A cosa servono le tre fotocamere di iPhone 11 Pro? Tra Deep Fusion e slofie

Dopo l'evento di presentazione della gamma di smartphone iPhone 11, facciamo un "riassunto" delle novità del comparto fotografico.

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Nel corso dell'annuale conferenza di presentazione dei nuovi iPhone, Apple ha praticamente confermato tutti i rumor emersi nelle settimane precedenti. Si è quindi concretizzato realmente anche il comparto fotografico disposto a "quadrato" sul retro dello smartphone.
Il modello base iPhone 11 implementa due fotocamere, mentre iPhone 11 Pro e iPhone 11 Pro Max dispongono di tre sensori posteriori. Una delle domande più diffuse dopo la presentazione è inevitabilmente la seguente: "a cosa servono queste fotocamere?". Andiamo, dunque, a fare chiarezza sulle novità introdotte dalla gamma iPhone 11 in ambito fotografico.

Niente più selfie, solo slofie

É la prima volta che Apple decide di implementare una tripla fotocamera su un iPhone. Infatti, come ben ricorderete, iPhone XS e iPhone XS Max disponevano ancora di due sensori posteriori. Questo ha permesso all'azienda di Cupertino di utilizzare tre lenti differenti: un sensore grandangolare principale da 12MP (26 mm, f/1.8, OIS), un modulo telefoto da 12MP (52 mm, f/2.0, OIS) e una lente ultra-grandangolare da 12MP (13mm, f/2.4, 120 gradi). In parole povere, Apple ha deciso di seguire il trend intrapreso dai produttori Android, che stanno puntando su comparti fotografici con sempre più lenti e funzionalità.
Ma in cosa si traduce questa novità in termini pratici? Ebbene, oltre ovviamente a ottenere foto più dettagliate, gli utenti avranno a disposizione una modalità chiamata Deep Fusion, che verrà introdotta con un aggiornamento software di iOS 13. Questa funzionalità è in grado di scattare 9 foto dello stesso scenario e di combinarle per ottenere il miglior risultato possibile, cercando anche di andare a eliminare il rumore.
In particolare, lo smartphone scatterà 4 foto prima ancora che l'utente prema il pulsante, 4 foto alla pressione del tasto e una foto a lunga esposizione. Le foto verranno poi confrontate tra di loro attraverso il Neural Engine e il sistema sceglierà pixel per pixel qual è la soluzione migliore per ottenere un'immagine finale di qualità.

Oltre a questo è disponibile anche lo zoom 2x (le opzioni sono 0,5x, 1x e 2x) e quello digitale arriva fino a 10x. Il teleobiettivo è in grado di catturare il 40% di luce in più, la luminosità del Flash True Tone con Slow Sync è stata incrementata del 36% ed è stato ridotto il tempo di scatto. Interessante la funzionalità Audio Zoom, che permette di adeguare l'audio per renderlo più immersivo in base all'inquadratura.

iPhone 11 Pro e iPhone 11 Pro Max sono anche in grado di registrare video fino alla risoluzione 4K a 60 fps su tutte le fotocamere. La società di Cupertino ha inoltre affermato che il comparto fotografico dei suoi top di gamma è in grado di offrire "un'inquadratura fino a quattro volte più ampia", mentre non mancano ovviamente la Night Mode (che si attiva in automatico) e tutti gli strumenti per modificare le immagini a cui Apple ci ha abituato.

Apple ha colto l'occasione anche per aggiornare il font della sua app Fotocamera, introducendone uno nuovo chiamato SF Camera. iPhone 11 Pro e iPhone 11 Pro Max sono in grado di regolare automaticamente i dettagli del soggetto o dello sfondo tramite Smart HDR. "Una cosa impossibile perfino per alcune reflex digitali", sostiene l'azienda di Cupertino. È stato velocizzato anche il passaggio dalla modalità foto a quella video, che ora avviene semplicemente tramite una pressione prolungata del pulsante di scatto (QuickTake).

Parlando del modello base iPhone 11, quest'ultimo dispone solamente del sensore principale grandangolare da 12MP (f/1.8) e della lente ultra-grandangolare da 12MP (f/2.4, 120 gradi). Lo zoom digitale in questo caso si ferma al 5x e chiaramente si vanno a perdere le funzionalità del caso.

Sul sito ufficiale di Apple si legge quanto segue in merito alle fotocamere posteriori: "Ci siamo trovati davanti a una vera e propria sfida, perché anche se i sensori usano lo stesso sistema cromatico, tre moduli fotografici diversi hanno caratteristiche differenti in termini di colore e sensibilità. Per risolvere il problema, i nostri ingegneri hanno calibrato ogni fotocamera separatamente, regolando con precisione aspetti come l'esposizione e il bilanciamento del bianco. E poi sono andati oltre, abbinando le tre fotocamere tra loro e calibrandole per allineare i moduli l'uno all'altro.
Queste regolazioni vengono applicate a tutte le foto che scatti, in tempo reale. In pratica, è come acquisire le immagini da tre fotocamere diverse e poi elaborarle per uniformare aspetto e colore. Con la piccola differenza che qui accade tutto in una frazione di secondo. Modificare nel modo giusto ogni singolo dettaglio, per di più mentre passi dal teleobiettivo al grandangolo e all'ultra-grandangolo, richiede una potenza di calcolo che trovi solo nel chip A13 Bionic
".

La fotocamera anteriore è identica sia per iPhone 11 che per i due iPhone 11 Pro: si tratta di una TrueDepth da 12MP (f/2.2). Grazie ad essa, la modalità Ritratto si arricchisce di un effetto Luce high key b/n che consente di ottenere scatti monocromatici. Inoltre, ora l'utente può gestire manualmente l'intensità della luce, in modo da far risaltare al meglio il soggetto.
Non manca anche la possibilità di registrare video in 4K a 60 fps. Inoltre, Apple ha implementato per la prima volta una modalità slow motion a 120 fps. Secondo l'azienda di Cupertino, si tratta dell'evoluzione del selfie, che in questo caso si chiama "slofie". Per il resto, la nuova fotocamera consente anche di migliorare lo sblocco tramite FaceID, che ora funziona con angoli incrementati ed è più veloce del 30%.