Xiaomi Mi A3 Recensione: uno smartphone da non sottovalutare

Xiaomi Mi A3 sta dividendo critica e pubblico per via di alcune scelte discutibili, ma rimane comunque un ottimo smartphone.

recensione Xiaomi Mi A3 Recensione: uno smartphone da non sottovalutare
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Abbiamo già visto innumerevoli volte questa storia: uno smartphone tanto atteso si appresta all'uscita, le prime prove lamentano che un singolo aspetto del dispositivo non convince e cresce così il malcontento. Potremmo denominarlo "il ciclo dell'hype" ed è esattamente quello che è successo con Xiaomi A3, il tanto atteso smartphone low cost della società cinese, venduto a un prezzo di circa 250 euro su Amazon Italia tramite rivenditori (si trova allo stesso costo anche da Unieuro).
Il dispositivo è infatti finito nell'occhio del ciclone sia Cina (nella sua versione denominata Xiaomi Mi CC9e) che in Europa. Le motivazioni? La presenza di uno schermo con risoluzione HD+ e l'assenza dell'NFC. Ma sono aspetti davvero così penalizzanti?

Design e Unboxing

Il sample è giunto in redazione senza il packaging finale, per cui non possiamo dare indicazioni precise sul contenuto della confezione. Tuttavia, all'interno dovrebbe esserci un caricabatterie da 5V/2A, un cavo USB Type-C per la ricarica, la spilla per l'estrazione del vano dual nanoSIM e una cover in silicone. Mi A3 si presenta con delle dimensioni di 153,48 x 71,85 x 8,47 mm, per un peso di circa 173,8 grammi. L'ergonomia è buona e il dispositivo si riesce a utilizzare tranquillamente anche con una sola mano.
Anche il grip è buono e la backcover non risulta mai troppo scivolosa. Dobbiamo infatti fare un plauso a Xiaomi sul fronte della qualità costruttiva: il profilo è in metallo, il retro è in vetro, niente male per uno smartphone venduto a circa 250 euro.

Il dispositivo è disponibile, oltre che nella colorazione nera che potete vedere nelle foto, anche in quelle bianca e blu. La backcover garantisce buoni giochi di luce, soprattutto quando ci si trova all'esterno, e abbiamo apprezzato la volontà della società cinese di continuare a puntare in questa direzione.

La parte anteriore è invece costituita dal classico pannello con notch "a goccia", contenente la capsula auricolare e la fotocamera frontale, e da bordi evidenti, mentre nella parte posteriore troviamo anche i tre sensori fotografici posti in verticale seguiti dal flash LED. Il sensore di impronte digitali è in questo caso sotto al display. La reattività di quest'ultimo è buona, anche se, come ribadiamo sempre, preferiamo lo sblocco facciale 2D, nonostante la minore sicurezza offerta.

Gli altoparlanti trovano posto nella parte inferiore, accanto alla porta USB Type-C, mentre il microfono, la porta infrarossi e il jack audio da 3,5 mm per le cuffie fanno capolino nella parte superiore. Sulla destra sono presenti il tasto d'accensione e il bilanciere per alzare e abbassare il volume. Sulla sinistra, invece, troviamo il carrellino della SIM.
Tirando le somme, lo smartphone non ha un design troppo innovativo, ma in questa fascia di prezzo non si può chiedere di più. A nostro modo di vedere, è molto più importante la solidità costruttiva e Xiaomi Mi A3 sa il fatto suo da questo punto di vista.

Caratteristiche tecniche

Mi A3 è spinto da un processore octa-core Qualcomm Snapdragon 665 operante alla frequenza massima di 2 GHz (4 x 2 GHz + 4 x 1,8 GHz), affiancato da una GPU Adreno 610 e 4GB di RAM LPDDR4X. Una buona configurazione per la fascia di prezzo, dove solitamente vengono utilizzati componenti meno performanti.
Troviamo poi 64GB di memoria interna (espandibili tramite microSD fino a 256GB), più che sufficienti per tutte le tipologie di utilizzo, considerata anche la possibilità di espansione.
Ma veniamo al punto più criticato di Xiaomi Mi A3: il display AMOLED da 6,08 pollici con risoluzione HD+ (1560 x 720 pixel), aspect ratio 19,5:9, protezione Gorilla Glass 5 e screen-to-body ratio dell'82,56%, con la presenza del notch "a goccia" posto in alto e di bordi arrotondati.

Stiamo parlando di un pannello con una risoluzione sicuramente inferiore alla media della fascia di prezzo, che però si è ben comportato nell'utilizzo quotidiano. La scelta di Xiaomi è ovviamente discutibile: puntare su un AMOLED con risoluzione inferiore piuttosto che utilizzare un classico IPS LCD Full HD+ è rischioso perchè difficilmente comunicabile agli acquirenti meno esperti.
Tuttavia la tecnologia AMOLED offre diversi pregi, come più ampi angoli di visione, neri più profondi e la possibilità di sfruttare questi ultimi per ottimizzare l'autonomia.

Dal nostro punto di vista, la risoluzione inferiore si nota durante l'utilizzo dello smartphone, ma non è un problema così grave.
Il problema più grave è che la concorrenza è già arrivata ad adottare display AMOLED con risoluzione Full HD+ nella fascia di prezzo dei 250 euro, precisamente Samsung con il suo Galaxy A50. Per il resto, la regolazione automatica della luminosità funziona bene e i colori sono ben contrastati. Non manca ovviamente l'ambient display.

Parlando del notch, l'implementazione di un sistema operativo stock legato ad Android One ha purtroppo fatto fare allo smartphone un passo indietro per quanto riguarda l'ottimizzazione dell'aspect ratio. Non è infatti possibile nascondere la tacca (se non con applicazioni esterne come Notch Remover) e non è presente alcun tipo di modalità per far visualizzare le app a tutto schermo.
Questo significa che molte applicazioni, come PUBG Mobile, non vanno a coprire le parti a destra e a sinistra del notch.

Passando al comparto fotografico, troviamo una fotocamera frontale da ben 32MP (f/2.0) e una tripla fotocamera posteriore da 48MP (f/1.79) + 8MP (f/2.2, grandangolare) + 2MP (f/2.4, bokeh). I tre sensori posteriori possono registrare video in 4K a 30fps, mentre quello anteriore arriva al Full HD/30fps.
Non mancano, come al solito, le funzionalità Breve video, Ritratto, HDR, Notte, Panorama, Pro, AI, Google Lens e Tilt-shift. Come sempre i 48MP vanno abilitati manualmente. Insomma, Mi A3 offre la classica esperienza utente completa a cui ci ha abituato Xiaomi.

La qualità delle foto dalla tripla fotocamera posteriore è ottima, sicuramente superiore alla media della fascia di prezzo, con scatti che spiccano soprattutto in buone condizioni di luce. Gli scatti notturni invece tendono a non catturare bene tutti i dettagli. Buono l'uso dell'HDR e dell'intelligenza artificiale, che in alcune situazioni vanno a migliorare sensibilmente la qualità finale. Anche le foto scattate dalla camera anteriore sono di buona qualità.
Potete vedere alcune foto non compresse consultando la nostra cartella Drive dedicata a Mi A3. Per quanto riguarda i video, essi sono godibili ma soffrono di una stabilizzazione non esattamente al top, come d'altronde avviene spesso in questa fascia di prezzo.

Una delle cose che abbiamo apprezzato maggiormente di Mi A3 è l'autonomia. La batteria non rimovibile è da 4030 mAh e ci ha permesso di arrivare spesso a sera con il 40% circa di carica residua. Con un utilizzo normale si possono fare tranquillamente due giorni di utilizzo.
Questo risultato è migliore del solito e, come accennavamo in precedenza, anche l'adozione di uno schermo AMOLED ha sicuramente fatto la sua parte. Non manca nemmeno il supporto alla ricarica rapida da 18W.

Ottimo anche il comparto audio, con una qualità generale che convince e un volume massimo superiore alla media. Arrivando alla connettività, troviamo il supporto a 4G LTE, Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac e Bluetooth 5.0. Da segnalare l'assenza dell'NFC, della ricarica wireless e dell'impermeabilità (o perlomeno, manca una qualsivoglia certificazione IP).

Software

Il sistema operativo è Android 9 Pie in versione stock con patch di sicurezza aggiornate, al momento in cui scriviamo, al 5 giugno 2019. Qui non c'è molto da dire: Android stock lo conosciamo e le funzionalità sono sempre quelle. Le uniche aggiunte da segnalare sono alcune app preinstallate, come Mi Community, Mi Store, Amazon e AliExpress.

La peculiarità dello smartphone (e della serie Mi A) è però l'adesione al programma Android One di Google, che garantisce due anni di aggiornamento alle major release del sistema operativo e tre anni di update per quanto riguarda le patch di sicurezza. Insomma, come avviene con tutti i dispositivi Android One, stiamo parlando di un prodotto che guarda al futuro. Per il resto, come al solito, il sistema è particolarmente fluido e non si può veramente dire nulla a Xiaomi da questo punto di vista.

Prestazioni e benchmark

Come già accennato nel capitolo precedente, Mi A3 offre delle ottime prestazioni e fa girare il software in maniera impeccabile, anche quando si utilizzano app "pesanti" come Facebook, Instagram e Twitter. Certo, tutti noi avremmo preferito che Xiaomi utilizzasse il processore Snapdragon 710 (Xiaomi Mi CC9) piuttosto che lo Snapdragon 665 (Xiaomi Mi CC9e / Mi A3), ma siamo comunque su livelli superiori alla media e non abbiamo riscontrato alcun problema da questo punto di vista.

Per gli amanti dei benchmark, il dispositivo ha fatto registrare un totale di 139901 punti su AnTuTu. Su Geekbench, invece, è arrivato a 1527 punti in single-core e 5602 punti in multi-core. Per farvi un esempio concreto, Samsung Galaxy A50, smartphone che viene venduto a un prezzo simile a Mi A3, aveva fatto registrare un totale di 136009 punti su AnTuTu, come potete leggere nella nostra recensione. Insomma, lo scarto prestazionale non è poi così elevato, ma Xiaomi Mi A3 rientra lo stesso tra gli smartphone più prestanti di questa fascia di prezzo.

Gaming

Per mettere alla prova Xiaomi Mi A3 in ambito gaming abbiamo testato una selezione di cinque titoli: Shadowgun Legends, Dead Trigger 2, The Elder Scrolls: Blades, ARK: Survival Evolved e PUBG Mobile. Si tratta quindi perlopiù di titoli recenti, in grado di mettere a dura prova gli smartphone di questa fascia di prezzo.
Shadowgun Legends gira in modo fluido con grafica su "Alta", anche se ci sono alcuni leggeri cali di framerate nelle situazioni più concitate.

Dead Trigger 2, sviluppato da MadFinger Games, è invece un titolo approdato sul mercato nel 2013, che però è stato aggiornato numerose volte nel corso degli anni. Esso dispone infatti di un comparto grafico ancora al passo con i tempi, per quanto riguarda ovviamente il settore smartphone. Xiaomi Mi A3 riesce a far girare Dead Trigger 2 in modo impeccabile con dettagli su "Ultra Alto", senza presentare alcun tipo di lag o fastidiosi cali di framerate. Non abbiamo avuto problemi anche per quanto riguarda The Elder Scrolls: Blades, titolo ancora in Beta che dispone di un comparto tecnico all'avanguardia.

Passando a titoli ancor più esosi in termini di risorse, ARK: Survival Evolved gira fluidamente solamente a "Medio", ma questo è normale in quanto stiamo parlando di un gioco particolarmente pesante. In merito a PUBG Mobile, attualmente uno dei titoli più giocati su smartphone, nel video qui sopra potete vedere qualche minuto di gameplay registrato durante la nostra prova.
Il titolo di Tencent Games viene automaticamente impostato con dettagli su "HD" e frame rate su "High" e funziona bene su questo Xiaomi Mi A3. Non è purtroppo possibile settare il gioco a "Ultra". Tirando le somme, Xiaomi Mi A3 non è certamente un dispositivo che punta al massimo dei dettagli nel gaming, ma può comunque regalare prestazioni migliori rispetto a molti altri smartphone di questa fascia di prezzo.

Xiaomi Mi A3 Xiaomi Mi A3 è uno smartphone che nel complesso ci ha convinto. Il dispositivo offre delle prestazioni superiori alla media, un ottimo comparto audio, un'autonomia veramente granitica, una buona solidità costruttiva e un comparto software destinato a durare, visto che Android One garantisce due anni di aggiornamento alle major release del robottino verde e tre anni di update per quanto riguarda le patch di sicurezza. Tuttavia, lo smartphone ha due principali punti dolenti: la presenza di un pannello AMOLED con risoluzione solamente HD+ e l'assenza di NFC. Sono sicuramente degli aspetti da tenere in considerazione, ma a cui va dato il giusto peso in base all'utilizzo e alle esigenze del singolo utente. Per questo motivo, se non siete particolarmente esigenti da questo punto di vista, potete tranquillamente chiudere un occhio. Gli aspetti positivi sono molti di più rispetto a quelli negativi e quindi Xiaomi Mi A3 è uno smartphone che merita di essere acquistato da chi vuole puntare su un dispositivo destinato a durare nel tempo.

8.3