vivo V23 5G recensione: un cameraphone con design che risplende

Vivo V23 5G è un cameraphone interessante, dal design attraente e con un comparto fotografico all'altezza della fascia alta.

vivo V23 5G recensione: un cameraphone con design che risplende
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vivo è ormai un brand affermato; anzi, è addirittura il primo brand domestico in Cina nel Q1 2022. Il successo che sta ottenendo dal Sichuan a Shanghai non è, tuttavia, pareggiato in Italia e in Europa in generale, dove ancora deve affermarsi come competitor più noti. Ciononostante, gli smartphone che propone non sono affatto da sottovalutare. Nelle nostre mani, tra fine aprile e inizio maggio 2022, è capitato il vivo V23 5G, che arriva sul mercato a quasi un anno dalla nostra recensione di vivo V21 5G: se quest'ultimo veniva proposto a 449 Euro, l'ultimo modello ha debuttato nei negozi del Belpaese a 549,90 Euro, passando però rapidamente a prezzi inferiori ai 500 Euro nelle settimane successive.

Il cartellino pone vivo V23 5G in una fascia di prezzo dove la competizione non manca affatto, ma nella quale riesce a spiccare con il suo comparto fotografico. Occhio però ai compromessi: ecco come se l'è cavata.

Riprende l'iPhone, ma si distingue

Basta aprire la confezione per rimanere sorpresi dall'originalità e bellezza di vivo V23 5G, a patto che la versione acquistata sia la luminosa Sunshine Gold e non la meno vistosa Stardust Black: se quest'ultima spicca per il suo minimalismo, ponendo l'attenzione interamente sulle scelte di design tra display e modulo fotocamera, la prima brilla a dir poco grazie a una finitura opaca liscia sul retro coperta da vetro fotocromatico, il quale cambia colore a seconda di come e quanto il Sole impatta sulla scocca.

A ciò si aggiungono i bordi circolari in metallo, che denota una natura decisamente più curata rispetto ai competitor di pari fascia che abbondano nell'uso della plastica. Insomma, vivo V23 5G è davvero una gioia per gli occhi e per il tatto: sotto ogni aspetto, sembra uno smartphone premium piuttosto singolare. Il form factor non è troppo imponente, ma nemmeno così compatto: il peso è quotato a 181 grammi (5 grammi in più rispetto a vivo V21 5G) e le dimensioni del corpo pari a 157,2 x 72,4 x 7,55 mm, appena inferiori a quelle del dispositivo predecessore. Lo spessore del modulo fotocamera eleverà minimamente lo smartphone quando appoggiato su superfici piane: non è una problematica così evidente, ma qualcuno potrebbe non gradire i lievi movimenti derivanti.

Sul lato destro si collocano il pulsante d'accensione e il bilanciere del volume, in alto troviamo uno dei microfoni e, inferiormente, speaker mono (peccato quindi per la mancanza di audio stereo), secondo microfono, porta USB Type-C e lo slot dual-SIM senza possibilità di espandere la memoria interna. Sul fronte del display qualcuno potrebbe criticare la decisione di implementare un pannello con notch largo sulla falsariga dello stile iPhone, eppure si rivela essere un'opzione del tutto efficace assieme ai bordi sottili lungo l'intera cornice, escluso il lato inferiore, di poco più gonfio.

Del resto, il vero protagonista resta il display AMOLED da 6,44 pollici con risoluzione pari a 2400 x 1080 pixel, certificazione HDR10+ e frequenza di aggiornamento selezionabile tra 90 Hz e 60 Hz, per un rapporto schermo-corpo dell'88%; a proteggerlo, infine, c'è un pannello in vetro Schott Xensation Up. Questa soluzione è decisamente precisa nei colori e la luminosità è adeguata - seppur incostante quando adattiva - anche all'aperto durante giornate in cui il Sole non lascia riposare gli occhi. Complice la presenza dei DRM Widevine L1 per i contenuti ad alta definizione, anche la visione di film e serie TV tra Amazon Prime Video e Netflix si rivela ottima.

Qualche ultima parola sulla dotazione nella confezione: all'interno troviamo, assieme al vivo V23 5G, una custodia in silicone trasparente, l'immancabile manualistica, la spilla per l'estrazione del vano SIM, adattatore da USB Type-C a jack audio da 3,5 mm, cuffie cablate e un voluminoso caricabatterie FlashCharge da 44W con annesso cavo USB Type-C/USB Type-A. In poche parole, non manca nulla.

Le prestazioni non sono il punto di forza

Chiariamolo subito: le prestazioni costituiscono il vero compromesso di vivo V23 5G. Il cuore pulsante è il chipset MediaTek Dimensity 920, prodotto con processo a 6 nanometri e caratterizzato dalla dotazione di due CPU Cortex-A78 a massimo 2,5 GHz e sei CPU Cortex-A55 operanti a massimo 2 GHz, mentre la GPU è la Mali-G68. Mettendolo alla prova su GeekBench 5 con alcuni test dedicati esclusivamente alla CPU abbiamo ottenuto 739 punti in single-core e 2127 punti in multi-core, collocandosi quindi sopra al Samsung Galaxy A52 5G della scorsa generazione e piuttosto al di sotto di OnePlus Nord 2, competitor nella fascia di prezzo di riferimento che, però, integra un SoC Dimensity 1200-AI.

Con AnTuTu Benchmark 9.3.8, invece, il test combinato di processore e chip grafico ha raggiunto quota 492.045 punti, lievemente inferiore al Samsung Galaxy A52s 5G e poco superiore al Samsung Galaxy M52 5G. Se paragoniamo i punteggi ottenuti con il predecessore vivo V21 5G, dunque, la differenza è evidente: quest'ultimo, infatti, si fermava a 378.215 punti su AnTuTu v9, 556 punti in single-core e 1695 punti in multi-core su GeekBench.

In termini più semplici, vivo V23 5G si appresta egregiamente all'utilizzo quotidiano e permette di dilettarsi con qualche gioco mobile senza arrivare però a grandi risultati: Call of Duty Mobile è giocabile bilanciando i dettagli tra Medio e Alto, mentre titoli più pesanti sulla CPU come Age of History 2 mostrano lag e scaldano lo smartphone durante le attività di simulazione più intense.

Alla luce di ciò, si consiglia di limitarsi a esperienze più casual come Retro Bowl e Retro Goal per gli amanti dello sport, o Rusted Warfare per chi apprezza gli RTS. Dobbiamo notare, comunque, la presenza della modalità Ultra-Gioco offerta da Funtouch OS 12, la personalizzazione di Android 12 firmata dal brand.
Grazie a questa feature specifica, potremo bloccare le notifiche durante il gaming, attivare una barra laterale mentre si gioca e persino abilitare la modalità eSport per ottimizzare le prestazioni e ridurre al minimo i disturbi di SMS e notifiche da parte di qualsiasi applicazione. Inoltre, nelle impostazioni dedicate troviamo opzioni speciali per modificare la qualità del comparto sonoro.

La personalizzazione Funtouch OS 12 consente, poi, di estendere la RAM aggiungendo 4 GB ai 12 GB disponibili, presi in prestito come sempre dallo spazio di archiviazione - 256 GB nella nostra unità di test. L'incremento sarà attivo di default e potrà essere disattivato tramite le impostazioni se non ne sentite la necessità.

Qualche parola conclusiva sull'esperienza offerta da Funtouch OS 12: durante la nostra prova, effettuata con l'aggiornamento delle patch di sicurezza ad aprile 2022, si è rivelata una soluzione efficace sia sul fronte estetico che su quello delle prestazioni. Insomma, rimane ancora una personalizzazione piacevole all'occhio, però dotata di una lieve quantità di bloatware nella forma di applicazioni pre-installate come Booking e contenuti vivo per mostrare i punti salienti del dispositivo.

Passi avanti lato autonomia

Se nel caso del vivo V21 5G una delle criticità che avevamo evidenziato riguardava l'autonomia, buona ma non propriamente soddisfacente, con l'aumento della capacità a 4.200 mAh, l'ottimizzazione derivante dal SoC MediaTek Dimensity 920 e il supporto alla ricarica rapida da 44W, il vivo V23 5G fa un passo in avanti piccolo ma pur sempre importante. Lo smartphone riesce a durare una giornata intera anche con due ore di riproduzione di contenuti multimediali e un po' di gaming, oltre al tipico utilizzo quotidiano di social network.

La ricarica rapida, poi, in circa un'ora consente di riprendere l'energia necessaria per un altro giorno. Il desiderio sarebbe sempre quello di ottenere una batteria più capiente per poter iniziare a parlare, anche per l'offerta premium di vivo, di un battery phone propriamente detto, ma non ci si può ritenere delusi dalle migliorie apportate dal team in questa generazione.

Un vero e proprio cameraphone

Ma veniamo al vero fulcro di vivo V23 5G: il comparto fotocamere. Lo smartphone è dotato di un setup a tre sensori sul retro: il principale grandangolare da 64 MP (f/1.9) con Autofocus, il modulo ultra-grandangolare da 8 MP (f/2.2) con angolo di 120 gradi e la lente macro da 2 MP (f/2.4). Anteriormente, invece, troviamo un sensore principale da ben 50 MP (f/2.0) con Autofocus e un ultra-grandangolare da 8 MP (f/2.3) con angolo di 105°. I video si possono registrare in 1080p e 4K a 30fps sia sul fronte che posteriormente e la stabilizzazione gyro-EIS garantisce ottime riprese in ogni contesto.

Le fotografie, tuttavia, sono la vera sorpresa del dispositivo che, quindi, mantiene la medesima reputazione del modello precedente: è un cameraphone di riferimento nella fascia media. Come potrete scoprire anche nella cartella Drive di vivo V23 5G, pur non raggiungendo risultati impressionanti le fotografie diurne catturano molteplici dettagli e rappresentano degnamente i colori reali, senza renderli davvero naturali ma nemmeno esagerandoli. L'intelligenza artificiale sembra operare molto bene risolvendo l'eventuale presenza di rumore e contribuendo a una sensazione di maggiore naturalezza del soggetto e dei dintorni.

Lo zoom per gli scatti a oggetti distanti è ancora limitato, mentre l'ultrawide è soddisfacente e il sensore macro fa il suo lavoro in maniera sufficiente, al netto della risoluzione (aspetto, questo, che riguarda in realtà l'intero mercato). Infine, i selfie continuano a essere ottimi sia in diurna che in notturna, complice la dotazione di due flash frontali denominati "doppio faretto" nell'app della fotocamera, sui quali è possibile modificare la temperatura al fine di ottenere immagini più calde o più fredde.

vivo V23 5G vivo V23 5G è uno smartphone che nell’insieme convince, ma può far storcere il naso sul fronte prestazioni. L’occhio è pienamente soddisfatto dal design ben distinto dalla concorrenza di riferimento, come anche dal buon display AMOLED in dotazione. A ciò si aggiunge il vero pezzo da novanta, il comparto fotografico: anteriormente e posteriormente troviamo solo certezze, complici l'IA e un corredo di sensori di tutto rispetto. L’autonomia non è eccellente, ma c’è un piccolo passo avanti rispetto al predecessore con l’aumento della capienza e della velocità di ricarica. Se volete un cameraphone più accessibile rispetto ai top di gamma, vivo V23 5G è senza dubbio un modello da considerare.

8.2