Xiaomi Redmi Note 9 Recensione: il ritorno del best buy sotto i 200 euro

Xiaomi porta in Italia Redmi Note 9, uno smartphone dall'ottimo prezzo che raccoglie un'eredità importante. Sarà un best buy?

recensione Xiaomi Redmi Note 9 Recensione: il ritorno del best buy sotto i 200 euro
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La gamma Redmi Note è sempre stata un grande successo nel nostro Paese. In molti ricorderanno l'ormai storico Redmi Note 7 arrivato a inizio 2019, per non parlare di quel Redmi Note 8T giunto alla fine dello stesso anno.
In vista del secondo anniversario dall'arrivo di Xiaomi in Italia, l'azienda cinese ha deciso di portare nel nostro mercato la gamma Redmi Note 9, che mira a raccogliere l'eredità degli iconici dispositivi citati in precedenza, portandola a un livello successivo. Insomma, è un banco di prova importante per Xiaomi, anche per dimostrare che è ancora in grado di realizzare ottimi dispositivi economici (ci riferiamo alle critiche ricevute da parte della community dopo i prezzi della gamma Mi 10 Pro).
Nelle ultime settimane abbiamo avuto modo di testare come si deve Redmi Note 9, la variante base della nuova famiglia di dispositivi. Non confondetelo con Redmi Note 9s. Lo sappiamo, i nomi sono molto simili, ma quello è un altro smartphone.
La versione che abbiamo provato, la 3/64GB, viene venduta a un prezzo di 199,99 euro in Italia.
Il costo sale a 229,99 euro per il modello da 4/128GB. Le vendite partiranno da oggi 27 maggio 2020 sul sito ufficiale, nei Mi Store autorizzati e nelle principali catene di distribuzione. Tra l'altro, per le prime 24 ore, il prezzo di è di 179,90 euro. I prezzi sono quelli che in molti aspettavano, ma sarà riuscita l'azienda cinese a realizzare un nuovo best buy?

Design e unboxing

Lo smartphone ci è stato fornito senza confezione di vendita e quindi non possiamo darvi in prima persona indicazioni precise relative al contenuto del bundle. Tuttavia, non dovrebbero mancare una cover morbida, un cavo USB Type-C per la ricarica e per il trasferimento di dati, una spilla per l'estrazione del vano SIM (triplo slot, due nanoSIM + microSD) e un caricabatterie da 22,5W. Lo smartphone tuttavia supporta al massimo 18W durante la carica. Insomma, la dotazione è quella classica è questa volta c'è anche un caricabatterie più rapido del solito.

Lo smartphone ha dimensioni pari a 162,3 x 77,2 x 8,9 mm. Siamo su livelli molto simili a Redmi Note 8T e anche il peso di 199 grammi è più o meno lo stesso. Prendendo in mano il dispositivo si provano le stesse sensazioni del predecessore. Non si tratta esattamente dello smartphone più leggero presente sul mercato, ma l'ergonomia è buona, il grip è di ottimo livello e il dispositivo si lascia utilizzare. Recentemente abbiamo testato molti smartphone più "scomodi" da tenere in mano e questo Redmi Note 9 non ci ha dato alcun tipo di problema.

Trattandosi di un prodotto di fascia bassa, i materiali non sono chiaramente al livello dei modelli più costosi. Qui il frame è in plastica, ma in realtà vi possiamo assicurare che la qualità costruttiva è ottima per la fascia di prezzo.
La colorazione che abbiamo avuto modo di provare, la Forest Green, ci è piaciuta particolarmente ed è in grado di creare degli ottimi giochi di luce. L'unico aspetto che non ci ha convinto del tutto è il fatto che trattiene un po' troppo le ditate. Sono comunque disponibili altri colori con le varianti Midnight Grey e Polar White.

Rimanendo nella parte posteriore, troviamo quattro sensori fotografici disposti in alto al centro, accompagnati a destra da un flash LED e poco più sotto da un classico sensore di impronte digitali. Quest'ultimo si è sempre rivelato rapido e difficilmente ha perso rilevazioni. Tuttavia, abbiamo preferito il comodo sblocco facciale 2D. Entrambi i metodi sono rapidi: scegliete in base a quanto tenete alla sicurezza e come utilizzate lo smartphone.
La sporgenza delle fotocamere c'è e Redmi Note 9 "balla" un po' se appoggiato su una superficie piana, ma in realtà abbiamo visto soluzioni molto peggiori e questo aspetto non ci ha mai creato troppi problemi.

Novità interessante per la parte frontale del dispositivo: Xiaomi ha deciso di abbandonare il classico notch "a goccia" visto sia con Redmi Note 7 che con Redmi Note 8T e abbracciare il foro per la fotocamera, che si trova in alto a sinistra. La scelta è azzeccata: lo smartphone si distingue e porta nella fascia sotto i 200 euro un design più moderno del solito.
Non aspettatevi uno screen-to-body ratio dei più elevati: i bordi si notano, ma gli angoli curvi e questo design creano un buon effetto. Sicuramente è uno degli smartphone più belli da vedere in questa fascia. Proprio come accadeva su Redmi Note 8T, manca il LED di notifica.

In ogni caso, se avete bisogno di notifiche silenziose ma evidenti, è possibile utilizzare il flash per le chiamate in arrivo (Impostazioni > App > Impostazioni app di sistema > Impostazioni chiamate > Impostazioni chiamate in arrivo > Lampeggia quando squilla) oppure sfruttare soluzioni di terze parti per fare questo con tutte le app. Insomma, il "problema" è veramente limitato se si conoscono tutte le possibilità del caso.

Arrivando ai pulsanti e alle porte, in basso ci sono speaker, porta USB Type-C, primo microfono e jack audio da 3,5 mm per le cuffie. Sulla destra troviamo il pulsante d'accensione e il bilanciere del volume, mentre sulla sinistra fa capolino il carrellino della SIM. In alto ci sono la porta infrarossi e il secondo microfono. Interessante la resistenza agli schizzi d'acqua, grazie al rivestimento idrorepellente Nano Coating.
Tirando le somme, Redmi Note 9 convince a livello di design, presentando un look rivisto e in grado di distinguersi nella fascia bassa. Xiaomi ha fatto un ottimo lavoro.

Caratteristiche tecniche

Sotto alla scocca di Redmi Note 9 pulsa un processore octa-core MediaTek Helio G85 operante alla frequenza massima di 2,0 GHz (2 x 2,0 GHz + 6 x 1,8 GHz), affiancato da una GPU Mali-G52 MC2 e 3GB di RAM LPDDR4X.
La memoria intera è da 64GB eMMC 5.1 (espandibili tramite microSD fino a 512GB), un valore che si adatta alla maggior parte degli utenti che puntano a questa fascia di prezzo.
Il display è un LCD da 6,53 pollici con risoluzione Full HD+ (2340 x 1080 pixel), aspect ratio 19,5:9 e protezione Gorilla Glass 5. Interessante la certificazione TÜV Rheinland, che attesta il fatto che lo schermo è in grado di non affaticare troppo gli occhi.
La luminosità massima è nella media. Per il resto, siamo dinanzi a un pannello di ottima qualità, che possiamo definire come superiore alla media della fascia di prezzo.

I colori sono ben tarati e guardare video su questo schermo è una goduria per gli occhi. L'unica pecca che abbiamo riscontrato è una luminosità automatica che tende ad andare troppo verso l'alto.
Certo, questo è utile quando si è all'esterno, ma all'interno a volte ci sono situazioni in cui il display alza troppo la luminosità e si creano dei contrasti spiacevoli, soprattutto aprendo qualche app che dispone della Dark Mode. Tuttavia, è un inconveniente che si verifica solamente in pochi contesti e può essere sistemato impostando manualmente la luminosità.

Per quanto riguarda l'aspect ratio, la maggior parte delle app viene visualizzata a tutto schermo, ma in alcuni casi c'è ancora qualche contenuto che non si adatta (come le live di Twitch). In ogni caso, c'è la classica modalità per "forzare" la visualizzazione a schermo intero e molti sviluppatori stanno risolvendo questo aspetto. Da sottolineare la presenza dei DRM Widevine L1, che permettono di vedere i contenuti dei servizi di streaming, come Netflix e Amazon Prime Video, in HD.

Piccola nota: come spesso accade, a noi è stata fornita una versione dello smartphone con bootloader sbloccato e quindi il dispositivo risulta non avere la certificazione Play Protect. Questo significa, ad esempio, che abbiamo dovuto reperire Netflix al di fuori dal Play Store, ma le unità in vendita non avranno alcun inconveniente di questo tipo.

Xiaomi ha puntato molto anche sul comparto fotografico con questo Redmi Note 9. Infatti, troviamo una fotocamera frontale da 13MP (f/2.25) e una quadrupla fotocamera posteriore da 48MP (f/1.79) + 8MP (f/2.2, ultra grandangolare, 118 gradi) + 2MP (f/2.4, per la profondità di campo) + 2MP (f/2.4, per le macro). I quattro sensori posteriori possono registrare video in 1080p/30fps e anche la cam anteriore arriva alla stessa risoluzione. Xiaomi ha deciso di non andare sul 4K e sul 1080p/60fps e, a nostro modo di vedere, ha fatto bene. Abbiamo già visto più volte in passato quanto sia difficile stabilizzare i video salendo con la risoluzione, meglio quindi concentrarsi sulla modalità migliore disponibile.

Non mancano le classiche funzionalità Breve video, Ritratto, Notte, 48MP, Panorama, Pro e Slow motion (720p/120 fps). Presenti anche Google Lens e l'interessante scansione dei documenti: basta inquadrare un foglio con la fotocamera e il sistema rileverà automaticamente la sua porzione. Tra l'altro è possibile "trasformare" subito l'immagine in bianco e nero o migliorarla. Sicuramente un'ottima funzione che permette di digitalizzare all'istante i documenti, ma non stiamo parlando di OCR e probabilmente una possibilità di quel tipo sarebbe stata ancora più utile.
Per quanto riguarda la cam dedicata alle macro, sapete già come la pensiamo: vanno bene per un uso lato social, ma la risoluzione è ancora un po' troppo bassa per altri contesti.

Passando a un quadro più generale, le fotocamere posteriori scattano delle foto di qualità superiore alla media. I colori sono ben bilanciati e l'HDR e l'intelligenza artificiale svolgono un ottimo lavoro, senza mai andare a snaturare troppo il risultato finale. Il contesto in cui il comparto fotografico dà il meglio di sé è in buone condizioni di luce, mentre quando si fa notte il rumore inizia a farsi marcato, evidenziando tutti i limiti che uno smartphone di fascia bassa ha in questo campo. Tuttavia, dobbiamo dire che la modalità Notte implementata da Xiaomi funziona bene in determinati contesti, anche se il rumore permane spesso anche qui.

Lo zoom massimo raggiungibile in digitale è il 10x, ma solo fino al 2x si ottengono buoni risultati. La fotocamera anteriore fa buoni scatti, senza spiccare dalla massa. In ogni caso, il comparto fotografico di Redmi Note 9 è ottimo per uno smartphone che costa meno di 200 euro e siamo sicuri che gli utenti che si rivolgono a questo tipo di soluzioni rimarranno soddisfatti. Se volete farvi un'idea più precisa, potete trovare alcune foto non compresse consultando la nostra cartella Drive dedicata a Redmi Note 9.

Arrivando all'autonomia, la batteria è da ben 5020 mAh con supporto alla ricarica da 18W (il caricabatterie in confezione è da 22,5W). Siamo spesso riusciti ad arrivare a due giorni di autonomia. Anche nelle giornate stress siamo arrivati a sera sempre con una buona "scorta" di carica residua, quindi l'autonomia è sicuramente uno dei maggiori punti di forza di questo Redmi Note 9.

Il reparto connettività è molto completo, troviamo tutto ciò che può servire all'utente in questa fascia: 4G LTE, Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac, NFC e Bluetooth 5.0. Non male il comparto audio, che pur essendo mono è in grado di offrire una buona qualità generale e un discreto volume massimo (i nostri test hanno fatto segnare 78 dBA).

Software

Il sistema operativo è Android 10 con MIUI Global 11.0.3.0 e patch di sicurezza aggiornate a maggio 2020. La MIUI 11 la conosciamo bene: troviamo le classiche ottime gesture a schermo intero, la Dark Mode, la schermata Benessere digitale e la funzionalità Secondo spazio. Recentemente abbiamo visto le novità che verranno apportate dalla MIUI 12 e ovviamente Redmi Note 9 verrà aggiornato a questa versione.
Non abbiamo ancora date certe, ma Xiaomi ha già incluso lo smartphone nella lista di quelli che riceveranno l'update, quindi si può stare tranquilli da questo punto di vista. L'unico aspetto che non ci ha convinto del tutto sono le app preinstallate e la pubblicità che compare quando si installa qualche software. Al primo avvio dello smartphone, si nota subito la presenza di giochi e app "non richieste" (come Block Puzzle Guardian o i suggerimenti riguardanti il download di eToro o simili).
Per fortuna, le app preinstallate si possono rimuovere e la pubblicità non crea alcun tipo di fastidio. In linea generale, possiamo quindi dire che la scelta di Xiaomi, che ricordiamo permette di mantenere contenuti i costi, è saggia. Per il resto, la fluidità di sistema è nella norma, tutto sommato in linea con molti altri dispositivi di questa fascia di prezzo. Nonostante questo, come vedremo a breve più nel dettaglio, ci saremmo aspettati di più.

Prestazioni e benchmark

Purtroppo, uno dei lati dolenti di Redmi Note 9 sono le prestazioni. Infatti, il salto generazione con Redmi Note 8T non si fa sentire quasi per nulla e ormai ci sono smartphone in grado di superare ampiamente questi risultati. Non fraintendeteci: in ambito quotidiano molti utenti riusciranno a fare tutto senza troppi problemi, ma non siamo sicuramente dinanzi a uno degli smartphone più potenti di questa fascia di prezzo. Qualche lag lo si nota anche a livello di sistema e alcune app sono in grado di mettere a dura prova lo smartphone.

Per darvi un quadro più completo, prendiamo in esame i benchmark. Redmi Note 9 ha fatto registrare un totale di 189112 punti su AnTuTu Benchmark, mentre su Geekbench si è arrivato a 354 punti in single-core e 1247 punti in multi-core. Redmi Note 8T (4/64GB) arriva a 174156 punti su AnTuTu, quindi il salto generazionale non è molto marcato.
Inoltre, siamo in un mercato in cui Realme 6, che si trova ormai a circa 200 euro, raggiunge 290582 punti e dispone pure di uno schermo con refresh rate di 90 Hz (mentre Redmi Note 9 si ferma a 60 Hz). Insomma, è chiaro che Xiaomi è rimasta un po' indietro rispetto alla concorrenza.

Gaming

Per mettere sotto stress Redmi Note 9 abbiamo scelto tre titoli: Call of Duty Mobile, Asphalt 9 e ARK: Survival Evolved. Si tratta di giochi particolarmente utili per testare le prestazioni, soprattutto su uno smartphone con processore MediaTek, che hanno notoriamente delle pecche per quanto riguarda determinate librerie grafiche.
Call of Duty Mobile gira solamente con dettagli a "Basso" e FPS a "Medio" È proprio il gioco che non lascia andare oltre, rilevando i limiti hardware. Per il resto, il titolo gira bene, ma ovviamente bisogna scendere a compromessi a livello di grafica.

Asphalt 9 ha una fluidità discreta se lasciato con le impostazioni di default, ma iniziano a vedersi lag importanti se si prova a impostare il preset "Alta qualità". Insomma, anche qui si notano i limiti del comparto hardware. Il test focale è però quello con ARK: Survival Evolved, titolo ormai "famoso" per "fare a fette" i processori meno prestanti.
Infatti, il titolo non riesce a girare fluidamente nemmeno a "Basso". Non fraintendeteci: si tratta di un gioco molto "pesante", ma sicuramente abbiamo visto soluzioni migliori da questo punto di vista.

Presente la classica sezione dell'applicazione Sicurezza chiamata "Turbo videogiochi", che fa da hub ai giochi installati e consente di utilizzare le solite funzionalità durante il gioco, dalle app in Picture-in-picture alla registrazione di video, passando per la possibilità di effettuare screenshot. In ogni caso, come avrete probabilmente intuito, il software non è in grado di risollevare la situazione e Redmi Note 9 non è esattamente il migliore dei dispositivi per il gaming.

Redmi Note 9 Redmi Note 9 è uno smartphone concreto sotto molti punti di vista, grazie all'ottimo schermo, al completo comparto connettività (che dispone anche di NFC e jack audio per le cuffie), al buon design, alle fotocamere che non deludono le aspettative, all'eccezionale autonomia e al buon software (arriverà la MIUI 12). Un aspetto che convincerà molti è l'ottimo rapporto qualità/prezzo: Xiaomi è tornata a lanciare uno smartphone a 199 euro e questo è un grande punto a favore del dispositivo. Tuttavia, ci sono alcune pecche, dalla presenza di diverse app preinstallate non esattamente delle più utili alle prestazioni inferiori a quelle di altri dispositivi della stessa fascia di prezzo. Quest'ultimo aspetto ci ha fatto storcere un po' il naso, ma in fin dei conti stiamo parlando di uno smartphone che mira a utenti che non hanno particolari esigenze a livello prestazionale. Il dispositivo è comunque in grado di svolgere bene le attività quotidiane e questo basterà sicuramente alla maggior parte degli utenti. Possiamo quindi definire Redmi Note 9 come un best buy? A nostro modo di vedere sì, dato che un'autonomia del genere, un prezzo di lancio così aggressivo e uno smartphone così completo nel suo insieme sono caratteristiche troppo importanti per essere messe in secondo piano da un processore MediaTek.

8.3