Sharkoon Shark Zone C10: un case Mini-ITX dall'ottimo rapporto qualità prezzo

Il case di Sharkoon propone, al costo di poco più di 30€, una buona base da cui partire per creare un Mini PC economico.

recensione Sharkoon Shark Zone C10: un case Mini-ITX dall'ottimo rapporto qualità prezzo
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Assemblare un mini PC è più complesso che realizzare un computer in formato ATX. Lo spazio a disposizione è poco e questo porta con sé tutta una serie di problematiche, a cominciare dalla scelta dei componenti. Con il mercato che spinge sempre più verso design aggressivi, è facile imbattersi in dissipatori, alimentatori, GPU e altro realizzati con elementi accessori, come sistemi di raffreddamento dalle forme particolari, che non vanno proprio d'accordo con gli spazi ristretti.
Alle volte basta meno di 1 mm per impedire l'installazione di un componente, ecco perché tutto deve essere misurato a puntino prima di scegliere l'hardware su cui puntare. Per la prova del case Sharkoon Shark Zone C10 però non abbiamo avuto possibilità di scelta, nonostante questo siamo comunque riusciti a creare un mini PC da gioco versatile e dalla buona potenza, grazie alla APU Ryzen 5 2400G di AMD, che integra al suo interno anche la GPU.

Design

Sharkoon Shark Zone C10 è un case Mini-ITX a basso costo, disponibile su Amazon a circa 33€. Una cifra molto bassa, che tuttavia non ha impedito a Sharkoon di creare un prodotto dalle indubbie qualità. La linea scelta è chiaramente ispirata al mondo del gaming, e nello specifico a quello delle Steam Machine. Ovviamente, si tratta solo di una somiglianza nel design, meglio lasciare perdere l'OS di Valve e puntare diritti verso l'installazione di Windows 10 per sfruttare il proprio hardware al meglio. Tornando al case, questo è completamente in metallo, ad eccezione della mascherina frontale in policarbonato, che integra il tasto di accensione, due USB 3.0, ingresso per cuffie e microfono e uno slot per poter installare un'unità DVD-Blu Ray. Quest'ultimo è un elemento piuttosto inutile in un PC da gioco normale, ma le dimensioni contenute del case Sharkoon consentono di piazzarlo anche in salotto senza difficoltà, cosi da abbinare l'utilizzo gaming a quello Media Center. In questo caso, l'unità ottica potrebbe tornare utile, ad ogni modo, quando non utilizzato, lo slot rimane chiuso e non da alcun fastidio a livello visivo.
Le dimensioni sono di 37x22.5x18, per un peso, senza componenti, di 3 Kg.
Trattandosi di un prodotto molto economico ci aspettavamo qualche sbavatura, ma in realtà la realizzazione del case è più che discreta, soprattutto per la fascia di prezzo in cui si trova, con alcune accortezze che spesso non si trovano in questa tipologia di prodotti, come la verniciatura nera su tutta la scocca. Capita di frequente che i case economici presentino il pannello posteriore, quello dove si trovano le interfacce della scheda madre, non colorato, un pugno nell'occhio a livello visivo. Stessa cosa capita con i pannelli laterali, verniciati all'esterno ma non all'interno. Non è il caso però dello Shark Zone C10, che è completamente nero in ogni sua parte. L'economicità del prodotto si nota di più se si esamina lo spessore dei pannelli laterali in metallo e la qualità della plastica utilizzata per la mascherina frontale, ma il prezzo di vendita giustifica ampiamente questi piccoli sacrifici. Passando al bundle, questo comprende tutte le viti, i piedini da incollare sotto al case e i supporti necessari all'assemblaggio, anche da questo punto di vista il case di Sharkoon non delude.

Caratteristiche tecniche

Nonostante lo spazio ridotto, dovuto al formato Mini ITX, siamo riusciti a configurare una macchina da gioco completa senza troppe difficoltà, e soprattutto senza aver nemmeno potuto scegliere componenti adatti a questo case. Abbiamo infatti utilizzato solo materiali che erano già in nostro possesso, segno che il case Sharkoon è abbastanza versatile, con una struttura interna che non pone troppi ostacoli. Qualche elemento che necessità di maggiore attenzione c'è, intanto però vediamo quali componenti possono essere installati. In tutto sono disponibili tre slot per unità di memorizzazione, uno in cui si può utilizzare un'unità da 5.25", 3.5" o 2.5", uno solo per dischi da 3.5-2.5" e uno solo per memorie-periferiche da 2.5". Quest'ultimo, posta nel pannello posteriore, è condiviso con la ventola da 80 mm installabile, per cui bisogna scegliere quale dei due elementi inserire. Nel pannello superiore è preinstallata una ventola da 120 mm, dotata di illuminazione LED, sostituibile con una da 240 mm. Come in tutti i case Mini ITX, anche nel modello di Sharkoon ci sono dei limiti nell'utilizzo delle componenti interne.
In questo caso, non è possibile montare GPU più lunghe di 31.5 cm, l'altezza massima del dissipatore per la CPU è di 15 cm, la lunghezza massima dell'alimentatore deve essere di 14.5 cm mentre un eventuale radiatore di un sistema di raffreddamento a liquido non può essere più alto di 5 cm. Il case supporta tradizionali alimentatori ATX ma anche quelli SFX, più indicati viste le dimensioni ridotte.

Assemblaggio

Per la prova di assemblaggio abbiamo utilizzato una scheda madre Gigabyte AB350N Mini ITX, in coppia con una APU AMD 2400G, la più potente oggi disponibile, su cui è montato un dissipatore stock Wraith Cooler. L'alimentatore è un economico Corsair VS650, da 650W con certificazione 80 Plus. Con il case vuoto, il fissaggio della scheda madre è agevole, merito dell'apertura su tre lati. Grazie al dissipatore stock di AMD non abbiamo avuto problemi con questo elemento, con l'alimentatore invece lo spazio disponibile è appena sufficiente nel nostro caso. Come sottolineato in apertura dell'articolo, l'assemblaggio di un PC Mini-ITX richiede molta attenzione nella scelta della componenti, pena dolorose sorprese. La scheda madre Gigabyte infatti presenta gli slot della RAM a filo con la fine del PCB, esattamente dove va a finire la parte posteriore dell'alimentatore, dove partono i cavi che danno energia al PC. Questi vanno a premere leggermente sulle RAM, un problema evitabile scegliendo una scheda madre con un layout differente. Non si tratta di un difetto né dell'alimentatore, né del case, semplicemente, basta prestare attenzione in fase di scelta dei componenti.
Si potrebbe pensare di utilizzare un alimentatore modulare, comodo quando lo spazio è poco per ridurre l'ingombro, ma nel sito Sharkoon purtroppo è indicata la mancata compatibilità con questa tipologia di PSU in formato ATX.
Nonostante tutto, siamo comunque riusciti a procedere con l'installazione dei dischi, un SSD Samsung da 256 GB e un disco meccanico da 1 TB per i dati, lasciando libero lo slot di espansione posteriore per una eventuale ventola da 80 mm. Sharkoon fornisce in dotazione dei supporti in metallo per installare il disco meccanico nella parte inferiore allo slot per SSD, ma è bastato avvitarlo direttamente alla struttura del case per risparmiare un po' di spazio, utilizzando dei gommini tra disco e case per attutire le vibrazioni.

Per quanto riguarda il cable management, lo spazio a disposizione ha consentito di lasciare all'APU di AMD una buona quantità di spazio, di fatto la zona occupata dalla scheda madre è libera, ad eccezione del cavo di alimentazione della CPU a 8 Pin, collocato sulla motherboard esattamente dalla parte opposta rispetto all'alimentatore. Anche in questo caso, avendo la possibilità di scegliere, meglio considerare prima la posizione dei cavi di alimentazione e puntare di conseguenza a una scheda madre che possa adattarsi al meglio al case.

Sharkoon Shark Zone C10 Sharkoon Shark Zone C10 è un case Mini ITX economico ma ben costruito, e anche piuttosto versatile. Se non volete spendere cifre elevate, la proposta di Sharkoon è sicuramente interessante e completa, e presenta una realizzazione al di sopra delle aspettative per questa fascia prezzo. L'unico limite, normale in questa tipologia di case, è lo spazio, va quindi prestata attenzione massima nella scelta dei componenti, alimentatore e scheda madre su tutti. Per il resto, il case di Sharkoon presenta ben poche pecche, per un prodotto che riesce bene a distinguersi dalla massa.

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