Pro-Ject A1 Recensione: un ottimo giradischi automatico

Il primo giradischi automatico A1 dell'austriaca Pro-Ject è pronto a rimettervi in pace con un suono analogico di notevole qualità.

Pro-Ject A1 Recensione: un ottimo giradischi automatico
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Il vinile non è così "antico". Certo, è una tecnologia lontana nel tempo e che nel corso dei decenni si è ritagliata una nicchia di appassionati per poi riguadagnare sempre più terreno, lasciando indietro il CD e diventando il supporto fisico di chi non ama la musica liquida (in streaming e on demand, anche ad alta risoluzione). Una tecnologia rimasta relativamente invariata attraverso i decenni, in virtù del fatto che ancora oggi il vinile e il giradischi sono considerati tra i dispositivi migliori per l'ascolto di qualità, oltre a essere più ecologici del CD.

Passione analogica

Ciò che convinse molti appassionati a passare al Compact Disc a inizio anni '80 fu la possibilità di possedere un disco che non si consumasse durante l'ascolto, come invece accade per il vinile. La qualità di un 33/45 giri è legata in parte all'incisione del vinile stesso e alla fonte impiegata per la stampa, in parte al giradischi che a partire dalla testina che entra in contatto fisico col disco traduce in impulsi elettrici i solchi rilevati.

Giradischi in circolazione ce ne sono diversi, da poche centinaia di euro fino a superare anche il mezzo milione, ma se voleste iniziare a scoprire come suona il caro vecchio vinile nel 2022 ci sono "piatti" particolarmente versatili e poco costosi a cui rivolgersi come l'A1 di Project Audio Systems, distribuito in Italia da Audiogamma.
L'azienda austriaca nata nel 1991 ha sviluppato entusiasmanti progetti dedicati al vinile, sempre senza perdere di vista il budget. Nello specifico, l'A1 è il primo giradischi interamente automatico del brand, realizzato a mano in Germania per il 98% dei suoi componenti. Per "automatico" si intende la capacità di intervenire sul disco quasi senza intervento manuale: una volta collocato il disco e premuto il tasto di avvio, il braccio del giradischi muoverà da solo sulla prima traccia tornando in posizione di riposo terminata l'ultima. È comunque presente un'apposita leva per terminare immediatamente l'ascolto, così come il selettore per dischi 33 e 45 giri.

La dotazione tecnica dell'A1

Telaio in legno che respinge la risonanza, protezione contro la polvere grazie al comodo coperchio in plastica trasparente nella parte superiore e punti d'appoggio flessibili a contrastare eventuali vibrazioni esterne. Il meccanismo è dotato di trasmissione a cinghia per il piatto, mentre la testina è una Ortofon modello OM10, che arriva preinstallata, allineata e regolata per il tracciamento, quindi pronta all'uso.

Il braccio è in alluminio e fibra di carbonio e trova posto anche uno stadio "phono" commutabile integrato: ciò significa che l'A1 è in grado di amplificare il segnale proveniente dall'ascolto del disco in caso di assenza di uno stadio esterno dedicato. Se invece il proprio amplificatore disponesse di uno stadio phono (ingresso Phono MM), si può decidere quale dei due utilizzare, ma il suono potrebbe presentare delle differenze.

A tal proposito, il piatto viene spedito con apposito cavo stereo RCA già intestato, del tipo semi bilanciato a bassa capacità e con schermatura superiore: rispetto ad altre sorgenti digitali e analogiche, il segnale proveniente da una testina per giradischi è per natura molto fragile e un cavo RCA economico peggiorerebbe la resa finale.

Oltre al cavo RCA stereo con placcatura oro, è presente anche il cavo di messa a terra per prevenire ronzii. Per poter passare dallo stadio phono interno a quello esterno, purtroppo, non è presente un selettore sul retro, che avrebbe facilitato l'operatività. A questo scopo, occorre togliere il tappetino dal piatto e cercare un minuscolo interruttore attraverso uno degli intagli. Del resto, una volta effettuati gli ascolti del caso e deciso se deve essere il giradischi o l'unità esterna a preamplificare il segnale, non si dovrebbe avere più la necessità di cambiare nuovamente posizione.
Recentemente anche il mondo analogico del vinile si è avvicinato a quello digitale aggiungendo la tecnologia Bluetooth, benché i puristi evitino di mescolare il sacro al profano, dalle lecite preoccupazioni perlopiù nella primissima fase di vita di questa feature all'ipotesi che la specifica transizione dall'analogico al digitale wireless implicasse perdita di qualità: non va dimenticato, però, che il Bluetooth è migliorato notevolmente nella trasmissione dati, e occorrerebbe un set molto sensibile di diffusori per rendersi conto di eventuali differenze.
Di fatto, molti modelli Bluetooth utilizzano il cosiddetto trasferimento aptX con qualità CD, ma c'è anche il superiore aptX HD per i giradischi di fascia alta. Ciò detto, il Bluetooth sull'A1 è comunque assente.

La prova d'ascolto

Con dischi di ragionevole qualità, l'A1 è in grado di esaltarne i molti pregi attraverso un ascolto naturale per la parte ritmica, incisività dei bassi e nel complesso una buona nitidezza per la gamma alta. In caso di materiale particolarmente performante, il confronto con altri giradischi paleserebbe in primis una certa attenuazione per i suoni più acuti, ma ciò rientra anche nella sfera del gusto personale.

È nella gamma media del suono che questo giradischi sa davvero il fatto suo, con dettaglio e la capacità di risaltare le voci lasciando la sensazione di un trasferimento nella sua interezza.
Il difficile ascolto in vinile di dischi come l'iconica colonna sonora del controverso film Cruising di William Friedkin (non esattamente la migliore incisione su piazza tra brani hardcore punk e hard funk) restituisce comunque una buona ritmica e un eloquente palcoscenico musicale in tutta la sua immediatezza. Lo stesso vale per l'album progressive rock The Dark Side Of The Moon dei Pink Floyd nella versione rimasterizzata del 2003 per il 30° anniversario, ancora una volta curata dall'originale ingegnere che si occupò delle registrazioni nel lontano 1973: il maestro Alan Parsons. Musica ed effetti sonori hanno la medesima presenza, restituendo una notevole sensazione per l'intero spettro sonoro, palesando fluidità senza per questo interferire sui passaggi più complessi, a partire dai primi due brani "Speak To Me + Breathe".

La corposità, rotondità e maggior calore anche in presenza di amplificazione a stadio solido sono un'altra valente cartina al tornasole per il Pro-Ject A1 e la testina Ortofon OM10. Un terzo, significativo vinile potrebbe essere Thriller di Michael Jackson, la stampa originale statunitense capace di reggere senza troppa fatica il confronto con l'edizione digitale su SACD (Super Audio CD).

Qualsiasi brano di questa produzione che ha ampiamente superato le 100 milioni di copie vendute conferma le qualità dell'A1, che in presenza di uno stadio phono esterno merita il giusto ascolto per ritrovarsi con un'ulteriore rifinitura dei passaggi elettrici, ritmici, della voce e della rotondità del suono senza evidenti alterazioni. Da "Wanna Be Startin' Somethin" fino a "P.Y.T.", passando le intramontabili "Thriller", "Billie Jean" e "Human Nature" è sufficiente avere un set di diffusori e un amplificatore che possano dirsi tali per potenza e sensibilità riuscendo così a gustarsi tutta la corposità, immediatezza ed emotività degli strumenti e della voce dell'artista.

Pro-Ject A1 A conti fatti, l'A1 è un giradischi Pro-Ject Audio Systems che ha mantenuto le aspettative, tenendo alta la bandiera del produttore austriaco per questa prima produzione automatica made in Germany. L'assenza del Bluetooth andrebbe considerata una perdita minore: se vi ritrovate in casa un paio di casse bookshelf o da pavimento minimamente decenti e avete sempre ascoltato musica digitale, preparatevi a una piacevole esperienza. Adatto a chi vuole scoprire la magia del vinile e dell'ascolto da fonte analogica, l'A1 è subito pronto out-of-the-box con la buona testina Ortofon OM10 a corredo. Peccato per la scelta di posizionare l'interruttore per l'uscita phono all'interno dell'unità, sotto il piatto. Nel complesso la capacità di questo giradischi nel lasciare transitare variazioni dinamiche del suono potrebbe presentare anche dei limiti, ma ben difficilmente deluderà chi vuole iniziare col vinile ed è alla ricerca di un suono corposo quanto lineare.

7.5