Attentato a YouTube, Sky e Mediaset ed il Datagate: le news tech della settimana

Dall'attentato a YouTube all'alleanza tra Sky e Mediaset, senza dimenticare lo scandalo Datagate. Ecco le news tech più lette della settimana.

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Si è conclusa un'altra settimana molto movimentata per il settore tech, con pochi annunci a livello di prodotti ma tanti spunti di riflessione. In particolare, a far discutere è la nuova situazione del mercato televisivo italiano, scosso dall'accordo stilato tra Mediaset e Sky e annunciato venerdì scorso, tra le polemiche e le preoccupazioni degli utenti spaventati da un possibile monopolio (su cui sta indagando l'Antitrust).
È stata anche una settimana caratterizzata dal terribile attentato a YouTube, portato a compimento da una donna per ragioni assurde, il tutto mentre Facebook è ancora alle prese con lo scandalo Datagate.

YouTube sotto attacco: l'attentato spaventa la Silicon Valley

Follia pura. Sono queste le uniche parole attraverso cui possiamo definire l'attentato avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì nella sede di San Bruno di YouTube, dove una donna di 39 anni ha aperto il fuoco contro i dipendenti della società controllata da Google, prima di suicidarsi. Una notizia che lascia sgomenti, che diventa ancora più raccapricciante con il passare delle ore, quando la trentanovenne viene identificata con il nome di Nasim Agdham. Le prime ricostruzioni parlano di una Agdham praticamente scomparsa nei giorni precedenti alla sparatoria, al punto che il padre aveva denunciato la scomparsa della figlia alla Polizia. Poco dopo, la donna viene trovata nella propria vettura davanti alla sede di YouTube, probabilmente durante le fasi di pianificazione dell'attentato.
Tra le prime reazioni arriva quella dell'amministratore delegato di YouTube, Sundar Pichai, il quale attraverso il proprio account ufficiale Twitter si dice scioccato per quanto avvenuto e afferma di essere "grato a tutti coloro che si trovano all'interno e all'esterno dell'azienda per il supporto. Sono particolarmente grato ai primi soccorritori e al nostro team di sicurezza che ha agito in fretta per portare le persone al sicuro", preannunciando un programma di assistenza psicologica per tutti i dipendenti che erano sul posto di lavoro al momento dell'attentato.
È solo dodici ore dopo che la dinamica e soprattutto il movente diventa chiaro e rende ancora più assurda tutta l'intera vicenda. Perché Nasim Aghdam avrebbe aperto il fuoco per una causa che definire assurda sarebbe poco: la demonetizzazione del proprio canale. Proprio di recente, infatti, YouTube ha apportato delle modifiche alla politica interna di monetizzazione dei canali, bloccando gli spot su tutti quei canali che hanno meno di mille iscritti, venendo incontro alle richieste di tutte le agenzie pubblicitarie che acquistano spazi sulla piattaforma.
L'attentato, è innegabile dirlo, ha lasciato il segno: YouTube a tal proposito ha anche preannunciato una serie di nuove misure di sicurezza nei propri uffici per proteggere l'incolumità e la salute dei dipendenti, ma al momento non è chiaro se queste verranno estese anche alle altre sedi di Google o meno. Il precedente comunque è tragico e siamo sicuri che anche altre compagnie si muoveranno.

Sky - Mediaset: l'alleanza che fa tremare il mercato televisivo e dei diritti TV

É stata una settimana particolare per il mercato televisivo italiano, che si è trovato praticamente spiazzato di fronte all'alleanza firmata tra Sky e Mediaset.
Mediaset che ha lanciato martedì sera, in occasione di Juventus - Real Madrid, il nuovo canale in chiaro Venti, il quale ha registrato un debutto da record con dati Auditel da capogiro: 6.569.000 spettatori e il 23.35% di share. Numeri che secondo Mediaset dimostrano come uno degli obiettivi principali di Venti sia stato raggiunto: attrarre il grande pubblico televisivo, invogliarlo a sintonizzare il canale e prendere confidenza con la programmazione.
In generale, però, è stato tutto l'inizio di settimana a essere positivo per Mediaset. Martedì, alla riapertura delle contrattazioni a seguito della pausa pasquale, il titolo ha registrato un andamento al di sopra di ogni aspettativa, arrivando a guadagnare il 7,5%. Dal fronte Sky, invece, è finalmente entrata in vigore la nuova fatturazione mensile, con delle piccole variazioni al costo di ogni pacchetto.
La partnership storica tra le due Pay TV più importanti del nostro paese però ha scatenato le reazioni rabbiose dei competitor. L'amministratore delegato di TIM, Amos Genish, ha chiesto un'indagine all'Antitrust, in quanto secondo lo stesso le due compagnie sono le principali società nel settore della Pay TV. Antitrust che il giorno dopo tali dichiarazioni ha chiesto chiarimenti alle due compagnie sull'accordo.
È stata in generale una settimana movimentata per il settore televisivo: Amazon e RAI hanno firmato un accordo per portare le serie TV, film e contenuti per bambini sul servizio di streaming della compagnia di Jeff Bezos. Un accordo che ha fatto molto discutere.
Non si è chiuso il fronte per i diritti TV della Serie A. Mediaset si è detta disposta a presentare un'offerta a Mediapro in quanto "interessata ai diritti TV della Serie A e valuterà in maniera opportunistica le offerte che le verranno presentate da Mediapro".

Datagate: lo scandalo si allarga e arriva anche in Italia

A due settimane dallo scoppio dello scandalo Datagate, ancora non si placano le polemiche. Mark Zuckerberg ha risposto a quanto affermato dal collega di Apple, Tim Cook, il quale senza mezzi termini aveva criticato l'approccio di società come Facebook che basano i propri introiti sulle pubblicità. Zuckerberg ha affermato che "come con molti media, avere una pubblicità è l'unico modello razionale in grado di supportare il nostro servizio per permetterci di raggiungere quante più persone possibili", respingendo le accuse di Cook.
Sullo scandalo vero e proprio sono arrivate altre informazioni. Innanzitutto, è emerso che i video scartati dagli utenti sono stati memorizzati per colpa di un bug, mentre in totale i profili coinvolti nel Datagate sarebbero 87 milioni, di cui 214 mila in Italia. Proprio dall'Italia è arrivata l'apertura di un'indagine da parte dell'Antitrust italiano nei confronti di Facebook per "presunte pratiche commerciali scorrette", dal momento che il social network avrebbe "adottato un'informativa priva di immediatezza, chiarezza e completezza, in fase di registrazione alla piattaforma Facebook, con riferimento alle modalità di raccolta e utilizzo dei dati dei propri utenti a fini commerciali, incluse le informazioni generate dall'uso da parte dell'utente Facebook di app di società appartenenti al gruppo e dall'accesso a siti web/app di terzi".
Molto interessanti anche le dichiarazioni della COO della compagnia, Sheryl Sandberg, la quale ha affermato che "senza pubblicità e i dati degli utenti, Facebook sarebbe a pagamento".