Recensione Raspberry Pi 3

Raspberry Pi 3 è una computer board versatile e dalle mille possibilità, con cui realizzare progetti di ogni tipo, limitati solo dalla fantasia.

recensione Raspberry Pi 3
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Raspberry Pi è probabilmente la computer board più famosa attualmente acquistabile sul mercato. Arrivato alla sua terza edizione, il device ha mantenuto le caratteristiche che hanno attirato l'attenzione di web e critica, migliorando performance e offrendo una piattaforma ancora più completa. Abbiamo quindi tra le mani un accessorio quasi perfetto, interessante sia per gli utenti esperti che per il pubblico di meri appassionati. Con un prezzo di acquisto intorno ai 40 euro, Raspberry Pi 3 è un dispositivo dalle possibilità praticamente illimitate, con una community florida e con una ricca offerta di guide pronte all'uso e di possibili spunti per realizzare i progetti più disparati. Il primo incontro con la famosa computer board è stato assolutamente positivo: provata più per curiosità che per reale necessità, Raspberry Pi 3 ci ha completamente conquistato. La piattaforma ha acquisito la giusta solidità per attrarre anche l'utente meno esperto, che troverà tutto il necessario per iniziare a dar sfogo alla propria immaginazione. È proprio questa la forza di Raspberry Pi 3: la computer board riesce a far crescere in noi la voglia di imparare, di mettersi alla prova, e di tentare sempre qualcosa di nuovo. Non si tratta sicuramente di un device adatto a tutti, soprattutto per quelle persone che non hanno tempo/voglia da dedicare alla "costruzione" della piattaforma. Chi cerca un dispositivo pronto all'uso deve necessariamente rivolgersi altrove. Tutti gli altri, anche se con poche conoscenze pregresse, troveranno un prodotto ideale, pronto per essere plasmato secondo le diverse esigenze.

Caratteristiche tecniche

L'ultima versione della celebre computer board migliora in toto la precedente, mantenendo inalterato il prezzo di vendita, sempre intorno ai 40 euro. Raspberry Pi 3 riprende quasi completamente il form-factor della vecchia edizione, con un PCB di 85 x 56 millimetri che conserva la compatibilità con accessori e chassis già presenti sul mercato. Un'ottima notizia per i possessori del vecchio modello. La nuova computer board integra ora un SoC Broadcom BCM2837 Quad Core Cortex-A53, a 64bit, con una frequenza massima di 1.2 GHz. Il quantitativo di RAM rimane lo stesso del vecchio modello, 1GB LPDDR2, ma aumenta la velocità della stessa, 900MHz. La GPU integrata, una VideoCore IV Dual Core da 400MHz, assicura ora un miglior supporto per la riproduzione video di contenuti ad alta definizione ed elevato bitrate. Raspberry Pi 3 porta con sé altre interessanti novità, quali l'integrazione di connettività Wi-Fi n a 2.4 GHz e Bluetooth 4.1 + LE. Non mancano naturalmente una porta Ethernet 10/100, slot microSD, HDMI 1.4 compatibile con la tecnologia CEC, jack audio da 3.5 millimetri e 4 porte USB 2.0. Come da tradizione per i device Raspberry, sono presenti anche diverse interfacce per il collegamento di vari accessori: CSI, DSI e il classico GPIO header a 40-pin.

Computer board o PC?

Raspberry Pi 3 rappresenta senza dubbio un buon aggiornamento hardware rispetto al vecchio modello, uno step con velocità e prestazioni migliorate in ogni campo. I possessori del Pi 2 potrebbero non accorgersi immediatamente dei benefici di quest'ultima edizione, vantaggi che si notano soltanto durante un utilizzo abbastanza intenso. Il nuovo SoC del Raspberry assicura una velocità e una reattività davvero molto buona, con un miglior supporto per operazioni e programmi più pesanti. Video in Full HD sono ora visualizzabili in maniera più fluida, anche se manca ancora la compatibilità hardware per codec H265 e VP9. Raspberry Pi3 è sicuramente un ottimo prodotto, ma non dovrebbe essere preso in considerazione come un mero sostituto di un computer desktop. Sebbene sia possibile installare un sistema operativo completo, sia esso Linux, Windows o Android, sarebbe comunque difficile avere un'esperienza d'uso soddisfacente in ogni campo. Durante i nostri test, con OS Raspbian e browser Chromium, abbiamo incontrato alcuni problemi durante la navigazione Web, che risulta meno fluida rispetto ad un classico desktop Windows. Grosse difficoltà poi per riprodurre video da Youtube, con stutter e blocchi già a bassissime definizioni. Applicativi Office funzionano in maniera più che adeguata, così come client di posta e servizi cloud. I problemi si creano utilizzando più programmi contemporaneamente, momenti in cui la piattaforma mostra grossi limiti. Il processore si scalda raggiungendo temperature anche molto elevate, la RAM si satura rallentando le operazioni e bloccando il sistema anche per alcuni secondi. Un pesante difetto di Pi 3 è rappresentato senza dubbio dalla difficoltosa dissipazione del calore. La CPU arriva facilmente oltre i 90 gradi durante le operazioni più pesanti, valore che taglia di netto le prestazioni della macchina, e che potrebbe alla lunga ridurre la vita del dispositivo. È un problema che si presenta solamente in determinati contesti ed utilizzi, ma suggeriamo comunque l'acquisto di dissipatori in rame o alluminio, o addirittura piccole ventole, per ridurre le temperature del SoC. Bluetooth e Wi-Fi integrati, vera novità di Raspberry Pi 3, funzionano invece molto bene, ed hanno anche una buonissima portata e stabilità. Alla luce della nostra prova sul campo, non ci sentiamo di consigliare il Raspberry Pi 3 come sostituto di un desktop. Forse in futuro, quando migliorerà la compatibilità con il SoC a 64bit, potremmo ottenere risultati più confortanti.

Una piattaforma, mille usi

Il vantaggio di una piattaforma come quella offerta da Raspberry è rappresentato senza dubbio dalla sua versatilità e dalla sua compatibilità con servizi, programmi, ed i sistemi operativi più diversificati, che offrono risposta alle più disparate esigenze degli utenti. Abbiamo scelto di testare il nostro Raspberry con una configurazione davvero basilare, un progetto che richieda poche conoscenze e sia accessibile a tutti senza un eccessivo spreco di tempo e denaro. Piccola nota prima di iniziare: questa non vuole assolutamente essere una guida completa, bensì una veloce illustrazione delle possibilità offerte dal device, un modo per far capire un possibile esempio di utilizzo per la computer board. Siamo quindi partiti con l'idea di costruire un piccolo media center/torrentbox completamente automatizzato.
Sono numerose le guide disponibili sul web, anche in italiano, per raggiungere il nostro scopo. Si parte dalla scelta del sistema operativo, con tre possibilità adatte per l'obiettivo: OSMC, Openelec e Raspbian con KODI. Tutte e tre hanno in comune proprio l'utilizzo del celebre software multimediale, sebbene questo sia integrato in misure leggermente differenti, e con modifiche più o meno sostanziali. Abbiamo alla fine optato per OSMC, ma anche Openelec sarebbe stato eccellente per l'utilizzo prefissato, grazie ad un bassissimo utilizzo di risorse. Una volta scelta la distribuzione preferita, è possibile installare l'immagine dell'OS sulla scheda MicroSD. Inserita poi la stessa nel Raspberry, si avvierà la vera e propria configurazione del sistema, davvero intuitiva e basilare. In breve avremo un device pronto all'uso, già connesso alla rete Wi-Fi e con un'interfaccia veloce e godibile. OSMC offre un'esperienza KODI praticamente standard, con tutti i pregi ed i difetti che troviamo nel famoso programma. Per la gestione più minuziosa del nostro Raspberry Pi 3 ci viene in aiuto un add-on preinstallato, My OSMC. All'interno è possibile aggiornare il sistema operativo, controllare connettività, porte ed interfacce della computer board, regolare impostazioni dell'uscita HDMI e settare a dovere frequenze del SoC e la gestione della memoria del device. I settings di default offrono già prestazioni più che adeguate, ma consigliamo di aumentare la memoria riservata alla GPU per migliori performance durante la riproduzione e lo streaming di video pesanti. Tralasciata questa unica parte, la configurazione di OSMC è per il resto identica a quella di KODI, con la possibilità di installare add-on di terze parti e di raccogliere i video in una libreria per una veloce navigazione dei contenuti. Terminato il primo step, abbiamo tra le mani un media center pronto all'uso.
Passiamo ora alla Torrentbox, una stazione che si occupa del download di tutti i files preferiti in maniera automatica. Vogliamo quindi installare un client Torrent leggero e performante, che sia inoltre sempre accessibile anche dal web. Il procedimento richiede un minimo di conoscenza del terminale Linux, sebbene le guide in rete siano abbastanza complete e permettano l'installazione anche agli utenti meno esperti. Tramite un client SSH avremo la possibilità di connetterci al nostro Raspberry Pi3 e procedere con l'installazione del software necessario. Sono numerosi i client Torrent adeguati al nostro scopo, ma abbiamo scelto Transmission per la facilità di configurazione e le ottime prestazioni offerte. Il client è accessibile da qualsiasi browser web: l'interfaccia, davvero intuitiva, consente di regolare velocità di download e upload, ma anche di impostare la cartella di download preferita. Installato il client, non rimane che automatizzare il download dei contenuti preferiti e il renaming automatico dei video scaricati, per permette l'integrazione rapida nella libreria di OSMC.

Quello illustrato a grandi linee sopra è solo uno degli innumerevoli progetti con cui sbizzarrirsi con un Raspberry Pi 3. In rete sono presenti molti altri esempi, alcuni molto semplici ed altri davvero complicati. Tra i più interessanti ed alla portata di tutti possiamo trovare la realizzazione di cabinet per il retrogaming, "Magic-Mirror", o piccole stazioni di "domotica" per il controllo della nostra abitazione. Se amate i vecchi videogiochi e il bricolage, potreste creare un cabinato per gustarvi i vostri titoli come foste in sala giochi. Raspberry Pi 3 ha potenza in abbondanza per sfruttare moltissimi emulatori e, grazie al connettore GPIO, permettere un intuitivo collegamento di controller arcade. "Magic-Mirror" è un altro interessante progetto divenuto famoso negli ultimi mesi: lo scopo è integrare una serie di funzionalità aggiuntive all'interno di oggetti di tutti i giorni. È possibile installare uno schermo dietro ad uno specchio, in maniera che siano visibili le informazioni di cui si può avere bisogno durante la giornata. Appuntamenti, meteo e notifiche saranno sotto gli occhi prima di uscire di casa, senza bisogno di accendere il PC o lo smartphone. Per quanto riguarda invece la domotica e Rapberry Pi 3, il livello di difficoltà diventa decisamente più alto, con conoscenze e costi che si fanno più elevati. Per costruire un terminale automatizzato, che gestisca la nostra casa in maniera personalizzata, sono necessari conoscenze di elettronica molto più precise, senza contare la necessità di investire denaro in una serie di accessori e sensori che sono venduti anche a prezzi abbastanza alti. Quello che è possibile attuare con questi device è comunque qualcosa di eccezionale, e vi invitiamo a fare un giro in rete per rimanere stupiti davanti alla genialità di alcuni utenti.

Raspberry Pi 3 Raspberry Pi 3 è senza dubbio un prodotto interessante, ma ne consigliamo l’acquisto solo a chi ha davvero voglia di impegnarsi per sfruttare al massimo il dispositivo. Non è infatti un device immediatamente pronto all’uso o adatto a tutti, richiede alcune conoscenze di elettronica ed informatica, oltre ad una buona dose di pazienza e di tempo libero. Chi decide di buttarsi nel mondo Raspberry però difficilmente ne rimarrà deluso. Le vostre idee troveranno terreno fertile e potranno facilmente divenire realtà. Raspberry Pi 3 è disponibile sul mercato ad un prezzo base di 40 euro, ma va considerata una spesa superiore per avere un bundle pronto all’uso, considerando la necessità di avere una scheda microSD per installare l’OS, un alimentatore microUSB da 5V ed, eventualmente, anche un case per contenere la board. Considerate le temperature di esercizio, ci sentiamo di consigliare l’acquisto anche di piccoli dissipatori in alluminio o rame. Dal costo esiguo, si trovano anche intorno ai 3-4 euro, e permettono di mantenere temperature più basse durante operazioni pesanti. Raspberry Pi 3 è un device molto versatile, un dispositivo che può essere considerato eccezionale o deludente, costoso o economico, inutile o estremamente valido. È difficile giudicare il suo valore proprio per questo motivo, perché dipende quasi in toto dall’utente che decide di comprarlo. Scopo di questo articolo era proprio mettere in luce le possibilità del terminale, per guidare il pubblico ad un acquisto più “informato”. Raspberry Pi 3 rimane un prodotto tra i più interessanti della sua categoria, un dispositivo dalle potenzialità praticamente illimitate, in cui l’unico, vero, confine sta nelle capacità e nella fantasia dell’utente.