Xiaomi Redmi Note 7 Recensione: il miglior smartphone sotto i 250 euro

Xiaomi continua la sua ricerca dello smartphone low cost perfetto con Redmi Note 7, un dispositivo economico ma molto interessante.

recensione Xiaomi Redmi Note 7 Recensione: il miglior smartphone sotto i 250 euro
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Dopo aver lanciato il sub-brand PocoPhone con lo smartphone F1, Xiaomi torna a utilizzare questa tecnica per il Note 7, il primo dispositivo del sub-brand Redmi. La società ha già dimostrato di sapere perfettamente cosa vogliono gli utenti in questo periodo storico: uno smartphone completo ma a un prezzo tutto sommato contenuto. Per questo motivo, Xiaomi ha sapientemente deciso di provare a rimuovere tutte quelle funzionalità che vengono ritenute superflue da buona parte dell'utenza, in modo da contenere al contempo i costi e poter puntare su altri aspetti, come fotocamera e solidità costruttiva.
I difetti ci sono e altri smartphone riescono a fare meglio sotto diversi punti di vista, ma il risultato finale è esattamente ciò che vuole l'utente medio: un dispositivo dal buon prezzo in grado di portare tranquillamente a termine le classiche operazioni quotidiane. Ma andiamo ad analizzare nel dettaglio Redmi Note 7, smartphone che viene venduto a un prezzo di 235 euro circa su Amazon.it (variante 4/64GB).

Design e unboxing

La confezione di vendita contiene, oltre allo smartphone, un caricabatterie da 5V/2A, il cavo USB Type-C per la ricarica, la spilla per l'estrazione del vano dual nanoSIM (due nanoSIM oppure nanoSIM + microSD) e una comoda cover trasparente in silicone.
Nella parte superiore della scatola è presente la scritta "Redmi Note 7", mentre nella parte inferiore troviamo il classico adesivo con tutte le informazioni sullo smartphone. Alcuni di voi si staranno sicuramente chiedendo perché non compare in alcun modo la scritta "Xiaomi". Ebbene, stiamo parlando del primo dispositivo prodotto dal sub-brand Redmi e quindi in realtà chiamarlo "Xiaomi Redmi Note 7" non è del tutto corretto. Tuttavia, abbiamo preferito mantenere questa dicitura in alcune parti della recensione per farvi capire subito chi c'è dietro al prodotto.
Xiaomi Redmi Note 7 si presenta con delle dimensioni di 159,21 x 75,21 x 8,1 mm, per un peso di 186 grammi. Per quanto riguarda l'ergonomia, lo smartphone non presenta certo un display dalle dimensioni contenute, ma nonostante tutto si riesce a utilizzarlo tranquillamente con una sola mano.

Il grip è buono, con il retro che non risulta mai troppo scivoloso e in ogni caso la comoda cover in silicone presente nella confezione risolve tutti i problemi. Ottima la backcover posteriore in vetro, anche se tende a trattenere un po' troppo le ditate. Noi abbiamo potuto testare la colorazione Space Black, che purtroppo a nostro modo di vedere non riesce a rendere molto a livello visivo rispetto alla colorazione Neptune Blue. Il profilo è in metallo, per una qualità costruttiva piuttosto buona per questa fascia di prezzo. La parte anteriore è invece costituita dal classico pannello con notch "a goccia", contenente la capsula auricolare e la fotocamera frontale, e bordi piuttosto evidenti.

Tornando alla parte posteriore, troviamo i due sensori fotografici posti in verticale, seguiti dal flash LED e dal classico sensore di impronte digitali. In merito a quest'ultimo, la sua reattività è nella media, anche se lo sblocco facciale è risultato molto più comodo e veloce con questo Redmi Note 7. Si tratta ovviamente di uno sblocco facciale 2D, con tutte le possibili problematiche che ne derivano in termini di sicurezza.

Gli altoparlanti trovano posto nella parte inferiore, accanto alla porta USB Type-C, mentre il microfono, la porta infrarossi e il jack audio da 3,5 mm per le cuffie fanno capolino nella parte superiore. Sulla destra sono presenti il tasto d'accensione e il bilanciere per alzare e abbassare il volume. Sulla sinistra, invece, troviamo il carrellino della SIM. Per tirare le somme, siamo dinanzi al classico design di uno smartphone venduto a un prezzo inferiore ai 200 euro, ma con una solidità costruttiva superiore alla media.

Caratteristiche tecniche

Xiaomi Redmi Note 7 è spinto da un processore octa-core Qualcomm Snapdragon 660 operante alla frequenza massima di 2,2GHz (4 x 2,2 GHz Kryo 260 + 4 x 1,84 GHz Kryo 260), affiancato da una GPU Adreno 512 e 4GB di RAM. Una configurazione superiore alla media della fascia di prezzo, dove solitamente vengono utilizzati processori meno prestanti oppure un quantitativo inferiore di RAM.
Troviamo poi 64GB di memoria interna (espandibili tramite microSD fino a 256GB), sufficienti per tutte le tipologie di utilizzo. Il display è un IPS LCD da 6,3 pollici con risoluzione Full HD+ (2340 x 1080 pixel), aspect ratio 19,5:9 e screen-to-body ratio dell'81,4% circa, con la presenza del notch "a goccia" posto in alto e di bordi arrotondati.

Si tratta di un ottimo pannello, superiore alla media della fascia di prezzo, che ci ha dato molte soddisfazioni durante i nostri test. La regolazione automatica della luminosità funziona bene e non mancano la modalità lettura e la possibilità di impostare il contrasto e i colori, a cui ormai Xiaomi ci ha abituato da tempo.

Per quanto riguarda il notch, Xiaomi ha purtroppo deciso di togliere la possibilità di nascondere la tacca nell'ultima versione della MIUI e ovviamente gli utenti se ne stanno lamentando. YouTube funziona con il classico "zoom", mentre i video di Twitch arrivano all'aspect ratio 16:9, ma quelli sono problemi che vanno risolti dagli sviluppatori di terze parti.

Presente anche una sezione in cui vengono segnalati tutti i software compatibili (e non) con la modalità a schermo intero. Insomma, Xiaomi è oramai arrivata a padroneggiare bene i vari aspect ratio legati al notch e sicuramente è una delle società in grado di ottimizzarlo al meglio, tranne per quanto riguarda le notifiche.

Infatti, Xiaomi si ostina a farle apparire come icona in alto a sinistra e a farle scomparire dopo pochi secondi, con il risultato che l'utente potrebbe perdersi importanti conversazioni nel caso non decida di tirare giù l'apposita tendina. Un peccato, visto che questa cosa potrebbe creare qualche problema agli utenti. Oltre a questo, è da sottolineare il fatto che Redmi Note 7 non supporta i contenuti in HD dei vari servizi di streaming, cosa che potrebbe far storcere il naso a qualcuno.

Le novità più importanti sono però da ricercare nel comparto fotografico, dove troviamo una fotocamera frontale da 13MP (f/2.0) e una doppia fotocamera posteriore composta da un sensore da ben 48 megapixel (f/1.8) e da un altro da 5 megapixel (f/2.4) per il calcolo della profondità di campo. I due sensori posteriori possono registrare video in Full HD a 60fps, mentre quello anteriore arriva al Full HD/30fps.
Non mancano, tra le altre cose, le funzionalità Breve video, Ritratto, Notte, HDR, Panorama, Pro, Time-Lapse, Slow-motion, Selfie di gruppo e modalità Bellezza. Insomma, Redmi Note 7 offre un'esperienza utente completa anche sotto questo punto di vista. Da segnalare però il fatto che per scattare in 48MP è necessario utilizzare la modalità Pro, visto che altrimenti il risultato finale sarà in 12MP. Una scelta discutibile quella della società cinese, vista anche la sponsorizzazione che è stata fatta per i 48MP, ma in ogni caso questo non è un grosso problema.

La qualità delle foto dalla dual cam posteriore è senza ombra di dubbio la migliore mai vista nella fascia sotto i 250 euro (pensate che la foto presente qui sopra è stata scattata in corsa, dal finestrino di un'auto), con scatti che presentano colori ben bilanciati e un buon effetto sfocatura. Non male anche l'uso dell'HDR, che in alcune situazioni va a migliorare di parecchio la qualità finale. Purtroppo la fotocamera tende ad avere qualche problema la sera, con la qualità che cala vistosamente.

Stesso discorso per le foto scattate dalla fotocamera anteriore, che risultano essere nella media e vanno a perdersi in contesti di scarsa luminosità. Potete vedere alcune foto non compresse consultando la nostra cartella Drive dedicata a Redmi Note 7. Per quanto riguarda i video, essi sono godibili ma soffrono di rumore digitale e di una stabilizzazione non esattamente al top, proprio come avviene con ogni smartphone di fascia bassa.

Passando all'autonomia, la batteria non rimovibile è da 4000 mAh con supporto alla ricarica rapida, che ci ha permesso di arrivare spesso a sera con il 30% circa di carica residua. Insomma, la batteria è uno dei punti di forza dello smartphone e siamo convinti che l'utente medio potrebbe anche arrivare a due giorni con un utilizzo non intenso. Nonostante questo, il caricabatterie fornito in confezione non è dei più veloci, ma non è un grosso problema in questa fascia di prezzo.

Non mancano le varie connettività richieste dal mercato odierno degli smartphone, come 4G LTE, Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac e Bluetooth 5.0. Da segnalare però l'assenza dell'NFC, della ricarica wireless e dell'impermeabilità (o perlomeno, manca una qualsivoglia certificazione IP). Questo può essere un punto a sfavore per lo smartphone, visto che sempre più utenti fanno uso di queste tecnologie e alcuni dispositivi stanno già iniziando ad adottare queste ultime anche nella fascia di prezzo sotto i 200 euro. Buono invece il comparto audio, con una qualità generale discreta ma che non stupisce per via di un volume e una resa nella media ma non eccezionali.

Software

Il sistema operativo è Android 9 Pie con MIUI Global 10.2.3.0 e patch di sicurezza aggiornate a gennaio 2019. Come ben sappiamo, Xiaomi ama personalizzare i suoi smartphone lato software, in modo da distinguersi dalla massa. L'ultima versione della MIUI ha sicuramente migliorato di molto il design e le funzionalità disponibili (tralasciando l'impossibilità di nascondere il notch).
Le principali novità si trovano nello slider dei volumi, nel pannello delle notifiche e nel multitasking. I primi due sono stati completamente ridisegnati e dispongono ora di un look più al passo con i tempi e soprattutto che ben si adatta ad Android 9 Pie. Il multitasking ha invece cambiato la modalità di utilizzo: schede disposte su doppia fila con scorrimento in verticale. Abbiamo fatto fatica ad abituarci a questo nuovo metodo, ma tutto sommato non è un problema.

Ovviamente sono presenti anche tutte le classiche funzionalità della MIUI, tra cui troviamo le gesture e la clonazione delle app. Bloatware essenzialmente assenti, con tutte le app proprietarie che risultano realmente utili, come Gestore File, Browser, Galleria, Meteo, Mi Video, Mi Community, MIUI Forum e Pulitore. L'unica pecca è da ricercarsi in qualche traduzione non proprio perfetta.
ll sistema operativo gira in modo fluido, anche se qualche lag di sistema ogni tanto c'è, ma siamo essenzialmente ai vertici di questa fascia di prezzo. Come già accennato in precedenza, una delle cose che potrebbe non piacere è la mancata visualizzazione delle notifiche vicino alla tacca. Per quanto riguarda le maggiori novità introdotte dall'ultima major release del robottino verde, vi consigliamo di consultare il nostro approfondimento su Android 9 Pie.

Prestazioni e benchmark

Nessun problema di fluidità con questo Xiaomi Redmi Note 7, anche con app "pesanti" come Facebook, Instagram e Twitter, che girano bene e in modo migliore che su ogni altro smartphone di questa fascia di prezzo. Certo, ogni tanto qualche leggero rallentamento si nota, ma sono cose normali per un dispositivo di fascia medio/bassa. In ambito quotidiano, dunque, lo smartphone della società cinese risulta essere al top per chi non dispone di un budget elevato.
Per gli amanti dei benchmark, il dispositivo ha fatto registrare un punteggio di 144821 punti su AnTuTu. Su Geekbench, invece, è arrivato a 1626 punti in single-core e 5559 punti in multi-core. Per farvi un esempio concreto, Honor View 10 Lite, smartphone che viene venduto a un prezzo di circa 250 euro, aveva fatto registrare un totale di 139478 punti su AnTuTu, come potete leggere nella nostra recensione di Honor View 10 Lite. Insomma, non abbiamo un grande salto rispetto alla media della fascia di prezzo, ma siamo comunque sopra.

Gaming

Abbiamo testato una selezione di cinque titoli: Assassin's Creed Identity, Real Racing 3, Modern Combat 5, ARK: Survival Evolved e PUBG Mobile. I primi tre sono approdati sul mercato da diversi anni e non richiedono elevate specifiche tecniche, mentre gli ultimi due possono dare parecchi problemi agli smartphone meno costosi.

Assassin's Creed Identity gira piuttosto bene, senza alcun tipo di lag e con dettagli al massimo, ma stiamo pur sempre parlando di uno spin-off della serie uscito nel 2016, che presenta una grafica 3D non troppo complessa e piuttosto datata.
Real Racing 3 di Electronic Arts, uscito nel 2013, si comporta bene senza troppi lag, nonostante sia stato spesso aggiornato dalla società californiana. Tuttavia, ci rendiamo conto che ormai il comparto grafico inizia a sentire il peso degli anni. Stesso discorso per Modern Combat 5 di Gameloft, uscito nel luglio del 2014, che gira in modo fluido su questo Xiaomi Redmi Note 7, anche se va a perdersi un po' nelle situazioni più concitate.

Passando ai titoli più recenti, ARK: Survival Evolved gira fluidamente solamente a "Low", anche se possono verificarsi diversi cali di framerate nelle scene più "pesanti". Parlando invece di PUBG Mobile, attualmente uno dei titoli più giocati su smartphone, nel video qui sopra potete vedere qualche minuto di gameplay registrato durante la nostra prova. Il titolo di Tencent Games viene automaticamente impostato con dettagli su "Balanced" e frame rate su "Medium".
Dal video, si nota come PUBG Mobile offra una buona fluidità, ma ovviamente bisogna scendere a compromessi a livello di grafica. Non manca anche una "modalità gaming" che cerca di limitare le distrazioni, ma non siamo ancora ai livelli offerti da altri smartphone in tal senso. Insomma, Xiaomi Redmi Note 7 non è certamente lo smartphone più adatto per il gaming, ma può comunque dare buone soddisfazioni all'utente medio.

Xiaomi Redmi Note 7 Redmi, sub-brand di Xiaomi, ha lanciato sul mercato lo smartphone perfetto per il periodo attuale. Redmi Note 7 non possiede nulla di rivoluzionario, ma va a inserire in un singolo dispositivo quanto di buono fatto vedere negli ultimi anni dagli altri smartphone di fascia medio/bassa della società cinese. L’autonomia, la solidità costruttiva e la fotocamera posteriore sono ottime, mentre tutto il resto è essenzialmente nella media. Peccato solamente per delle scelte non proprio ottimali a livello software (notifiche, 48MP non automatici e notch non nascondibile), per la mancanza dell'NFC e per l’impossibilità di vedere i contenuti dei vari servizi di streaming in HD. Per il resto, tutto è al suo posto e a un prezzo di 235 euro è difficile trovare di meglio.

8.6