POCO X3 Pro Recensione: prestazioni al top a 250 euro

POCO lancia sul mercato uno smartphone improntato soprattutto sulla forza bruta, che piacerà a chi cerca prestazioni e basso prezzo.

POCO X3 Pro Recensione: prestazioni al top a 250 euro
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249,90 euro (199,90 euro in promozione al momento in cui scriviamo). Questo è il prezzo richiesto, passando per il sito ufficiale, per acquistare la variante da 6/128GB di POCO X3 Pro, smartphone che abbiamo avuto modo di mettere alla prova nell'ultimo periodo. Questo brand ha sempre seguito una strada ben delineata: cercare di portare il massimo delle prestazioni anche nelle fasce più basse.
Non è dunque un caso il fatto che sotto alla scocca di questo dispositivo ci sia il nuovo SoC Snapdragon 860, che per certi versi è riconducibile a uno Snapdragon 855 (montato da molti top di gamma del 2019). La proposta di POCO è dunque molto interessante già sulla carta, ma basta tale "forza bruta" per realizzare un buon smartphone? Qui entra in gioco la nostra analisi.

Design e unboxing

Partendo dalla confezione di vendita, al suo interno troviamo un cavo USB Type-C/USB Type-A, un caricabatterie da 33W, la spilla per l'estrazione del vano SIM, una comoda cover trasparente semi-rigida, alcuni adesivi legati al brand POCO e manualistica varia. Una volta estratto lo smartphone, si fanno subito notare le sue dimensioni, pari a 165,3 x 76,8 x 9,4 mm, per un peso di 215 grammi. Si tratta di valori che si fanno sentire dispositivo alla mano e che vanno un po' a influire in termini di maneggevolezza. POCO X3 Pro è troppo pesante e spesso per i nostri gusti, ma questo non significa che non si riesca a utilizzarlo a dovere in ambito quotidiano. Bisogna tuttavia abituarsi.

Il principale materiale utilizzato è la plastica, d'altronde difficile aspettarsi altro da questa fascia di prezzo. Non manca la certificazione IP53, per gli schizzi d'acqua. A proposito dei lati, sulla destra troviamo il bilanciere del volume, affiancato dal pulsante d'accensione che funge anche da sensore di impronte digitali. Nulla da segnalare in termini di velocità di sblocco, così come funziona bene anche il riconoscimento facciale.
In alto troviamo microfono, porta infrarossi e speaker, mentre in basso ci sono jack audio da 3,5 mm per le cuffie, porta USB Type-C, microfono e altoparlante. Il carrellino per la SIM fa capolino sul lato sinistro. Lo slot è ibrido: si possono inserire due nanoSIM contemporaneamente oppure una nanoSIM e una microSD fino a 1TB per l'espansione di memoria.

Guardando anteriormente lo smartphone, troviamo un pannello con foro per la fotocamera posto in alto al centro, ma è sul retro che si trova la vera caratteristica peculiare. Al netto di un modulo fotocamere non propriamente dei più gradevoli alla vista, ma che almeno non fa "ballare" troppo POCO X3 Pro quando si poggia quest'ultimo su una superficie piana, in basso troviamo una scritta POCO in grado di garantire ottimi giochi di luce.
La colorazione Phantom Black relativa al nostro sample probabilmente non rende giustizia alla backcover dello smartphone, ma dovete sapere che sul mercato sono disponibili anche le varianti Metal Bronze e Frost Blue.

Scheda tecnica di POCO X3 Pro

Come accennato in precedenza, il SoC è un Qualcomm Snapdragon 860, affiancato da una GPU Adreno 640, 6GB di RAM LPDDR4X e 128GB di memoria UFS 3.1 (espandibile fino a 1TB mediante microSD). Per completezza d'informazione, dovete sapere che esiste anche un modello con 8GB di RAM e 256GB di storage, ma in quel caso il prezzo sale. In ogni caso, le prestazioni possono essere equiparate a quelle di un top di gamma di due anni fa.
Uno smartphone non è però solamente "forza bruta" e infatti POCO ha deciso di implementare una batteria da 5160 mAh, che solitamente riesce a portare a fine giornata senza troppi problemi, un risultato nella media. Non siamo tuttavia dinanzi a un dispositivo che riesce ad andare oltre, anche se molto dipende dall'uso dell'utente. Ottima la presenza della ricarica rapida a 33W.

L'aspetto che ci ha convinto di meno di POCO X3 Pro è il suo display. Quest'ultimo è un LCD da 6,67 pollici con risoluzione Full HD+ (2400 x 1080 pixel), refresh rate di 120 Hz, touch sampling rate di 240 Hz, protezione Corning Gorilla Glass 6, foro per la fotocamera posto in alto al centro e aspect ratio 20:9. La luminosità massima è piuttosto bassa, anche se rapportata ad altri dispositivi della stessa fascia di prezzo. Ci sono inoltre dei contrasti non piacevoli in determinati contesti, nonché degli angoli di visione "ristretti". La mancanza di un AMOLED si fa sentire e in generale non definiremmo un buon schermo quello montato dallo smartphone. Buona la presenza di una frequenza di aggiornamento aumentata, che non fa mancare la fluidità, ma per il resto non ci siamo. Perlomeno sono presenti i DRM Widewine L1, che permettono di visualizzare in Full HD i contenuti di piattaforme come Netflix e Amazon Prime Video.

Non convince del tutto anche il reparto fotografico, che rimane tuttavia nella norma e tutto sommato non dispiacerà all'utente medio. Anteriormente troviamo una fotocamera da 20MP (f/2.2) in grado di scattare discretamente, mentre sul retro fanno capolino quattro sensori, ovvero una lente principale da 48MP (f/1.79), un sensore ultra grandangolare da 8MP (f/2.2, 119 gradi), un obiettivo per le macro da 2MP (f/2.4) e un sensore di profondità da 2MP (f/2.4). Andando oltre alle solite considerazioni relative agli ultimi due sensori, che risultano utili fino a un certo punto in termini pratici, le foto escono bene di giorno, soprattutto con l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, ma tutte le limitazioni del comparto vengono a galla di notte.
L'apposita modalità riesce a migliorare un po' la situazione, ma fino a un certo punto. Nella media le grandangolari e le macro, mentre vi consigliamo di non effettuare particolari zoom (il massimo in digitale è 10x, ma meglio fermarsi molto prima). I video si possono registrare in 4K/30 fps con la fotocamera posteriore e 1080p/30fps. Se volete un consiglio, per dei risultati stabilizzati discretamente meglio mantenere le impostazioni di default. In ogni caso, se volete approfondire le prestazioni fotografiche, potete trovare delle foto non compresse nella nostra cartella Drive dedicata a POCO X3 Pro.

Per concludere il "tour della scheda tecnica", è bene dare un'occhiata alla connettività e al comparto audio. In tal senso, non manca il supporto a 4G, Wi-Fi 5, Bluetooth 5.0 e NFC. Inoltre, POCO X3 Pro è in grado di offrire un buon audio stereo: il volume massimo è elevato e la qualità generale non è male.

Software, prestazioni e gaming


Il sistema operativo è rappresentato da Android 11 con personalizzazione MIUI 12, che al momento in cui scriviamo è supportato dalle patch di sicurezza di marzo 2021. La proposta lato software di Xiaomi la conosciamo e risulta completa. Per maggiori dettagli, potete fare riferimento al nostro approfondimento dedicato. In ogni caso, va segnalato il fatto che lo smartphone dispone di varie app preinstallate, tra cui alcuni giochi. Determinati software potrebbero anche interessare, ad esempio la Gift Box relativa a PUBG Mobile, mentre altri un po' meno. Le app possono però essere tranquillamente disinstallate e dunque non ci sono molti problemi. Per il resto, sono presenti le classiche pubblicità che compaiono in determinate schermate, ad esempio in seguito all'installazione di un'app. Se avete già utilizzato altri smartphone economici Xiaomi, sapete già cosa intendiamo.

Per quel che riguarda le prestazioni, abbiamo associato a più riprese POCO X3 Pro a uno smartphone top di gamma del 2019. Questo significa che è in grado di girare bene in ambito quotidiano, così come può spingersi oltre in altri ambiti. I benchmark hanno fatto registrare 483840 punti su AnTuTu, nonché 734 punti in single-core e 2759 punti in multi-core su GeekBench. Per intenderci, un dispositivo come Redmi Note 10 Pro si avvicina ai 300000 punti su AnTuTu. Insomma, le prestazioni dello smartphone sono al top per la fascia di prezzo e la frequenza di aggiornamento aumentata dello schermo consente di ottenere quel guizzo di fluidità in più.

Tutto ciò si fa notare principalmente in ambito di gaming, dove viene a galla la "forza bruta" del comparto hardware. Non a caso, Call of Duty Mobile gira bene con dettagli su "Molto alto" e FPS su "Max". ARK: Survival Evolved, invece, funziona come si deve con preset "Alto", un risultato non di poco conto per la fascia di prezzo. Nessun problema infine per il nuovo Crash On The Run, che richiede meno risorse rispetto ai titoli citati in precedenza. Per il resto, non manca la classica modalità Game Turbo, che consente di ottimizzare l'esperienza di gioco e utilizzare le classiche funzionalità, ad esempio l'apertura in Picture in picture di applicazioni come WhatsApp. Da segnalare il fatto che, in seguito a sessioni di gaming prolungate, il calore inizia a farsi sentire sulla scocca.

In cosa si distingue

In un mercato pullulante di alternative, l'analisi più importante è probabilmente quella relativa alla contestualizzazione del prodotto rispetto ai suoi "simili". Ciò in cui POCO X3 Pro si distingue sono soprattutto le performance del comparto hardware: difficile trovare un altro dispositivo così presentate attorno ai 200 euro. Questo si traduce, all'atto pratico, nella possibilità di godersi un po' di sano gaming, nonché, grazie anche al refresh rate di 120 Hz, di avere una buona fluidità in ambito quotidiano (anche se, badate bene, qualche lag qua e là non manca). Per il resto, la presenza della MIUI 12 e delle sue miriadi di funzionalità per qualcuno potrebbe rappresentare un ottimo incentivo.

POCO X3 Pro POCO X3 Pro è uno smartphone 4G che punta molto sulla "forza bruta", offrendo delle prestazioni non semplici da trovare attorno ai 200 euro. A queste si aggiungono un'autonomia nella media, un comparto fotografico che nonostante tutto soddisferà l'utente medio, un reparto connettività completo e una ricarica a 33W. Non siamo tuttavia dinanzi a un dispositivo perfetto, anzi: lo schermo non ci ha convinto, peso e dimensioni sono troppo elevati per i nostri gusti e il design non riesce a spiccare. Il prezzo è invitante e sicuramente in generale può essere considerato un buon smartphone, ma la concorrenza, anche interna a Xiaomi, si sta facendo sempre più agguerrita.

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