SUNLU Terminator 3 Recensione: una stampante 3D FDM a 250 mm/s

SUNLU punta su semplicità d'uso e velocità di stampa con la stampante 3D Terminator 3 (T3): ecco com'è andata la nostra prova.

SUNLU Terminator 3 Recensione: una stampante 3D FDM a 250 mm/s
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È ormai da un po' di tempo che diamo spazio su queste pagine al mondo della stampa 3D, tra approfondimenti e recensioni, un settore ampio, che vede al suo interno miriadi di soluzioni diverse tra loro: basti pensare semplicemente alle fasce di prezzo.
Proprio quest'ultimo è un focus importante per la stampante 3D che abbiamo messo alla prova nel corso delle ultime settimane, in quanto la SUNLU Terminator 3 (T3) viene venduta a un costo pari a 239,00 euro su Amazon Italia o 269 dollari direttamente sullo store ufficiale Sunlu. Si fa riferimento al segmento entry-level del mercato, che strizza l'occhio a chi vuole iniziare ad approcciarsi a questo mondo o a chi, magari, vuole sostituire una stampante low cost più datata.

Le peculiarità della SUNLU Terminator 3 (T3)

Rivolgendosi a un pubblico che vuole spendere poco e che risulta di conseguenza potenzialmente poco esperto, la SUNLU Terminator 3 (T3) mette al centro delle sue caratteristiche la velocità in termini di stampa: quei 250 mm/s rappresentano il principale selling point della stampante e uno degli elementi di spicco quando si prende visione della scheda tecnica (la base di partenza sono i 20 mm/s).
La promessa principale della soluzione di SUNLU (che ricordiamo essere un brand piuttosto noto non solo per le stampanti ma anche per accessori, filamenti e resine) è, dunque, quella di una stampa più rapida rispetto a quanto si vede usualmente in questa fascia di prezzo, nonché di un processo silenzioso, inferiore o uguale a 45 decibel.

La T3, a dirla tutta, non punta solamente su questo aspetto, in quanto risultano presenti anche funzionalità smart come il rilevamento automatico dell'ugello ostruito, che mette la stampa in pausa in modo automatico, così che l'utilizzatore possa procedere alla manutenzione e alla disostruzione del clog senza perdere ore di stampa.

Ci sono, poi, altre feature piuttosto interessanti per utenti più o meno esperti. Per esempio, c'è un interessante modulo che rileva la rottura del filamento, così come il salvataggio dello stato della stampa per riprendere il processo in caso di blackout elettrici con un semplice clic della rotellina. Da non sottovalutare, poi, il sistema di livellamento automatico in aggiunta alle rotelline di regolazione, che consente di regolare eventuali difformità nel primo livello di stampa. Essenzialmente, quindi, si tratta di un prodotto abbastanza completo e che cerca di limitare al massimo le problematiche a cui quasi sempre un utente alle prime armi va incontro.

Per quel che riguarda le altre caratteristiche, l'area di stampa è di 220 x 220 x 250mm, la scheda logica ha un chip a 32-bit, il peso netto della stampante è di 7,25 kg (8,65 kg per stampante e parti), la dimensione della stampante in sé è di 440 x 400 x 470 mm, le dimensioni dell'ugello sono di 0,4 mm (quello incluso, ma c'è la compatibilità fino a 0,8 mm) e le temperature arrivano fino a 260 °C sul nozzle e fino a 100 °C sul piatto.
Il corpo della SUNLU 3D è composto dai classici estrusi in metallo, mentre i filamenti compatibili sono quelli da 1,75mm. Si possono regolare manualmente le cinghie relative asse X e Y tramite manopola, così come risulta possibile regolare lo Z offset dopo il livellamento automatico.

Semplicità d'uso è la parola d'ordine

Uno dei primi scogli che un neofita solitamente trova quando si approccia al mondo della stampa 3D è rappresentato dal modo in cui la stampante si presenta all'interno della confezione di vendita.

Infatti, quando si fa riferimento alla fascia entry-level, a volte si possono trovare anche kit da montare completamente, che potrebbero dare qualche grattacapo già dalla fase iniziale.
Nel caso della SUNLU Terminator (T3), ci siamo trovati davanti a una stampante 3D semplice da assemblare. Infatti, basta seguire le semplici istruzioni cartacee, andando a posizionare correttamente le 3 parti necessarie e sfruttando le viti indicate dai giusti numeri, nonché gli strumenti del caso forniti da SUNLU, per avere tutto pronto in modo rapido.
Tra l'altro, sul canale YouTube di SUNLU sono presenti degli interessanti video tutorial per la configurazione della stampante 3D, calibrazione compresa, e per il primo caricamento del filamento (basta utilizzare un pulsante sul retro per far entrare il filo e assicurarsi poi che quest'ultimo sia correttamente inserito tra le rotelle).
Agli utenti più esperti potrebbe sembrare tutto scontato, ma per una persona alle prime armi avere un'ampia documentazione video può risultare una svolta non di poco conto.

Arrivati al collegamento della SUNLU T3 alla presa di corrente e all'accensione, lo schermo anteriore della stampante ci ha accolto con un semplice menu in inglese, che si può controllare mediante un'apposita manopola fisica. Avrete già intuito, quindi, che è possibile effettuare tutte le operazioni del caso direttamente tramite stampante, inserendo l'apposita microSD fornita in confezione e leggendo da quest'ultima i file GCODE già presenti al suo interno.

Inoltre, SUNLU ha pensato bene al target a cui si rivolge la stampante, in quanto, per chi vuole effettuare stampe di prova in modo rapido, sul sito Web ufficiale ci sono alcuni file GCODE già pronti: basta scaricarli, copiarli nella microSD tramite l'adattatore USB in dotazione e poi inserirla direttamente nello slot anteriore della stampante, selezionando il giusto file tramite manopola per iniziare a stampare modelli come quelli relativi alla spatola e alla scimmia re.
Dopo aver selezionato la voce "Print from SD", occorre scegliere il file e dopodiché inizierà il processo di stampa, attendendo semplicemente che la stampante effettui tutti i test automatici del caso relativi ai 16 "punti sonda" e che vengano scaldati piatto e ugello. Capite bene che, semplicemente seguendo un video di configurazione su YouTube e sfruttando poi le indicazioni che abbiamo appena fornito, un utente poco esperto può effettivamente muovere senza problemi i primi passi nel vasto mondo della stampa 3D.
La semplicità d'uso è di casa e questo rappresenta uno dei pregi principali della stampante, anche se in linea generale è una direzione che sta prendendo un po' tutto il mercato entry level per facilitare il primo ingresso in questo mondo e rendere utilizzabili da chiunque. Di certo, un approccio molto più intuitivo rispetto ai classici (e ormai vetusti) kit DIY.

Naturalmente, il vero potenziale della stampante esce fuori solo passando per uno slicer, ovvero il software che si occupa letteralmente di "affettare" i modelli 3D per creare file di istruzioni in formato GCODE, che siano poi utilizzabili dalla stampante.

Ognuno ha le sue preferenze in questo campo, ma sul portale ufficiale di SUNLU è presente una versione del classico Ultimaker Cura, popolare software che viene generalmente consigliato agli utenti meno esperti per via dell'interfaccia intuitiva. Una volta installato sul proprio PC, Windows o macOS che sia, basta portare a termine la rapida configurazione iniziale selezionando la SUNLU T3 come stampante in proprio possesso, per poter iniziare a gestire i modelli 3D scaricati dal Web.
Portali come Cults3D, Thingiverse e Printables rappresentano una manna dal cielo per trovare miriadi di modelli 3D pronti all'uso, spesso scaricabili gratuitamente o, più raramente, con un piccolo contributo. Ovviamente, il file scaricato sarà quasi sempre in formato STL, che andrà poi convertito in GCODE (attenzione a scaricare GCODE dal web, poiché quasi sicuramente non saranno compatibili con la propria macchina).

Qui entra in gioco Cura: basta trascinare il file del modello 3D che si vuole stampare nell'apposita schermata dell'editor, selezionare parametri come il numero di perimetri, la densità del riempimento interno e le temperature per il materiale utilizzato e premere poi sul pulsante "Slice", facendo attenzione alle stime dei tempi, poiché Cura tende a essere fin troppo ottimista in tal senso, sbagliando spesso anche di diverse ore. In seguito, basterà salvare il file GCODE sulla microSD e andare alla stampante.

Direttamente dallo schermo della Sunlu T3 si può trovare l'opzione per la stampa rapida (proprio un "On/Off"), che consente di ottimizzare i tempi, mostrando a schermo parametri come le temperature in fase di riscaldamento e la barra di progressione in fase di stampa.
Per il resto, le principali operazioni di manutenzione che un utente alle prime armi si troverà davanti sono relative principalmente alla pulizia dell'ugello (utilizzando la pinza presente in confezione per rimuovere il filamento in eccesso), all'estrusore rosso con doppie ruote godronate in metallo e all'ottimo tappetino magnetico da posizionare al di sopra del piatto di stampa, dotato di una superficie ruvida adatta a un ampio ventaglio di materiali (da pulire volta per volta aiutandosi con una spatolina, vista l'ottima adesione del primo strato). Per completezza d'informazione, con la stampante viene fornito anche un cavo che permette il collegamento USB al computer.

La bontà della SUNLU T3 nella fascia entry-level

Gli utenti più avanzati penseranno che fino a questo momento abbiamo espresso "ovvietà", ma abbiamo ritenuto giusto dare un po' di basi a chi è alle prime armi, visto che il target a cui si rivolge questo modello di stampante 3D è ben definito e che il primo approccio alla stampante rappresenta uno dei punti cardine per la fascia entry-level (d'altronde, anche gli utenti più esperti un tempo sono stati dei neofiti e hanno commesso i classici errori iniziali).

Ma come si è comportata la SUNLU T3 durante la nostra prova? Utilizzando il classico filamento in PLA presente in confezione (tra l'altro, menzione d'onore per Sunlu che propone un'intera bobina invece di un rocchetto da una manciata di grammi come altri brand), la stampante si è rivelata silenziosa durante la maggior parte del processo di stampa, rispettando le promesse del produttore - anche se non vi consigliamo di dormirci di fianco, come si vede invece in alcune immagini promozionali.
Non abbiamo mai avuto problemi in termini di adesione delle stampe al piatto magnetico, riuscendo poi tranquillamente a rimuovere diverse stampe anche direttamente a mano (il fatto che il piatto sia magnetico e flessibile aiuta, ma potrebbe essere necessaria la spatola fornita in confezione, in alcuni casi). La fase di preriscaldamento si è sempre rivelata rapida e le ventole di raffreddamento e bridge precise nello svolgere il loro dovere.

La SUNLU T3 è una stampante entry-level affidabile e che non presenta troppi problemi dal punto di vista operativo: questo è un grande vantaggio per il target a cui si rivolge, anche se ci sono alcuni aspetti su cui vale la pena soffermarsi. In termini di qualità di stampa, infatti, la modalità rapida a 250 mm/s riesce effettivamente a portare a termine il suo compito, ma non senza sbavature. Spesso, infatti, si vanno a perdere dettagli mediante questa modalità e le imperfezioni perimetrali possono essere notate anche da un occhio meno attento. I modelli più complessi potrebbero richiedere ulteriore pulizia per via di un eccesso di stringing.

A meno che non si tratti di prototipazione ed elementi particolarmente grezzi, dunque, si consiglia come sempre di utilizzare la velocità di base a 50 mm/s, ottenendo in questo modo un risultato più preciso e con un minor numero di imperfezioni.
Le velocità raggiunte dalla stampante, però, consentono di effettuare test senza dover attendere troppe ore e si tratta sicuramente di un valore aggiunto non di poco conto, sempre tenendo bene a mente la fascia di prezzo a cui si fa riferimento.
Per quel che riguarda la stampa a 50 mm/s, ciò che consigliamo con il filamento PLA fornito con la stampante, è impostare la temperatura di stampa attorno ai 210/215 gradi centigradi, mentre per il resto occorrerà effettuare tutti i test di rito per calibrare la temperatura filamento per filamento.
Su Ultimaker Cura, lo diciamo agli utenti meno esperti, basta premere sul riquadro delle opzioni, alla voce "Custom", andare alla scheda "Material" e portare il valore "Printing Temperature" da 200 a 210/215 gradi centigradi. Il firmware della stampante è il classico Marlin open source.

Per il resto, dobbiamo dire che l'esperienza con la SUNLU T3 ci ha ricordato da vicino il "mondo Creality", cosa che può essere vista come un complimento, anche se ogni modello di stampante 3D fa storia a sé.

Ci sono, però, alcune questioni che ci hanno fatto storcere un po' il naso, a partire da una cura a livello di costruzione non propriamente eccellente.
Per intenderci, alcuni cablaggi hanno una lunghezza eccessivamente ridotta, cosa che potrebbe creare qualche grattacapo in fase di assemblaggio. Inoltre, va detto che sfruttare la velocità a 250 mm/s non fa per tutti e può richiedere anche di mettere le mani sulle opzioni dei vari slicer, andando dunque per certi versi contro la filosofia di base della SUNLU T3.
Quella che è la principale caratteristica di questa stampante, dunque, è anche l'aspetto più controverso del prodotto, visto che comunque in molti si soffermeranno probabilmente sulle velocità standard. Tuttavia, è innegabile il fatto che a livello di hobbistica si faccia riferimento a un prodotto che può contestualizzarsi bene sul mercato soprattutto in virtù di un prezzo straordinariamente contenuto.

SUNLU Terminator 3 La SUNLU T3 è una stampante con cui un utente alle prime armi può divertirsi parecchio. Il principale punto di forza è la semplicità d'uso. Non mancano sistemi che consentono di prevenire in automatico la maggior parte delle problematiche che possono sorgere per un neofita, da un ugello intasato al filamento rotto, passando per l'improvvisa mancanza di corrente elettrica. In tutti questi casi, la stampa viene messa in pausa, evitando potenziali problematiche più serie, consentendo all'utente di riprendere quando tutto sarà sistemato. L'ampia documentazione presente online e il prezzo entry-level poco superiore ai 280 euro non fanno che rendere il prodotto maggiormente appetibile per chi vuole avvicinarsi per la prima volta a questo mondo. Fa, invece, storcere un po' il naso la costruzione non propriamente eccellente, mentre la caratteristica principale della stampante, ovvero la velocità a 250 mm/s, potrebbe non soddisfare l'occhio più attento, generando ovvi artefatti in virtù di limiti fisici della stampa FDM. Un buon numero di persone, alla fine, preferirà stampare a 50 mm/s. Un altro aspetto da non sottovalutare è che il filamento in dotazione necessita di 10/15 gradi in più rispetto al PLA standard, cosa segnalata anche dal produttore stesso. La SUNLU T3 stampa bene per il segmento entry-level, è affidabile e può sorprendere l'utente alle prime armi, collocandosi in modo interessante sul mercato: ormai anche il mondo della stampa 3D è affollato, ma i punti di forza ci sono e potrebbero convincere non pochi utenti.

7.7