Philips Momentum, recensione del monitor 4K da 43 pollici con HDR 1000

Dopo l'anteprima di Malaga, il Philips Momentum è arrivato in redazione: il monitor 43 pollici 4K HDR 1000 finalmente messo sotto torchio.

recensione Philips Momentum, recensione del monitor 4K da 43 pollici con HDR 1000
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Lo scorso aprile, come molti fra voi ricorderanno, abbiamo preso un aereo per volare fino alla soleggiata Malaga, in Spagna, per assistere alla presentazione di un nuovo prodotto Philips: il monitor Philips Momentum 436M6VBPA.
Lo schermo si è rivelato alquanto insolito, poiché rivolto soprattutto a un'utenza console, con specifiche estremamente interessanti e un prezzo per certi versi aggressivo. Dopo le prime, positive impressioni raccolte in fase di presentazione, il Momentum è finalmente arrivato in redazione per esser messo a dura prova; vediamo dunque se i sentimenti a caldo sono stati confermati.

Scheda tecnica

Prima di unboxare il tutto, partiamo dalla scheda tecnica: parliamo di un pannello da 42,51 pollici (diagonale 108 cm) LCD W-LED con sistema di retroilluminazione Edge LED - i singoli LED sono dunque illuminati dai bordi. Philips ha trattato la superficie dello schermo con un rivestimento antiriflesso molto efficace, mentre parlando di colori ne abbiamo 1,07 miliardi (8 bit + 2 bit FRC), con una copertura BT.709 del 100% e DCI-P3 del 97,6%.
Il vero punto di forza del Momentum però è l'HDR 1000 con certificazione UHDA (720 cd/m² tipico, 1.000 cd/m² picco), che si accompagna a una risoluzione 4K 3840 x 2160 a 60 Hz. Il tempo di risposta è di 4 ms, con ottimizzazioni software per migliorare ulteriormente l'input lag. Il contrasto "intelligente" è di 50.000.000:1, mentre l'angolo di visione (come tutti gli IPS del resto) è di 178 gradi sia orizzontale che verticale.

Confezione di vendita

Sin dalla confezione, si intuisce come Philips abbia davvero curato ogni aspetto: il package risulta colorato e sgargiante, dalle dimensioni e dal peso che si fanno assolutamente notare, ben 20,72 Kg. Il solo Momentum con piedistallo (già montato di default) arriva a pesare 14,71 Kg, nonostante le dimensioni del pannello siano abbastanza contenute (976 x 574 x 63 mm), segno che la compagnia olandese ha usato materiali assolutamente premium e destinati a durare nel tempo.
Questo aspetto viene confermato tirando fuori il monitor dal suo involucro, che appare da subito solido e ben costruito, con un design lucido/ruvido pronto a impreziosire qualsiasi salotto o postazione di gioco. Nella confezione abbiamo trovato anche un telecomando RC6, la documentazione relativa e cavi per connettere ogni interfaccia compatibile, oltre ovviamente all'alimentazione: parliamo di un cavo USB-C/USB-C, un cavo USB-A/USB-C, un cavo HDMI e un cavo DP.
A bordo del Momentum 436M6VBPA troviamo infatti le seguenti entrate: 1 x HDMI 2.0, 1 x DisplayPort 1.2, 1 x Mini DisplayPort 1.2, 1 x USB-C (DP Alt Mode). Sempre parlando delle porte, abbiamo a disposizione anche due USB 3.0, un'uscita jack da 3,5 mm per le cuffie, un'entrata Audio-In sempre da 3,5 mm. Il monitor funziona infatti anche da HUB USB quando si connette un PC/MAC via USB-C.

Out of the box

Scartato ogni elemento con cura, passiamo alla prima accensione del Philips Momentum. Il monitor ci saluta con uno splashscreen totalmente blu con il marchio Philips ben in evidenza, solo dopo una manciata di secondi siamo pronti a visualizzare le nostre fonti scegliendo da un menu a tendina dedicato agli ingressi.
Ovviamente prima di fare qualsiasi cosa è bene spulciare il menu interno a caccia di opzioni e regolazioni. Questo ci porta a parlare immediatamente di un OSD poco pratico e intuitivo, dall'aspetto decisamente retrò se comparato alle nuove TV/Smart TV come anche in relazione ad altri monitor del mercato. La prima scheda a disposizione ci presenta le varie possibilità legate all'Ambiglow, funzione molto carina che ci aiuta - grazie a dei LED multicolore montati nella parte bassa del monitor - ad affaticare meno la vista in una stanza buia.

Possiamo quindi spegnere del tutto i LED, tenerli sempre accesi scegliendo un determinato colore, attivare la modalità Random oppure lasciare che il monitor abbini le colorazioni alle varie schermate in autonomia.
Il Philips Momentum, sempre a proposito di comfort visivo, è poi in grado di limitare i livelli di blu andando a "riscaldare" la temperatura colore, anche se nella nostra esperienza abbiamo preferito mantenere disattivata questa opzione. Ci ha un po' delusi invece il pannello dedicato all'immagine, con regolazioni alquanto basiche che permettono di modificare (o disattivare) le varie modalità HDR, la Luminosità, il Contrasto e la Nitidezza. Scorrendo oltre si ha la possibilità di ottimizzare (via software) la risposta in frequenza, migliorando l'input lag grazie alla funzione Risposta Smart, appena prima di incontrare il cosiddetto Contrasto Intuitivo, che lavora in maniera abbastanza efficace.
Con la funzione Smart Frame, il monitor è invece in grado di migliorare i toni più scuri dell'immagine, senza fare miracoli certo. Si possono poi modificare i livelli Gamma, migliorare ulteriormente la Nitidezza e correggere eventuali problemi di Overscan - anche se non ne abbiamo avuto mai bisogno usando le console, Windows e Mac.

Particolarmente interessante poi la scheda dedicata al PIP e al PBP, funzionalità che permette di avere su schermo due fonti in contemporanea. Possiamo visualizzare due immagini dividendo lo schermo in due parti uguali oppure avere una finestra ridotta in uno dei quattro angoli, con la facoltà di scegliere quale delle due sorgenti audio ascoltare.
Le restanti opzioni sono quelle classiche di sistema, come il formato dello schermo, la lingua ecc. A livello di prodotto "fisico", completano il quadro generale un LED di stato di colore bianco e un piccolo "joypad" direzionale per gestire l'OSD anche senza telecomando.

Si gioca

Sistemate le prime, fisiologiche regolazioni di base, iniziamo a giocare cercando di mettere in risalto - prima di ogni altra cosa - le caratteristiche chiave del Philips Momentum. Collegando una Xbox One X, e utilizzando titoli ottimizzati per l'HDR, il 4K e i 60fps come Forza Motorsport 7, il Momentum dà - come prevedibile - il meglio di sé. L'altissima risoluzione, aiutata anche da una diagonale non estrema, è una vera goduria per gli occhi, le immagini sono fluide all'estremo e l'esperienza generale è incredibilmente soddisfacente - con un contrasto ben bilanciato.
Merito di un pannello davvero performante in relazione al prezzo, che restituisce ottime sensazioni generali anche con Xbox One S e Ps4. Anche i colori appaiono affidabili e brillanti, anche se avremmo preferito delle opzioni per regolare saturazione e vividezza direttamente sul Momentum. Le prestazioni overall ci hanno comunque soddisfatto, ottenendo sessioni di gioco eccezionalmente fluide e senza sbavature, in 4K e Full HD, HDR e SDR, con le console come con PC e Mac.
Abbiamo ad esempio collegato un Trident 3 di MSI in 4K via DisplayPort riscontrando qualche problema solo attivando l'HDR di Windows 10 - con il quale, sulla carta, è possibile sfruttare anche l'HDR 1000. Peccato però che molte app non ottimizzate appaiano scure o grigie, con l'OS di Microsoft incapace a bilanciarle in autonomia.
Abbiamo poi usato macOS in 4K collegando un computer Apple via USB-C, rimanendo piacevolmente sorpresi. Tramite la sola porta USB-C possiamo veicolare corrente elettrica, segnale video, segnale audio e sfruttare le porte USB 3.0 come se il Momentum fosse un HUB. Attenzione però, l'energia erogata non è tantissima, un MacBook 12 connesso al monitor si ricarica molto lentamente, nulla di paragonabile al caricabatterie originale da 29W, la corrente potrebbe non essere sufficiente per alimentare correttamente i nuovi MacBook Pro.

Limiti e compromessi

Il vero problema di questo nuovo gioiellino Philips è però da ricercare altrove: l'altissima luminosità (1.000 cd/m² di picco) poco si confà alla tecnologia Edge LED. Con l'Edge LED, il pannello si illumina grazie a delle fonti installate lungo i bordi, incapaci a garantire un'uniformità assoluta della luce. Inoltre una luminosità così alta, su un pannello IPS, evidenzia in maniera marcata l'impossibilità di ottenere neri assoluti o profondi.
La scarsa uniformità di luce la si evidenzia visualizzando una schermata bianca, che mostra delle ombre attorno a tutto il perimetro. Visualizzando una schermata scura invece, si può notare come il nero sia per nulla incisivo, con le zone più illuminate che danno vita a macchie biancastre attorno al nucleo centrale.
Questi difetti tendono ovviamente a scomparire con le immagini che vanno a riempire tutto lo schermo, mentre fuoriescono durante scene di gioco particolarmente scure, oppure durante la visione di film che prevedono delle barre nere. Vista la tecnologia di base, questo aspetto non ci sconvolge più di tanto, anzi è del tutto normale, tutti gli schermi IPS soffrono di questi problemi, a qualsiasi polliciaggio. L'HDR 1000 del Philips Momentum però li amplifica alquanto, e qui sta a voi decidere se il gioco vale la candela.
Ovviamente avremmo ascoltato tutt'altra musica con l'HDR 1000 unito alla tecnologia OLED, in questo caso però il prezzo finale del Philips Momentum sarebbe lievitato all'inverosimile - ben lontano dai 799 euro del listino attuale. L'unico modo di arginare il fenomeno è abbassare la luminosità, operazione che è possibile fare direttamente dal telecomando - grazie alla barra posta sopra il volume.

A proposito del remote presente in confezione: ci saremmo aspettati una maggiore reattività e precisione, inoltre alzare e abbassare il volume può risultare scomodo - con incrementi di 1 punto alla volta a cadenza molto lenta. Questo ci porta dritti a parlare del sonoro on-board. Philips ha installato nel "cabinet" due speaker da 7 W l'uno con audio DTS, con prestazioni però che arrivano giusto alla sufficienza senza lasciare il segno.
Nulla di paragonabile alle attuali TV del mercato, anche di fascia media, con un sonoro dai bassi spesso inesistenti, alti poco cristallini e un sovra-bilanciamento dei medi che dà spesso fastidio.
Con il DTS attivo, possiamo percepire un minimo accenno di audio Surround, con bassi e alti però ancor meno incisivi rispetto al classico segnale Stereo - è dunque strettamente consigliabile utilizzare delle cuffie e affidarsi poco all'audio built-in. Soltanto il volume supera abbondantemente la sufficienza.

Philips Momentum 436M6VBPAB È giunto dunque il momento di tirare delle difficili somme: il Philips Momentum 436M6VBPA è un prodotto dall'identità "ibrida" che vanta un design da Smart TV, perfetto per qualsiasi salotto, ma che allo stesso tempo offre una diagonale non estrema e diverse comodità da scrivania, con la piena compatibilità PC e Mac via HDMI, DigitalPort e USB-C. La totale mancanza di un sintonizzatore TV, il macchinoso OSD e un comparto audio da sostituire necessariamente con casse esterne o cuffie, rendono forse complicato l'uso come schermo principale, inoltre la singola porta HDMI rende il Momentum un prodotto da confinare in una "stanza dei videogame" o uno studio. Del resto è con i giochi che il monitor rende al suo massimo: connesso a una Xbox One X, con i titoli giusti, le prestazioni sono superbe, grazie a un pannello fluido, contrastato, reattivo e con colori il più delle volte brillanti e fedeli. Il Momentum non sfigura neppure con console meno performanti come Ps4 e Xbox One "standard", con sessioni prive di qualsivoglia sbavatura e un contrasto marcato anche in Full HD. L'utilizzo delle console si può alternare tranquillamente con PC e Mac, che in 4K rendono al loro massimo; i mondi si possono anche "fondere" grazie alle funzioni PIP e PBP. Appena sufficiente l'uso multimediale, con neri poco profondi e un audio built-in male equalizzato. I 1000 nit promessi dalla scheda tecnica ci sono tutti, questi però accentuano i limiti della combo IPS-Edge LED, con macchie di luce e zone d'ombra in scene scure o eccessivamente luminose. Un compromesso necessario, dal punto di vista di Philips, per mantenere il prezzo di listino saldo sui 799 euro. Impossibile dunque consigliare il prodotto in modo universale: dipende tutto dalle vostre esigenze, dall'ambiente che pensate di riempire e dalle periferiche che intendente collegare.

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