Sony AG8 Recensione: il solito, ottimo, TV OLED

Sony AG8 è il successore di quell'AF8 che aveva ben figurato lo scorso anno, un ottimo TV che però non riesce ad innovare rispetto al passato.

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Quando abbiamo recensito il Sony AF8, ci eravamo posti una domanda molto semplice: è davvero possibile migliorarlo? Oggi, dopo aver provato il suo successore AG8, abbiamo finalmente una risposta: no, o almeno non quest'anno. L'evoluzione dei pannelli OLED procede lentamente, la qualità raggiunta è già ottima e vicina ai valori di riferimento nei modelli più avanzati.
Il prossimo anno dovrebbero diffondersi maggiormente gli OLED 8K, ma bisognerà aspettare il 2022 per vedere novità sostanziali, come la copertura dello spazio di colore BT2020.
In un contesto di questo tipo è impossibile apportare miglioramenti sostanziali di anno in anno, ecco perché il Sony AG8 è da considerarsi più un upgrade dell'AF8 che un modello completamente nuovo.

Design e connessioni

Sony ha modificato il design rispetto al precedente modello, le differenze sono presenti soprattutto nel piedistallo. Se con il Sony A1 e con l'ottimo AF9 la casa giapponese ha scelto un particolare stand posteriore, molto bello ma che causa una leggera inclinazione all'indietro, già con AF8 abbiamo assistito al passaggio a un supporto centrale, che mantiene lo schermo praticamente alla stessa altezza del piano d'appoggio.
Anche in questo caso qualche grado di inclinazione all'indietro è presente, con AG8 però si è deciso di cambiare ulteriormente, con uno stand a forma di mezzaluna che mantiene il pannello rialzato rispetto alla base, agevolando l'installazione di una soundbar. Quest'anno l'inclinazione non è più avvertibile, non che prima fosse un problema, ma ora il posizionamento del TV è ancora più semplice. Il supporto può essere utilizzato in due versi, con le due punte rivolte verso la parte anteriore o verso quella posteriore.

Il design del pannello è ottimo, con uno spessore di circa 5 mm lungo tutta la sua superficie, solo al posteriore si può notare un'area più spessa che contiene l'elettronica, ma visto da davanti questo AG8 sembra puro schermo, grazie anche alle cornici sottili. Positivo anche il riscontro sui materiali utilizzati per l'assemblaggio, con un buon mix tra metallo e plastica di buona qualità, che trasmettono una eccellente sensazione di solidità.

La maggior parte delle connessioni sono tutte nella parte posteriore, Sony però ne ha inserite anche alcune laterali dietro al pannello, invisibili, molto comode da utilizzare se non si devono connettere molti dispositivi. Troviamo in tutto tre porte USB, ingresso e uscita audio con jack da 3.5 mm, porta di rete, CAM, uscita audio ottica e 4 HDMI.
Per i modelli 4K del 2019 la casa giapponese ha deciso di non adottare le porte HDMI 2.1, utilizzando invece connessioni HDMI 2.0 a piena banda, compatibili con il 4K HDR 4:4:4. Una scelta che ci sentiamo di non condividere, perché è vero che le HDMI 2.1 non portano grandi novità nei TV 4K, ma la possibilità di salire con il refresh rate oltre i 60 Hz in tutte le risoluzioni da sorgenti esterne e il VRR (Variable Refresh Rate) avrebbero differenziato maggiormente AG8 dal suo predecessore, rendendo inoltre il TV più pronto per le console di nuova generazione, tanto attese proprio dal pubblico di casa Sony.

Altro elemento a non essere cambiato è il telecomando. I modelli di fascia alta del 2019 sono dotati di un nuovo controller bluetooth con finitura in metallo, ma non è questo il caso dell'AG8, che utilizza invece lo stesso telecomando in policarbonato visto in passato, un po' cheap visto il costo di questo televisore, che si aggira intorno ai 1999€ per il modello da 55" utilizzato in questa prova.

Tecnologie

Il Sony AG8 è disponibile nei negozi in due formati, da 55 e da 65 pollici, tutti e due con pieno supporto al 4K e all'HDR10, insieme al Dolby Vision, da utilizzare con Netflix e con gli Ultra HD Blu Ray per sfruttare i metadati dinamici. Il processore di immagine, come nel caso dell'AF8, è l'ottimo X1 Extreme, che rispetto all'X1 Ultimate perde diverse impostazioni dedicate al settaggio video dedicate agli utenti più esperti ma mantiene l'ottima qualità di visione vista lo scorso anno.

Ovviamente non manca la tecnologia Acoustic Surface per l'audio, cavallo di battaglia di Sony e che ha sempre ben figurato. Grazie a degli attuatori sul retro della scocca il televisore è in grado di generare il suono facendo vibrare, in modo impercettibile, il pannello.

Sul retro, invisibili, sono anche installati due woofer per dare una mano nella riproduzione delle frequenze più basse, tallone d'Achille della tecnologia Acoustic Surface. Grazie ad essa il posizionamento del suono è più naturale, visto che proviene dalla parte frontale del pannello, per una resa generale convincente e al di sopra di quella dei normali TV OLED.
Visto lo spessore ridotto di questi TV è difficile installare speaker di qualità, con il risultato che quasi sempre la riproduzione dei suoni appare compressa e mal posizionata nello spazio. Questo non avviene con l'AG8, che spicca dalla massa in questo ambito, anche se un buon impianto audio, associato a questo TV, regala un'esperienza decisamente più coinvolgente.

Sistema operativo ed esperienza di visione

Uno dei pochi problemi che abbiamo riscontrato nel precedente AF8 era la lentezza del sistema operativo. Problema che è stato risolto nel top di gamma AF9 con l'adozione di un nuovo processore per la sua gestione, più potente e efficace nel riprodurre l'interfaccia di Android. AG8 è venduto con Android 7.0 come sistema operativo di default, il nostro consiglio è quello di utilizzarlo il meno possibile e aggiornare subito ad Android 8.0 Oreo, che migliora la stabilità e le prestazioni. La velocità di esecuzione dell'OS è discreta ma migliorabile e qualche lag si fa ancora sentire ogni tanto. Niente di grave e comunque meglio dell'AF8, ma non siamo ancora ai livelli dell'AF9, che ci è apparso più reattivo. Per il resto Android TV è rimasto invariato nelle funzioni, con un elevato numero di applicazioni da scaricare dallo store, tra cui tutti i più importanti servizi di streaming, da Netflix a TIMVision, passando per Infinity e Amazon Video.
Sul fronte della qualità di visione Sony ha fatto ancora una volta un ottimo lavoro. Il preset Cinema Pro va incontro alle esigenze della stragrande maggioranza degli utenti, che troveranno un'ottima calibrazione senza dover toccare alcun parametro (a patto di disattivare la compensazione del moto al primo avvio). Con i contenuti HDR si può apprezzare l'elevato contrasto tipico della tecnologia OLED unito a picchi luminosi molto buoni ma leggermente inferiori a quelli disponibili su altri modelli.

Cambiando preset si possono ottenere livelli luminosi più elevati ma a discapito della fedeltà nella riproduzione del colore, per cui è possibile che la luminosità di picco leggermente più bassa sia dovuta a una diversa calibrazione rispetto al precedente modello, o a una gestione più aggressiva dell'ABL (Average Brightness Limiter) per preservare la salute del pannello. La differenza è tuttavia minima e difficile da vedere a occhio nudo.
Ottimo il livello di dettaglio nelle zone di transizione tra le parti dell'immagine più scure e quelle illuminate, dove si possono apprezzare molti dettagli che altrimenti rimarrebbero celati. Soprattutto con i contenuti in Dolby Vision, che riescono a sfruttare meglio la qualità del pannello, il contrasto tra le zone buie e quelle illuminate è molto buono e si possono apprezzare molti dettagli e sfumature impossibili da mostrare per un TV LCD.

Ottimo il lavoro di upscaling dai contenuti Full HD, il processore di immagine X1 Extreme è uno dei migliori, se non il migliore, in questo ambito. Anche con i contenuti SD il risultato è comunque accettabile, ma è chiaro che un televisore di questo tipo è sprecato per riprodurre segnali di bassa qualità.
Basta guardare un Ultra HD Blu Ray per capire che il Sony AG8, come del resto tutti i televisori più moderni, per essere sfruttati al massimo necessitano di sorgenti di alta qualità.
Praticamente invariati i tempi di risposta rispetto all'AF8, in 1080p a 60Hz siamo appena sotto i 50 ms, mentre in 4K a 60 Hz si raggiungono i 30 ms circa. Valori discreti ma che non raggiungono quelli dei televisori LCD, che in questo campo godono ancora di un buon vantaggio.

Sony AG8 Il 2019 è un anno particolare per la tecnologia OLED. L’elevato livello qualitativo raggiunto lo scorso anno sarà difficilmente battibile, i pannelli impiegati sono praticamente identici e non ci sono differenze sostanziali che possano consentire ai produttori, Sony inclusa, di differenziare a dovere i nuovi modelli da quelli vecchi, almeno dal punto di vista della qualità di visione. Da questo contesto nasce il Sony AG8, un ottimo televisore che non ha nulla in meno del precedente modello, ma che allo stesso tempo non presenta innovazioni sostanziali rispetto al passato, se escludiamo le migliori, ma non ancora perfette, prestazioni di Android TV. La qualità di visione è ottima e regalerà tante soddisfazioni ai futuri acquirenti, anche ai palati più fini. Per i super appassionati che amano regolare ogni aspetto del TV l’AG9 è da preferire, perché permette un controllo più fine dei settaggi e offre un HDR leggermente più luminoso, ma per la stragrande maggioranza degli spettatori è l’AG8 il modello da comprare, non rimarrete delusi.

8.3