RTX 4070 Founders Edition Recensione: si può giocare in 4K a 200W?

NVIDIA prosegue sulla sua strada, sia filosoficamente che a livello tecnologico: la RTX 4070 lo riconferma e l'arma più affilata è sempre il DLSS3.

RTX 4070 Founders Edition Recensione: si può giocare in 4K a 200W?
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Alzi la mano chi si aspettava, all'inizio di questa generazione, qualcosa di diverso da parte di NVIDIA: nel bene o nel male, però, il team verde non ha mai smesso di sorprendere e da ormai tre generazioni il suo focus si è decisamente spostato su un'altra dimensione.
Se rivaleggiare in raster non è più una priorità, c'è da dire che con Ampere ci siamo ritrovati tra le mani uno dei balzi generazionali più importanti di sempre per questo segmento.
Forse è anche in virtù di tale bias che una buona fetta di pubblico si è detta delusa dalle prime uscite della Serie 40 di NVIDIA per la gamma GeForce RTX.
Nonostante ciò, l'azienda ha proseguito con imperturbabile coerenza sulla nuova lineup offrendoci un prodotto che guarda finalmente a una fetta più ampia di pubblico, spostandoci nella fascia medio-alta e con un prezzo che tra l'altro si è rivelato più basso del previsto: la RTX 4070 si acquista a 669 euro, traduzione ufficiale dei 599 dollari chiesti per il mercato statunitense.

Punti di vista

Partiamo proprio dal prezzo: come già accennato in apertura, è arrivato il momento di riflettere in maniera più ragionata proprio sui costi e sulla collocazione, poiché la Serie 30 di NVIDIA è arrivata sul mercato con dei prezzi eccezionali e un cambio di passo mostruoso rispetto alle RTX Serie 20.

Turing, infatti, per certi versi rappresenta in maniera più fedele (al netto della crisi, dell'inflazione e della nomenclatura, visto che la classe 90 non esisteva affatto) quanto proposto con le RTX Serie 40.
Il rapporto prezzo/prestazioni di Ampere era stupefacente già in partenza (nonostante poi la pandemia ci abbia messo del suo per complicare la situazione) e già all'annuncio, due anni fa, sarebbe stato difficile credere a una replica, anche con tutto l'ottimismo del caso, trattandosi effettivamente di un netto punto di rottura.
Sarebbe opportuno, quindi, tornare a collocare le varie generazioni ai loro posti di competenza, per quanto questo discorso possa non trovare tutti d'accordo: la Serie 30 è stata un'eccezione sotto tutti i punti di vista, dal MSRP impossibile alla disponibilità pressoché nulla. Ada Lovelace guarda a un passato più "tradizionale" e non è un caso che la RTX 4070 sia collocata esattamente allo stesso punto prezzo della RTX 2070 (con i suoi 649 euro).

Ampere, invece, post aggiornamento proponeva la RTX 3070 a 549 euro, la RTX 3070 Ti a 649 euro e la RTX 3080 a 759 euro: con questi numeri, risulta abbastanza semplice immaginare dove andremo a parare in termini di prestazioni.
La RTX 3080 sarà la scheda di riferimento, così come nella recensione della RTX 4070 Ti abbiamo puntato alla RTX 3090, ma è arrivato il momento di guardare com'è fatta questa nuova scheda video.

Scheda tecnica e design

La RTX 4070 arriva sul mercato con chip AD104-250, equipaggiata con 5888 Core CUDA e 46 RT Core. Le frequenze operative dichiarate sono di 1.920 MHz di base e 2.475 MHz in boost.

Capitolo memoria, sulla RTX 4070 Ti si è detto tutto e il contrario di tutto.
In questo caso ci sarà meno da recriminare in ragion del prezzo, ma permane un piccolo rischio collo di bottiglia in qualche frangente, sebbene qui tali limitazioni possano essere più coerenti con le potenzialità massime della GPU. A ogni modo, abbiamo a disposizione 12 GB di memoria GDDR6X (che per una classe 70 non sono affatto male) su bus a 192-bit, per una banda totale di 504 GB/s, circa il 20% in meno rispetto alla 3070 Ti ma in netto vantaggio sul modello "liscio" che invece proponeva memorie più lente a parità di bus.
Ci sarà da aspettarsi qualche possibile intralcio a risoluzioni particolarmente elevate, ma non riteniamo che ciò si rivelerà davvero determinante per trarre le conclusioni.

La Founders Edition si discosta nettamente dalle linee della RTX 3070 ricalcando invece quelle della RTX 3080 in maniera inequivocabile, ma con due importanti differenze.
Le ventole sono più grandi e passano da 85 a 90 mm, con 7 pale più grandi invece di 9, sia sul fronte che sul retro. Al contrario, le dimensioni della scheda sono state compresse e si passa dai 285 mm di lunghezza della RTX 3080 ai 242 della 4070, pur conservando il medesimo spessore.

Rispetto alla RTX 3070, invece, le ventole sono alternate e non più entrambe sul fronte, mentre le dimensioni sono sovrapponibili. Non ci sono LED a impreziosire il tutto.
Siamo di fronte a una scheda davvero compatta, perfetta per sistemi SFF a basso litraggio.

Obbiettivo 1440p, o forse no?

Prima di parlare di gaming abbiamo deciso di scaldare i motori con qualche attività leggermente fuori dalla nostra comfort zone con riferimento alla produttività e abbiamo ritenuto che fosse giunto il momento di mostrare anche le potenzialità del dual encoder di NVIDIA, soprattutto in virtù del prezzo di partenza della scheda, che la rende molto ghiotta per un utilizzo più trasversale e quindi anche per il video editing e lo streaming.

TIMESPY EXTREME

PORT ROYAL

Abbiamo optato per un breve progetto in 8K (totale 60GB) da dare in pasto a DaVinci Resolve, sia in H.265 che in AV1.
A parità di standard, quindi con H.265, abbiamo sperimentato una riduzione nei tempi tra il 20 e il 30% confrontando la RTX 3080 e la RTX 4070, sia in 4K che in 8K.
La RTX 3080 ha impiegato 33 secondi per un output 4K su una clip da 44 secondi a 30 FPS, mentre in 8K sono stati necessari 1 minuto e 58 secondi. La RTX 4070 ci ha messo rispettivamente 24 secondi e 1 minuto e 27 secondi, ripetibili anche in successivi e identici test.
In AV1, la stessa clip ha richiesto 25 secondi in 4K e 1 minuto e 34 secondi in 8K.

Nella nostra prova abbiamo utilizzato la classica configurazione di benchmark composta da un Ryzen 7 7700X su Taichi X670E e 32 GB di RAM DDR5-5200.
Passando ai benchmark sintetici, Port Royal colloca le due schede grossolanamente sullo stesso livello, con un vantaggio trascurabile di circa 400 punti per la RTX 3080. Identica la situazione su TimeSpy Extreme, dove lo scarto è ancora più risicato.

Per l'occasione abbiamo deciso di fare qualche misurazione in più del solito, cercando sia di valutare le prestazioni in raster che inserendo la variabile Ray Tracing, oltre alle dovute analisi sul DLSS e sulla nuova tecnologia di Frame Generation.

Su Cyberpunk 2077 con illuminazione in tempo reale le due schede si equivalgono a tutte le risoluzioni, nonostante in raster la RTX 3080 abbia un leggero spunto in più: l'apporto dei nuovi RT Core è quindi sensibile, mostrando performance appaiate soprattutto in questo frangente.

In DLSS 2, invece, la 4070 tende a lasciare qualcosina per strada. Il boost fornito dal DLSS3 invece rende giocabile l'ingiocabile, portando il gioco di CD Projekt maxato in Ray Tracing alla bellezza di 72 FPS in 4K (la RTX 3090 Ti con il DLSS 2 non arrivava neanche a 50).
Per molti questo dato sarà insignificante, forse, ma suggeriamo anche ai più scettici di dare un'occasione a questa tecnologia: del resto, se persino AMD sta lavorando sull'interpolazione dei frame con FSR3 ci sarà un motivo (nonostante NVIDIA disponga in tandem anche di Reflex per abbassare la latenza complessiva e compensare il ritardo).
Molto simile anche ciò che abbiamo ottenuto su Marvel's Spider-Man Miles Morales, dove però non è presente un tool di benchmark che permetta di standardizzare i framerate: con un percorso standard di roaming tra i grattacieli i punteggi sono stati simili, con la 4070 sempre in leggero vantaggio in DLSS 2 e ancor di più in DLSS3.

Se ci spostiamo su titoli differenti, la situazione tende a essere mutevole: su Forza Horizon 5 senza Ray Tracing e a risoluzione nativa, per esempio, la 4070 tende ad andare meglio dell'avversaria Ampere, mentre su Horizon New Dawn in 4K soffre decisamente di più.

Discorso a parte per FarCry 6 dove il punteggio in UltraHD non è del tutto paragonabile seppur simile, poiché la RTX 3080 con i suoi 10 GB non è in grado di sopportare il peso delle Texture HD mentre la RTX 4070 trae enorme beneficio dai 12 GB totali

Quello della memoria è un fattore che probabilmente su questa fascia assume ancora più significato, dove la quantità può fare la differenza quanto la sua portata in termini di banda.
In questa prima finestra di 2023 già diversi titoli hanno iniziato a saggiare la soglia degli 8 GB, talvolta anche superandola (come mostrato nella prova di Resident Evil 4 Remake PC, in cui sotto i 12 GB è praticamente impossibile giocare in Ray Tracing "maxato" per saturazione e conseguenti crash).

Allo stesso modo, però, in ottica longevità forse sarebbe stato più opportuno optare per un bus a 256-bit con memorie più veloci, ma solo il tempo potrà dirci se questo aspetto si rivelerà davvero determinante e soprattutto questo discorso vale molto più per la RTX 4070 Ti.
Tenendo a mente che si tratta di una scheda pensata per il gaming a 1440p e non per il 4K, tuttavia, pensiamo che la scelta di NVIDIA di scendere a qualche compromesso per contenere il prezzo non sia stata sbagliata.

Temperature e consumi

Passiamo ora all'atteggiamento della scheda, ai suoi consumi e alla sua rumorosità.
Se per presenza scenica non siamo troppo lontani da quanto già visto con la Serie 40 (font incluso), la sua compattezza la rende molto interessante per soluzioni mini-ITX particolarmente estreme con una clearance molto contenuta.
Come spessore lei rimane perfettamente a filo dei due slot, mentre la lunghezza ridotta all'osso farà il resto.

Questo non comporta però un atteggiamento molto diverso rispetto alle sue sorelle maggiori, che per dimensioni non lesinavano affatto.
Anche la RTX 4070 è una scheda discreta e ben dissipata, riuscendo a mantenersi entro i 65 °C anche in gioco (di contro, la RTX 3080 si aggira dalle parti dei 75). Quanto ai consumi, si rimane saldamente ancorati alle specifiche, con picchi intorno ai 192 W, per un'efficienza indiscutibile (la RTX 3080 arriva facilmente a 300W).

NVIDIA GeForce RTX 4070 La generazione di rottura è ormai passata e dopo due anni siamo al giro di boa di una next-gen che si sta rivelando concettualmente molto diversa. Dopo la potenza bruta, era evidentemente giunta l’ora dell’efficienza con una famiglia di schede video che puntasse su un apporto ancora più spinto delle tecnologie accessorie, con consumi e temperature ridotti all’osso e prodotti che già in partenza non potevano replicare quel salto generazionale oggettivamente troppo elevato compiuto da Ampere. La RTX 4070 è una scheda ottima per il prezzo a cui viene proposta. Non è più il 2020 e tutti gli eventi che hanno caratterizzato gli ultimi tre anni non possono essere cancellati con uno schiocco di dita. I tempi della classe 70 a “500” sono finiti, anche se per l’Europa non ci sono praticamente mai stati.