Samsung Q85R Recensione: la retroilluminazione Full LED fa la differenza

Posizionato appena sotto il top di gamma 4K Q90R, il nuovo Q85R porta novità importanti nella gamma di TV QLED 4K di Samsung.

recensione Samsung Q85R Recensione: la retroilluminazione Full LED fa la differenza
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Samsung vuole spingere la tecnologia LCD oltre i suoi limiti. Ogni anno con l'arrivo dei nuovi televisori i miglioramenti sono palpabili, ma con la gamma 2019 la casa coreana è riuscita a colpire esattamente dove le critiche si sono fatte più dure in passato: gli angoli di visione e la resa dei neri. Già nel nostro primo contatto con i nuovi televisori avevamo notato fin da subito un netto miglioramento, anche nei confronti del precedente top di gamma, l'ottimo Q9F, e dopo aver passato qualche settimana in compagnia del Q85R non possiamo che confermare le prime impressioni.
Samsung Q85R è una proposta di fascia alta ma non certo la migliore nel nuovo listino Samsung, che trova nel Q90R la sua punta di diamante, nonostante questo siamo di fronte a un televisore in grado di regalare grandi soddisfazioni, tecnologicamente avanzato e dotato di soluzioni uniche nel panorama TV, come il box per le connessioni esterno. Difetti? Sicuramente il prezzo, ma la tecnologia LCD per rendere bene necessita di accorgimenti costosi, retroilluminazione Full LED su tutti.

Design minimale e cornici sottilissime

Samsung ha puntato ancora una volta sul minimalismo con il Q85R, un minimalismo solo apparente però. Visto di fronte il Q85R genera un muro di immagini, una sensazione accentuata dalla cornici in metallo che circondano il pannello, molto sottili. Una volta acceso il televisore sembrano quasi scomparire, merito anche dell'ampia diagonale da 65 pollici del modello utilizzato per la prova, che occupa bene il campo visivo. Lo spessore del pannello non è ovviamente quello di un OLED, la retroilluminazione Full Led occupa spazio, impossibile chiedere di più sotto questo aspetto, ma non da alcun fastidio, nemmeno installando il televisore a muro, grazie agli accorgimenti presi da Samsung.
Il One Connection Box visto in passato ritorna anche in questo Q85R ed è una vera manna dal cielo per chi desidera un'installazione il più pulita possibile e libera da cavi. Al televisore arriva un unico cavo trasparente, solido e facilmente occultabile. La scocca posteriore del pannello offre delle guide per instradare il cavo verso la connessione, da cui passano sia i segnali audio-video che l'alimentazione. Con i giusti accorgimenti e possibile realizzare un'installazione a regola d'arte, senza cavi visibili intorno al TV, un vantaggio non da poco e soprattutto unico nel suo genere, visto che solo Samsung offre questa tecnologia.

Le connessioni sono presenti in grande quantità nel One Connection Box, mancano però le HDMI 2.1. Samsung ha inserito comunque il Freesync per il refresh rate variabile, niente eARC però, tecnologia che permette il trasferimento dei segnali Dolby Atmos verso una soundbar esterna senza il bisogno di un sintoamplificatore. Ci sono quindi 4 HDMI 2.0 e tre porte USB, oltre al Wi-Fi e al Bluetooth.

Sempre a proposito di design è impossibile non parlare della ambient mode, una funzionalità unica presente nei televisori Samsung. Una volta messo in stand by, il TV può infatti mimetizzarsi con l'ambiente circostante: partendo da una foto della parete sul retro del televisore questa viene ricreata sullo schermo, offrendo un continuum visivo dall'ottimo impatto. Ci sono diverse modalità di funzionamento, con cui mostrare immagini personali, opere d'arte o anche informazioni come l'ora e la data.

Un netto miglioramento rispetto al passato

Il Q85R è disponibile nei tagli da 55 e 65 pollici (per la prova è stato utilizzato il 65"), con risoluzione 4K e supporto agli standard HDR10, HLG e HDR10+, niente Dolby Vision. Samsung si è schierata totalmente dalla parte dell'HDR10+, non implementando il Dolby Vision in nessuno dei suoi televisori. In un mercato che vede Netflix come principale attore nel settore dello streaming video questa non è una buona notizia, perchè Netflix ha scelto proprio il Dolby Vision per distribuire contenuti con metadati dinamici. Amazon Prime Video invece utilizza l'HDR10+, per cui è a questo, e agli Ultra HD Blu Ray già usciti con questo formato, che bisogna guardare per la massima qualità di visione.
Rispetto al precedente Q8F del 2018 all'interno è cambiato praticamente tutto. Addio alla retroilluminazione Edge Led e largo a quella Full LED, un passo in avanti notevole per migliorare la gestione della luce. Non ci sono dati ufficiali sul numero di zone gestite dal local dimming, in via ufficiosa però il loro numero dovrebbe essere pari a 96, un dato positivo ma molto inferiore a quelle del top di gamma Q90R, che dovrebbe averne 480.

Rinnovato completamente anche il processore di immagine con il passaggio al nuovo Quantum 4K, derivato direttamente da quello disponibile nei modelli 8K. L'upscaling dei contenuti è eccellente a partire da quelli in SD, del resto uno dei focus principali del processore Quantum è proprio quello di adattare video in bassa qualità a risoluzioni e diagonali elevate, in questo contesto il lavoro svolto è ottimo e riesce a tirare fuori il meglio anche da video in 480p, grazie a degli algoritmi di upscaling piuttosto invasivi ma indispensabili in certi casi. Interessante anche la gestione del local dimming, non disattivabile completamente, anche questa demandata al processore Quantum 4K e a nuovi algoritmi decisamente più efficaci che in passato.

La retroilluminazione Full LED e i nuovi algoritmi che la gestiscono hanno portato vantaggi evidenti fin dal primo sguardo, con benefici sulla profondità del nero e soprattutto sul blooming. Il Q85R si avvicina ora molto di più al Q9F, top di gamma dello scorso anno, a livello di profondità dei neri, ma con una migliore gestione della luce emessa dai LED.
Il blooming, l'alone luminoso che si osserva sui televisori LCD quando un soggetto in primo piano viene rappresentato su sfondo scuro, è stato ridotto fino a quasi a scomparire. Solo in condizione estreme, ad esempio in presenza di sottotitoli, se ne può osservare la presenza, ma bisogna prestare attenzione per farlo. Spostandosi di lato diventa più evidente ma se si cerca la qualità una posizione di visione centrale è quella più indicata.

Non abbiamo invece osservato fenomeni di backlight bleed durante la visione di contenuti, merito della retroilluminazione Full LED, che permette una gestione nettamente più fine della luce. Un paragone con un TV OLED è obbligatorio in questo caso: in quanto a intensità dei neri è difficile notare differenze, a mancare sono i dettagli nelle zone di confine, dove il nero diventa meno intenso. In questo caso i dettagli visualizzati sono inferiori, un nervo scoperto della tecnologia LCD molto difficile da colmare, anche in presenza di più zone per la retroilluminazione.

In compenso il Q85R regala una luminosità di picco semplicemente inarrivabile per un OLED attuale, che si nota tutta durante la visione di contenuti HDR. Samsung ha adottato un profilo HDR piuttosto aggressivo, che va proprio a spingere sulla luminosità massima, che supera i 1000 nits con il setting Film, il più accurato dal punto di vista della calibrazione, ma utilizzando gli altri profili si può arrivare oltre i 1500 nits, generando un contrasto tra luce e buio decisamente spettacolare.
La visione è agevolata dalla bassa riflettività del pannello, che permette l'utilizzo anche in stanze particolarmente illuminate.

Come nel caso del Q90R anche qui troviamo la tecnologia Ultra Viewing Angle, che va a limare uno dei principali difetti della scorsa generazione di TV, ovvero gli angoli di visuale ristretti. Samsung utilizza un pannello VA nei suoi televisori QLED, che offre neri più profondi rispetto agli IPS ma anche angoli di visuale ristretti. Il risultato è che spostandosi dalla posizione di visione ottimale si assiste a una variazione rilevante nella qualità di immagine.
Ultra Viewing Angle è stata creata proprio per questo e utilizza uno strato di materiale aggiuntivo tra la retroilluminazione e i cristalli liquidi per concentrare la luce in zone più piccole del pannello, abbassandone la dispersione e migliorando gli angoli di visuale. Il risultato è molto efficace e incrementa in modo sostanziale lo spazio di visione, ma c'è anche un prezzo da pagare. Luminosità di picco e contrasto sono leggermente inferiori a quelli che questo pannello potrebbe generare senza di essa, un sacrificio che Samsung ha reputato necessario per offrire angoli di visione migliori.

Game Mode, suono e software

La Game Mode dei TV Samsung 2019 è la più completa che abbiamo visto finora. Funzionalità a parte, la tecnologia LCD si adatta meglio al gaming rispetto a quella OLED: niente Burn-in, tempi di risposta molto bassi, intorno ai 14 ms nel caso di questo Q85R, e un'ottima gestione del moto rendono questo TV perfetto per il gioco. Samsung non si è limitata a questo, perchè pieno supporto è dato al refresh rate variabile con la tecnologia Freesync e ai 120 Hz in input fino alla risoluzione di 2560x1080 pixel. Più che per le console, dove solo Xbox One S e Xbox One X supportano questa tecnologia, il Q85R sembra tarato a puntino per essere connesso a un PC da gioco con scheda video AMD, che darebbe il suo meglio in questo contesto. Altra caratteristica portata direttamente dalle HDMI 2.1 è l'Auto Game Mode, che attiva automaticamente questa modalità una volta avviato un gioco.
Interessante anche il Dynamic Black Equalizer, introdotto per la prima volta con la gamma TV 2019, che rende le zone scure dello schermo più visibili, una tecnologia vista spesso nei monitor da gaming ma mai approdata su TV. Confermiamo quindi quanto avevamo scritto per il Q9F: il Q85R è uno dei migliori televisori che abbiamo provato in ambito ludico.

Sul fronte audio la proposta di Samsung non spicca dalla massa, non per demeriti, semplicemente non si distingue rispetto ad alti prodotti della categoria. Sony è riuscita a migliorare molto la qualità dell'audio da quando ha introdotto la tecnologia Acoustic Surface, vediamo se il prossimo anno anche Samsung farà il salto di qualità.

Tizen è rimasto lo stesso a livello di interfaccia e di applicazioni. Non manca nulla, da Netflix ad Amazon Prime Video tutte le principali piattaforme di streaming sono disponibili, con un'ottima velocità di navigazione tra menù. Proprio in questi giorni è arrivato un nuovo aggiornamento che integra Apple AirPlay e iTunes, che non abbiamo però fatto in tempo a provare non avendo più a disposizione il televisore per i test. Da segnalare anche l'ottimo telecomando bluetooth, rimasto praticamente identico rispetto a quello dello scorso, che funziona in simbiosi con la guida TV integrata nel software. Non essendo disponibili i classici tasti da 1 a 9 è proprio da qui che bisogna passare per cambiare canale in modo rapido. Nel nostro caso, utilizzando il digitale terrestre su decoder Sky Q, abbiamo aggirato la cosa utilizzando proprio il telecomando di Sky. Attenzione quindi se amate lo zapping, perché con questa configurazione è più lento cambiare canale.

Samsung Q85R Samsung sta migliorando la tecnologia LCD di anno in anno, ma questa volta lo stacco dalla precedente generazione è più netto rispetto al passato. Il passaggio alla retroilluminazione Full Led, che approda anche negli LCD QLED non top di gamma, ha dato i suoi benefici, così come la migliore gestione del Local Dimming data dal processore Quantum 4K. Il contrasto offerto è molto elevato, nonostante le limitazioni date dalla tecnologia Ultra Viewing Angle, che tuttavia è necessaria per aumentare gli angoli di visione. L'HDR rimane il pezzo forte dei TV Samsung, grazie a picchi luminosi molto elevati. Il Q85R è un televisore che punta più sulla spettacolarità delle immagini piuttosto che sulla fedeltà al contenuto originale e non lo nasconde. Appurato questo, il vero punto negativo rimane il prezzo di listino: servono infatti 2.998€ per il modello da 65 pollici e 2.398€ per quello da 55. Cifre molto alte e che, almeno per il 65 pollici, ritroviamo anche nei negozi fisici e online (il 55 è invece reperibile a 1999€). A questo punto non resta altro che attendere una discesa del costo della linea QLED 2019, come avvenuto in passato, che la renderebbe più accessibile donandole un miglior rapporto qualità-prezzo.

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