Alexa: gli smart speaker hanno già stancato?

Nonostante il successo Amazon sembra parecchio preoccupata per il rapporto degli utenti con i suoi smart speaker Echo.

Alexa: gli smart speaker hanno già stancato?
Articolo a cura di

Vendite strabilianti, prezzi sempre più bassi, successo inarrestabile. Eppure, nel mondo dorato degli assistenti vocali casalinghi qualcosa non sembra funzionare per il verso giusto. Negli ultimi giorni si è parlato tanto di una ricerca interna di Amazon trapelata in rete, in cui l'azienda si dice preoccupata del rapporto tra gli utenti e i suoi Echo. Nonostante i numeri straordinari di vendita, pare, infatti, che gli utenti si annoino molto presto e finiscano per utilizzare pochissimo gli smart speaker: una preoccupante anticamera per un mercato che rischia, dopo anni di crescita, di entrare in una quasi inevitabile fase di stallo. Amazon smentisce e sottolinea il successo dei suoi Echo, ma la polvere sotto il tappeto potrebbe essere più alta di ciò che sembra.

I patemi di Amazon

La bomba è stata lanciata da Bloomberg, entrato in possesso di documenti che arrivano direttamente da un'indagine interna in quel di Amazon. Con i dispositivi Echo in commercio ormai da qualche anno, gli analisti dell'azienda hanno offerto ai vertici una ricerca in cui, a fronte di vendite ancora strabilianti e le tre candeline di Alexa per gli utenti italiani, sarebbe stato evidenziato un interesse del pubblico in fase calante, con il mercato degli smart speaker pronto a entrare in fase di stallo.

Secondo queste ricerche, l'attenzione degli utenti verso queste piattaforme è in netto calo: tra il 15% e il 25% degli utenti Alexa non erano più attivi sulla piattaforma dopo due settimane dall'acquisto del dispositivo. Dopo l'esaltazione iniziale e un coinvolgimento dovuto alla novità, gli utenti perdono interesse e finiscono per accantonare e abbandonare al suo destino il povero Echo. L'indagine interna sottolinea anche quanto il mercato abbia superato la sua fase di crescita e sia destinato ad espandersi solo del 1,2% nei prossimi anni.

Smentite e soluzioni

Amazon si è affrettata e ha subito deciso di smentire l'articolo, parlando della continua crescita di Alexa, di un aumento generale dell'utilizzo da parte dei clienti e dell'entrata dei dispositivi Echo in moltissime famiglie. Una smentita che vuole sottolineare l'ottimismo dell'azienda nei confronti di una delle sue creature più preziose, ma che sembra essere solo una toppa su una preoccupazione che è ben presente e che sta dando non pochi grattacapi a Bezos e soci.

I documenti diffusi da Bloomberg provavano ad offrire qualche soluzione per tenere gli utenti ancorati ad Alexa: si parla di maggiori sensori e videocamere che possano dare la possibilità ad Echo di riconoscere e associare le voci e di capire in quale stanza si trovano gli utenti. Soluzioni per ora difficilmente attuabili e che portano ancora una volta in primo piano la sempre spinosa questione della privacy. C'è poi un dato di fatto incontrovertibile verso questi dispositivi: molti utenti vi si approcciano come con dei simpatici passatempi ma, all'atto pratico, faticano a trovarne un'utilità.

Funzioni limitate

Il successo e le vendite degli Echo continuano ad essere straordinari e pongono Amazon al vertice del mercato degli smart speaker. Merito della scelta di Amazon di essere la prima a commercializzare questi prodotti e dell'integrazione totale che ha Alexa con tantissimi dispositivi intelligenti. Un successo che portato alla nascita dei sistemi analoghi di Google, Apple e Facebook. Secondo Amazon il 25% delle famiglie statunitensi possiede in casa almeno un dispositivo Alexa, eppure, la grandezza dei numeri non sembrerebbe tradursi in una fidelizzazione significativa.

Amazon non starebbe riuscendo a legare a doppio filo l'utente con il suo prodotto e, di riflesso, con i suoi servizi. Dopo pochi mesi o settimane di utilizzo i possessori di Echo scoprono oltre la metà delle sue funzioni e finiscono per utilizzare i piccoli smart speaker sempre per le solite cose: ascoltare musica, impostare un timer, trovare risposte a qualche domanda e, al massimo, accendere o spegnere le luci di casa.

Solo dei giocattoli?

Amazon invia, con cadenza regolare, ai suoi utenti una mail o degli aggiornamenti in cui descrive le funzioni di Echo e le domande che gli utenti possono fare ad Alexa, eppure, per molti, si tratta di possibilità divertenti nel brevissimo periodo ma per nulla utili all'atto pratico. Nella mente degli utenti si starebbe sviluppando l'idea che questi prodotti siano utili solo fino a un certo punto: con le loro funzioni, per alcuni, limitate - non parliamo solo di Amazon - e il prezzo di vendita sempre più basso, sta passando l'idea di avere a che fare più con dei piccoli e divertenti giocattoli che con delle evolute macchine tecnologiche dalle grandi possibilità.

Un limite che potrebbe preoccupare e che dovrebbe far riflettere su queste tecnologie, sulla loro forza rivoluzionaria e su quanta strada debba ancora essere fatta per farle giungere a piena e totale maturazione. La questione privacy è poi quella che preoccupa maggiormente gli utenti che, dopo aver usato i dispositivi, sembrano scontrarsi con il muro di prodotti sempre attivi che ascoltano tutto quello che diciamo e che potrebbero utilizzarlo nei modi più disparati. In tanti, addirittura, finiscono proprio per disattivare i microfoni o per spegnere gli smart speaker dopo qualche tempo, trasformandoli in dei soprammobili senza vita ne scopo.

Alexa, dammi tempo!

Dobbiamo già decretare la fine degli assistenti vocali? Assolutamente no. Quella che abbiamo tra le mani è una tecnologia ancora molto giovane, che ha però dalla sua infinite quanto imprevedibili forme di sviluppo. La stessa Amazon, una delle prime a lanciarsi a capofitto in questo mercato, aveva previsto questo tipo di eventualità, questa fase di stallo e questa apparente disaffezione da parte degli utenti. L'azienda, però, è riuscita a raggiungere un obiettivo non di poco conto, entrando nelle case di numerose persone e mettendo le mani avanti per il futuro in cui questa tecnologia sarà pronta a mostrare al mondo tutte le sue reali potenzialità.

Grandi passi devono essere fatti per trasformare gli smart speaker nei veri centri tecnologici delle nostre case, in prodotti che ci permetteranno di controllare ogni aspetto della vita domestica: allarmi, apertura di porte e finestre, funzionamento degli elettrodomestici, regolazione della temperatura. Una volta che le tecnologie "collaterali" saranno pronte ad accogliere le novità ci troveremo davanti una serie di possibilità che ora ci sono precluse. Oggi tutto questo sembra ancora parecchio lontano ma abbiamo già tra le mani i prodotti che ci permetteranno di accedere finalmente al futuro.

Cosa migliorare

Dal canto suo, Amazon deve essere brava a continuare a tenere viva l'attenzione, a tenere i prezzi bassi, come avvenuto con le offerte di Natale sui dispositivi Echo e a invogliare sempre nuovi utenti ad abbracciare questi prodotti. Dovrebbe continuare a migliorare le tecnologie, i sensori, le possibilità di ascolto e, soprattutto, sviluppare Alexa in modo che sia capace di riconoscere con maggiore efficacia il linguaggio naturale. Ad oggi le conversazioni con gli smart speaker sono ancora "artefatte" per molti e circoscritte a frasi prestabilite con cui attivare comandi prestabiliti, sebbene Alexa rappresenti una delle migliori assistenti con cui interloquire liberamente.

Occorre affinare gli assistenti vocali e dargli possibilità di riconoscere le cadenze, i termini e parte della varietà del linguaggio umano, aprendo a nuove e interessanti opportunità di dialogo. Più che sulle funzioni collaterali e di divertimento, dovrebbe puntare su una sempre maggiore integrazione di Alexa nel mondo della domotica, su dispositivi collaterali tecnologicamente avanzati e che diano una svolta al nostro modo di vivere. Bisogna rendere gli assistenti vocali davvero smart e non dei semplici soprammobili parlanti con cui divertirsi ogni tanto. La strada è ancora lunga ma è già tracciata: annoiamoci ora che tra qualche anno ci sarà di che divertirsi.