Alla ricerca di Cthulhu e dei mostri di Lovecraft, grazie alla scienza

Un viaggio tra gli orrori delle creature di Lovecraft, alla ricerca delle loro dimore, tra il gelo dello spazio profondo e l'oscurità degli abissi.

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La festa che più di tutte aspetto sempre con estremo piacere è Halloween che, puntuale come un orologio, è finalmente giunta a spaventarci con i suoi mostri, vampiri, fantasmi e zombie. Ma, mi sono chiesto, quali sono i mostri più spaventosi? Quali, tra tutti quelli che in questi giorni vediamo in giro (sotto forma di maschere ovviamente!) sono i più potenti ed inquietanti? Certo, i vampiri sono forse tra le creature più pericolose, mentre i fantasmi sono quelli che, probabilmente, ci spaventano di più, ma sicuramente i mostri più terrificanti sono quelli scaturiti dalla fantasia e dalla penna di H. P. Lovecraft, lo scrittore di Providence, USA, vissuto tra il 1890 e il 1937.
Gli esseri nati dal genio dello scrittore americano esulano dal folklore e dall'immaginario comune cui siamo abituati e hanno dato vita ad un pantheon spaventoso del tutto nuovo. Mi sono quindi chiesto dove vivano queste creature così terrificanti e capaci di portare gli esseri umani alla follia. E proprio dalla follia che dobbiamo tenerci alla larga mentre ci addentriamo nei luoghi segreti in cui dimorano le creature semidivine di H. P. Lovecraft cercando, se non possiamo raggiungerle fisicamente (per fortuna!), almeno di incontrarle con la nostra fantasia.
Ma attenzione: queste creature sono molto gelose dei loro segreti e faranno di tutto per impedirci di arrivare a scoprire dove esse risiedano e dove agiscono e, come ormai abbiamo imparato leggendo Lovecraft, è la pazzia la loro arma più forte e quella che più di tutte dobbiamo temere. Incominciamo subito il nostro viaggio alla ricerca del primo e, forse, più potente mostro di Lovecraft

Azathoth

La più potente mostruosità che Lovecraft ha creato è sicuramente Azathoth. Azathoth ha i poteri di una vera e propria divinità e, si dice, sia stato lui stesso a creare l'universo ed il Big Bang. Tuttavia, per nostra fortuna, un qualche evento ha completamente alterato la sua potente mente lasciandolo come un'ameba al centro dell'universo. Ed è proprio qui che, con l'immaginazione, ci dirigeremo, sulle tracce della più grande divinità, per Lovecraft, mai esistita. Egli risiede al centro dell'universo, su di un trono, dove continuerebbe a regnare se non fosse completamente pazzo.
Ma dove si trova il centro dell'universo? Che forma ha l'universo stesso e, soprattutto, quanto è distante questo cuore cosmico da noi? Beh, per prima cosa facciamo luce sulle unità di misura che si utilizzano per calcolare le distanze tra i corpi celesti dispersi nello spazio. Per misurare la distanza di quelli relativamente vicini si utilizza l'Unità Astronomica che equivale a 149.6 x 10^6 km, la distanza media che intercorre tra la Terra ed il Sole. La luce, per arrivare sulla Terra, partendo dal Sole, impiega circa otto minuti muovendosi ad una velocità di 300000 Km/s.
Ed è proprio lo spazio che percorre la luce in un anno che rappresenta la nostra seconda unità di misura, l'Anno luce, appunto, che equivale a 9463 x 10^9 km. Per finire abbiamo il Parsec che rappresenta una lunghezza di 30900 x 10^9 km. E già qui inizia a serpeggiare la follia e l'incapacità, da parte della nostra mente, di immaginare distanze tanto grandi di cui non abbiamo e non possiamo avere familiarità.

Ma continuiamo a cercare Azathoth ed il centro dell'universo. Sappiamo che è veramente lontano, ma dove dobbiamo iniziare a cercarlo? Nel nostro immaginario il centro di qualcosa è il luogo dove ci sono più cose, le più interessanti. Se pensiamo al centro dell'Universo possiamo immaginare che esso sia il luogo dove ci siano più galassie, più materia, più energia. Tuttavia l'Universo è omogeneo e isotropo (su scala sufficientemente grande!) e ciò vuol dire che, in ogni suo punto, valgono le stesse regole e presenta le stesse caratteristiche.
Prendiamo, per esempio, l'energia. Possiamo cercare la zona dell'Universo più calda (il calore è una forma di energia!) ed ipotizzare che sia quello il centro. Tuttavia, essendo isotropo, si nota che esso ha circa la stessa temperatura in ogni suo punto. Se, infatti, analizziamo la radiazione cosmica di fondo(una radiazione elettromagnetica di cui l'universo ne è pregno) nella precisissima immagine chiamata mappa di Planck ci accorgiamo che le zone più fredde (in blu, quelle che hanno minore energia) e le zone più calde (in rosso-arancione, più energia) sono distribuite in maniera abbastanza uniforme.

Quindi sembra che non esista una zona con più energia (più calda) centrale ed una più fredda in periferia come ci si potrebbe aspettare. Escludiamo quindi l'energia, adesso, e concentriamoci sull'osservazione del movimento delle galassie. Se osserviamo questi ammassi stellari possiamo notare che si allontanano da noi, dalla Terra. Cosa vuol dire? Che forse il centro della galassia è vicino a noi? Non è proprio così perché se noi ci mettiamo in qualsiasi altro punto della galassia possiamo notare che tutto intorno a noi si sta allontanando con precise leggi matematiche. E qui, nuovamente, le possenti creature nate dalla penna di Lovecraft tentano di non farci andare avanti, di sfuggirci, di non farci scoprire i loro segrerti.

Questo movimento che noi osserviamo è più complesso di come appare. Non sono le galassie che si allontanano ma è il tessuto dell'Universo che, diciamo così, si stira. Questa caratteristica vale per qualsiasi punto preso in considerazione. Per spiegare questo fenomeno prendiamo un palloncino e disegnamoci sopra una T e due puntini neri. Da sgonfio, la distanza di T, la nostra Terra, dal punto 1 è di un centimetro, e la distanza di T dal punto 2 è di cinque centimetri. Gonfiamo il palloncino fino al doppio delle sue dimensioni da sgonfio. Notiamo che i punti non si sono spostati ma la distanza tra di loro è aumentata del doppio. Il punto 1 ora dista due centimetri da T e il punto 2, invece, dista dieci centimetri da T.
Questo esempio ci dice due cose: la prima è che i punti e la T non si sono mosse, si è espanso piuttosto il palloncino (il nostro spazio); la seconda è che il punto più lontano, apparentemente, si è mosso ad una velocità maggiore. Mentre il punto 1, più vicino, si è mosso di un centimetro ( 2 - 1 = 1), il punto più lontano si è mosso ad una velociatà maggiore ( 10-5 = 5 ).

Ed è esattamente quello che si osserva quando studiamo le galassie, quelle più lontane, che hanno una velocità relativa maggiore di quelle più vicine ma, comunque, non sono loro che si muovono quanto più è il tessuto dell'Universo che si... stira! Se, dunque, tale regola vale per ogni punto dell'Universo, anche qui, non abbiamo modo di distinguerne un centro.
Ci rimane un'ultima carta da giocare, quella del Big Bang. Se l'Universo è nato da un'esplosione ci sarà pure un centro dal quale è partito! E qui, proprio come nei libri di Lovecraft, la chiave di volta del racconto, l'apice della scoperta che fa perdere il senno al malcapitato cercatore della verità: probabilmente il centro del cosmo siamo noi ed esso si trova nella nostra sala da pranzo o vicino al letto, sul comodino. Insomma, ogni punto dell'Universo si può considerare il cuore cosmico perché il Big Bang è avvenuto in ogni punto nel medesimo istante e ogni punto dell'Universo si trovava all'interno del Big Bang stesso.
Le osservazioni sembrano dimostrare questa teoria. Dunque se Azathoth si trova al centro dell'universo vuol dire che noi siamo Azathoth, o che Azathoth si trova nella nostra cucina o con noi in macchina. Insomma, il grande dio antico si trova ovunque, in ogni punto dell'Universo...

CTHULHU

Benché non sia la creatura mostruosa più potente del pantheon Lovecraftiano, è sicuramente la più famosa. Il possente dio tentacoloso sembra sia addormentato sott'acqua, nella città di R'lyeh, che dovrebbe trovarsi vicino la Microneisa, ovvero vicino alla famosissima Fossa delle Marianne. Dunque dalle infinite profondità spaziali ci dirigiamo negli abissi più oscuri e profondi del nostro pianeta. Mi sono dunque chiesto se non fosse proprio la Fossa delle Marianne la vera prigione naturale del potente Cthulhu data la vicinanza con la Micronesia. Ma cos'è esattamente e dove si trova la Fossa delle Marianne? Essa è situata tra il Giappone, le Filippine e la Nuova Guinea e rappresenta la più profonda depressione oceanica del mondo. Il suo punto più profondo misura la bellezza di 11.000 metri sotto il pelo dell'acqua. Insomma, la Fossa delle Marianne è, apparentemente, il posto perfetto per nascondersi e dormire in uno stato molto simile alla morte fino a che, a seguito di una congiunzione astrale, il possente Cthulhu potrà risvegliarsi.
Ma cosa possiamo aspettarci di trovare all'interno di questa oscura depressione? A quali pericoli possiamo andare incontro? Beh, prima di tutto dobbiamo aspettarci un ambiente estremamente buio. La radiazione elettromagnetica, quindi la luce, viene assorbita per la gran parte nei primi metri sotto il pelo dell'acqua ma giunti a 1.000 metri di profondità essa non riesce a più a farsi strada e a penetrare l'oscurità abissale. Dunque quello che avremo sotto gli occhi è un ambiente oscuro, freddo, popolato da stranissimi animali.

Ma il freddo e il buio non sono gli unici pericoli. Man mano che scendiamo in profondità, la pressione a cui saremo sottoposti aumenterà sempre di più fino a che, una volta giunti sul fondo, la colonna d'acqua sopra di noi graverà con una pressione di 1.100 atmosfere circa (visto che la pressione aumenta di 1 atmosfera ogni dieci metri) che equivale a dire un peso di 1.100 Kg per cm^2! Le condizioni di vita, a profondità così grandi, sono veramente proibitive.
Nonostante tutto vivere a profondità elevate comporta anche dei vantaggi. Per esempio, la temperatura difficilmente oscilla sopra o sotto lo zero, rimanendo quindi costante per tutto il tempo. Ma quali creature vivono negli abissi più profondi? Saranno forse questi esseri la strana progenie di Cthulhu?

A ben vedere, le creature che vivono nelle profondità abissali possono apparire alquanto strane, persino inquietanti e aliene rispetto alle specie che vivono più in superficie ma, ricordiamo, che anch'esse sono il frutto dell'evoluzione che le ha plasmate rendendole efficienti macchine all'interno del loro habitat. Vista quindi la scarsità di cibo presente a profondità così elevate, gli esseri abissali hanno una bocca molto larga, con denti lunghi e sporgenti che servono per divorare, senza possibilità di errore, le poche prede che riescono a trovare.

Molti, poi, hanno organi luminosi che servono per attirare le prede e divorarle oppure fungono da segnale durante il periodo di accoppiamento. Tuttavia, proprio a causa della scarsità di luce, se non oltre i mille metri nel buio più assoluto, la vista di questi animali è scarsamente sviluppata. La cosa che sorprende forse di più è la capacità di queste creature di resistere a pressioni elevatissime. Sono stati osservati animali ad una profondità di 8.000 metri sotto il livello del mare che, quindi, riescono a sostenere pressioni di 800 atmosfere che equivalgono a 800 Kg su cm^2.
Ma è proprio grazie a questa loro resistenza che è impossibile, per noi, riuscire a portare esemplari vivi in superficie evitando che il cambio di pressione li danneggi e li uccida.

Questo viaggio finisce qui, tra le gelide ombre degli abissi oceanici. Siamo partiti dalle profondità cosmiche e siamo, infine, giunti fin nel cuore degli oceani, nel punto più profondo dei nostri mari, seguendo le tracce di due dei più famosi mostri-divinità dell'incredibile pantheon generato dalla fantasia di H. P. Lovecraft. Spero che questo semplice viaggio immaginario vi sia piaciuto e che la curiosità e la follia sia germogliata nelle vostre menti. Dunque non mi resta che augurarvi... Buon Halloween!