Razer Phone, la recensione: schermo super e ottima batteria per i gamer

Abbiamo giocato, letteralmente, con il nuovo Razer Phone, smartphone "mitologico" dedicato interamente al gaming in mobilità.

recensione Razer Phone, la recensione: schermo super e ottima batteria per i gamer
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Il Razer Phone, sin dal momento del suo annuncio, è diventato un oggetto mitologico, desiderato dai gamer di tutto mondo e circondato da una nube mistica di hype. E il bello di tutto questo è che per creare un'aspettativa del genere sono bastate soltanto due parole: "120 Hz". Perché diciamoci la verità, il keynote londinese di Razer ha fatto il suo dovere, ma quella combinazione di fonemi messa insieme è in grado - da sola - di far impazzire ogni entità dotata di una coscienza videoludica, e non stiamo parlando solo dei figli della master race. Se poi parliamo di uno smartphone, tutto diventa ancora più interessante (e anche maledettamente complicato). Perché videogiocare sul proprio telefono rientra oramai nei canoni della normalità, mentre il concetto di "gaming phone" è ancora tanto complesso quanto appetibile, eppure, se esiste un brand capace di farlo, questo è proprio Razer.
Insomma, alla società di Min-Liang Tan non manca certo l'inventiva o il capitale, né tantomeno l'esperienza nelle periferiche dedicate al nostro amato medium, anche se lanciarsi nel mercato globale della telefonia non è cosa semplice, neanche se scegli di rivolgerti a una nicchia ben precisa. Perciò tutto ci riporta alla domanda principale, ovvero cosa significa giocare su smartphone. Non c'è periodo migliore di questo inizio 2018 per porsi tale quesito. Con il recente lancio di PUBG e Fortnite per dispositivi mobili (nonché il loro indiscutibile successo), si è definitivamente rotto anche l'ultimo sigillo, ma cos'è che rende effettivamente uno smartphone migliore di un altro sul fronte del gaming?

In altre parole, cos'ha in più della concorrenza il Razer Phone? E ovviamente la seconda domanda è: "il gioco vale la candela?". Innanzitutto non nascondiamo il nostro entusiasmo per il suddetto prodotto, che risale fin dai tempi del suo unveiling, e nemmeno l'ammirazione per il coraggio dimostrato in questa operazione dal brand Californiano, perciò credeteci quando vi diciamo che per noi questa review è davvero importante e ha anche un valore che va oltre il pratico. Dunque, nonostante sia già disponibile da tempo in America, quando appena una settimana fa abbiamo aperto il nostro pacco, abbiamo subito provato una gioia incontenibile.
Come da tradizione gli abbiamo trovato un nome, in questo caso "Roger" (indovinate voi il perché), e abbiamo passato ore e ore a provare tutti i tiloli mobile del momento, e vista anche la capienza della batteria ci siamo dati un'unica regola: sempre e solo in mobilità. A parte l'idillio Hi-Tech stile "Her", e al netto di qualche debolezza (qualcuna fin troppo vistosa), va detto che Razer ha senz'altro confezionato un oggetto di indiscutibile qualità, unico nel suo genere per quanto riguarda le feature dedicate, e anche meraviglioso da guardare...

Under the black hood

Il packaging è fondamentale, lo ripetiamo ogni volta, e forse per gli smarphone lo è ancora di più. Abbiamo sempre dato un enorme peso alla disposizione e al design degli imballaggi, al punto di arrivare a considerarli (passatecelo) una forma d'arte, e in questo caso dobbiamo ammettere che con il Razer Phone abbiamo letteralmente sfiorato il Nirvana. Credeteci, ne abbiamo aperte di scatole, ma questa qui è davvero fuori scala. Lo sviluppo in orizzontale e la piattezza fanno pensare a uno scrigno, nero e infrangibile, e i materiali di costruzione sono fra i migliori mai visti; robusti, curati e senz'altro stilosi oltre ogni misura. Tutto al suo interno si incastra alla perfezione ed è dotato di imballaggio a sé stante, al suo interno inoltre non poteva mancare la lettera del CEO, in carta sagomata e semitrasparente, dedicata direttamente ai gamers: "Benvenuti nel culto di Razer". Brand identity innanzitutto, diceva il saggio, e questo è un centro pieno.
Troppo entusiasmo? E pensate che questo è nulla paragonato a quanto spetta al vero protagonista della review, perché a nostro avviso si tratta di uno degli smartphone meglio costruiti di sempre; robusto e imponente come il monolite di 2001: Odissea nello Spazio, ma pur sempre elegante, in perfetto stile Razer. Forme squadrate, nettissime, e una superficie nera-opaca in metallo anodizzato strepitosa da guardare e toccare. C'è anche il leggendario logo con i serpenti, presente sul retro, purtroppo però non è retroilluminato (comprensibile ma comunque un gran peccato). La solidità e la progettazione sono da top di gamma e ovviamente il peso non è esattamente uno di quelli piuma (197g). Lo schermo è un 5.7 pollici (1440x2560 pixel con Wide Color Gamut), quindi rientriamo nella "categoria dei grandi" (158.5 x 77.7 x 8mm), tuttavia la presa è ottima, cosi come il posizionamento dei tasti (due piccoli per il volume sulla sinistra, più un tasto principale con impronta digitale sulla destra, peraltro davvero molto preciso e affidabile).
Da fuori, insomma, il risultato è ottimo, peccato che a differenza di molti altri concorrenti non sia impermeabile, e questa è sicuramente la prima pecca. Passiamo però a elencare le specifiche tecniche, perché è soprattutto da quelle che si riesce a comprendere la vera essenza del Razer Phone: lo schermo è capacitivo, protetto da Gorilla Glass 3 e basato su tecnologia IGZO LCD Ultramotion, ovvero l'unico con possibilità - teorica - di raggiungere i 120fps, anche se all'atto pratico si traduce in immagini meno luminose e contrastate di un AMOLED, dall'altra parte vi assicuriamo che l'HDR è eccezionale. Finito lo schermo, tocca all'audio: Dolby Atmos 5.1 con speaker frontali e certificazione THX significano, letteralmente, il meglio del meglio.

Ottimi (e corposissimi) i bassi e altrettanto buona la definizione degli alti, ma soprattutto: un volume di gran lunga sopra la media, con davvero poca distorsione anche in peak, al punto che sembra quasi di avere uno speaker esterno dedicato. D'altra parte, però, va detto che non ci sono ingressi per i jack, ma soltanto il main USB type-C, e purtroppo nella confezione non è incluso alcun tipo di cuffia, bensì soltanto un adattatore per l'analogico con DAC. Peccato, perché ritrovarci con un paio di Razer Hammerhead non ci sarebbe affatto dispiaciuto. Ma andiamo avanti e passiamo al motore sotto al cofano: il processore è un Qualcomm Snapdragon 835 con 8 cores, agilissimo già di suo e ancor più scattante grazie allo schermo a 120Hz, in più ci sono 8GB di RAM LPDDR4 @1866MHz, una GPU Adreno 540 e 64GB di memoria, ovviamente espandibile mediante micro SD fino a 2TB. Non manca anche il modulo wireless 802.11 a/b/g/n/ac, il bluetooth 4.2, l'NFC e ovviamente tutti gli ultimi standard per le bande LTE. Il comparto fotocamera, invece, si basa su due obiettivi principali da 12mpx, utilizzabili in contemporanea, rispettivamente da f1.7 Wide e f2.6 zoom, accompagnati da un Dual LED flash.

La camera frontale è invece una 8mpx FF con diaframma f2. Qui, purtroppo, dobbiamo fermarci e lamentarci del risultato: sulla carta, infatti, si tratta di un comparto camera nella media, ma la resa non è affatto buona, o comunque inferiore a molti altri smartphone che si trovano in giro a oggi, forse persino quelli di una fascia leggermente più bassa. La gestione della luce non è un granché (sembrerebbe dovuto alle lenti) e questo vale in entrambi gli estremi, cosi come il rumore troppo diffuso e la "pasta digitale" decisamente poco fine, intaccata peraltro da qualche aberrazione ai margini. I video sono in 4K e 30fps, ma anche qui la stabilizzazione e l'autocompensazione della luce non sono al top, e in tutta onestà si trova di meglio.
Di qualità mediocre è anche la vibrazione che, apparentemente lasciata in secondo piano, restituisce un feeling tattile/audio poco piacevole, fin troppo metallico e insicuro. Fortunatamente, resta da discutere a proposito della questione batteria (LI-ON 4000mAh), che invece regala prestazioni eccellenti, sicuramente all'apice della sua categoria. Anche con la luminosità dello schermo sopra al 70%, utilizzando il WiFi e soprattutto giocando, si arriva tranquillamente a coprire l'intera giornata, e con qualche piccola accortezza si sopravvive agevolmente anche al secondo giorno, il che è un grande pro; sembra quasi di portarsi dietro un power bank. Eccellente è anche il caricabatterie, un Qualcomm Quickcharge 4+, in grado di riempire interamente la vostra cisterna al litio in appena un'ora o poco più, se però pensate di agganciarvi a un PC non troppo moderno ricordatevi di portarvi dietro un adattatore: il cavo fornito è USB Type-C da ambo i lati.

Nomad hardcore gaming

Giungiamo infine alle prestazioni e alla sua prova su strada, ovvero quella che potremmo definire la prova del nove per il nostro Razer Phone. Cominciamo col dire che l'OS (Android 7.1.1) è di quelli stock, ovvero senza troppi tweaks aggiunti, ma si comporta assai bene sul versante della reattività grazie ai 120Hz e alla potenza di calcolo dello Snapdragon 835. La differenza si nota già a 90Hz e non stiamo parlando solo del semplice scorrere da una pagina all'altra della home, ma della lettura durante lo scrolling, in quanto i testi risultano infinitamente più nitidi, rendendo l'operazione assai più piacevole. Inoltre, c'è un'ampia possibilità di personalizzazione temi e di tuning del terminale, perfetta per tutti gli smanettoni, mentre i gamers più esigenti possono contare anche sul Razer Game Booster, ovvero un sub-menu comodissimo e intuitivo, dedicato all'ottimizzazione delle prestazioni dei singoli giochi (utilissimo anche per gestire intelligentemente l'utilizzo della batteria).
Noi lo abbiamo provato con moltissimi dei giochi in voga in questo periodo e anche i classici di sempre, partendo da Arena of Valor fino a Hearthstone, e poi Injustice 2, Titanfall: Assault, Modern Combat e ovviamente il nuovo re del mobile gaming su Android: PUBG. Le prestazioni cambiano ovviamente da titolo a titolo e in alcune categorie ovviamente è quasi impossibile avvertire le migliorie dello schermo Ultramotion, ma la visione è più fluida, le immagini sono più nitide, anche dove gli FPS in-game non arrivano, regalandoci sicuramente la miglior resa possibile mai vista su smartphone a oggi. Certo, i titoli dove la differenza è lampante sono veramente pochi, e se pensate di spararvi un Battle Royale a 120fps reali siete fuori strada; visto il suo stadio ancora acerbo, PUBG non è esattamente il titolo adatto per tirare fuori il meglio dal Razer Phone (o almeno non ancora), eppure va detto che complessivamente si gioca alla grande e questo è merito di tutta una serie di fattori: il refresh rate che sicuramente aiuta la nitidezza, l'ottima definizione e l'escursione colori dello schermo WQHD, la dimensione e la superficie utilizzabile per i controlli touch, l'audio dirompente e soprattutto la batteria dalla durata eccellente.

Starsene fuori giocando per 3-4 ore senza sosta e vedere ancora la carica intorno al 60% non è cosa da poco, e avere il controllo sui consumi grazie a un'app dedicata fa sicuramente piacere - e aggiungeteci anche che il sistema di raffreddamento lavora alla grande. Nonostante le lunghe sessioni non ci è mai capitato di riscontrare un calore eccessivo nella scocca o attraverso lo schermo, il che significa che Razer ha fatto anche un buon lavoro d'ingegneria. Ci piacerebbe avere più titoli da provare, scoprire fin dove si può spingere in termini di pura prestazione, così come ci piacerebbe avere una periferica Razer che faccia da pad al terminale per godere al meglio della giocabilità, lasciando al contempo libero lo schermo.
Siamo convinti che in ambito gaming si possa ottenere di più da questo prodotto, per questo attendiamo i prossimi aggiornamenti software (Android 8.1 Oreo è stato appena distribuito) e nuovi titoli che si adattino meglio a queste specifiche (Fortnite su tutti).
Al momento, dunque, non si tratta di una rivoluzione, e forse parte del lavoro messo in campo può sembrare sprecato, anche perché è probabile che solo i più attenti noteranno i benefici delle feature esclusive del Razer Phone, eppure è innegabile che si ha a che fare con un oggetto unico, capace di offrire un'esperienza irraggiungibile da qualsiasi altro telefono in determinati contesti. Perciò sì, è un prodotto di nicchia e decisamente non adatto a tutti, ma ha una sua identità, un suo fascino e uno scopo ben preciso, e se almeno una volta avete avuto a che fare con una periferica Razer allora sapete di cosa stiamo parlando...

Razer Phone Razer debutta coraggiosamente nel mercato degli smartphone Android e lo fa rivolgendosi direttamente ai gamer e a tutti coloro che credono nell’identità del famoso “three-snakes-brand”, riuscendo anche ad attirare l’attenzione dell’utenza enthusiast. Il Razer Phone giunge finalmente in Italia sotto l’egida di H3G e, anche se la qualità complessiva dell’oggetto è innegabilmente alta, il prezzo rischia comunque di essere proibitivo: 749€ non sono pochi, soprattutto se consideriamo che si tratta di un prodotto valido ma non certo perfetto. Ci sono infatti alcuni vistosi difetti che risultano problematici, come la mancanza di alcune feature (ad esempio l’impermeabilità della scocca) e l’insoddisfacente resa della fotocamera, che fanno sembrare il prodotto “in ritardo” rispetto alla concorrenza, eppure, ci sono altri vantaggi che possono avere un grande appeal: lo schermo WQHD HDR di alta fascia, il particolarissimo 120Hz UltraMotion, l’audio DOLBY da primato e la batteria iper-longeva sono tutti dettagli esclusivi che possono fare la differenza per una certa utenza. Un’utenza di nicchia, certo, ma forse è proprio questa la volontà di Razer.

8.2