Samsung Odyssey G7 Recensione: il monitor da gaming QLED ultra curvo

La nuova gamma di monitor da gaming di Samsung è curata nell'aspetto e offre un'ottima esperienza di gioco, anche a refresh rate elevati.

recensione Samsung Odyssey G7 Recensione: il monitor da gaming QLED ultra curvo
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Samsung ha realizzato degli ottimi monitor da gaming negli ultimi anni. Impossibile dimenticare il CHG90, uno schermo unico nel suo genere e di cui non vediamo l'ora di provare la sua attuale evoluzione, che prende il nome di Odyssey G9. Oggi però parleremo della gamma "entry level" dell'azienda coreana, abbiamo usato le virgolette perché si tratta comunque di monitor di fascia alta, ma restano la proposta di ingresso all'offerta Samsung nel campo dei monitor da gaming per questo 2020.
Gli Odyssey G7, disponibili nelle varianti da 27 e 32 pollici con un prezzo 699 e 899 euro, sono degli schermi dalle specifiche complete quasi di tutto, che si posizionano appena al di sotto del segmento enthusiast e che offrono ottime prestazioni nell'utilizzo quotidiano e nel gaming.

Design

Samsung ha curato in modo particolare il design dell'Odyssey G7. Abbiamo provato la variante da 32 pollici e la prima cosa che si nota, una volta tolto dalla scatola, è l'elevata qualità costruttiva. La plastica regna sovrana sulla scocca, come sempre del resto nei monitor, ma si tratta di un materiale che al tatto trasmette subito ottime sensazioni. Le cornici frontali sono ridotte su tre lati ma anche la parte posteriore è stata realizzata molto bene, un particolare che anche sui monitor di fascia alta è spesso messo in disparte. La scocca posteriore ha una texture particolare che colpisce l'occhio e continua fino alla parte inferiore del monitor, dove due elementi dotati di led riprendono le forme delle prese d'aria di una vettura. Samsung è riuscita a realizzare un design aggressivo ma non troppo e in cui l'illuminazione LED è presente ma mai fastidiosa.

Oltre ai due elementi illuminati sul frontale anche la zona di ancoraggio del piedistallo è dotata di LED di illuminazione configurabili con diversi effetti. L'illuminazione, disattivabile, permette di avere un impatto visivo ancora più forte e funziona bene, una pecca è che non è possibile sincronizzarla con altri sistemi già presenti sul computer, come ad esempio mouse e tastiera.
Il supporto permette di ruotare il monitor, di alzarlo e abbassarlo e di inclinarlo verso l'alto e verso il basso, tutto quello che serve per il suo corretto posizionamento.

A proposito di posizionamento, la curvatura molto accentuata, con un raggio di 1000R, da un lato aumenta l'ingombro in profondità, dall'altro però riduce lo spazio occupato in orizzontale. Il risultato è che l'Odyssey G7 è più semplice da piazzare su una scrivania e sembra più piccolo di quello che in realtà è.
Sul fronte connessioni non manca nulla, troviamo infatti due Display Port 1.4 e una HDMI 2.0, insieme all'uscita per le cuffie e a due USB 3.0.

Specifiche tecniche

Samsung ha sposato da tempo i pannelli VA per i suoi monitor da gaming e anche questo G7 non fa eccezione. A nostro avviso gli schermi VA sono i migliori oggi per la realizzazione di monitor da gaming, perché a fronte di un angolo di visione più basso rispetto agli IPS offrono neri più profondi e un maggiore contrasto, caratteristiche più importanti per un monitor, visto che si osserva da vicino e frontalmente. Bisogna poi considerare che, a dispetto delle specifiche, che come vedremo collocano l'Odyssey nel mondo degli eSport, in un contesto d'uso reale non si gioca solo a CSGO ma si utilizza il monitor anche per titoli in single player, dove un maggiore contrasto e una buona gestione dell'HDR migliorano l'esperienza di visione.
L'Odyssey è dotato di certificazione HDR600, non la più alta disponibile ma comunque in grado di gestire questo formato discretamente, grazie anche al pannello a 10 bit (8 bit + FRC) con Quantum Dot. Meglio però attivare l'HDR solo all'occorrenza, perchè il supporto di Windows 10 per questo formato continua a essere insoddisfacente. Chi è in cerca di un refresh rate elevato non avrà problemi, grazie al pieno supporto ai 240 Hz, anche per questo Samsung ha optato per una risoluzione di 2560x1440 pixel.

Già così è difficile sfruttare il refresh rate, per generare 240 fps serve un hardware molto potente e bisogna fare compromessi con risoluzione e livello di dettaglio, ma per chi gioca a titoli competitivi la possibilità di raggiungere questo target è sicuramente un plus.
Odyssey G7 è anche compatibile con G-Sync e Freesync, con un input lag dichiarato di 1 ms a 240 Hz e di 5 ms a 144 Hz. Non abbiamo strumenti in grado di verificare questi dati, resta il fatto che il monitor, durante le nostre prove, si è dimostrato sempre molto reattivo, a conferma della vocazione "sportiva" di questo display.

OSD e prova

La gestione dello schermo avviene tramite un OSD dalla grafica curata e con diverse impostazioni per personalizzare il display. Molti monitor da gaming utilizzano un piccolo stick analogico per spostarsi nelle impostazioni e anche l'Odyssey ne ha uno, posizionato nel bordo basso al centro della scocca. Una collocazione piuttosto comoda e che permette di spostarsi rapidamente nei menù. Il monitor arriva con il preset custom già impostato, all'interno del menù si può osservare anche il report di calibrazione, che indica un dE sul colore di 5, un valore che abbiamo riscontrato anche nelle nostre rilevazioni. Non è eccezionale ma comunque adatto all'utilizzo in ambito gaming, dopo la calibrazione abbiamo raggiunto livelli di assoluta eccellenza, portando il dE a scende sotto a 3, in linea con i valori di riferimento. Con il preset cinema abbiamo rilevato invece un dE di 2.2 senza toccare alcuna impostazione, ma in questo caso si perde la possibilità di accedere ad alcune funzioni specifiche legate al gaming.

A proposito di funzioni, dal menù si può impostare il Black Equalizer per gestire la luminosità nelle zone più scure dello schermo. Lo scopo è quello di rendere più luminose le aree in cui un avversario può nascondersi nel buio, facilitando la sua individuazione durante gli scontri in multiplayer. Abbassando il valore di questa impostazione le zone d'ombra diventano nettamente più luminose, a discapito ovviamente della fedeltà di riproduzione del contenuto, ma si tratta di un vantaggio evidente durante il gioco.
Sempre dal menù si possono selezionare diversi livelli per il local dimming, limitato dall'assenza della retroilluminazione Full Led ma comunque presente. Si può spegnere o impostare in modalità automatica, che lo attiva solo in presenza di contenuti HDR per aumentare il contrasto, oppure lasciarlo sempre abilitato.

In questa fascia di prezzo non esistono monitor Full Led, nel caso dell'Odyssey i led sono collocati tutti nel bordo basso. Samsung ha svolto un buon lavoro nel contenere il backlight bleeding con local dimming attivo, concentrato tutto nella zona bassa dello schermo a ridosso dei led. In una stanza illuminata passa inosservato, al buio e un con test pattern apposito invece si nota, ma sono condizioni che difficilmente si verificano in un reale contesto di gioco.

I limiti della retroilluminazione Edge Led rimangono, ma la casa coreana è riuscita a ridurli rispetto ad altri monitor che abbiamo provato in questi anni.
L'esperienza di gioco offerta dalla curvatura accentuata dell'Odyssey G7 è particolare e porta un maggiore senso di coinvolgimento, di fatto si è quasi avvolti dalle immagini. I monitor sono rimasti gli ultimi schermi a sfruttare questa tecnologia, che può piacere o meno, ma è sicuramente funzionale in questo ambito a dispetto di quello TV.

Samsung Odyssey G7 Il monitor Odyssey G7 è un prodotto ben realizzato e adatto a tutti i gamer in cerca di un display in grado di raggiungere i 240 Hz. Questa caratteristica, unita alla risoluzione QHD, porta il prezzo a 899€, per cui se pensate di non sfruttarli in alcun modo, meglio andare su display da 144Hz, decisamente più economici. La corsa agli Hz, a dispetto di quanto si possa pensare, ha un senso ma solo per un target ben specifico, ovvero i giocatori in cerca del minor tempo di risposta possibile, l’Odyssey G7 è quindi ideale per i titoli competitivi, non a caso è stato scelto come monitor per gli allenamenti del team T1 in Corea. Il display di Samsung non è solo veloce però, offre anche una qualità di immagine molto buona e una calibrazione di fabbrica discreta, che diventa eccezionale una volta tarata a puntino.

8.5