ROG Phone 5 Recensione: una piacevole conferma

ROG rinnova il suo smartphone da gaming con tanti piccoli accorgimenti, senza rivoluzioni e mantenendosi sugli eccellenti livelli dello scorso anno.

ROG Phone 5 Recensione: una piacevole conferma
Articolo a cura di

Come migliorare il ROG Phone 3? Ogni anno ci aspettiamo delle piccole rivoluzioni con l'arrivo dei nuovi modelli di smartphone, ma la fantasia deve fare i conti con la realtà. Realtà che non lascia scampo in un settore da tempo maturo come quello della telefonia, dove i miglioramenti tangibili sono ormai difficili da realizzare, soprattutto se non si vuole alzare troppo il prezzo di vendita, come nel caso del ROG Phone 5. Rispetto allo scorso anno le novità non mancano, dal nuovo processore fino al rinnovato design, tuttavia i possessori di ROG Phone 3 possono dormire sonni tranquilli, perché nonostante i miglioramenti l'esperienza d'uso è rimasta simile.
Non si tratta di un problema, soprattutto perché, osservando i nuovi smartphone in arrivo, questo 2021 non crediamo verrà ricordato per le particolari innovazioni tecnologiche apportate al settore. Evoluzione e non rivoluzione quindi, un principio che vale per il ROG Phone 5 come per lo Xiaomi Mi 11 che abbiamo da poco recensito, ma che non toglie nulla alla bontà di un prodotto che rimane il miglior smartphone da gaming in commercio.

Design ottimizzato

ROG ha puntato sulle stesse caratteristiche che hanno fatto la fortuna dei precedenti modelli, con qualche piccola novità nel design, un processo che ha permesso di ottenere uno schermo più grande con un leggero aumento delle dimensioni generali. Messi uno di fianco all'altro ROG Phone 3 e ROG Phone 5 sono simili, gli elementi di differenziazione nella backcover si trovano nella forma del modulo delle fotocamere e nel LED posteriore, oltre ad alcune scritte impresse nel vetro. Abbiamo apprezzato molto il nuovo design del led, che riprende lo stile visto nel ROG Zephyrus G14, meno invece le scritte, che rendono più aggressivo l'insieme ma anche meno sobrio. Rispetto allo scorso anno è stata rimossa l'apertura nella scocca, utilizzata dal sistema Aero Active Cooler per dissipare meglio il calore attraverso la sua ventola attiva: poteva essere l'occasione buona per implementare la resistenza ai liquidi e alla polvere ma non è stato fatto. Bisogna però precisare che la certificazione IP richiede costi aggiuntivi e maggiore spazio all'interno della scocca, spazio che ROG ha preferito dedicare ad altri elementi, come la doppia batteria, il sistema di dissipazione maggiorato e il jack da 3.5 mm.

Sul fronte materiali troviamo un'altra novità, ovvero l'introduzione del vetro Gorilla Glass Victus a proteggere lo schermo, mentre sul retro è impiegato un Gorilla Glass 3.
Come lo scorso anno rimane la doppia connessione USB Type C, in questo modo si può ricaricare il telefono anche in modalità landscape senza avere il cavo di ricarica a infastidire durante il gioco, una piccola modifica è invece stata fatta ai trigger laterali, una delle caratteristiche vincenti del ROG Phone.

Questi pulsanti a sfioramento aggiuntivi sono stati spostati leggermente verso l'esterno, per renderli più facilmente raggiungibili con le dita da chi ha mani piccole.
Anche se possono sembrare marginali, i cambiamenti più importanti sono in realtà sul frontale, dove i bordi leggermente meno spessi e la fotocamera più piccola hanno permesso di aumentare le dimensioni dello schermo senza quasi impattare su quelle del telefono.
ROG Phone 3 misura infatti 171 x 78 x 9.85 mm, con un peso di 240 grammi, ROG Phone 5 invece arriva a 173 x 77 x 10 mm, con un peso di 237 grammi. Messi uno di fianco all'altro la differenza nei bordi dello schermo non è enorme ma si nota, senza contare che in questo processo di ottimizzazione ROG non ha rinunciato al doppio speaker stereo, uno dei punti di forza di questo telefono, anzi la loro dimensione è addirittura aumentata.

Potenza da vendere, ottima autonomia

ROG Phone 5 è basato su Snapdragon 888, l'ultimo dei processori prodotti da Qualcomm. Quest'anno l'azienda americana ha puntato su una configurazione particolare, basata su un Core Cortex X1 ad altissime prestazioni, con clock di 2.84 GHz, tre Core Cortex A78 ad alte prestazioni con clock di 2.4 GHz e infine quattro Core Cortex A55 con frequenza di 1.8 GHz per le operazioni più basilari. Secondo Qualcomm le performance della CPU sono aumentate del 25% rispetto allo Snapdragon 865. La GPU è invece una Adreno 660, in questo caso l'aumento è del 35%. ROG Phone 5 offre poi 16 GB di RAM e 256 GB di memoria interna nella variante che abbiamo provato.
Quest'anno Qualcomm ha deciso di essere meno rigida sulle temperature d'esercizio del suo processore, lo scopo è quello di aumentare le prestazioni, anche a costo di portare le temperature su livelli più alti. Per tenere a bada il Thermal Throttling ROG ha rinnovato il suo sistema di dissipazione, rivedendo anche la collocazione dei componenti interni. Il processore è ora posto al centro della scocca, tra le due batterie, ed è racchiuso tra due strati di grafite, con una vapor chamber a dissipare ulteriormente il calore.

I primi smartphone arrivati sul mercato con lo Snapdragon 888 hanno mostrato temperature più elevate rispetto allo scorso anno, per capire l'efficacia della soluzione creata da ROG abbiamo fatto un test che mette alle corde la CPU, utilizzando 3D Mark e il Wild Life Stress Test per due cicli consecutivi, per un totale di circa 40 minuti di benchmark.

Come comparativa abbiamo usato un ROG Phone 3, con Snapdragon 865+, e uno Xiaomi Mi 11, con Snapdragon 888. I risultati sono piuttosto interessanti, perché a livello di stabilità il migliore si è dimostrato il ROG Phone 3, che ha mantenuto praticamente le stesse prestazioni durante la prova. Segue il ROG Phone 5, che ha mostrato un leggero, ma costante, calo durante il test.

Il Mi 11 invece non è riuscito a portare a termine il secondo ciclo di benchmark, mostrando sullo schermo un messaggio che indicava la presenza di temperature troppo elevate.
Da questo test possiamo trarre diverse conclusioni. La prima è che il sistema di dissipazione del ROG Phone 5 è in grado tenere a bada i bollenti spiriti dello Snapdragon 888, pur mostrando l'insorgenza del Thermal Throttling. La seconda è che lo Snapdragon 865+, sul fronte della gestione termica, si è dimostrato un processore migliore del suo successore, segno che Qualcomm ha spinto troppo l'acceleratore sul fronte delle prestazioni, alla ricerca di un aumento prestazionale dettato più da esigenze di marketing che dalla necessità effettiva. La potenza espressa dal ROG Phone 5, come anche quella del ROG Phone 3, va ben oltre le richieste dei giochi mobile. Non sarebbe stato meglio puntare a una maggiore efficienza, e quindi a consumi inferiori, piuttosto che a un aumento nelle prestazioni che non solo richiede un sistema di dissipazione avanzato come quello del ROG Phone 5 per essere sfruttato, ma che da pochi benefici nella realtà?
Vedremo cosa accadrà in futuro, nel frattempo il ROG Phone 5 è riuscito a superare il nostro test, restano però dei dubbi sulla reale necessità di così tanta potenza a scapito della gestione termica-energetica.

A proposito di energia, ROG ha rinnovato completamente la batteria all'interno del telefono rispetto al precedente modello, utilizzandone due da 3000 mAh, per un totale di 6000 mAh, invece che una sola. Una scelta che abbiamo visto in diversi smartphone di fascia alta e che porta reali benefici.
Con due batterie infatti la ricarica è più rapida, si passa dai 30 W del ROG Phone 3 ai 65 W del nuovo modello, inoltre lo stress durante questo processo è inferiore. Il telefono è ben ottimizzato e permette di arrivare a due giorni con utilizzo medio, è difficile scaricarlo completamente in un solo giorno. Sotto questo aspetto il ROG Phone è uno dei telefoni con la migliore autonomia in commercio.

Schermo e audio al top

ROG Phone 5 si conferma ai vertici della categoria per lo schermo e per l'audio. In realtà non ci sono particolari innovazioni a livello di scheda tecnica nel display, tuttavia ROG è riuscita comunque a migliorarlo, e soprattutto ha mantenuto uno dei suoi punti di forza: l'assenza totale di notch o fotocamere all'interno dello schermo. Questo smartphone è rimasto uno dei pochi a consentire la visione dei contenuti senza interruzioni di sorta, il prezzo da pagare sono bordi un po' più spessi, ma per video e gaming è una delle soluzioni migliori. Lo schermo è un AMOLED da 6.78 pollici con risoluzione di 2448x1080 pixel, leggermente più ampio e risoluto rispetto al precedente modello.
Il refresh rate è di 144 Hz ma può scendere fino a 60 Hz in automatico in base alle operazioni svolte, mentre il touch sampling rate è di 300 Hz, anche quest'ultimo più elevato di quello del ROG Phone 3. A livello di luminosità il pannello opera tra i 5 e gli 800 nit, ma può spingersi fino a 1200 Nit in caso di necessità. Insomma per il gioco come anche per l'utilizzo di tutti i giorni lo schermo di ROG Phone 5 è eccellente, tuttavia a spiccare davvero è la resa dell'audio.

Le due casse frontali, più grandi rispetto a quelle del precedente modello, hanno ognuna un amplificatore dedicato, inoltre ROG ha inserito un DAC ESS Sabre ES9289AC per amplificare il segnale in uscita dal jack audio. Non solo questo elemento è presente quindi, andando in controtendenza rispetto ai trend attuali, ma riesce anche a tirare fuori una qualità superiore alla media, con tanto di certificazione Hi-Res Audio. Il focus sull'audio in alta definizione è palese e si nota anche negli standard Bluetooth supportati, non manca nulla, dall'aptX HD fino a LDAC, senza contare l'applicazione Audio Wizard, con cui eseguire un tuning fine delle impostazioni audio, dove sono presenti anche quattro preset già pronti per diversi utilizzi.
Che sia in cuffia o con le casse, la sezione audio del ROG è sovradimensionata rispetto a quella presente in altri smartphone e rappresenta un sicuro punto di forza.

Fotocamere

Uno smartphone da gaming rimane pur sempre uno smartphone e le fotocamere sono un elemento importante nell'utilizzo quotidiano. ROG ha puntato sul sensore Sony IMX 686 da 64 megapixel con apertura f/1.8 e stabilizzazione PDAF, insieme a una cam Ultra Wide da 13 Megapixel con apertura f/2.4 e infine una da 5 Megapixel dedicata alle macro. Si tratta di un comparto fotografico che non punta al massimo, del resto la fascia di prezzo e il focus del prodotto non lo permettono, ma che va incontro alle esigenze della stragrande maggioranza degli utenti. La cam principale è una vera tuttofare, sia di giorno che di notte riesce a tirare fuori buoni scatti, stessa cosa vale per la Ultra Wide, che per altro offre una resa del colore molto vicina a quella dalla cam principale. Entrambe sfruttano bene anche l'HDR, segno di un software ben sviluppato.

La cam per le macro invece sembra un'aggiunta inserita per far numero, la risoluzione finale delle foto è bassa inoltre, durante la prova, non abbiamo mai sentito il bisogno di usarla, ma questo vale per tutti gli smartphone che offrono una fotocamera simile. Ad ogni modo il ROG Phone 5 rimane sugli stessi buoni livelli visti nel precedente modello, del resto i sensori sono gli stessi, potete quindi leggere questo speciale dedicato alle fotocamere del ROG Phone 3 per un approfondimento maggiore su questo argomento.

Un software a misura di gamer

Il software è uno dei punti forti del ROG Phone, fin dalla sua prima versione Asus lo ha personalizzato per dare ai giocatori tonnellate di funzioni dedicate espressamente al gaming. Armoury Crate e Game Genie sono i due perni su cui si basa l'esperienza di gioco del ROG Phone 5, la loro importanza è palese, basta osservare il posizionamento dell'icona di Armoury Crate, piazzata al centro della home. Da qui è possibile accedere alla libreria dei giochi installati, in questo modo possono essere lanciati da un unico hub e applicando delle personalizzazioni al sistema di controllo, gestendo ad esempio la sensibilità del touch screen per ogni singolo titolo o il touch sample rate. Anche il refresh rate può essere adattato in base al gioco, così come le performance del telefono e le impostazioni di rete, nel caso dei titoli multiplayer.

Sempre con Armoury Crate si possono osservare delle statistiche di utilizzo del telefono, dall'uso della memoria alle temperatura di CPU e GPU, inoltre si può gestire il led posteriore, personalizzandolo nel colore e nelle notifiche che deve gestire. Ci sono poi i settaggi degli Air Trigger, di Game Genie e della ventola esterna, non presente in questo modello ma venduta a parte. Da qui si può attivare la X-Mode, che spinge al massimo le prestazioni, una modalità che il ROG Phone 5 utilizza in automatico una volta avviato un gioco.
Game Genie invece ripropone parte di queste funzioni ma con un overlay visualizzabile direttamente durante il gioco.

È possibile bloccare la luminosità dello schermo, che variando può dare fastidio durante il gioco, oppure disattivare chiamate e notifiche. Sono disponibili funzioni per registrare le proprie partite, oppure un pratico pannello che mostra temperatura e frequenza della CPU, oltre al frame rate di un gioco, rimanendo visibile durante la partita.
Game Genie è fondamentale anche per la configurazione degli Air Trigger, proprio da qui possono essere associati ai controlli con il touch screen, sostituendoli in modo molto semplice. Ci sono tonnellate di opzioni a disposizione, come potete vedere nel video che abbiamo fatto con il ROG Phone 3.

A proposito di Air Trigger, il livello di personalizzazione raggiunto è incredibile, oltre all'utilizzo come tasti singoli possono essere gestiti come se fossero due pulsanti per lato, oppure associando altre funzioni alla pressione prolungata o allo swipe, senza contare che il telefono sfrutta l'accelerometro per consentire l'inserimento di comandi basati sul movimento dello smartphone. Infine, due ulteriori pulsanti sono disponibili con il sistema AeroActive Cooler 5.

ROG Phone 5 è lo smartphone che offre il miglior sistema di controllo integrato in uno smartphone, l'esperienza di gioco è quindi ai massimi livelli con ogni titolo del Play Store, anzi vorremmo che ci fossero giochi che possano sfruttare ancora di più la potenza a disposizione.
Tornando all'interfaccia, anche quest'anno si può vedere la doppia anima del ROG Phone. Sono disponibili infatti, tra gli altri, due temi molto diversi tra loro, il primo personalizzato per il ROG Phone 5, con grafica e icone dallo stile gaming, il secondo invece riprende la classica ZenUI, praticamente una versione stock di Android. Noi preferiamo la seconda, semplicemente perché gli elementi grafici sono stilizzati e quindi più riconoscibili.
Come abbiamo visto il ROG Phone 5 offre un software davvero ricco di opzioni, che potrebbe spaesare gli utenti meno esperti. Asus ha pensato anche a questo, tutte le funzioni dedicate al gioco hanno una guida che spiega come utilizzarle, la traduzione non è sempre perfetta ma lo sforzo compiuto dalla casa di Taiwan è apprezzabile e semplifica il processo di configurazione del telefono.

Asus ROG Phone 5 Il ROG Phone 5 non rivoluziona l’esperienza di gioco vista con il suo predecessore, del resto è impossibile pretendere cambiamenti enormi di anno in anno. Dalle cornici meglio ottimizzate al nuovo design, passando per lo Snapdragon 888 al portentoso sistema audio, il ROG Phone va a porre piccoli miglioramenti in diversi ambiti. Quest’anno manca qualcosa che differenzi ulteriormente il nuovo modello da quello precedente, già eccellente, non a caso il prezzo della variante base con 8 GB di RAM e 128 GB di memoria interna è rimasto lo stesso, di 799€. Il vero problema per ROG non è questo smartphone, ma il ROG Phone 6: come migliorare ulteriormente un prodotto già così completo? Lo scopriremo il prossimo anno, nel frattempo in campo gaming il ROG Phone rimane una sicurezza, per uno smartphone che anche con un utilizzo diverso dal gioco si conferma molto valido.

8.7