Xiaomi PocoPhone F1 Recensione: il flagship low cost aggredisce i top di gamma

Xiaomi PocoPhone F1 è il flagship low cost che in molti aspettavano, tra ottime prestazioni e autonomia granitica.

recensione Xiaomi PocoPhone F1 Recensione: il flagship low cost aggredisce i top di gamma
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Dobbiamo ammetterlo: quando Xiaomi ha annunciato PocoPhone F1, il nostro hype è salito alle stelle. Uno smartphone con caratteristiche tecniche da top di gamma proposto al prezzo ufficiale di 329 euro, che viste le cifre della concorrenza è riduttivo definire aggressivo.
Il tutto realizzato da un'azienda che nel corso degli anni ha sbagliato veramente pochi dispositivi ed è appena arrivata in Italia. Insomma, le premesse del successo c'erano tutte e infatti siamo di fronte a quello che definiamo - senza remore - un best buy, termine che usiamo raramente su queste pagine.
Certo qualche piccolo problema non manca, ad esempio non si possono vedere (al momento) i contenuti Prime Video e Netflix in HD. Anche OnePlus 5 e 5T soffrivano inizialmente della stessa "problematica", ma erano comunque degli ottimi smartphone e il tutto è stato risolto nel tempo.
Capite dunque che si tratta di funzionalità non critiche legate solamente a due app, che potrebbero certamente far storcere il naso a qualcuno, ma che vanno a finire nel dimenticatoio se si analizza il rapporto qualità/prezzo dello smartphone.
Un'altra "polemica" ha accompagnato l'uscita dello smartphone, quella relativa al prezzo consigliato, con i 329 euro che sono stati inizialmente esclusiva dei Mi Store fisici italiani, mentre online PocoPhone F1 si trovava a circa 400 euro. Ebbene, come volevasi dimostrare, bastava aspettare qualche giorno per vedere anche su Amazon.it e altri siti online un prezzo vicino a quello consigliato.
In particolare, dal 17 settembre la versione italiana del dispositivo è acquistabile a 329 euro su ePrice. Insomma, il lancio del flagship low cost della società cinese ha dovuto superare alcuni ostacoli, ma nella nostra prova ha dimostrato di saper dribblare ampiamente il gossip e le facili battute sul suo nome, dimostrandosi un dispositivo solido.

Design e unboxing

La confezione di vendita contiene, oltre allo smartphone, un caricabatterie Quick Charge 3.0 da 18W, il cavo USB Type-C per la ricarica, la spilla per l'estrazione del vano dual nanoSIM, una comoda cover trasparente in silicone e manualistica varia.
Nella parte superiore della scatola è presente la scritta "POCOPHONE by Xiaomi", mentre nella parte inferiore troviamo il classico adesivo con tutte le informazioni sullo smartphone. Da notare come l'azienda ci tenga a sottolineare che si tratta della "Global Version", con un apposito adesivo posto sul lato destro.
Xiaomi PocoPhone F1 si presenta con delle dimensioni di 155,5 x 75,2 x 8,8 mm, per un peso di 182 grammi. Per quanto riguarda l'ergonomia, lo smartphone della società cinese non presenta certo un display dalle dimensioni contenute, ma nonostante tutto si riesce a utilizzarlo tranquillamente con una sola mano.
Il grip è buono, con il retro che non risulta mai troppo scivoloso. La backcover è in plastica e dà una sensazione "cheap", ma tutto sommato è accettabile. Il piatto forte, però, è sicuramente la parte anteriore, dove troviamo un notch simile a quello di iPhone X, contenente la fotocamera anteriore e gli altoparlanti. I bordi sono meno contenuti del solito, ma il design non ci è comunque dispiaciuto.

Tornando alla parte posteriore, troviamo i due sensori fotografici posti in verticale, seguiti dal flash LED e dal sensore di impronte digitali. In merito a quest'ultimo, la sua reattività è nella media, anche se lo sblocco facciale è molto più comodo e veloce con questo PocoPhone F1. Quest'ultimo inoltre funziona a raggi infrarossi, motivo per cui è in grado di sbloccare lo smartphone anche al buio.
Gli altoparlanti trovano posto nella parte inferiore, accanto alla porta USB Type-C, mentre il microfono e il jack audio per le cuffie fanno capolino nella parte superiore. Sulla destra sono presenti il tasto d'accensione e i pulsanti per alzare e abbassare il volume. Sulla sinistra, invece, troviamo il carrellino della SIM.

Lo smartphone viene venduto nelle colorazioni Graphite Black, Red e Steel Blue. Noi, come potete vedere dalle immagini, abbiamo testato quest'ultima, in linea con il mercato attuale, oramai dominato da colori "scuri". Tirando le somme, il design di Xiaomi PocoPhone F1 risulta essere nella media, senza spiccare tra la massa ma nemmeno essere un pugno nell'occhio.

Caratteristiche tecniche

Xiaomi PocoPhone F1 è spinto da un processore octa-core Qualcomm Snapdragon 845 operante alla frequenza massima di 2,8GHz (4 x 2,8 GHz Kryo 385 Gold + 4 x 1,8 GHz Kryo 385 Silver), affiancato da una GPU Adreno 630 e 6GB di RAM. Una configurazione al top per la fascia di prezzo, che garantisce delle prestazioni molto superiori alla media.
Troviamo poi 64/128GB di memoria interna (espandibili tramite microSD fino a 256GB), sufficienti per tutte le tipologie di utilizzo. Il display è un IPS LCD da 6,18 pollici con risoluzione Full HD+ (2246 x 1080 pixel), aspect ratio 18,7:9 e screen-to-body ratio dell'82,2% circa, con la presenza del notch posto in alto e di bordi arrotondati.
Si tratta di un buon pannello, nella media della fascia di prezzo, che ci ha dato diverse soddisfazioni durante i nostri test. La regolazione automatica della luminosità funziona bene, la modalità lettura e la possibilità di impostare il contrasto e i colori sono delle gradite aggiunte.

Per quanto riguarda il notch, è possibile disattivarlo via software e non comporta particolari problemi. Infatti, la maggior parte delle applicazioni funziona già a schermo intero, con YouTube che consente di effettuare il classico "zoom". Alcune applicazioni come Prime Video, invece, vengono riprodotte in 18:9 con il crop, non andando a "riempire" le parti laterali al notch.
Questo, però, è un problema dell'app e non del dispositivo. C'è anche una sezione in cui vengono segnalati tutti i software compatibili (e non) con la modalità a schermo intero. In tal senso, non si può dire veramente nulla alla società cinese, che rispetto ad altri concorrenti è riuscita a implementare la "tacca" in questione in maniera impeccabile.
Piccolo tocco di classe: se nella schermata è già presente un orologio, l'ora nella parte del notch scompare in quanto ridondante. Come accennato in apertura, i contenuti di Netflix e Prime Video non vengono riprodotti in HD, ma è una cosa su cui si può chiudere un occhio, visto il prezzo.

Passando al comparto fotografico, troviamo una fotocamera frontale da 20MP (f/2.0), mentre sul retro è presente una doppia fotocamera composta da una lente da 12 megapixel (f/1.9) e una camera da 5 megapixel (f/2.0). I due sensori posteriori possono registrare video in 4K a 30fps, mentre quello anteriore arriva al Full HD/30fps.
Non mancano, tra le altre cose, le funzionalità Breve video, Video, Foto, Ritratto, Quadrato, Panorama, Manuale, HDR, Timer, Tilt-shift, Raddrizza, Bellezza, AI e Selfie di gruppo. Presenti anche vari effetti, da applicare alle foto normali e alle modalità supportate. Insomma, un'esperienza utente completa, che non sfigura e garantisce anzi possibilità superiori alla media della fascia di prezzo.
La qualità delle foto è altalenante, con gli scatti della dual cam posteriore appaganti con buona luce e quelli con scarsa luminosità che vanno a configurarsi leggermente sotto la media. Non male l'uso dell'HDR, che va a migliorare non poco la qualità finale.
Nella media, invece, quelle catturate dalla fotocamera anteriore. Potete vedere alcune foto non compresse seguendo questo link. Stesso discorso per i video, godibili ma in linea con gli altri smartphone dello stesso prezzo.

La batteria non rimovibile è da 4.000 mAh con supporto alla ricarica rapida Quick Charge 3.0, che ci ha permesso di arrivare spesso a sera con il 30% di carica residua. A volte siamo riusciti anche a tirare per le fatidiche due giornate. Insomma, nulla da dire: autonomia al top. Presenti poi tutte le connettività richieste dal mercato odierno degli smartphone, come 4G LTE, Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac e Bluetooth 5.0. Peccato per l'assenza dell'NFC.

Software

Il sistema operativo è Android 8.1 Oreo con MIUI Global 9.6. Come ben saprete, Xiaomi ama personalizzare i suoi smartphone lato software, in modo da distinguersi dalla massa. Da questo punto di vista, l'esperienza è ancor più diversa dal solito, vista la presenza del POCO Launcher, che differisce dalla MIUI classica.
Esso presenta un drawer delle app con possibilità di applicare diversi filtri, come quelli per colore e tipo di app, e una barra di ricerca spostata in basso. Non manca la possibilità di impostare il doppio tocco per attivare lo schermo, disabilitare il notch e invertire l'ordine dei tasti Indietro e Menu. Interessante che dalla tendina delle notifiche si possa vedere il consumo dei dati giornaliero e mensile.

Ovviamente sono presenti anche tutte le classiche funzionalità della MIUI, tra cui troviamo le gesture e la clonazione delle app. Bloatware essenzialmente assenti, con tutte le app proprietarie che risultano realmente utili, come Gestore File, Browser, Galleria, Meteo e Sicurezza. L'unica pecca è da ricercarsi in qualche traduzione assente, con l'opzione per nascondere il notch che appare in inglese, ad esempio.
Tutti dettagli che verranno probabilmente risolti con il prossimo aggiornamento. A proposito, lo smartphone è stato recentemente avvistato con Android 9 Pie. Sembra, dunque, che Xiaomi voglia fare sul serio per quanto riguarda il supporto.

Prestazioni e benchmark

Non abbiamo riscontrato alcun problema di fluidità con questo Xiaomi PocoPhone F1, anche con app "pesanti" come Facebook, Instagram e Twitter, che girano in modo molto simile a quanto visto con gli smartphone top di gamma. Certo, ogni tanto qualche leggero rallentamento si nota, ma sono cose che avvengono anche in dispositivi assai più costosi. In ambito quotidiano, dunque, lo smartphone della società cinese risulta essere al top.
Per gli amanti dei benchmark, lo smartphone ha fatto registrare un punteggio di 263410 punti su Antutu. Su Geekbench, invece, è arrivato a 2472 punti in single-core e 8487 punti in multi-core. Per farvi un esempio concreto, come potete vedere dallo screenshot, la piattaforma di benchmark lo inserisce nella posizione 11 del ranking totale, appena sopra a Samsung Galaxy S9.
Ma prendiamo un dispositivo della stessa fascia di prezzo: Honor 9. Ebbene, PocoPhone F1 è sopra di circa 90.000 punti su Antutu, giusto per capire di cosa stiamo parlando. Passando alla connettività, la ricezione è risultata molto buona sia con i dati mobili che sotto Wi-Fi. Anche lo "switch" tra i due è molto rapido e funzionale.

Gaming

Per quanto riguarda il gaming, titoli come Assassin's Creed: Identity e Real Racing 3 girano al massimo dei dettagli, senza presentare alcun calo di frame rate anche nelle situazioni più concitate. Siamo poi passati a produzioni più recenti come Modern Combat 5 e l'ormai immancabile PUBG Mobile.
Anche qui le prestazioni sono risultate al top della fascia di prezzo. In particolare, qui sopra potete vedere circa 15 minuti di gameplay del titolo Tencent, che viene automaticamente impostato con dettagli su "HD" e frame rate su "High". Dal video, si nota come PUBG Mobile offra una buona fluidità, con delle prestazioni decisamente soddisfacenti.

Xiaomi Pocophone F1 Xiaomi PocoPhone F1 è uno smartphone concreto, che non delude e anzi stupisce nelle caratteristiche che contano davvero: prestazioni, autonomia e prezzo. Un connubio vincente, che non può che piazzare questo dispositivo al top della sua fascia di prezzo. Certo, non è lo smartphone perfetto, alcune sbavature lato fotocamera e software ci sono, ma vengono spazzati via dall’ottimo rapporto qualità/prezzo. Insomma, siamo dinanzi a un best buy a tutti gli effetti.

8.5