Samsung QN900B recensione: il maestoso TV Mini LED 8K da 65 pollici

Tra i televisori Samsung di spicco, il nuovo QN900B è un 8K a illuminazione Mini LED che punta molto su reti neurali e intelligenza artificiale.

Samsung QN900B recensione: il maestoso TV Mini LED 8K da 65 pollici
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Parte della line-up 8K flagship di Samsung, il QN900B da 65 pollici VA Mini LED è il "piccolo" in casa QN900B, con un'offerta che tende a salire con opzioni da 75" e 85".
Come sempre, la risoluzione 8K ha maggiore senso in presenza di schermi di dimensioni importanti, benché il nostro Paese in questo scorcio di 2022 ancora non veda nemmeno all'orizzonte un'apertura anche solo di palinsesti sperimentali con segnali a 7680 x 4320 pixel. La situazione potrebbe mutare anche piuttosto velocemente nel momento in cui il vero 5G diventerà l'autostrada principale di comunicazione, aprendo le porte a un diverso potenziale e transito di elevati volumi di dati.
In questo contesto, però, ci concentreremo su questo gioiello di casa Samsung e sul suo pannello, su cui abbiamo avuto modo di mettere le mani nel corso delle ultime settimane: ecco come se l'è cavata.

Perché l'8K, oggi

Per giustificare la scelta di un 8K in una situazione come quella attuale, vale come sempre l'opportunità di gustarsi programmi 4K opportunamente riscalati da un avanzato sistema di intelligenza artificiale e algoritmi di deep learning. Fanno eccezione eventuali registrazioni 8K personali effettuate tramite smartphone, attraverso macchine fotografiche o telecamere. In tale contesto si inserisce proprio l'interessante serie Samsung QN900B che, come per la precedente QN800B, sfoggia un tono premium a partire dalla forma e dal design "Infinity", presente solo sulle TV top class.

L'assenza di cornice evita distrazioni e focalizza lo spettatore sull'immagine. La finitura metallica traforata, invece, circonda il pannello e cela parte dei diffusori audio. A questi si aggiungono gli otto altoparlanti posteriori che spiccano sul lato del dorso, coperto da uno strato protettivo di un materiale che, al termine dell'assemblaggio del piedistallo, potrebbe presentare piccole aree lievemente ondulate.

Assemblaggio e telecomando

Si tratta di un televisore che, per la sua stazza e il peso, richiede la presenza di almeno due persone per estrarlo dalla scatola, girarlo a schermo in giù e assemblare i tre elementi che compongono la solida base d'appoggio centrale, non girevole.

Ciò consente se non altro di poter collocare questo grande pannello anche su mobili non così larghi, purché robusti nel sorreggere un peso complessivo di 30,5 Kg.
Come in passato, il lato posteriore inclinato della base stessa può ospitare il media box esterno "One Connect", hub con tutti i terminali fisici e che si connette al televisore tramite un singolo cavo in fibra ottica. Ricca offerta di connessioni con 4x HDMI 2.1 full bandwidth 4K/120 Hz (una compatibile ARC/eARC) con ALLM e VRR, tripla USB 2.0, doppio tuner DVB-T2 per il nuovo digitale terrestre ma anche satellitare DVB-S2, slot scheda per programmi criptati CI+. Lato connettività, prendono posto WiFi6 e Bluetooth 5.2.

Il telecomando è piccolo ed efficiente come nel recente passato, con il dorso a celle solari per ricarica ecologica, benché vi sia la possibilità di attacco tramite USB Type-C. Responsivo e pratico, non include il tastierino numerico completo ma offre tutto il necessario per intervenire su navigazione dei menù, piattaforme VOD e ricevitori integrati. Come sempre, preparativi di base, configurazione rete locale, sintonizzazione canali TV e accesso alle piattaforme VOD richiedono solo una manciata di minuti.

L'interfaccia grafica è piacevole. Navigazione e funzioni esclusive hanno il completo supporto per muoversi con discreta intuitività attraverso i vari menu e sottomenu, con eccellente integrazione dei comandi vocali. Anche qui, il brillante quadro grafico lascia sul terreno qualche perplessità nel tentativo di promuovere i contenuti con quella che rischia di diventare un'eccessiva dinamicità propositiva. Per la cronaca, la versione proprietaria del sistema operativo è Tizen OS 6.5.

Mini LED migliore del LED

A queste quote tecnologiche e di grandezza fisica del pannello, è fondamentale la presenza dei 10-bit nativi, disponendo così di un parco sfumature colore pari a 1,07 miliardi. La Quantum Matrix Technology 2022 ha salutato il passaggio da 12-bit a 14-bit e quindi l'emissione luminosa fa salire la scala da 8.192 a 16.384, con un più elevato potenziale di sfumature.
A migliorare la resa dei neri e il controllo della luce troviamo l'illuminazione Mini LED, con componenti 40 volte inferiori in dimensione rispetto ai tipici pannelli LED. Il Samsung QN900B, oltretutto, ha una interessante funzione di attenuazione locale full array.

In particolare, questo pannello sfrutta la retroilluminazione Mini LED in un array 48 x 28, per un totale di ben 1344 zone di attenuazione locale.
Per ottenere un risultato superiore, Samsung quest'anno ha introdotto lo "Shape Adaptive Light Control": ciò implica che, nell'ambito della medesima zona di controllo, è possibile dosare l'intensità anche in misura diversa tra centro e bordi. Il risultato dovrebbe essere sostanziale, specie quando vengono inquadrati piccoli elementi più chiari in un contesto più scuro. Il colpo d'occhio è ottimo, benché resti la sensazione di un possibile ulteriore margine di miglioramento rispetto al light blooming, con situazioni di inferiore resa come nel caso di sottotitoli bianchi in sovrimpressione all'immagine, a disturbare in parte il quadro sottostante.

L'IA che fa la differenza

L'intelligenza artificiale e gli algoritmi intervengono sui materiali, anche qui con un'ottima tenuta e qualche flessione di inferiore impatto visivo su elementi di piccole dimensioni immersi nella semi oscurità.

Oltre alla presenza del Quantum Dot, materiali semiconduttori puntiformi di dimensioni nanometriche per la generazione dei colori, il governo dell'immagine è affidato all'ultima versione del processore Quantum Neural 8K di Samsung.
In tal senso, c'è un ulteriore passo in avanti nelle prestazioni e un aumento a 20 reti neurali, da mettere in gioco durante l'analisi del materiale video attraverso la suddetta scala 14-bit. Quanto a immagini che beneficiano di HDR, resta al solito escluso il Dolby Vision a favore di un HDR10+ meno presente tra i programmi disponibili, in particolare su disco fisico. Oltre ad HDR10 e HLG, c'è l'HDR10+ Adattivo/Gaming con diversa mappatura dei toni in funzione dell'illuminazione ambientale piuttosto che la presenza di un videogame.

Chi desiderasse un'ulteriore taratura fine quanto a bilanciamento del bianco, potrà fare affidamento sulla calibrazione intelligente, che non necessita di colorimetro, computer e software adeguato. È sufficiente uno smartphone (purché si tratti di Samsung Galaxy rilasciati dopo gennaio 2019, modello S, Note, Fold, Z Flip, oppure iPhone rilasciati dopo gennaio 2019 con funzione "Face ID") connesso alla medesima rete locale.
Sono presenti vari livelli di intervento, da pochi secondi a qualche minuto, con accuratezza crescente.

Eccellenza luminosa

La visione riserva un impatto superlativo quanto a illuminazione dello schermo, dove andrebbe evitato il preset "Dinamico" per non restare abbagliati da una quantità di luce che rischia ben presto di diventare insostenibile, specie se posizionati a breve distanza. Si raggiungono picchi di oltre 700 nit da una base di 400 nit, oltre 1.400 nit al 10%, con una resa eccellente anche in HDR, ma vale la pena ricordare la presenza dell'ABL (Automatic Brightness Limiter).

Quest'ultimo, in particolari situazioni come un'immagine con bianchi elevati, come per esempio un campo innevato, tende a intervenire con una dimmerizzazione piuttosto incisiva. Passando al preset "Standard", la situazione è più bilanciata sia per accentuazione luminosa che brillantezza dei colori, pur mantenendo una notevole ricchezza di dettagli, specie in presenza di segnali 4K HDR.
Chi ama una visione bilanciata, invece, è meglio che scelga "Film" o "Filmmaker Mode", dove nel secondo caso viene disattivata l'ingerenza dell'elettronica e di qualsiasi rielaborazione. In entrambi i casi l'utilizzo del pannello è possibile out of the box senza entrare nel dettaglio di una eventuale calibrazione, comunque possibile a 10 e 20 punti.

Nella pagina "Opzioni nitidezza schermo", occorre fare attenzione alla voce "Movimento nitido LED", la cui attivazione innesca il BFI: da una parte migliora l'acquisizione dei particolari nei panning laterali, ma diventa percepibile un certo sfarfallio per l'inserimento dei frame neri.
Il rapporto di contrasto nativo non è così elevato dato che, per ovviare alle limitazioni innescate dal pannello VA, la funzione che ne aumenta la resa tende ad abbatterne il livello complessivo: la soluzione è quella di lasciare impostato al massimo l'intervento del local dimming, facendo salire il contrasto a un livello di eccellenza pur mantenendo uniformità e profondità dei neri.

Spazio colore

Quanto alla copertura colore, siamo attorno al 90% in DCI-P3 e circa 65% in REC.2020, ma il tone mapping meriterebbe una revisione onde evitare l'eccesso di saturazione colore e il rischio di perdita dei dettagli più fini.

Un risultato che non fa gridare al miracolo, ma in presenza di materiale 4K HDR lo spettacolo non mancherà di stupire. Un esempio estremamente piacevole il moderno cult Top Gun: Maverick (che include il Dolby Vision), che anche solo in HDR-10 qui sale ulteriormente di livello con un rescaling di notevole impatto. Lo stesso dicasi per la recente pubblicazione 4K dell'oscuro cult di Richard Kelly, Donnie Darko (anche qui con Dolby Vision), girato con negativo 800 ASA molto sensibile alla luce e un'immagine organicamente granulosa. Da un master nativo 4K il segnale 8K "solo" HDR-10 che giunge a pannello è uno spettacolo, in particolare nelle complicate sequenze con il coniglio nero.

Tanto spazio al gaming

Proprio come il modello dell'anno scorso, Samsung offre ai giocatori quattro porte HDMI 2.1 full bandwidht, dando la possibilità di collegare più console senza sacrificare il supporto per le funzionalità di gioco di nuova generazione come 4K/120fps, ALLM, VRR e l'inclusione dei 144 Hz. Presente la modalità di gioco completa per avere sott'occhio tutte le informazioni essenziali come stato HDR, risoluzione e frame rate, così come l'intervento sulla profondità del nero per un'azione fine sulle ombre.

Il preset "Gioco" è fondamentale per disporre in primis dell'abbattimento dell'input lag: 6 ms a 1080p/120 e 144 Hz, salendo di poco attorno a 10 ms con un segnale 1080p/60 Hz oppure 4K/60 Hz sia SDR che HDR. Volendo impostare la funzione di interpolazione del movimento, la latenza sale attorno ai 26 ms, ancora accettabile eccetto per gli e-gamer.

Dolby ATMOS rinforzato

Il TV Samsung QN900B Neo QLED 8K presenta una serie di significativi passi in avanti nell'audio, a partire dall'inserimento di diffusori up-firing a favorire la percezione di una più ampia distribuzione di tracce Dolby Atmos. La configurazione è da 6.2.4 canali e 90 Watt di potenza totale che già con un segnale stereo di qualità offre un piacevole ascolto con presenza di medi e alti, senza ovviamente poter dire molto in gamma bassa.

Al di là dei possibili interventi manuali, la funzione "Object Tracking Sound Pro" di Samsung migliora la localizzazione di particolari sonori in movimento. L'aggiunta di soundbar più subwoofer migliorerebbe il risultato finale, specie se proveniente dal catalogo Samsung, che attraverso la tecnologia "Q-Symphony" proprietaria restituirebbe un'esperienza audio più completa.

Samsung QN900B A meno di non possedere il precedente modello, per chi fosse alla ricerca di uno schermo non OLED capace di prestazioni tech di alto livello per la parte video, questo Samsung QN900B 8K Mini LED è una scelta che ci sentiamo di consigliare con ben poche riserve. Fantastico sotto il profilo della gestione ed elaborazione delle immagini, specie partendo dal 4K, AI e reti neurali intervengono a risaltare anche il segnale meno virtuoso. Già con il taglio da 65 pollici, ci si trova di fronte a uno schermo top di gamma 10-bit nativo che al solito meriterebbe l'inclusione del Dolby Vision, che rispetto all'HDR-10+ è più diffuso sia in formato liquido che fisico.

8.5