50 anni dalla storica impresa. Sì, ci siamo stati davvero sulla Luna

Sì, nel 1969 l'uomo è sbarcato sulla Luna. No, non è stato Stanley Kubrick a fare il video del fino allunaggio, video che non è mai esistito.

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"Un piccolo passo per l'uomo, un grande passo per l'umanità", così Neil Armstrong, esattamente 50 anni fa, portava a termine uno degli obiettivi più grandi mai raggiunti dagli esseri umani: la conquista della Luna. A bordo di un razzo Saturn V tre astronauti, Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins partirono il 16 luglio del 1969, per poi arrivare circa tre giorni dopo davanti al nostro vicino spaziale più prossimo.

Nonostante l'epica impresa sia rimasta (e rimarrà) negli annali della storia umana, tutt'oggi molte persone credono che l'allunaggio e le rispettive missioni Apollo siano state tutta una farsa.
Il dubbio rende umani, e negli anni sono state inventate numerose leggende e falsi miti sulla storia dello sbarco sulla Luna, alimentate semplicemente dalla non conoscenza. Insomma, l'uomo c'è andato davvero sulla Luna e quest'oggi, visto l'anniversario, ci sembra giusto spiegare come si è creato il mito del falso allunaggio è perché sia errato in ogni suo aspetto.

Breve storia di un falso mito

Inutile negarlo, il complotto e il mistero affascinano un po' tutti. Ed è su questo che Bill Kaysing decise di far leva, quando nel 1976 pubblicò, per la prima volta, il libro We Never Went to the Moon (Non siamo mai andati sulla Luna). Kaysing era un laureato in lingua e letteratura inglese e lavorò presso la Rocketdyne, un'azienda produttrice di motori a razzo. Secondo Kaysing, così come afferma nel libro, la tecnologia degli anni sessanta non sarebbe stata sufficientemente avanzata da permettere un allunaggio con equipaggio, anche se il ruolo dell'uomo all'interno dell'azienda era quello di supervisionare i manuali tecnici, e non prese parte ad alcun tipo di progettazione. Inoltre, il suo lavoro terminò nel 1963, diversi anni prima delle missioni Apollo.
Lo stesso Kaysing alimentò il mito che il video dell'allunaggio fosse stato girato dal famoso regista Stanley Kubrick, sotto minaccia da parte della NASA che se non avesse collaborato avrebbe reso pubblico il coinvolgimento del fratello con il partito comunista, peccato che il creatore di 2001: Odissea nello Spazio non abbia mai avuto un fratello, ma una sorella.

Kaysing creò le più famose teorie del complotto che circolano da anni. Un complotto simile tuttavia, sia per la quantità di reperti prodotti e sia per il numero di persone coinvolte, non sarebbe possibile da gestire.
Negli ultimi 50 anni sono stati in tantissimi a studiare foto, registrazioni video, dati scientifici, misurazioni strumentali ed esperimenti. Al progetto lavorarono più di 400.000 persone, tra ingegneri, tecnici, burocrati e aziende (più i rispettivi impiegati). Se fosse stata tutta una bufala, la verità sarebbe uscita fuori.

Perché non siamo mai più tornati?

Tuttavia, nonostante le prove rendano più difficile credere al complotto, una delle argomentazioni (se così si vogliono chiamare) più usate è: "perché allora non ci siamo più tornati?". Innanzitutto, la sfida (perché sì, possiamo dire che si è trattata di una sorta di braccio di ferro tra USA e Unione Sovietica) è servita principalmente per mostrare a tutto il mondo la potenza tecnologica dell'America.
La missione costò, oltre i dollari (tanti dollari), anche vite umane, come la tragedia dell'Apollo 1, dove morirono tutti e tre gli astronauti. La tecnologia (e la fretta) non permise un'accuratezza totale come quella possibile oggi e, per vincere la competizione, molte cose furono trascurate. Inoltre, cosa più importante: la Luna, almeno in quel periodo, non offriva nulla (nemmeno i sovietici, usciti perdenti dalla sfida, si opposero alla veridicità delle prove americane).
Solamente da poco stiamo rivalutando il nostro satellite per ciò che ci potrà offrire nella futura esplorazione spaziale e mineraria. La Luna allora era vista (per l'opinione pubblica almeno) come una roccia nello spazio.

L'uomo è lontano dall'essere perfetto e una sonda o un rover, almeno sul nostro satellite, sono molto più efficienti. Chi spenderebbe cifre immense per andare in un luogo arido, freddo, desolato, dove il primo passo falso significherebbe la morte, quando si può mandare una macchina, in tutta sicurezza e con un costo significativamente inferiore? Ecco perché non ci siamo più tornati.

Che prove abbiamo a nostra disposizione?

Dal nostro satellite, le missioni dell'Apollo 11, 12, 14, 15, 16 e 17 hanno recuperato ben 382 chilogrammi di roccia controllate da centinaia, se non migliaia, di scienziati di tutto il mondo. Le rocce lunari sono risultate più ricche di elementi volatili e di alcuni isotopi, tra cui l'elio-3 (molto raro sulla crosta terrestre). I reperti spaziali sono più vecchi di almeno 200 milioni di anni rispetto alle più vecchie pietre terrestri, le quali risalgono alla fine dell'Adeano.

Nonostante l'uomo non abbia più fatto ritorno, al suo posto ci sono andate le macchine. La NASA ha più volte mostrato diverse immagini, realizzate durante le missioni del Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO), dove ha fatto vedere i moduli delle missioni e, in una occasione, anche l'impronta di un astronauta.

Anche altre agenzie osservarono le prove dirette dell'incursione umana sulla Luna, come la sonda Chandrayaan-1 dell'Agenzia Spaziale Indiana e la sonda lunare SELENE della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA). Kaguya, una sonda del Giappone, effettuò anche una scansione della Luna che combaciava esattamente con le foto della missione Apollo. Le foto non sono le uniche fonti di dati a nostra disposizione. Sul satellite ci sono infatti dei retroriflettori, specchi utilizzati dai raggi laser mandati dalla Terra, utilizzati per diversi esperimenti. Grazie a questi specchi abbiamo scoperto che la Luna si allontana di 38 millimetri all'anno (e molto altro).
Inoltre, le missioni Apollo piazzarono sul nostro satellite dei sismometri molto sensibili, utilizzati per la rilevazione dei dati di sismicità lunare.
Per funzionare correttamente questi strumenti dovevano essere sistemati accuratamente sul suolo lunare (che ha una superficie molto irregolare), perciò gli astronauti li collocarono manualmente con l'aiuto di livelle. Un robot non avrebbe potuto posizionare questi strumenti con la precisione richiesta (ci hanno anche provato, per ben tre volte, fallendo).

Mythbusters

Perché le foto degli astronauti sono così perfette?
Le foto più comuni che conosciamo sono quelle "di copertina", ma su internet si trova l'intero archivio fotografico delle missioni Apollo.

È tutto stato girato in un set fotografico.
Impossibile, anche dei registi hanno smentito questa affermazione. Diversi effetti che si sono visti nel video sono impossibili da riprodurre sulla Terra, come ad esempio il movimento della polvere lunare. Lo stesso vale per il movimento degli astronauti; molti sostengono che il video sia stato girato a rallentatore, ma questa tecnica avrebbe dato un effetto totalmente differente.

La bandiera non dovrebbe sventolare nello spazio.
Infatti la bandiera non sventola, è stata inserita una seconda asta per tenerla dall'alto. Potrebbe sembrare "in movimento" perché stropicciata. Nelle sequenze si vede infatti che la bandiera rimane perfettamente immobile. Se fosse stato tutto finto, perché mai la NASA avrebbe tralasciato un dettaglio così importante?

Come hanno fatto a superare le fasce di Van Allen?
In sintesi, le fasce di Van Allen sono delle radiazioni che circondano il nostro pianeta create dal campo magnetico. Chi sostiene la teoria del complotto lunare afferma che le fasce di Van Allen siano altamente letali e impossibili da superare. In realtà questa fascia che circonda la Terra ha delle aree di bassa intensità in cui si può passare facilmente.
Anche una schermatura riesce facilmente a eludere questa pericolosità, se così non fosse, gli attuali satelliti in orbita intorno al pianeta sarebbero stati fritti all'istante (i russi fecero attraversare le fasce di Van Allen anche agli animali, che non riscontrarono alcun tipo di problema).

Perché non ci sono stelle nelle immagini delle missioni Apollo?

Perché la superficie della Luna è illuminata dal Sole. Le macchine fotografiche in mano agli astronauti furono calibrate per quella condizione di luce (bisognava quindi chiudere il diaframma dell'obiettivo e far entrare poca luce dentro la macchina fotografica). La poca luce "assorbita" non ha quindi permesso di catturare anche la luce delle stelle. A dimostrazione di ciò, anche le foto catturate dalle sonde non lasciano intravedere le stelle (questo non vuol dire che le stelle non possano essere catturate sulla Luna, ma serverebbero calibrazioni specifiche).

Ci sono moltissime altre obiezioni, tutte che sono poi state smentite dagli studiosi. Quest'oggi comunque, oltre a ricordare l'epica impresa, si devono anche e, sopratutto, ricordare tutti gli uomini che offrirono la loro vita in nome della scienza e del progresso umano. Dall'inizio della corsa allo spazio ad oggi hanno perso la vita 18 astronauti e cosmonauti, centinaia di migliaia di uomini hanno lavorato per rendere tutto ciò possibili, e questo giorno, in particolare, è dedicato anche a loro.