Xiaomi Black Shark Recensione: tanta potenza per lo smartphone da gaming

Black Shark è uno smartphone pensato espressamente per i gamer, con caratteristiche tecniche spinte e un'ottima autonomia.

recensione Xiaomi Black Shark Recensione: tanta potenza per lo smartphone da gaming
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Cosa definisce uno smartphone "da gaming"? La risposta a questa domanda è più difficile di quanto si possa pensare, soprattutto perché finora abbiamo visto pochi prodotti indirizzati espressamente ai giocatori. Il primo è stato il Razer Phone, che ha puntato molto del suo appeal sullo schermo da 120 Hz. Poi è arrivato il Nubia Red Magic che, a parte qualche led sulla scocca, non aveva caratteristiche particolari dedicate ai giocatori. Asus ha detto la sua con il ROG Phone, un concentrato di potenza e accessori dedicati agli aspetti ludici, che però non è ancora arrivato sul mercato.
Anche Xiaomi ha deciso di puntare su questo nuovo segmento di mercato, grazie a Black Shark, un telefono dalle caratteristiche spinte e dotato anche di controller dedicato. Allo stato attuale, il dispositivo non è in vendita in Europa, ma è possibile acquistarlo attraverso GearBest, che lo propone a circa 500€ in base alle offerte.

Pack di vendita

La confezione in cui è contenuto lo Xiaomi Black Shark è piuttosto curata e offre di serie già diversi accessori. Aperta la scatola, troviamo un foglio di cartoncino nero a presentare il prodotto, come spesso capita con periferiche da gaming come mouse e tastiere. Tolto il telefono, all'interno rimangono cavo di ricarica USB Type C e caricabatteria da 15V/1.5A. Le cuffie non sono presenti purtroppo, ma troviamo una particolare cover in silicone, che riprende il disegno della backcover del telefono, e una pellicola protettiva per il display. Se stessimo parlando un comune smartphone saremmo comunque soddisfatti del bundle, ma non è questo il caso. Creare uno smartphone pensato per il gioco significa innanzitutto dare agli acquirenti un metodo di controllo più preciso, che vada a soppiantare il touch. Purtroppo, il controller è disponibile ma non è fornito di serie, e va acquistato a parte per circa 38€. Abbiamo effettuato dunque tutte le prove con il solo smartphone, cosa che non ci permette di saggiare appieno tutte le potenzialità del device in ambito gaming.

Design

Una premessa, prima di parlare di design, è d'obbligo. Gli smartphone da gaming, fino ad ora, hanno adottato tutti linee piuttosto particolari e aggressive, per cui il colpo d'occhio dello Xiaomi Black Shark non deve stupire. Siamo di fronte a un design completamente diverso da quello dei normali telefoni, che combina alcune soluzioni tipiche del mondo videoludico (come i led) con altre che sembrano prese dai dispositivi rugged. La parte frontale non presenta elementi particolari, anzi, Xiaomi è riuscita a realizzare un dispositivo a dir poco minimale, con un vetro leggermente curvo ai lati, capsula auricolare, Led di stato e fotocamera nella parte superiore e lettore di impronte digitali in basso, inserito tra il tasto capacitivo dedicato al multitasking e quello per tornare indietro. La scocca è realizzata quasi interamente in metallo, con i bordi laterali lavorati per migliorare il grip. Sul lato destro sono collocati il bilanciere del volume e il tasto di accensione, su quello sinistro invece c'è il vano che può ospitare due Nano SIM (ma niente Micro SD) e un piccolo slider con texture zigrinata. Questo attiva la Gaming Mode, di cui parleremo più avanti nella sezione relativa al software. Nel bordo basso sono presenti invece due griglie, che nascondono lo speaker, e la presa USB Type C.
Ma passiamo alla zona più particolare di questo Black Shark, ovvero la backcover. Qui i designer si sono davvero sbizzarriti, con forme uniche e l'utilizzo di materiali diversi combinati. La parte esterna è realizzata in metallo, interrotto da una zona in vetro, visibile con il contorno verde. Al suo interno è inserita una sezione in plastica, con una particolare texture evidenziata da dei triangoli, al cui centro campeggia la S di Shark. Questa è retroilluminata e può essere personalizzata in quattro colori, a scelta dall'utente. Non solo estetica però, perché può funzionare anche da ulteriore led di notifica. Abbiamo riscontrato però un grosso problema nell'utilizzo di questo elemento: le impostazioni relative al led sono in cinese, quindi completamente ingestibili.
Per quanto riguarda l'ergonomia, il telefono misura 161.6 x 75.4 x 9.3 mm, per un peso di 190 grammi. Non certo una piuma, ma la particolare lavorazione della scocca posteriore dona un ottimo grip, aiutato anche dall'eccellente bilanciamento del peso.

Caratteristiche tecniche

Veniamo al piatto forte dello Xiaomi Black Shark, ovvero il suo hardware. Prima dell'arrivo del PocoPhone F1, il Balck Shark era una delle alternative più economiche per avere accesso al SoC Snapdragon 845, il più potente oggi disponibile. Si tratta di un processore realizzato a 10 nm, con clock massimo di 2.8 GHz e GPU Adreno 630, la più performante in commercio. Una potenza che si è fatta notare anche su AnTuTu, dove il Black Shark è arrivato spesso primo nelle classifiche diffuse mensilmente dal noto benchmark mobile. La variante da noi testata è quella da 6 GB di RAM e 64 GB di memoria interna (UFS 2.1). Se pensate però di utilizzarla in modo intensivo per il gaming, consigliamo la variante da 8 GB di RAM e 128 GB di storage: i 64 GB di memoria interna potrebbero infatti risultare pochi se si installano molti giochi. Lo schermo è da 5.99 pollici, con risoluzione Full HD+ (2160x1080), ed è di tipo IPS. Niente tecnologia AMOLED purtroppo, ma il pannello si difende comunque bene, anche se avremmo apprezzato una luminosità di picco più elevata, utile per l'utilizzo all'esterno. La dual cam posteriore presenta un sensore da 12 insieme a uno da 20 Megapixel, dotati di apertura f/1.8. La cam frontale è sempre da 20 Megapixel ma con apertura f/2.2, ed è dotata anche di flash led.
Grazie allo Snapdragon 845, la connettività comprende tutti gli standard più moderni, dal Wi-Fi ac al Bluetooth 5.0, passando per l'LTE. Attenzione però, essendo un prodotto pensato per il mercato cinese, manca la banda 20 del 4G. Ad alimentare il tutto troviamo una batteria da 4000 mAh, un valore elevato e che si riflette direttamente sull'autonomia.

Software

Torniamo alla domanda fatta all'inizio di questa recensione: cosa definisce uno smartphone "da gaming"? Allo stato attuale gli elementi utilizzati dalle aziende per distinguere questi prodotti dalla massa sono il design aggressivo, e il Black Shark ce l'ha, controller dedicati, e questo purtroppo manca, almeno di serie, prestazioni elevate, anche queste presenti, e un software ottimizzato per il gioco.
A proposito del software, quello montato sul Black Shark è molto particolare, ed è pensato espressamente per i giocatori. A differenza degli altri smartphone Xiaomi, che utilizzano l'interfaccia MIUI, in questo caso troviamo la JOYUI 1.0, basata su Android 8.1. Il sistema operativo gira in modo impeccabile sullo smartphone, del resto la potenza a disposizione non manca di certo. Questo telefono però mal si adatta agli utenti che vogliono acquistare uno smartphone e partire subito in quarta a giocare, visto che mancano tutte le app di Google. Niente Play Store e niente Chrome o Gmail di serie, ma app proprietarie Xiaomi non removibili, che non possono nemmeno essere nascoste dalla schermata home, tutte in cinese.
Nessun problema per chi invece è più pratico, visto che le app di Google possono essere tranquillamente installate tramite apk. La ROM utilizzata è quasi del tutto localizzata in inglese, se escludiamo le app di Xiaomi. Gli utenti italiani non le avrebbero utilizzate comunque, visto che riguardano servizi utilizzati prevalentemente in Cina, per cui non è un problema.
Molte sono le funzionalità legate al gioco, a partire dalla Gaming mode, attivabile dallo slide laterale. Una volta fatto, il telefono entra in modalità di visualizzazione landscape e apre la relativa app, che blocca subito tutte le notifiche in arrivo e libera la RAM occupata. In questa schermata vengono visualizzati tutti giochi installati sul dispositivo, funzionando da vero e proprio hub per il gaming. Sono presenti statistiche sui titoli utilizzati ed è anche possibile osservare lo stato di funzionamento del gamepad associato, oltre alla percentuale di utilizzo di CPU e GPU. In questa modalità, anche premendo il tasto home il sistema non ritorna alla schermata principale, evitando uscite involontarie dai giochi. Per tornare alla home bisogna riportare lo slider laterale alla posizione originale.
Le gesture del lettore di impronte rimangono però attive anche con Game Mode attiva, per permettere l'utilizzo di una barra a scomparsa chiamata Game Dock. Con uno swipe sul lettore di impronte si ha accesso a toggle rapidi per attivare-disattivare il controller, il Wi-Fi e l'arrivo delle chiamate. Da qui è possibile attivare anche la Night Mode, disattivare i pulsanti capacitivi frontali e attivare la modalità Game HDR, che ottimizza lo schermo per gestire al meglio i punti più bui e quelli più luminosi del display durante il gioco. Le opzioni sono davvero tante e comprendono anche la funzionalità "Anti-Addiction" con cui impostare un tempo limite di utilizzo delle app, oppure il parental control, utile se il telefono viene utilizzato da un bambino.

Esperienza d'uso

Le ottimizzazioni legate al gaming sono molte e ben strutturate, ma come sono le prestazioni dei giochi? Non avevamo dubbi sul fatto che fossero ottime, del resto lo Snapdragon 845 non ha rivali attualmente. Da PUBG Mobile a Real Racing 3 tutti i titoli provati hanno funzionato al massimo del dettaglio e con frame rate elevato, confermando le ottime impressioni preliminari sul telefono in questo campo. Ottima anche la fluidità dell'interfaccia JOYUI, con un tempo di apertura delle app ridotto all'osso e l'assenza di lag o impuntamenti.
In uno smartphone di questo tipo la qualità fotografica passa in secondo piano a nostro avviso, visto che lo scopo del prodotto è fornire le massime prestazioni nel gioco. Nonostante sulla carta il telefono presenti specifiche più che buone, nella pratica gli scatti non sono eccezionali. Nella stessa fascia di prezzo si trovano device che fanno foto migliori, ma se non si hanno grosse pretese ci si può accontentare di un comparto fotografico comuque più che adeguato per realizzare scatti da piazzare poi sui social. Curato l'audio, con una configurazione stereo per gli speaker, che punta tutto sui bassi, decisamente in evidenza durante il gioco. Peccato solo per l'assenza del jack audio: molti headset da gaming funzionano ancora con il jack, e da uno smartphone di questo tipo ci saremmo aspettati la sua presenza.

Per quanto riguarda la ricezione del segnale, l'assenza della banda 20 non si sente, il telefono prende bene in ogni contesto, e il dual SIM è un valore aggiunto importante, anche questo ben implementato a livello software. Chiudiamo con uno dei punti forti dello Xiaomi Black Shark, ovvero l'autonomia. Con un utilizzo normale, due giorni senza ricarica sono ampiamente raggiungibili; molto bene anche durante il gioco: dopo un paio di ore di utilizzo in questo ambito, la batteria è scesa dal 100 al 70%, segno che, anche utilizzando il terminale per più ore consecutive, è difficile non arrivare a sera.

Xiaomi Black Shark Dare un giudizio sullo Xiaomi Black Shark è complicato. Tirare le somme su questo smartphone, con argomentazioni che possano essere condivisibili per più tipologie di utenti, è praticamente impossibile. Se siete utilizzatori abituati ad accendere un telefono nuovo e ad avere tutto pronto fin da subito, allora meglio puntare su altri device. Il Black Shark è uno smartphone che richiede un minimo di dimestichezza per essere messo a punto, niente di complicato, ma scoraggerebbe certamente l'utente comune. Alcuni, ma fortunatamente pochi, elementi della UI sono in cinese, mancano le app di Google e le app di Xiaomi non sono localizzate, nemmeno in inglese. Se invece siete appassionati allora il discorso cambia, perche il setup del telefono non sarà certo un problema. In questo caso, il Black Shark ha diversi pregi, tra cui annoveriamo anche il design. A prescindere dai gusti personali, le linee scelte sono tamarre e muscolari, distinguendo il device dalla massa. Troviamo poi un hardware di alto livello, al pari di molti top di gamma, anche se il comparto fotografico è al di sotto della media di categoria per qualità degli scatti. Ottima la batteria come anche le ottimizzazioni software per il gaming. Peccato però per l'assenza del controller incluso nel prezzo, una difetto non da poco per un dispositivo simile, visto che aumenta il prezzo d'acquisto di altri 38€. Attenzione però, perchè le alternative non mancano in questa fascia di prezzo, e offrono un hardware molto simile e un design più sobrio. Se quello che cercate è però un telefono dall'aspetto unico nel suo genere, che salta subito all'occhio, allora questo Black Shark potrebbe fare al caso vostro.