Sony XR-48A90K Recensione: un OLED compatto di nuova generazione

L'innovazione OLED 2022 di Sony passa anche attraverso il nuovo televisore XR-48A90K, con un taglio da 48 pollici riconfermato dall'anno scorso

Sony XR-48A90K Recensione: un OLED compatto di nuova generazione
INFORMAZIONI SCHEDA
Articolo a cura di

Piccolo solo nel taglio, pronto a risolvere ragioni di spazio e ingombro mantenendo un'immagine senza compromessi, anche in ambito videogiochi. È il nuovo Sony XR-48A90K, dotato di un design slim compatto, una base d'appoggio centrale e una generale solidità costruttiva, il tutto nella solita ricetta Sony, tra stile, affidabilità e la qualità di sempre in termini di Home Entertainment.
Abbiamo avuto modo di metterlo alla prova per qualche settimana: ecco cosa ne è uscito fuori.

Qualità fisica e tecnica

Parca nelle dimensioni, con larghezza 50 cm e profondità di 23 cm per una facile collocazione anche su piccoli mobili, offre una impressionante solidità e stabilità, complici, con due viti ciascuno, la coppia di supporti che ancorano il pannello a filo della base.

In presenza di soundbar, la soluzione di Sony è l'aggiunta di una seconda coppia di supporti da montare a castello sulla prima, offrendo un rialzo di circa 7 cm grazie al quale si dovrebbe avere sufficiente spazio per il posizionamento frontale dell'unità audio.
Il dorso è in plastica robusta, mentre l'intero set di terminali è collocato sulla sinistra, quasi tutti con inserimento verticale dal basso verso l'alto, favorendo l'accesso anche in caso di ancoraggio a muro, tramite standard VESA 300 x 300 mm. Le dimensioni (L x A x P) sono di 106,9 x 62,9 x 22,5 cm, per un peso di 16,5 Kg.
Ampio il parco connessioni, dove prendono posto due HDMI 2.0, due HDMI 2.1 full bandwidth 48 Gbps/120 Hz, due USB 2.0, una presa Ethernet, un'uscita audio ottica, il classico doppio ingresso satellitare (main + sub, sempre F-type femmina), una connessione 75 Ohm DVB-T/DVB-T2, un ormai raro ingresso AV composito tramite jack 3,5 mm e lo slot CI+ (2.0) per programmi criptati.

Lateralmente, l'accesso è alla presa AV, insieme a una USB 2.0, a uno slot CI+, alla HDMI 1 e, più in basso, all'interruttore fisico per attivazione e spegnimento del microfono integrato nella cornice del TV, che consente il controllo a mani libere tramite Google Assistant.

Per patiti della qualità video

La prima configurazione base del TV avviene in una serie di semplici passaggi con accesso rete, sintonia canali digitale terrestre e abilitazione dell'accesso alle piattaforme in abbonamento, favorendo l'organizzazione dei programmi disponibili e delle proposte su misura in base ai preferiti dell'utente. Tra gli elementi tecnologici di spicco c'è il Cognitive XR Processor introdotto nel 2021, con funzioni volte a migliorare il senso di tridimensionalità dell'immagine.

Ciò consente l'ulteriore risalto degli elementi in primo piano a scapito di una leggera sfocatura sui fondali gestita dall'intelligenza artificiale.
Miglioramento anche per luminosità e brillantezza dei colori, in virtù dell'algoritmo Flexible Color Contrast, pur non raggiungendo i traguardi resi possibili dal pionieristico QD-OLED.
Il Sony XR-48A90K offre un pannello WRGB nativo a 10-bit, con risoluzione 3840 x 2160 pixel (92 ppi) e compatibilità HDR di tipo HLG, HDR-10 e Dolby Vision, lasciando fuori l'HDR-10+.

GUI e doppio telecomando

L'utilizzo dell'interfaccia grafica è piacevole, poiché fluida e intuitiva nell'offrire l'immenso parco programmi disponibili tra live e on-demand.
L'offerta per i telecomandi è doppia, con il più piccolo privo di tastierino numerico completo, in metallo satinato e finalmente retroilluminato, per un perfetto colpo d'occhio anche immersi nel buio.

Ergonomia e ottima disposizione dei comandi sono di casa, come per esempio il pulsante per la selezione dell'ingresso esterno, in parallelo nella parte alta con la rotellina dentata per accedere al volo a setup e preset video e audio.
Il secondo e più completo telecomando è di tipo IR, non retroilluminato e prosegue la tradizione stilistica di Sony con l'iconico pulsante verde per accensione e spegnimento e un più completo set di comandi.
Come per tutti i televisori Sony delle ultime generazioni, è disponibile la piattaforma streaming Bravia Core (con "Calibrated Mode") e l'offerta che si completa con l'accesso a YouTube, RaiPlay, Mediaset Play Infinity, Disney+, Amazon Prime Video, DAZN, Netflix (con "Netflix Adaptive Calibrated Mode" che alla calibrazione aggiunge la rilevazione ambientale), NOW, Rakuten, Apple Tv+ e TimVision.
Compatibilità garantita anche per Apple HomeKit, AirPlay 2 e Chromecast.

Tra preset e fine tuning video

L'illuminazione di questo pannello è notevole nonostante le dimensioni, grazie alla presenza della tecnologia Contrast Pro che conferisce un ampio potenziale da sfruttare a partire dal preset Cinema (gli altri disponibili sono Brillante, Standard, Gioco, Grafica, Foto, IMAX Enhanced, Personale).

Lo stesso dicasi per gli scenari HDR, dove in presenza di metadati dinamici Dolby Vision si raggiunge una resa spettacolare, con opzione Dolby Vision Dark oppure Dolby Vision Bright su cui intervenire in base alla luce ambiente.
Questione di gusti, ma è la seconda opzione a offrire un quadro luminoso che rende immediati anche gli elementi in secondo piano. L'ottimizzazione della nitidezza è servita da Dual database processing, XR Super Resolution e XR Upscaling 4K. I contrasti, invece, vengono processati da Dynamic Contrast Enhancer, OLED XR Contrast Pro, Pixel Contrast Booster e XR HDR Remaster. In visione di programmi SD da digitale terrestre, si può sempre agire con filtri di riduzione del rumore abbassando in parte l'ingerenza della compressione.
Lo schermo si "accende" a livelli di eccellenza a partire da contenuti 1080i, dando il meglio di sé in presenza di materiale UHD.

Le funzioni per personalizzare l'immagine sono tante, come sempre, ma si tratta di opzioni di rifinitura su cui occorre sapere cosa si sta facendo onde evitare di peggiorare il risultato finale. Attenzione, quindi, al Motionflow, per la gestione del movimento: la sottocategoria "Nitidezza", se impostata su "Max", attiva il BFI, vale a dire il Black Frame Insertion, con inserimento di frame neri volti a mantenere elevato il livello di definizione e risalto dei dettagli anche nei panning laterali, abbattendo di contro l'illuminazione (gestione che peraltro non va oltre i 60 Hz).

Per il bilanciamento del bianco, è consentito il solito intervento RGB su basse e alte luci, oppure a 10 punti: in entrambi i casi, occorrono un colorimetro e un apposito programma per rilevazione e intervento manuale. A tal proposito, è inclusa l'opzione CalMAN Ready per la taratura semi-automatica, dove il bilanciamento arriva a 20 punti, aggiungendo ulteriore precisione al processo.

Pronto all'uso

Out of the box, il pannello non necessita di interventi di radicale miglioramento e risulta pronto all'uso purché si passi almeno per il preset Cinema, con toni lievemente più caldi e una superiore coerenza RGB. La copertura REC.709 supera il 100% (430 nit con preset "Brillante", 110 nit con preset "Cinema" su finestre al 10%) con una certa ingerenza di rosso, mentre siamo prossimi al 100% in DCI-P3 (circa 710 nit con "Brillante" e intorno ai 530 nit usando il preset "Cinema" su finestre al 10%). Infine, poco sopra il 70% in REC.2020.

REC.709

DCI-P3

Una ragguardevole resa tecnica, pronta a dare libero sfogo ai migliori segnali 4K/HDR.
La telecamera opzionale Bravia Cam consente le videochiamate e l'input di comandi tramite gesti. La maggiore utilità di questo dispositivo è legato alla rilevazione di chi si trova di fronte allo schermo, migliorando la direzionalità del suono e adeguando l'illuminazione dello schermo, oltre ad accorgersi dell'assenza di spettatori limitando il consumo energetico.

Più per PS5 che per Xbox

Per il gaming su console di nuova generazione si deve puntare tutto sulle HDMI 3 e 4, rispondenti allo standard 2.1 con audio di ritorno ARC/eARC, quindi adatte a gestire anche segnali ad alta risoluzione per soundbar o sintoampli esterno. Inoltre, su queste porte si ha accesso al VRR (Variable Refresh Rate) con una migliore adattabilità della frequenza di refresh, onde evitare effetti come tearing e stuttering. Tuttavia, questa tecnologia risulta incompatibile con il Dolby Vision ma consente di andare in 4K/120 Hz. Ultimo, ma non per importanza, l'ALLM (Auto Low Latency Mode).

Per quest'ultimo scatta in automatico il preset "Gioco" e l'abbassamento dell'input lag al minimo possibile (circa 17,7 ms a 1080p/60 Hz, circa 9 ms a 120 Hz) quando viene riconosciuto un segnale in ingresso.
In tal senso, è favorita come in passato la console PS5, con superiore adattabilità del segnale video attraverso la mappatura automatica dei toni HDR. Ciò implica un significativo miglioramento sia alle basse che alte luci, per un impatto visivo più coerente rispetto alle possibilità del pannello stesso.
Scelta che finisce a scapito dei possessori di Xbox ultime generazioni, che, pretendendo il Dolby Vision, non possono attivare il preset gaming e sfruttare l'inferiore tempo di ritardo. Tra i titoli testati, Ghost Of Tsushima: Director's Cut con i suoi - quasi - 60 Hz a risoluzione UHD, oppure 60 Hz stabili a risoluzione 1800p.

Nel primo caso, i pixel in più con uno schermo come il 48A90K arricchiscono ulteriormente il quadro visivo, ma chi desidera la massima fluidità possibile è meglio che scelga la Performance Mode.
Si raggiungono i 60 Hz e la risoluzione UHD con risultati da urlo anche su God Of War.

C'è anche la calibrazione acustica automatica

La sezione audio, per uno schermo di ridotte dimensioni come in questo caso, non può certo avanzare chissà quali risultati tecnici, pur restando ampiamente al di sopra della media offerta dai competitor sulla stessa diagonale. La tecnologia Acoustic Surface Audio+ dispone di attuatori che fanno vibrare l'intero schermo per generare il suono, restituendo voci ed effetti con una certa direzionalità.

Il palcoscenico risulta mediamente ampio, con un campo sonoro capace di andare oltre le dimensioni stesse dello schermo, a vantaggio di un'ulteriore enfasi allo spettacolo, specie per cinema e musica.
La localizzazione degli elementi sonori rispetto alla posizione nell'immagine è favorita dal sistema Acoustic Center Sync, mentre la resa d'insieme resta in parte legata anche all'angolo di posizionamento dello spettatore rispetto al centro schermo. In tal senso, risulta importante l'aiuto della funzione Calibrazione acustica automatica a compensazione. Ciò non rende comunque possibile fruire di consistenza in gamma bassa per l'assenza di concreti trasduttori, del resto l'offerta parla da sola: 2x 10W + subwoofer da 5W.
Compatibilità garantita, tuttavia, per Dolby Digital, ATMOS e DTS. I preset disponibili sono Standard, Dialogo, Cinema (da preferirsi anche con i videogiochi), Musica, Sport e Audio Dolby.

Sony XR-48A90K Tirando le somme, il Sony XR-48A90K OLED da 48 pollici non ha mancato di stupire quanto a resa video, potenzialità e flessibilità verso i cultori dell'immagine. Palese l'offerta gaming, volta a favorire i videogiocatori in possesso di PS5 rispetto al mondo Xbox. Comparto tech che mette questo modello in competizione diretta ad altissimi livelli con gli altrettanto pregevoli modelli Panasonic ed LG. Nel caso dell'azienda sudcoreana c'è ulteriore apertura al mondo gaming, meno vincolata all'hardware Sony, mentre Panasonic aumenta ulteriormente l'offerta HDR includendo l'HDR10+ (anche adattivo) e il DolbyVision IQ (di casa anche per LG). Rispetto allo speculare modello Sony A9 OLED 2020/2021 c'è un balzo in avanti quanto a luminanza, contrasto, ulteriore fedeltà cromatica ed elementi sensibilmente più naturali, tali da rendere questo nuovo 48” OLED Sony un must per gli appassionati.

9