“Un missile balistico minaccia le Hawaii”: falso allarme crea il caos

Il sistema di avviso d'emergenza americano ha inviato un allarme per un attacco missilistico, che si è rivelato infondato.

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La tecnologia può salvare la vita come distruggerla per sempre. Prendiamo ad esempio i sistemi di avviso di emergenza, che si sono evoluti molto negli ultimi decenni, passando da radio e TV a tanti altri sistemi di comunicazione diversi, come gli smartphone. Dall'altro lato però, viviamo anche in un mondo in cui le tensioni tra USA e Corea del Nord sono sempre più frequenti. La risposta dei Coreani è sempre la stessa, ovvero un programma missilistico sempre più evoluto, tanto che si è ipotizzato che i missili di Pyongyang possano già raggiungere le Hawaii, non proprio il cuore degli Stati Uniti ma comunque territorio americano. La minaccia è reale, tanto che negli scorsi mesi il paese si è preparato, con campagne che spiegavano ai cittadini cosa fare in caso di attacco missilistico e l'attivazione di sirene e sistemi di comunicazione di emergenza. Proprio da questi, ieri, è partito un allarme che ha scatenato il caos per oltre mezz'ora nell'arcipelago americano.

Un errore che poteva costare caro

"Un missile balistico minaccia le Hawaii. Cercare riparo immediato. Questa non è un'esercitazione." Alle 8:07 del mattino, un numero imprecisato di smartphone attivi sul territorio delle Hawaii ha ricevuto questo messaggio, proveniente dall'Hawaii Emergency Management Agency. I fatti che hanno visto protagonisti la Corea del Nord e gli Stati Uniti hanno amplificato il panico, in una sorta di "Guerra dei mondi 2.0". Questa volta però non c'è Orson Welles dietro alla diffusione della fake news, ma un semplice errore umano. Errore che però è stato confermato solo mezz'ora dopo l'arrivo dell'avviso, trasmesso non solo via smartphone, ma anche in TV. Mezz'ora in cui il tempo pare essersi dilatato nell'arcipelago, pochi istanti che si sono trasformati in ore per chi si trovava alle Hawaii. Il Washington Post ha descritto uno scenario piuttosto apocalittico: turisti alla ricerca di riparo e di posti sicuri in cui trovare rifugio, messaggi di addio inviati a familiari e amici, insomma, una situazione che poteva degenerare da un momento all'altro. Il ritardo nell'ammissione dell'errore poteva costare caro, anche se alla fine tutto si è risolto per il meglio e non ci sono stati feriti.
Le indagini per capire quale sia stato l'errore e chi lo ha compiuto sono ancora in corso, alcune fonti non ufficiali affermano che il tutto sia avvenuto durante un cambio turno all'Hawaii Emergency Management Agency, in cui un impiegato ha "Premuto il pulsante sbagliato". Ad affermarlo sarebbe David Ige, governatore delle Hawaii, che attraverso il suo profilo Twitter ha cercato di calmate le acque diffondendo la notizia del falso allarme.

Probabilmente si tratta di una ricostruzione molto semplicistica di quanto accaduto, ma resta il fatto che le conseguenze dell'errore non sono state comprese appieno dall'agenzia, che ha smentito il tutto con troppo ritardo.
Un pensiero al Baby Groot dei Guardiani della galassia è d'obbligo, per una storia a cui non manca certo un velo di ironia, ma che poteva scatenare il panico generalizzato in una popolazione già preoccupata dall'escalation nei rapporti tra USA e Corea del Nord.