AI Act: arriva il primo grande regolamento per l'intelligenza artificiale

L'UE ha appena dato il via libera all'AI Act, iniziando l'era della regolamentazione dell'intelligenza artificiale: ecco cosa dice il testo.

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L'intelligenza artificiale sta facendo passi da gigante: basti pensare al recente annuncio del modello Sora di OpenAI, in grado di generare video fotorealistici a partire da un input testuale. Uno strumento incredibile, che però si trova ancora in una fase preliminare non aperta al pubblico, motivata anche dalla necessità di comprendere al meglio i potenziali rischi che un rilascio diffuso potrebbe generare: d'altronde, lo stesso Sam Altman, CEO di OpenAI, ha ribadito a più riprese l'importanza di regolamentare il settore per contrastare gli usi impropri ed evitare quello che definisce come un "disallineamento sociale".
Insomma, di certo non basteranno gli sforzi di artisti e autori contro le violazioni dell'IA per riuscire a trovare una quadra. È in questo contesto che si inserisce quello che di fatto rappresenta il primo grande regolamento a livello mondiale per l'intelligenza artificiale, ovvero l'AI Act europeo.

Cosa si vuole regolamentare

L'intelligenza artificiale è una rivoluzione tecnologica che può infiltrarsi in miriadi di contesti diversi, quindi mettere insieme un quadro generale di tipo normativo potrebbe non essere cosa semplice. Eppure, imporre dei paletti risulta necessario ed è richiesto ad ampia voce anche dalle stesse aziende appartenenti al settore: per questo, l'AI Act europeo si concentra sulla questione dei modelli di fondazione, o meglio General Purpose AI (GPAI), quei modelli di intelligenza artificiale che vengono addestrati con un'enorme quantità di dati al fine di immettere sul mercato servizi che ne facciano uso.

Per farvi degli esempi concreti, GPT di OpenAI rientra in questa definizione, ma anche LaMDA di Google fa parte di questa categoria di modelli che possono essere utilizzati in un vasto numero di ambiti, sia sfruttati singolarmente che collocati in un più vasto sistema di intelligenza artificiale. L'UE sta adottando una definizione per certi versi ampia, ma probabilmente questa scelta è stata fatta anche per estendere il più possibile la regolamentazione in un contesto complesso come quello dell'IA.

Viene fatta, però, una distinzione tra GPAI di base e quelli a rischio sistemico. In base ai rischi che questi modelli possono potenzialmente provocare in territorio europeo, si applicano normative più o meno stringenti e la Commissione si riserva di individuare quali modelli rappresentano un effettivo rischio di questo tipo, potendo eventualmente aggiornare i parametri che ne delineano il collocamento.

Uno di questi, ad esempio, può essere la capacità computazionale, espressa in FLOPS, del modello di intelligenza artificiale preso in considerazione; tuttavia, il testo dell'AI Act delinea una valutazione sul singolo modello che si basa molto su quanto espresso dalla Commissione, quindi anche la questione dei FLOPS può risultare importante fino a un certo punto.
Una volta che un modello è stato inserito tra i GPAI, a quali obblighi viene sottoposto?

Nel caso si tratti di un "semplice" GPAI di base, ovvero non ritenuto in grado di scatenare un potenziale rischio sistemico, si punta maggiormente sul fattore trasparenza: oltre alla nomina di un rappresentante che dovrà rispondere alle autorità e all'obbligo di stilare delle policy in materia di rispetto del copyright, alle aziende verrà richiesto di presentare una documentazione efficace, che renda chiari i sistemi di funzionamento e addestramento a tutti gli attori, comprese le aziende che vorranno integrare il modello in un più ampio sistema di intelligenza artificiale.

Cosa accade, invece, nella più restrittiva casistica dei GPAI a rischio sistemico? Andando oltre a tutte le richieste già espresse per quelli di base, i soggetti coinvolti dovranno prestarsi a informare tempestivamente le autorità in caso dell'eventuale insorgere di gravi problematiche derivanti dall'uso del modello, indicando anche come intendono procedere per risolvere la situazione.
Inoltre, in via preventiva, sarà necessario mettere in atto dei piani in materia di cybersicurezza e soprattutto valutare, prima ancora di immettere un modello sul mercato, quali potrebbero essere i potenziali rischi associati ed eventuali contromisure.
Si dovranno rispettare appositi standard e garantire l'esecuzione di test di adversaria, una valutazione sistemica che ha l'intento di comprendere come si comporta un determinato modello quando sottoposto a un input dannoso o involontario.

Quelli indicati sono solo i principali scenari possibili, ma l'AI Act scende più nello specifico anche in casistiche come, ad esempio, quella dei modelli open source, in cui potrebbero non esserci aziende specifiche dietro il progetto.
Quel che è certo è che il primo grande regolamento in materia di IA rappresenterà una sfida importante, facendo anche discutere.

A che punto siamo

Dopo aver raggiunto un primo accordo politico a fine 2023, a febbraio 2024 i 27 Paesi UE hanno deciso all'unanimità di dare il via libera al primo regolamento a livello globale in campo di intelligenza artificiale.
All'atto pratico, questo significa che il testo dell'AI Act pubblicato sul portale ufficiale del Consiglio dell'Unione Europea è definitivo. Insomma, l'incertezza del Trilogo di dicembre 2023 è stata superata e nelle 272 pagine si descrivono gli scenari che abbiamo riassunto in precedenza.

Nonostante questo, però, ci sono ancora alcuni passaggi legislativi che è necessario compiere. L'approvazione definitiva dell'AI Act è prevista per marzo o aprile 2024, quindi se tutto andrà come previsto l'effettiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale avverrà nel mese di maggio 2024. Attenzione, però, perché ci vorranno anni affinché il regolamento diventi del tutto esecutivo, in quanto si potrebbe indicare il 2026 come l'effettivo anno dell'AI Act. Ci vorrà ancora del tempo per regolamentare a dovere l'intelligenza artificiale, ma questo primo passo da parte dell'UE rappresenta un segnale chiaro verso la strada che si vuole percorrere.