast & Furious 6 e la lunga sequenza del carro armato in autostrada per saggiare il livello di dettaglio tra svariati angoli e inquadrature.
Altro passaggio interessante è il capitolo 8 del Blu-ray UHD Matrix Resurrections, all'ingresso del Dojo virtuale in cui Neo e Morpheus si scontrano: è sufficiente osservare il primo piano dell'attore Yahya Abdul-Mateen II e il disturbo che si genera tra la sua testa in movimento laterale e la parete posteriore se l'IFC ha un'impostazione superiore a Minimo.

L'IFC va opportunamente modulato, perché già a livello Medio potrebbero presentarsi artefatti sui bordi anche di elementi in primo piano: un semplice esempio potrebbe essere quello di visionare la sigla animata della 20th Century Fox all'inizio del Blu-ray 4K Bohemian Rapsody (HDR-10+). Il transito della luce del riflettore in movimento laterale verso sinistra sul logo della Fox provoca lievi artefatti, in misura più incisiva e direttamente proporzionale al settaggio.

Possibile, come sempre, l'intervento tramite Black Frame Insertion (denominato più esplicitamente "Inserim. fotogrammi neri"), dove resta elevata la percezione dei particolari anche nei movimenti laterali a scapito di un più basso quadro luminoso e rischio di flickering.

HDR ai vertici

La visione di segnali HDR è una gioia per gli occhi, con il massimo della flessibilità fino all'HDR-10+, mentre i preset Dolby al solito lasciano meno margine operativo. "Dolby Vision IQ" è quello consigliato, con resa simile a "Dolby Vision Dark" in caso di locale buio.
Meno percorribile "Dolby Vision Vivid" che incide sulla temperatura colore e genera un quadro così luminoso da rendere l'immagine troppo distante dal materiale video in ingresso.

A prescindere dal preset, il Dolby Vision funziona sempre e comunque al massimo a 60 Hz.
Specie con segnali 4K/HDR, il risultato sbalordisce per profondità dei neri, brillantezza dei colori e risalto dell'immagine.
Per lo streaming, ricordiamo il "Netflix Adaptive Calibrated Mode", con adattamento dei parametri in base alla luce ambiente; presente il supporto CalMAN Ready per la taratura semi-automatica.

Largo ai videogiochi!

La Game User Interface inizialmente è richiamabile in misura un po' macchinosa tramite tasto "Apps" del telecomando, ritrovandola in coda alle applicazioni: meglio assegnare tale funzione al tasto "My App" e rendere tutto più immediato.

L'interfaccia si presenta in overlay, sovrimpressa all'interfaccia di gioco, e consente di interagire con svariate impostazioni: dati HDR, regolazione visibilità sulle porzioni più scure, input lag e frequenza di aggiornamento VRR, oltre alla verifica della migliore modalità di visualizzazione in tempo reale.
In particolare, l'HDR Tonemap consente di decidere la mappatura dei toni. "On" e "Dynamic" sono gestiti dall'elettronica del TV, ma nel secondo caso la mappatura è dinamica con analisi al cambio di scena anche per materiale HDR privo di metadati (HDR-10). "Off", invece, relega la mappatura alla console.
La Game Control Board è certo meno utile per giochi con già qualche anno sulle spalle, ma resta comunque un pratico e funzionale sistema di monitoraggio del segnale video. Non manca il supporto alla tecnologia AMD FreeSync Premium, mentre mancano ancora all'appello NVIDIA G-Sync e l'applicazione per il cloud gaming NVIDIA GeForce Now.

Tramite HDMI 2.1 c'è supporto HFR e VRR/120Hz a piena risoluzione 4K (non più a risoluzione verticale dimezzata, problema del 2021 risolto con aggiornamento firmware), agendo su eventuali difetti nella grafica da parte della console, con superiore sincronizzazione ed eliminazione di potenziali decadimenti tra tearing e stuttering.

Sezione audio dignitosa ma i bassi vanno rivisti

La configurazione audio prevede due diffusori da 15 Watt e un woofer da 20 Watt, per un ascolto di buona resa a partire dai canali televisivi, così come in streaming. A bordo è disponibile un'ampia selezione tra i preset "Standard", "Musica", "Parlato", "Stadio", "Utente", ma un paio di preimpostazioni in più dedicate a Cinema e Gioco non avrebbero guastato.
Per il formato audio da HDMI, sono presenti i preset "Auto", "PCM", "Pass Through", "Dolby Audio". Compatibilità Dolby fino ad ATMOS e anche quest'anno niente supporto alle codifiche DTS.
Con materiale preregistrato si sale ulteriormente di livello, la percezione dei bassi varia e nel complesso la scena sonora resta dignitosa, ma ci sono margini di miglioramento, soprattutto per il woofer sviluppato per dare maggiore corposità al suono.

In tal senso, si possono raggiungere piuttosto facilmente i limiti strutturali: per esempio, impostando la modalità "Musica" con "Cinema Surround" e livello volume 39 (in una scala da 0 a 100) abbiamo provocato delle forti vibrazioni emesse dal dorso del televisore.
Nel nostro caso, il materiale di prova è stato il Blu-ray Follow Me di Koch Media (traccia DTS-HD Master Audio 5.1 canali a 24-bit): condizione risolta abbassando leggermente il livello del volume o disattivando il Surround. Per pensare di salire concretamente di livello occorre al solito appoggiarsi almeno a soundbar con subwoofer, ma dato l'elevato livello tecnico del TV occorre evitare scelte economiche per non peggiorare la situazione.

Panasonic TX-55LZ1500 Chi è alla ricerca di un pannello da riferimento anche per il 2022 può rivolgersi a Panasonic e alla gamma LZ1500, un gradino sotto la flagship LZ2000. Con quest'ultima si sarebbe saliti ulteriormente quanto a luminanza e resa audio, ma chi avesse a cuore una qualità video senza compromessi la LZ1500 non è da meno. Al solito, l'ampissimo menù si è rivelato un'autentica palestra per gli ingegneri che l'hanno sviluppata e un entusiasmante parco giochi per appassionati. Per agire sul vasto set di parametri occorre il giusto know-how, evitando il rischio di penalizzare un quadro visivo già di per sé spettacolare col “pilota automatico” inserito. Plauso a partire dal posizionamento dell'unità nell'imballo, favorendo un assemblaggio in tutta serenità. Al di là dell'aspetto estetico la GUI my Home Screen 7.0 ha molto da offrire, per una gradevole esperienza d'uso. Il BFI continua a non avere molto senso, ma anche qui resta una questione di gusti. Sarebbe stato preferibile dotare le porte HDMI 2.1 di banda completa a 48 Gbps al posto dei riscontrati 40 Gbps, ma non è dirimente per segnali 4K. Il woofer per i bassi è benvenuto, ma va rivisto per evitare di compromettere l'ascolto anche a volume audio sotto il 50% con Surround attivo. Infine, ci sarebbe piaciuto un telecomando più compatto, meno pesante e retroilluminato, ma di fronte a uno schermo da urlo come questo, non avrebbe impattato sul giudizio anche se avesse avuto il peso di un'incudine.

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