Samsung HW-Q950T Recensione: soundbar con Dolby Atmos e tanta tecnologia

La soundbar Samsung HW-Q950T è uno dei più completi sistemi audio, compatibile anche Dolby ATMOS e DTS:X per un coinvolgente spettacolo 9.1.4 canali.

Samsung HW-Q950T Recensione: soundbar con Dolby Atmos e tanta tecnologia
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La HW-Q950T è la più ambiziosa soundbar prodotta da Samsung, particolarmente adatta a televisori con dai 50" a salire. In effetti chiamarla soundbar è piuttosto riduttivo, non fosse altro per la presenza di altri tre apparati Bluetooth: un subwoofer e due satelliti per gli effetti posteriori.
Una configurazione 9.1.4 totali che può sfruttare codifiche avanzate, dal Dolby ATMOS al DTS:X. Rispetto al precedente HW-Q90R è inclusa la funzionalità Q Symphony e Tap Sound sviluppati da Samsung, c'è anche Amazon Alexa e stavolta non manca nemmeno l'audio di ritorno eARC.

Design e sistemi di controllo

HW-Q950T mostra un elegante cabinet, ridisegnato rispetto ai precedenti modelli, posizionabile anche di fronte al TV a patto che quest'ultimo sia poco più alto di 69,5 mm. É ricoperta di un tessuto nero Kvadrat, contribuendo a dare un aspetto moderno, tecnologico e di classe. Le staffe per il montaggio a parete sono incluse e le dimensioni sono di 123,2 cm di larghezza e 138 mm di profondità, con un peso della sola soundbar di 7,1 Kg. In genere le soundbar tendono a posizionare il display per il controllo frontalmente per un feedback più immediato, ma non in questo caso vista la discutibile della collocazione sul lato superiore.

Di fatto ciò rende molto difficile cogliere le informazioni che scorrono su di esso, dato che risulta anche avaro quanto a dimensioni e numero di caratteri visibili nello stesso momento. Per giunta i comandi fisici, sempre sul lato superiore, sono di colore scuro su tessuto nero, impossibili da vedere al buio. A questo però si può sopperire con il completo telecomando, purtroppo non retroilluminato, con elemento circolare di navigazione che incorpora anche il controllo play-pausa, impostazione alti e bassi, volume, grado di intervento subwoofer, selezione sorgente, accoppiamento Bluetooth, preset e modalità audio.
Il controllo è possibile anche attraverso Alexa e l'app SmartThings, installata di default negli smartphone Samsung ma scaricabile anche dagli altri telefoni Android e da iPhone. I comandi offrono funzioni aggiuntive in base a quanto tempo li si tiene premuti: con cinque secondi sul pulsante Woofer si disabilita la gestione della soundbar tramite televisore Samsung ad esempio.

Funzionalità

I preset disponibili comprendono "Standard", "Surround", "Game Pro" e "Adaptive Sound". "Standard" decodifica ma non interviene sul suono, "Game Pro" e "Surround" sono entrambe efficaci, dove la prima delle due enfatizza con ulteriore energia l'intero spettro frequenze.

Più bilanciato e pronto a caricare con più congeniale enfasi è il "Surround", da impiegare in presenza di qualsiasi codifica sfrutti tutti i canali disponibili oltre i due stereo musicali. L'Adattiva infine analizza il segnale ottimizzandolo in tempo reale con una redistribuzione anche qui legata alle scelte degli ingegneri della californiana Audio Lab, di proprietà Samsung, sfruttando anche gli speaker posteriori. Da non sottovalutare l'app SmartThings, che semplifica le operazioni di configurazione e da accesso a molteplici servizi di streaming tra cui Spotify, TuneIn, Deezer, Samsung Music, Amazon Music e certo non ultima Apple Music.

Ricordiamo la compatibilità per formati audio FLAC, ALAC, AIFF, WAV, AAC ed MP3, con fruizione audio ad alta risoluzione fino a 24 bit / 192 kHz.
Il subwoofer attivo non si discosta dal modello precedente, con accordo bass-reflex posteriori, driver da 8" pollici e medesimo tessuto nero Kvadrat. Il livello di ingombro è relativo: è largo 21 cm, alto 40,3 cm e profondo 40,3 cm, per 9,8 Kg di peso.
Per ottenere i fatidici 9.1.4 canali vengono impiegati 14 diffusori + il subwoofer, e un totale di 20 driver e 546 Watt di amplificazione. Al solito le due unità posteriori vanno posizionate in misura equidistante dal punto di ascolto, ricordando di lasciar libero di 'guardare' verso l'alto anche il lato superiore. Solo in tal modo si potrà dar sfogo alla diffusione degli elementi a riflessione verticale per codec a oggetti; in misura non dissimile lavora anche la soundbar, non solo verticalmente tramite due specifici altoparlanti ma anche lateralmente sfruttando sempre i muri di prossimità per il rimbalzo sonoro. Frontalmente i canali centrale, anteriore destro e sinistro impiegano ciascuno un doppio woofer e un tweeter, mentre l'ingegnerizzazione ha portato allo sviluppo di specifici algoritmi di virtualizzazione del segnale.

Questi sono dedicati a seconda del canale e del relativo preset per un palcoscenico particolarmente ampio e gratificante e massima enfasi e presenza scenica con la modalità "Surround". Tra le funzioni offerte dal Q950T troviamo la "Q Symphony", proprietaria Samsung, che in presenza di un televisore (compatibile) del medesimo brand consente di sfruttare in combinata anche i diffusori del TV, con sincronizzazione di entrambi gli apparati e ulteriore carico per il fronte anteriore. Il set di terminali per il collegamento è presente nella parte posteriore, all'interno di un incavo la cui geometria durante il test ha indotto a una certa torsione della testa del connettore rispetto al cavo, a causa dell'angolazione di entrata nella porta HDMI. Affiancati e con pochissimo spazio a disposizione gli ingressi digital audio S/PDIF, 2 x HDMI 2.0 e HDMI ARC/eARC, davvero difficile pensare di riuscire a stiparli tutti senza incontrare un ostacolo fisico. L'HDMI permette un transito pulito per qualsiasi segnale video HDR, inclusi HDR-10+ e Dolby Vision.

Configurazione e prova

La configurazione è piuttosto semplice, sia con Bluetooth 5.0 per device come smartphone e tablet (Tap Sound funziona solo con apparati dello stesso brand), che il primo giro di connessioni tra le quattro unità wireless. Una volta che le spie blu hanno terminato di lampeggiare il paring è completato; anche togliendo corrente quasi non ci si accorge del riallineamento. Un sistema così sofisticato e intrigante quanto a redistribuzione del suono meritava però un ulteriore sforzo quanto a calibrazione.
A questi livelli pareva lecito un sistema di correzione automatica in base ad assorbimento / riflessione del locale, per cui ci si ritrova a fare i conti con eventuali tendaggi, controsoffitti, tappeti e qualsiasi elemento presente e potenzialmente 'nocivo' al risultato finale. Un microfono esterno da collocare dove siede l'ascoltatore avrebbe fatto un'enorme differenza, favorendo la percezione dei 9.1.4 canali. La soluzione sarebbe quella di agire manualmente con un misuratore di pressione sonora, applicazione dedicata e segnali audio test intervenendo tramite SmartThings per uno spettacolo più equilibrato, ma si tratta di un precedimento che in pochi saranno in grado di fare.

Benché il gaming offra più di uno spunto indipendentemente dal materiale audio, i risultati più eclatanti si raggiungono con codec audio come ATMOS e DTS:X. Le prove con dischi UHD hanno dimostrato sensibilità e capacità di instradare con precisione e grande resa i molteplici canali.

Chi ha esperienza di ascolto tramite veri canali verticali non griderà al miracolo, ma se il soffitto non è troppo alto il risultato è assicurato. L'impiego anche con musica e parlato è favorito da profili bilanciati, senza distorsioni anche a volumi elevati, mentre si fa sentire l'assenza dell'ascolto "notturno", col tipico preset volto a rendere intellegibili i dialoghi e tagliare i bassi. Il profilo sonoro neutro ed equilibrato è adatto alla maggior parte dei generi musicali, agendo tramite l'equalizzatore grafico per ulteriore finitura. L'ascolto è gradevole anche solo per programmi stereofonici, via preset "Standard", mentre l'adattiva rielabora anche la stereofonia di qualsiasi programma televisivo riproponendolo con una gradevole distribuzione. E' con la modalità "Surround" che il divertimento raggiunge il culmine, anche con codifiche più 'semplici' come il Dolby Digital e il DTS lossy. Qualsiasi programma non solo su disco fisico ma anche in streaming diventa uno spettacolo che migliora l'immagine sonora quanto quella video vera e propria.

Samsung HW-Q950T Benché ci siano margini di miglioramento, al momento questa è una delle migliori soundbar in circolazione. L'unico vero competitor è l'Ambeo Soundbar di Sennheiser dove però vanno aggiunti altri 1.500 euro, rispetto ai 1.100 euro richiesti per la Samsung HW-Q950T. Entrambe rappresentano la migliore soluzione per chi desiderasse un suono efficace con eccellenti algoritmi di virtualizzazione. La Q950T offre canali surround laterali di sostanza, il palcoscenico anteriore è ampio, il sub sa essere anche molto aggressivo e i driver up-firing contribuiscono fattivamente all'ampiezza. Vale la pena sottolineare che il risultato può essere molto elevato purché ci siano le giuste condizioni di distanza tra il punto di ascolto, le unità e le pareti riflettenti. All'appello mancano Apple AirPlay e Google Chromecast, ma soprattutto un microfono esterno per la taratura fine. Tuttavia, per chi ama il multicanale questa soundbdar con 9.1.4 canali non mancherà di colpire nel segno.

8.3