Addio ad Arecibo, il radiotelescopio più importante della storia

La perdita del secondo più grande radio telescopio al mondo sarà senza dubbio pesante negli anni a venire, scopriamo perchè.

Addio ad Arecibo, il radiotelescopio più importante della storia
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Sui motori di ricerca di tutto il mondo è cresciuta in maniera esponenziale la parola "Arecibo" accompagnata dalla parola "telescopio". C'è un motivo: è notizia degli ultimi giorni del totale collasso del secondo radiotelescopio più grande del mondo, l'Osservatorio di Arecibo, una struttura che negli anni ha aiutato gli scienziati ad avere una conoscenza accurata del cosmo e dei suoi angoli più remoti.
Quest'oggi vogliamo ricordare, a modo nostro, il radiotelescopio che dal 1963 osservava lo spazio, e che ora non potrà più farlo.

Un po' di storia

L'osservatorio di Arecibo è situato a 16 km a sud dell'omonima città, a Porto Rico. Era la più grande unità singola del mondo fino all'arrivo del radiotelescopio FAST in Cina. Questo strumento, costruito all'inizio degli anni '60, utilizzava un riflettore sferico di 305 metri ed era costituito da pannelli di alluminio perforato. Le strutture dell'antenna potevano essere spostate in qualsiasi direzione, rendendo possibile tracciare un oggetto celeste in diverse regioni del cielo.
Gli scienziati hanno utilizzato l'Osservatorio di Arecibo per scoprire i primi pianeti extrasolari attorno alla pulsar B1257 + 12 nel 1992; l'osservatorio ha anche prodotto mappe radar dettagliate della superficie di Venere e Mercurio e scoprì, inoltre, che il pianeta ruotava ogni 59 giorni intorno al Sole, invece di 88 giorni. Gli Astronomi americani Russell Hulse e Joseph H.Taylor, hanno utilizzato Arecibo per scoprire la prima pulsar binaria, dimostrando che stava perdendo energia attraverso la radiazione gravitazionale alla velocità prevista dalla teoria della relatività generale del fisico Albert Einstein e hanno vinto il Premio Nobel per la fisica nel 1993.

Il messaggio agli extraterrestri

Il 16 novembre 1974 il radiotelescopio di Arecibo è stato utilizzato per inviare la trasmissione più potente mai inviata deliberatamente nello spazio, con l'intenzione di contattare qualche possibile visitatore interstellare o qualche civiltà lontana.

La trasmissione consisteva in uno schema di numeri binari che conteneva informazioni sulle sostanze chimiche di base della vita, sulla struttura del DNA, sulla posizione della Terra nel nostro sistema solare e persino sulla figura stilizzata di un essere umano. Ci sono voluti esattamente tre minuti per inviare 1.679 bit di informazioni, all'epoca qualcosa di formidabile. Il segnale viaggiò in direzione di M13, un ammasso stellare globulare in orbita attorno al centro della nostra galassia.

Un luogo scelto principalmente perché al suo interno è possibile trovare una vasta collezione di stelle. M13 si trova a circa 23.000 anni luce dalla Terra e, dal momento del lancio, il messaggio si trova a "soli" 46 anni luce da noi.

Non solo. Arecibo ha altri innumerevoli encomi nel suo passato: ha aiutato a catalogare le caratteristiche di molti asteroidi vicini alla Terra; ha individuato il primo "Fast Radio Burst" ripetuto; ha dato una mano nel comprendere - per la primissima volta - le onde gravitazionali, oltre a scoprire il ghiaccio su Mercurio e a mappare la superficie di Venere.

I primi segni di cedimento

In estate, esattamente il 12 agosto 2020, il radiotelescopio di Arecibo è stato gravemente danneggiato dalla rottura di un cavo tirante in acciaio di ben 7 cm di diametro. Una volta spezzatosi, è precipitato sul disco centrale generando uno squarcio nella struttura di oltre 30 metri di diametro, deformando la piattaforma e distruggendo 8 pannelli della cupola. Purtroppo, l'incidente - che sarebbe costato 10.5 milioni di dollari per le riparazioni - immobilizzò completamente, come un fulmine a ciel sereno, gli addetti ai lavori. Un altro cavo ha seguito lo stesso destino tre mesi dopo, venerdì 6 Novembre 2020, cadendo sulla parabola riflettente sottostante, provocando ulteriori danni alla parabola e ad altri cavi vicini.

Entrambi i cavi erano collegati alla stessa torre di supporto indebolita, quasi sicuramente, dal primo incidente. Pochi giorni dopo, l'osservatorio di Arecibo è stato ufficialmente dichiarato "perduto" e stava per essere chiuso definitivamente.

I troppi danni, infatti, hanno reso impossibile il recupero. Gli interventi di ristrutturazione, di analisi e di indagine erano troppo rischiosi, in quanto tutto lo stabilimento versava da diverso tempo in gravi condizioni. Visto che intervenire sembrava mettere in pericolo la vita di troppe persone, si è deciso di dire addio allo storico Osservatorio, smantellandolo, un processo che purtroppo è avvenuto prima del previsto e senza intervento umano.

L'inevitabile collasso

All'inizio di questo mese è arrivata la notizia che tutti temevano: il collasso dell'osservatorio di Arecibo. Era già stato calcolato che nel prossimo futuro l'intero stabilimento dovesse essere smantellato in totale sicurezza, ma a quanto pare non c'è stato bisogno dell'intervento umano.

"Che giornata triste per l'astronomia e la scienza planetaria in tutto il mondo e uno dei telescopi più iconici di tutti i tempi. I miei pensieri sono con i membri del personale e gli scienziati che hanno continuato a fare grandi scienze negli ultimi anni e la cui vita è direttamente influenzata da questo", ha scritto su Twitter Thomas Zurbuchen, amministratore associato della NASA.
La piattaforma appena crollata pesava circa 900 tonnellate e si è staccata dalle tre torri di supporto, che sono rimaste intatte e non hanno subito ulteriori danni.

Cosa succederà adesso? Rimpiazzare il radiotelescopio di Arecibo - simbolo di cultura e icona storica - non è certo facile, e gli astronomi hanno perso un alleato formidabile, se non essenziale, per la loro scienza.
Fortunatamente qualcosa di esso rimane ancora: i dati ottenuti nel corso di tutti questi anni, che aiuteranno quasi certamente nelle ricerche e scoperte future.