Samsung Q9F Recensione: la tecnologia LCD al massimo del suo potenziale

Samsung Q9F è il top di gamma della linea di televisori QLED di Samsung, un TV con retroilluminazione Full LED di alta qualità.

recensione Samsung Q9F Recensione: la tecnologia LCD al massimo del suo potenziale
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Meglio un TV LCD o uno OLED? La risposta a questa domanda è meno scontata di quanto si pensi, soprattutto dopo aver provato per un mese il top di gamma di casa Samsung, il Q9F nella variante da 65 pollici. Stiamo parlando, senza ombra di dubbio, di uno dei migliori televisori LCD oggi in commercio, un prodotto che, insieme al Sony ZF9, porta questa tecnologia a superare i suoi limiti. L'esperienza di visione fornita dal Q9F è quasi unica nel settore, visto che riesce a generare neri molto profondi ma allo stesso tempo una luminosità di picco semplicemente mostruosa. Quando si parla di TV LCD nella fascia di prezzo in cui si trova questo Samsung, disponibile a circa 2500€ nella variante da 65", molti dei preconcetti su questa tecnologia devono essere rivisti e valutati con attenzione.
Se a questo aggiungiamo un design minimale e convincente, una gestione delle connessioni assolutamente geniale e un sistema operativo veloce e pratico, allora otteniamo un televisore che merita in pieno le attenzioni che ha avuto finora e le ottime recensioni ottenute dalla stampa internazionale.

Design: minimalismo assoluto

Quando si parla di design industriale fermarsi al semplice aspetto estetico è molto riduttivo. Se dovessimo parlare solo di questo ci sarebbe molto poco da dire sul Q9F. Samsung ha infatti scelto una linea minimale, con cornici ridotte all'osso, dando massimo risalto alla cosa più importante, ovvero le immagini. Il supporto del TV è molto semplice e riprende le linee viste in altri televisori e monitor della casa coreana, non lo abbiamo apprezzato particolarmente ma si tratta di una semplice questione di gusti. A nostro avviso, il Q9F nasce per essere appeso più che appoggiato su un piano, ed è qui che entra in gioco il One Connect Box, un box esterno che contiene tutte le connessioni e parte dell'elettronica del TV. Di fatto, nella parte posteriore del pannello è presente un solo connettore, che collega il TV al box con un cavo trasparente dal diametro ridotto, che fornisce anche l'energia. L'attenzione riposta da Samsung nella realizzazione del Q9F si nota anche dai piccoli dettagli, come le due parti terminali del cavo, lungo 15 metri nel modello di prova.

La prima, che si innesta dietro al box esterno, ha uno sviluppo orizzontale, la seconda invece, che si installa dietro al televisore, si sviluppa verticalmente, in modo da occupare il minor spazio possibile e consentendo un'installazione a muro praticamente perfetta. In questo modo, liberando il televisore dai cavi, si può creare un setup estremamente pulito ed appagante visivamente. Il design industriale è anche questo, non solo estetica, ma funzionalità e praticità.

La presenza del One Connect Box per le connessioni è un plus non da poco del TV Samsung. Può essere nascosto alla vista facilmente ma anche esposto, grazie a una linea anche in questo caso molto minimale e razionale. Sul retro e sui lati sono disponibili diverse connessioni, si parte dallo slot per la cam, prese di connessione DVB-T2 e DVB-S2, uscita ottica, presa di rete, quattro HDMI di cui una con funzionalità ARC e tre prese USB. Tutte le HDMI gestiscono senza segnali 4K a 60 fps, anticipando anche una delle caratteristiche più attese delle HDMI 2.1, almeno dai gamer.

Samsung Q9F supporta infatti il Freesync, ovvero il refresh rate variabile, molto utile per abbattere tearing e stuttering durante il gioco. Se possedete una console compatibile, come Xbox One X, questo TV è uno dei pochi oggi in commercio capace di gestire questa importante funzione.

Sempre a proposito di design, decisamente riuscito è quello del telecomando, accessorio spesso sottovalutato anche nei TV di fascia alta. Quello realizzato da Samsung è interamente in metallo e sfrutta la connettività Bluetooth, per cui non serve puntarlo verso il televisore per impartire un comando. Manca il tastierino numerico, gli utenti abituati ai telecomandi tradizionali potrebbero trovare qualche difficoltà nel cambiare canale, ma la scelta fatta dalla casa coreana guarda al futuro, come del resto fa tutto l'ecosistema software di cui è dotato questo Q9F.

La tecnologia LCD spinta al limite

Come può un televisore LCD generare dei neri intensi come quelli ottenibili con il Q9F? Semplicemente, mettendo insieme le migliori tecnologie oggi disponibili, e portando alcune di esse all'estremo. Ma partiamo dal pannello, con risoluzione 4K e tecnologia QLED, di tipo VA a 10 bit, una scelta obbligata in questa fascia di prezzo, visto che un semplice schermo IPS avrebbe causato una deriva verso il grigio dei neri. Un pannello VA assicura neri più profondi, ma anche questo non può fare miracoli senza una retroilluminazione di alto livello. La casa coreana ne ha utilizzata una Full Led, coadiuvata da un local dimming piuttosto aggressivo, non disattivabile. Particolarità del sistema di retroilluminazione è l'enorme numero di zone da cui è formato, non si conosce la quantità precisa ma dovrebbero essere circa 500. Tutto questo porta il prezzo di vendita a salire purtroppo, ma si tratta dell'unico modo per spingere davvero al suo limite la tecnologia LCD, aumentando il contrasto e riducendo al minimo l'effetto blooming, eliminando anche il fastidioso backlight bleeding.

Per quanto riguarda il contrasto, con local dimming impostato al massimo può raggiungere quasi i 20.000:1, un valore incredibile per un televisore LCD, anche se molto inferiore rispetto a quello ottenibile da un pannello OLED. Dati a parte, nella pratica questa differenza diventa evidente solo guardando il televisore in una stanza completamente buia. In questo contesto di visione i neri generati da uno schermo OLED sono più incisivi e precisi, mostrando anche più dettagli nelle zone buie, ma quelli del TV Samsung rimangono comunque ottimi.

L'algoritmo che gestisce il local dimming lavora molto bene, ma come anticipato è un po' aggressivo. Durante il mese di prova, ci è capitato con due di film (uno da fonte Blu Ray l'altro da Netflix) di osservare qualche imprecisione nella gestione della retroilluminazione, soprattutto quando, in scene molto scure, sono presenti zone contigue completamente buie e leggermente illuminate. In questo caso e con i due contenuti citati in precedenza, il local dimming ha arrancato, mostrando sullo schermo degli aloni luminosi. Si tratta di pochi casi isolati, quasi sempre il TV è riuscito a gestire in modo ottimo le scene scure, regalando neri che non ci saremmo mai aspettati di vedere da uno schermo LCD.
Ottima anche la limitazione dell'effetto blooming, una sorta di alone luminoso che si crea intorno a un oggetto illuminato sullo schermo. Si tratta di un fenomeno che colpisce tutti i televisori LCD, chi più e chi meno, ma che sul Q9F è praticamente assente, grazie alla precisione della retroilluminazione. Non abbiamo notato nemmeno un altro difetto tipico dei televisori LCD, ovvero il backlight bleeding: niente aloni luminosi nelle scene scure quindi, a tutto vantaggio della qualità.

HDR, preset, input lag, gestione del moto e audio

Samsung Q9F offre una delle esperienze di visione dei contenuti HDR più incisive che abbiamo mai osservato. Il merito va tutto alla capacità della retroilluminazione di concentrare una luce molto intensa anche in piccole zone dello schermo. La luminosità di picco è due volte superiore a quella dei migliori TV OLED in commercio, raggiungendo quasi i 1800 nit. Durante la visione de Il cavaliere oscuro, nella scena in cui Batman si trova a Hong Kong per recuperare il contabile Lau, le panoramiche sulla città mostrano tutte le potenzialità di questo televisore, con le luci della metropoli asiatica che risplendono nel buio della notte come piccoli spilli luminosi. L'HDR generato dal Q9F è quasi unico nel suo genere, di fatto solo il top di gamma Sony ZF9 è in grado di competere con l'incredibile livello di luminosità raggiungibile da questo TV. L'incidenza degli elevati picchi luminosi si fa sentire in tutti i contenuti HDR, anche in quelli di Netflix, peccato solo per la mancanza dello standard Dolby Vision, che avrebbe portato la qualità dell'High Dynamic Range ancora più in alto. Il TV è comunque compatibile con HDR+, che come il Dolby Vision supporta i metadati dinamici, ma per ora è meno diffuso, anche se per il prossimo anno Samsung, insieme a Panasonic e agli altri partner che hanno puntato su questo standard, hanno già annunciato l'arrivo di molti nuovi titoli.

Finora abbiamo parlato molto bene dell'esperienza di visione con il Q9F, particolare attenzione deve però essere rivolta alle impostazioni. Quella di default infatti offre una qualità piuttosto scadente, senza contare che utilizza un Motion Compensation aggressivo, che genera un terribile effetto soap opera. La prima cosa da fare quando si accende per la prima volta questo televisore è passare subito al preset Film, che offre una resa già eccellente di suo. Calibrando ancora più a puntino il pannello attraverso strumenti specifici ci si può spingere ancora oltre, ma si tratta di un'operazione che riguarda solo gli utenti più preparati e appassionati, che vogliono il massimo dal proprio TV.

Di alto livello anche la compensazione del moto, grazie anche al pannello a 120 Hz nativo, e i tempi di risposta, tra i più bassi che ci sia capitato di vedere. Il Q9F sembra nato per il gaming, visto che con Game Mode attiva non si superano i 22 ms. Abbiamo passato molte ore con il Q9F utilizzandolo sia in coppia con una Playstation 4 e Red Dead Redemption 2, sia con una NVIDIA SHIELD TV, giocando in streaming locale ai titoli installati sul PC che faceva da server, con flusso video in 4K.

Non abbiamo riscontrato alcun problema utilizzando il Q9F in campo gaming, anzi, la Game Mode non solo abbatte i tempi di risposta, ma rende il gioco visivamente più fluido, spingendo molto sulla compensazione del moto, anche con Freesync disattivato. Altro funzione pensata per il gaming, disponibile per ora su pochi TV in commercio, è il supporto alla risoluzione 1440p a 120 Hz da input esterno, un accorgimento che farà certamente felici i giocatori e che testimonia l'impegno di Samsung nel fornire la migliore esperienza di gioco possibile.
Sul fronte audio, il nostro consiglio è sempre quello di dotarsi di un impianto dedicato o per lo meno di una soundbar, soprattutto quando si parla di televisori dal costo elevato come questo. Se non si ha lo spazio per poter piazzare casse e sub woofer tuttavia l'esperienza d'ascolto del Q9F è comunque discreta e superiore alla media. Samsung ha utilizzato un sistema 4.2 capace di generare un buon fronte sonoro, merito anche dello spessore del TV, superiore rispetto ai TV OLED, che ha permesso di inserire al suo interno speaker più performanti. Ovviamente il sistema integrato non può fare miracoli, ma rimane comunque più che dignitoso.

Software

Per i suoi TV Samsung ha scelto, già da diverso tempo, il sistema operativo proprietario Tizen. L'interfaccia è semplice e razionale, ma soprattutto molto ben integrata con le app. Premendo il tasto home sul telecomando si accede a un menù in cui, con pochi e semplici passaggi, si ha accesso a servizi di streaming, come anche a internet grazie al browser integrato, alla galleria del proprio smartphone attraverso l'applicazione proprietaria "Gallery", la stessa dei telefoni Samsung, oppure ai dispositivi domotici dell'ecosistema Smart Things. Dicevamo poco fa dell'ottima integrazione con le app, esempio perfetto per descriverla è quello di Netflix. La schermata home non mostra solo l'icona per avviare Netflix, ma anche suggerimenti contestuali sui contenuti da vedere. Se interrompete la visione di un film e uscite dall'applicazione di Netflix, alla successiva apertura della schermata home questo sarà visualizzato direttamente nell'interfaccia del televisore, tagliando così i tempi di accesso ai contenuti.
A tal proposito, la reattività del sistema operativo è molto elevata, mentre le opzioni disponibili sono facilmente accessibili, grazie alla razionalità con cui Samsung ha suddiviso le varie sezioni che compongono la UI. Tutto un altro mondo rispetto a sistemi come Android TV, che pur essendo più versatili soffrono ancora oggi di problemi di velocità e di interfaccia, salvo rari casi. Le app più importanti ci sono tutte, da Netflix a Infinity, passando per Amazon Video, Chili e Google Play Film.
Il software comprende una guida TV completa su tutti i canali digitali trasmessi, guida che si rivela molto utile anche il cambio di canale, visto che sul telecomando non ci sono pulsanti numerici. Senza utilizzare la guida, le alternative sono il passaggio progressivo da un canale all'altro o la visualizzazione di un tastierino numerico a schermo, entrambe opzioni poco pratiche. Nel nostro caso, utilizzando il TV insieme a un decoder Sky Q, abbiamo aggirato il tutto grazie al telecomando di Sky, utilizzando quello del televisore solo per le app di streaming e per accedere alle impostazioni del televisore.

Samsung Q9F Passare un mese in compagnia del Samsung Q9F ci ha fatto rivalutare le potenzialità della tecnologia LCD. Sul fronte della qualità di visione c’è poco da dire, Samsung ha confezionato uno dei migliori TV LCD mai realizzati, capace di generare un HDR dal contrasto e soprattutto dalla luminosità molto elevata. Dimenticate quello che avete visto su TV LCD di fascia media o bassa, il Q9F è semplicemente su un altro livello. Non solo qualità di immagine però, perché il top di gamma Samsung è un televisore il cui sviluppo è stato curato a puntino in tutto e per tutto. Dal design e dall’utilissimo box esterno per le connessioni, passando per un software moderno e al passo coi tempi, fino alla cura data nelle impostazioni e nella resa in campo ludico, il TV di Samsung ha davvero pochi punti deboli. Tra questi, quello più evidente è il costo. Il modello di prova da 65” è disponibile a circa 2500€, mentre quello da 55” si trova a circa 2000€. Cifre in linea con le qualità del prodotto e che hanno permesso di portare la tecnologia LCD ben oltre gli standard a cui siamo abituati, ma che mostrano come, per andare a insidiare gli OLED sul terreno della qualità di visione, gli LCD devono raggiungere prezzi di vendita elevati. Con la presenza sul mercato di TV OLED da 55” a cifre inferiori ai 1500€, è nel rapporto qualità di visione-prezzo che risiede il più grande limite di questo Q9F, un limite che tuttavia non rovina l’ottimo lavoro svolto da Samsung su questo TV e sul miglioramento della tecnologia LCD.

8.5