RedMagic 5S Recensione: l'hardware non è tutto, il software è importante

RedMagic 5S è uno smartphone da gaming che attinge da una buona base, ovvero quella di RedMagic 5G, ma non riesce a spiccare come il predecessore.

recensione RedMagic 5S Recensione: l'hardware non è tutto, il software è importante
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Qualche mese fa abbiamo pubblicato su queste pagine la recensione di RedMagic 5G. In quell'occasione avevamo promosso il prodotto soprattutto per via delle sue ottime caratteristiche hardware e delle funzionalità dedicate al gaming, evidenziando tuttavia la presenza di un software poco curato, su cui auspicavamo l'azienda avrebbe messo le mani come si deve.
A circa sei mesi dal lancio è arrivato sul mercato RedMagic 5S, un dispositivo che già dalla scheda tecnica "attinge" molto dal suo predecessore. Il prezzo non cambia: si parte da 579 euro sul sito ufficiale per la variante Sonic Silver da 8/128GB. Nelle ultime settimane, abbiamo avuto modo di testare il modello Pulse da 12/256GB, venduto a un prezzo di 649 euro.

Design e unboxing

RedMagic si riconferma un brand che sperimenta molto con il packaging anche con questo modello: la confezione di vendita, dalle dimensioni più elevate del solito, mostra anteriormente un'immagine di un supereroe che rimanda per certi versi ad Ant-Man. In basso a sinistra, non manca l'immagine di una navicella. Insomma, RedMagic 5S è uno smartphone per nerd e questo suo animo ci piace.
Aprendo la confezione, troviamo subito il dispositivo in bella vista, accompagnato, negli spazi sottostanti, da un cavo USB Type-C per la ricarica e per il trasferimento dei dati, da una spilla per l'estrazione della SIM, da un caricabatterie da 18W, da una Guida Rapida anche in italiano e da una cover trasparente.

L'ideale, per il futuro, sarebbe anche l'inserimento di un paio di cuffie (possono essere acquistate a parte a 14,90 euro), ma questa volta non possiamo lamentarci del bundle. Peccato, invece, per il fatto che il dispositivo supporti la ricarica ricarica rapida fino a 55W, ma il caricatore in confezione arrivi solamente fino a 18W.

Estraendo il prodotto dalla sua scatola si notano molte somiglianze con il predecessore. Tutto è infatti rimasto allo stesso posto: in alto troviamo un microfono e il jack audio da 3,5 mm per le cuffie, mentre sulla destra fanno capolino due trigger (che "emulano" i tasti dorsali dei pad), il pulsante d'accensione, il bilanciere del volume e uno sfiato d'aria per la ventola interna.

Un secondo sfiato d'aria è posizionato sul lato diametralmente opposto, a fianco di un altro microfono, pensato per essere utilizzato durante il gaming, dei PIN per il collegamento di accessori esterni e dello slider fisico per attivare la modalità gaming. Nella parte inferiore di RedMagic 5S, invece, fanno capolino il carrellino per la SIM (dual nanoSIM, non è possibile espandere la memoria), un altro microfono, l'altoparlante e la porta USB Type-C.
Per quanto riguarda quest'ultima, sono presenti sia uscita video che funzione OTG. Tuttavia, quest'ultima va abilitata dalle opzioni sviluppatore, tramite la voce "Configurazione USB predefinita". Già qui si può intuire qualche piccola "sbavatura" lato software, ma ne parleremo in modo approfondito più avanti.

Soffermandoci un attimo sui succitati PIN, questi ultimi servono per collegare degli accessori. Il precedente modello li utilizzava per la dock Magic Adapter, venduta a 46,90 euro sul sito ufficiale. Quest'ultima dispone di un jack audio da 3,5 mm, di una porta Ethernet 100M e di una porta USB Type-C. In parole povere, viene utilizzata principalmente per cercare di evitare di giocare online con una rete Wi-Fi instabile.
Tuttavia, sul portale ufficiale questo accessorio viene elencato come compatibile con RedMagic 5G, mentre gli altri prodotti che l'azienda sta cercando di lanciare con questo RedMagic 5S, ovvero quelli che compaiono nella pagina di vendita dello smartphone, non fanno in realtà uso dei PIN. Insomma, sembra quasi che l'azienda abbia preso le caratteristiche del predecessore e le abbia "trasportate" in questo modello, senza curarsi troppo di rendere realmente utile questo elemento.

Visto che si sta parlando di accessori è giunto il momento di analizzare la ventola esterna Ice Dock che l'azienda ha fornito alla stampa insieme allo smartphone. Si tratta di un accessorio che viene venduto a parte: il prezzo è fissato a 44,90 euro sul sito ufficiale. Partiamo da un presupposto: proprio come avveniva per il suo predecessore, il sistema di dissipazione interno basato su vapor chamber è in grado di svolgere da solo un ottimo lavoro, senza mai far arrivare le temperature a livelli troppo elevati.
Tra l'altro, l'azienda ha lavorato bene e ha ulteriormente migliorato questo sistema, portandolo alla sua versione 4.0 con silver plate in argento. Quest'ultima caratteristica è messa in evidenza tramite una scritta posta sul retro dello smartphone. Proprio qui va ad agire la ventola esterna quando la si collega al dispositivo.

Questo accessorio si può utilizzare solamente con una fonte di alimentazione nelle vicinanze. Più precisamente, per farla funzionare, è necessario collegare la ventola a un powerbank, attraverso un cavo USB Type-C/USB Type-C che viene fornito nella confezione dell'accessorio. In alternativa, si può collegare alla presa di corrente tramite il cavo fornito nella confezione dello smartphone. Insomma, una soluzione non propriamente delle più comode.

Perlomeno, la ventola aggiunge un ulteriore jack da 3,5 mm e consente, tramite la sua porta USB Type-C e a un cavo presente nella sua confezione, di essere collegata anche allo smartphone. In questo modo, è possibile caricare il dispositivo mentre si usa la ventola. Questa è già una funzionalità più utile, magari mentre si sta giocando stesi sul divano con la ventola collegata a una presa di alimentazione, dato che si mantengono le temperature al minimo e al contempo si ricarica RedMagic 5S (è risaputo che durante la fase di ricarica uno smartphone potrebbe scaldare più del normale, soprattutto se utilizzato nel frattempo).
In ogni caso, tirando le somme sull'accessorio, la ventola non ci ha convinto. Oltre a trovare il suo utilizzo solamente in alcuni casi specifici, essa è anche costruita in una plastica "cheap", soprattutto nella zona che si "estende" per agganciare correttamente lo smartphone. Insomma, se non avete specifiche esigenze, potete tranquillamente lasciar perdere.

È un vero peccato, dato che per via di queste scelte a livello di sistema di raffreddamento è stata sacrificato il LED della scritta RedMagic sul retro, che era invece presente nel predecessore e funzionava anche per le notifiche. Per il resto, sul retro rimangono il logo illuminato, la tripla fotocamera e il flash LED.
Anteriormente il display punta su un aspect ratio "classico", in modo da non avere problemi di visualizzazione. C'è poco da dire, invece, sulla colorazione Pulse, che è proprio quella che avevamo provato con RedMagic 5G. In ogni caso, in commercio esiste anche la colorazione Sonic Silver.

La solidità costruttiva rimane ottima (backcover in vetro, frame in metallo), così come permane il sensore di impronte digitali in-display. È stato inoltre aggiunto il riconoscimento facciale, altro segno del fatto che RedMagic ascolta i feedback, ma quest'ultimo non è dei più precisi. Le dimensioni non sono cambiate (168,56 x 78 x 9,75 mm), ma purtroppo il peso è aumentato, arrivando a 220 grammi. Certo, non si tratta di una differenza sostanziale con il precedente modello, ma RedMagic 5S rimane uno smartphone che "si fa sentire" quando lo si tiene in mano.

Insomma, le scelte fatte per questo specifico modello non ci sono piaciute del tutto. Nonostante l'inserimento in confezione di una cover, il rinnovato sistema di raffreddamento e l'aggiunta del riconoscimento facciale, la questione del "passo indietro" sul LED posteriore, nonché quelle del peso e del supporto "parziale" alla ricarica rapida, in aggiunta a una riproposizione di un design già visto, ci fanno propendere per una valutazione non delle migliori.

Caratteristiche tecniche

Se il design non ha convinto ma può tutto sommato andare bene, un aspetto che non ci è piaciuto è la riproposizione di un hardware molto simile al predecessore uscito sei mesi fa. RedMagic 5G era uno smartphone "sul pezzo" al momento dell'uscita, mentre qui è diverso. RedMagic 5S monta infatti un processore octa-core Qualcomm Snapdragon 865 operante alla frequenza massima di 2,84 GHz (1 x 2,84 GHz + 3 x 2,42 GHz + 4 x 1,8 GHz), affiancato da una GPU Adreno 650, 12GB di RAM LPDDR5 e 256GB di memoria interna UFS 3.1 (non espandibile, in precedenza era UFS 3.0, quindi aspettatevi, ad esempio, caricamenti più veloci).
In parole povere, non è cambiato quasi nulla sotto la scocca e le prestazioni sono in linea con quelle offerte da RedMagic 5G. Non che siano male, sia chiaro, ma da un prodotto destinato al gaming che punta molto sull'hardware, la presenza di un processore Snapdragon 865 Plus per stare al passo con la concorrenza sarebbe stata gradita.

Tuttavia, la riproposizione non è solamente sotto alla scocca, ma si ripresenta anche a livello di display. Infatti, è presente un pannello AMOLED da 6,65 pollici con risoluzione Full HD+ (2340 x 1080 pixel), aspect ratio 19,5:9, protezione 2.5D Corning Gorilla Glass 5 e refresh rate di 144 Hz (touch sampling rate di 240 Hz). Rimane la modalità always-on (non è completa, dato che mostra semplicemente l'orario, la data, la carica residua e un'animazione a scelta). La luminosità massima del display è la stessa, buona ma non eccezionale. Per il resto, i colori sono ben bilanciati, non mancano le possibilità di personalizzazione, il refresh rate è molto elevato e la fluidità è ottima.

Insomma, anche qui non sono stati fatti passi in avanti, ma in questo caso ci può stare, dato che si partiva già da una buona base. Peccato invece per i DRM Widevine L3, che consentono di visualizzare i contenuti di servizi di streaming come Amazon Prime Video e Netflix solamente in SD. Lo smartphone arriva con una pellicola pre-applicata, che abbiamo tolto per testare al meglio la bontà del pannello.

Purtroppo, non sono stati effettuati miglioramenti nemmeno a livello di reparto fotografico, dato che sono presenti una fotocamera anteriore da 8MP (f/2.0) e una tripla fotocamera posteriore da 64MP (f/1.8, Sony IMX686, principale) + 8MP (f/2.0, ultra-wide, 120 gradi) + 2MP (per le macro). Si arriva a registrare video in 8K a 15 fps con i sensori posteriori, ma è più una "prova di forza" che una funzione realmente utile. Meglio fermarsi a 1080p/30fps per una buona stabilizzazione. Questa è anche la risoluzione a cui arriva il sensore anteriore.

Le funzionalità dell'app Camera sono quelle che conosciamo e purtroppo il sensore grandangolare continua a essere utilizzabile solamente in modalità Pro. In ogni caso, non possiamo che ripetere lo stesso giudizio che avevamo dato al comparto di RedMagic 5G: le foto vengono bene durante il giorno, non male per gli standard degli smartphone da gaming. Il rumore digitale si fa invece notare considerevolmente in notturna, con la modalità Notte che riesce a risollevare il risultato solamente in alcuni contesti.
Il massimo zoom raggiungibile in digitale rimane 10x. Insomma, RedMagic 5S non è uno smartphone su cui puntare per le foto, ma per gli standard dei telefoni da gaming non ci si può assolutamente lamentare.

Se, arrivati a questo punto, state pensando che potrebbero esserci dei cambiamenti almeno nella batteria, dobbiamo spegnere il vostro entusiasmo: c'è un'unità da 4500 mAh. L'autonomia è in linea con quello del precedente modello, quindi si riesce a raggiungere la fine della giornata con un po' di carica residua anche con i 144 Hz sempre attivi.
Ovviamente tutto dipende da quanto si gioca, dato che l'autonomia potrebbe scendere considerevolmente in caso di sessioni prolungate. Tramite le impostazioni è possibile "giocare" con il refresh rate, magari impostandolo a 60 o 90 Hz per risparmiare batteria. In ogni caso, nonostante non siano stati fatti passi in avanti, l'autonomia non è male.

Nulla è cambiato anche nella connettività: assenti certificazione IP68 e ricarica wireless, ma presenti 5G Dual-mode SA+NSA, Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac/ax (Wi-Fi 6) e Bluetooth 5.1. Sul sito ufficiale viene specificata anche la presenza dell'NFC, ma in realtà il software non presenta l'opzione per abilitarlo. Insomma, anche nel caso sia presente a livello hardware, non contateci troppo.
Potrebbe trattarsi di un bug, più avanti parleremo del software, ma fatto sta che non siamo riusciti ad abilitarlo. Abbiamo provato a utilizzare alcuni tool per effettuare un check e tutti hanno dato risultato negativo. Passando al comparto audio, quest'ultimo è stereo e ha un ottimo volume massimo (i nostri test hanno fatto segnare 82,2 dBA, un buon valore).

Software

Il sistema operativo è Android 10 con patch di sicurezza di giugno 2020 e personalizzazione RedMagic OS 3.5. Già con RedMagic 5G avevamo definito il software come il vero punto debole della proposta dell'azienda. Tuttavia, questa volta i problemi sono emersi prepotentemente durante la nostra prova. Innanzitutto, lo smartphone è uscito il 2 settembre 2020 e, al giorno del lancio sul mercato, la nostra unità aveva ancora le patch di giugno (al 10 settembre non è ancora arrivato nessun aggiornamento).
Questo è già un primo segno non proprio positivo lato supporto e infatti sul profilo Facebook di RedMagic ci sono utenti che continuano a chiedere l'aggiornamento ad Android 10 per i modelli Red Magic 3 arrivati lo scorso anno. Insomma, non esattamente un buon punto di partenza.

Per il resto, l'azienda sta finalmente procedendo a una traduzione in italiano del software, che però al momento in cui scriviamo risulta ancora un po' acerba e non completa (ci sono scritte in inglese e, in qualche sporadico caso, in cinese). Il bug che ci ha però fatto storcere molto il naso è quello relativo ai 144 Hz, ovvero una delle caratteristiche più importanti di questo smartphone.

Con la nostra unità non siamo mai riusciti ad attivare questo refresh rate dalle impostazioni, dato che, quando si prova ad effettuare il cambio, lo schermo diventa nero per un secondo e il refresh rate torna a 90 Hz. Siamo poi riusciti ad abilitare i 144 Hz solamente tramite un'opzione della modalità gaming.
Per tornare a utilizzare lo schermo al massimo delle sue possibilità, abbiamo dovuto effettuare la reimpostazione dello smartphone. Quest'ultima non ha risolto il bug relativo alle impostazioni, ma perlomeno ha ripristinato il toggle presente nella modalità gaming che permette lo switch del refresh rate.

Questo non è l'unico bug che abbiamo riscontrato, ma semplicemente quello più importante. Per farvi un altro esempio, lo schermo ha iniziato a "sfarfallare" durante la prima configurazione del sensore di impronte posto sotto allo schermo. Inoltre, senza che noi avessimo toccato nulla, Fortnite ha restituito un messaggio di errore la prima volta che abbiamo provato a giocarci, dicendoci di disabilitare il Debug USB dello smartphone. Tuttavia, quest'ultimo non era attivo secondo il sistema. Abbiamo dovuto attivarlo e disattivarlo dalle opzioni sviluppatori per poter giocare al titolo di Epic Games.
Insomma, la RedMagic OS ha bisogno di miglioramenti.

Prestazioni e benchmark

Il comparto hardware e la presenza dei 144 Hz offrono un'ottima fluidità e consentono di far girare bene anche le applicazioni più pesanti. L'hardware identico rispetto al precedente modello porta però a punteggi nei benchmark dello stesso tipo: lo smartphone ha raggiunto un totale di 619069 punti su AnTuTu Benchmark. Su Geekbench, invece, è arrivato a 898 punti in single-core e 3074 punti in multi-core. Insomma, le prestazioni sono comunque buone, ma non al top del mercato come sei mesi fa.
Giusto per farvi un esempio concreto, ASUS ROG Phone 3 riesce a raggiungere i 638795 punti su AnTuTu Benchmark.

Gaming

Per quanto riguarda il gaming, le funzionalità sono quelle che abbiamo già visto con RedMagic 5G. L'unica vera novità sono i trigger, utilizzabili, ad esempio, per mirare e sparare, che passano da i 300 ai 320 Hz. Un passo in avanti che non è in grado di essere una killer feature. Per il resto, ritroviamo tutte le funzionalità del caso attivabili tramite la modalità gaming, da RedMagic Time fino al 4D Shock (attivabile solamente in determinati giochi), passando per le macro, per le ottimizzazioni alle prestazioni e per la possibilità di aprire WhatsApp in Picture in picture.

In realtà, una funzionalità che spicca c'è: la possibilità di aprire in una sorta di Picture in picture alcuni giochi, come PUBG Mobile. Si tratta di un'opzione secondaria, dato che funziona solo con pochi titoli e non è molto comodo giocare in una piccola finestra, ma può tornare utile se si deve, ad esempio, rispondere a una e-mail.

Per quanto riguarda le prestazioni, ovviamente non cambia nulla rispetto a RedMagic 5G, visto che l'hardware è essenzialmente quello. Questo significa che, per farvi degli esempi concreti, Call of Duty Mobile gira senza problemi con dettagli a "Max" e FPS a "Molto alto" e ARK: Survival Evolved riesce a girare anche a "Epico". Insomma, come prevedibile, per il momento la scelta di puntare su uno Snapdragon 865 al posto della sua variante Plus non causa particolari problemi nel gaming, ma chi punta a questo tipo di soluzioni guarda anche al futuro, cercando un dispositivo duraturo.

Red Magic 5S RedMagic 5S è uno smartphone che non riesce a caricarsi sulle spalle l'eredità lasciata da RedMagic 5G. Le differenze tra le due versioni, uscite a sei mesi l'una dall'altra, sono troppo poche e consistono principalmente in un sistema di raffreddamento migliorato, nella presenza di una cover in confezione, nel supporto al riconoscimento facciale e in un leggero miglioramento dei trigger (da 300 Hz a 320 Hz). Il resto è pressoché identico, dal processore (Snapdragon 865 e non 865 Plus) al comparto fotografico, passando per l'autonomia. Anzi, in realtà sono stati fatti alcuni "passi indietro". Per migliorare il sistema di raffreddamento e per utilizzare l'argento, la scritta sul retro non è più illuminata e non fa più da LED di notifica, funzionalità che avevamo apprezzato. Inoltre, c'è la questione dell'NFC, che non siamo riusciti ad abilitare. Infine, ci sono delle patch di sicurezza risalenti a giugno 2020, nonostante lo smartphone sia uscito a settembre, e diversi bug importanti nel software. Insomma, RedMagic 5S è uno smartphone che parte da una buona base ma non riesce a ripetersi.

6.5