ROG Swift OLED PG34WCDM Recensione: lo spettacolo si accende a 240Hz

Abbiamo provato il primo monitor Ultrawide con pixel autoilluminanti e refresh rate fino a 240Hz: una formula che convince sotto tutti i punti di vista.

ROG Swift OLED PG34WCDM Recensione: lo spettacolo si accende a 240Hz
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Anche per il 2024 Asus si è mossa in anticipo portando sul mercato quello che a tutti gli effetti è il primo pannello OLED da 34 pollici con frequenza di aggiornamento fino a 240Hz. A conti fatti, tuttavia, a questa premessa c'è da aggiungere che in linea generale si tratta di una ricetta che si evolve in maniera iterativa rispetto a quanto già visto lo scorso anno, in casa ROG e in giro per il mercato. E questo non è necessariamente un male: ecco il nuovo ROG Swift OLED PG34WCDM.

Specifiche da primo della classe

È passato poco meno di un anno dalla nostra recensione dell'Asus ROG Swift PG27AQDM, pannello che portava l'OLED in un campo ben poco usuale per questo tipo di tecnologia, i 27 pollici a 240Hz.

Con i 34" non siamo così distanti, se non fosse che qui già nel 2023 si pensava di aver raggiunto in qualche modo il meglio, perlomeno per qualche generazione. Ci riferiamo agli ottimi pannelli sfoderati da LG e dai suoi partner come Alienware, molto interessanti per via di una proposta unica nel suo genere.
Asus ha colto la palla al balzo alla prima evoluzione "utile": il nuovo ROG Swift OLED PG34WCDM è stato presentato alla Gamescom 2023 (ma il lancio definitivo è avvenuto al CES 2024) e si tratta, appunto, di un monitor OLED da 34 pollici con pannello dotato di curvatura 800R, risoluzione 3440x1440 pixel e refresh rate fino a 240 Hz.
L'azienda parla di ROG OLED di terza generazione, per una tecnologia ormai matura anche per il pubblico PC più esigente, con una copertura colore del 99% nello spazio DCI-P3 (DeltaE<2), tempi di risposta fino a 0,03 ms (GtG) e luminosità che in HDR aumenta del 30%, fino a picchi di 1.300 nit.
Il pannello vanta la certificazione VESA DisplayHDR 400 True Black. Guardando nello specifico al gaming, invece, ci sono sia il supporto a FreeSync Premium Pro che la compatibilità G-Sync.

Il design è classico ma si discosta dai soliti pannelli OLED "nudi" sul retro per via della presenza di una scocca in plastica a diagonale piena, che nella parte centrale si allarga per contenere l'elettronica e i terminali (posti sul fondo).
L'assemblaggio è piuttosto semplice e richiede pochi passaggi. Il piedistallo è composto di due pezzi, ovvero il dorso e il piede vero e proprio, che si montano tramite la classica farfalla presente sulla parte inferiore.

Una volta messo insieme, va adagiato delicatamente sul pannello, ma quest'ultimo dev'essere estratto dall'imballo solo dopo questo passaggio.
Presente l'attacco universale VESA 100x100, bene anche lo stand proprietario, simile al resto della gamma in termini di design, robusto e con una discreta escursione in altezza e rotazione sul piano sagittale.

Sul fondo del box elettronica, come accennato, sono disposti ingressi e uscite, divisi a metà dal piedistallo. Sulla sinistra troviamo l'ingresso per l'alimentatore, due HDMI 2.1 e l'uscita audio ottica SPDIF. Dall'altro lato, invece, ci sono una Display Port 1.4 DSC, una USB-B per l'upstream, una TypeC con Power Delivery fino a 90W e una Type A 3-2 Gen1. Un'altra USB-A 2.0 è collocata in maniera ben poco convenzionale sulla parte alta del monitor, probabilmente per favorire l'inserimento di dongle USB wireless che per vicinanza potrebbero fare interferenza con le porte USB 3.0.
Interessante è anche la presenza di un ingresso filettato per fotocamere e webcam, che potrebbe tornare molto utile ai content creator.
Nella parte inferiore del display, al centro, c'è la classica placca con il logo ROG retroilluminato, che però nasconde un sensore di luminosità ambientale regolare la propria in totale autonomia.
Ai lati di questo particolare "mento", ci sono un'ulteriore USB 3.2 Gen1 e un ingresso jack da 3,5mm.

Siamo di fronte a un display che non si muove troppo rispetto a ciò che era stato offerto in passato ma che, in virtù della sua natura conservativa, potrebbe essere una delle migliori proposte dell'anno nel suo formato.
All'atto pratico, in effetti, ci troviamo davanti a una piacevole conferma rispetto a quanto di buono già visto nel segmento OLED, con un plus non da poco nella luminosità, di cui già in passato vi abbiamo parlato come del tallone d'Achille per la tecnologia WOLED.

Il boost sfoderato con i nuovi modelli è proprio quel tanto che basta per superare la soglia critica per l'utilizzo giornaliero in condizioni di eccessiva illuminazione ambientale, garantendo una visibilità e leggibilità superiori in ogni situazione d'uso.

Già questa è da considerare una grande vittoria, per un pannello che riesce a restituire una buona resa dei colori anche sotto il massimo sforzo e che quindi riduce in maniera sensibile anche l'altro punto debole dei pixel autoilluminanti. Non siamo a livello dei migliori pannelli QD-OLED, ma bisogna anche considerare il tipico scenario d'uso e gli scenari in cui la tecnologia Quantum Dot mostra i muscoli: in larga parte, infatti, si parla di Home Entertainment in senso lato, meglio ancora se su TV ad ampia diagonale, in salotto e con un inquinamento luminoso superiore, se pensiamo ad esempio a chi la utilizza durante i pasti.
Un monitor da gaming ha vita decisamente più semplice da questo punto di vista, dal momento che tali fattori possono essere più controllabili in una postazione da gioco o ibrida. Tornando a noi, dunque, se dobbiamo valutare questo monitor in quanto tale, la resa è eccellente e migliora, seppur di poco, proprio dove gli OLED cedevano il fianco. Il merito è della tecnologia a microlenti (MLA) che ottimizza la produzione e canalizzazione della luce prodotta dal pannello.

Ciò che stupisce è anche come Asus sia riuscita a gestire la dissipazione del calore. La scocca risulta fredda anche dopo lunghe sessioni di impiego, ma soprattutto senza mai farlo percepire allo spettatore.
Tutto ciò è possibile grazie alla progettazione stessa del monitor (che infatti non ha la caratteristica di essere ultrasottile come tipicamente avviene per gli OLED), ma altrettanto interessante è il fatto che si tratti di un sistema di dissipazione del tutto passivo. Il retro contiene l'elettronica ed è stato sapientemente celato in piena vista grazie all'applicazione di una matrice di LED RGB compatibile con Aura Sync.
Altri aspetti particolarmente utili di questo monitor, che contribuiscono a migliorare una già solida esperienza, riguardano il formato del display e come questo venga sfruttato.

Grazie all'integrazione di KVM Switch, infatti, è possibile utilizzarlo contemporaneamente con due output differenti, ad esempio due PC o un PC e una console, sia con Picture In Picture che con Picture By Picture, permettendo all'utente di scegliere posizione e proporzioni dei due ingressi video tra una serie di impostazioni predefinite.

Ben poco da dire sui preset, stratificati e pensati per situazioni di gioco o d'uso differenti. Senza troppe sorprese, la sRGB Calibrated Mode pecca per luminosità, mentre la Modalità Gara è quella che abbiamo preferito per un utilizzo più trasversale.
Solita ottima esperienza con l'OSD ROG, formula vincente che coniuga praticità d'uso e immediatezza. Il joystick ha quattro azioni rapide, una "sprecata" per duplicare il click centrale che apre il menu principale, mentre il selettore degli input gode di un tasto completamente dedicato.

Capitolo prezzo. Il pacchetto completo ha un costo di circa 1.350 euro: una cifra importante, che trova una giustificazione nell'evidente passo in avanti compiuto in termini di luminosità e refresh rate. Tuttavia, dovrà scontrarsi con un'agguerrita concorrenza, fatta non solo di monitor della precedente generazione ormai stabilmente al di sotto dei 1.000 euro, ma anche e soprattutto delle Smart TV da 42 pollici, che ben si prestano a un più classico utilizzo da divano ma che non disdegnano una collocazione anche sulle scrivanie più spaziose.

ROG Swift OLED PG34WCDM Il ROG Swift OLED PG34WCDM è un ottimo monitor da gaming dotato di pixel autoilluminanti. L'utilizzo della tecnologia MLA consente di compiere un passo in avanti notevole nei confronti della precedente generazione, soprattutto in termini di luminosità, ma anche la resa dei colori risulta molto buona anche a piena illuminazione. Si difende bene per scheda tecnica e funzionalità ed è un monitor completo sotto ogni punto di vista. Una proposta premium anche nel prezzo: 1.350 euro non sono pochi per un'evoluzione che rispetto allo scorso anno è stata molto lineare e che probabilmente non riuscirà a convincere proprio tutti gli appassionati.

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