Alla scoperta dei calabroni assassini, i nuovi killer delle api occidentali

Si sta sentendo parlare sempre più spesso di un presunto calabrone assassino che arriva dal Giappone, ecco quello che sappiamo.

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Con un nome del genere tutti potrebbero aver paura: "calabrone assassino". In realtà si tratta solo di un soprannome, che non lascia però molto spazio all'immaginazione. Il nome di "battesimo" è in realtà calabrone gigante asiatico (Vespa mandarinia) e stiamo parlando del calabrone più grande del mondo.
Nativo dell'Asia orientale, il suo corpo è lungo circa 5 centimetri, con un'apertura alare di circa 7,6 centimetri. Si parla molto spesso di questo insetto recentemente, vediamo insieme perché.

L'invasione dell'America

La specie invasiva in questione non è ancora arrivata in Italia, ma la sua presenza ha fatto scattare l'allarme negli Stati Uniti, in particolare nello stato di Washington. L'insetto è dotato di un lungo pungiglione ed è tristemente noto in Giappone per le sanguinose stragi effettuate negli alveari. I primi esemplari negli Stati Uniti, infatti, sono stati individuati tra novembre e dicembre dell'anno scorso. Tuttavia, la loro sete di "sangue" sarebbe entrata nel vivo lo scorso mese, quando le api regine iniziano a fondare le proprie colonie.
I calabroni sono più distruttivi alla fine dell'estate e all'inizio dell'autunno, quando vanno a caccia di fonti di proteine per le regine. Una volta individuata una colonia di api, il calabrone asiatico richiama interi "eserciti" di rinforzi che possono raggiungere i 50 esemplari.

L'omicidio dell'ape è abbastanza cruento: viene solitamente decapitata con le potenti mandibole del calabrone, nel giro di pochi secondi; in poche ore un alveare con migliaia di api viene facilmente sterminato. Le api giapponesi, dal canto loro, hanno trovato un metodo per uccidere questi killer spietati, avvolgendo l'invasore con i loro corpi e riscaldandolo fino a 50 °C attraverso il movimento. Una controffensiva certamente complicata e poco pratica.
In questo momento, biologi e apicoltori del paese a stelle e strisce sono al lavoro per individuare delle contromisure efficaci nella speranza di eradicare la specie che minaccia gli insetti, prima che si stabilisca definitivamente in America e metta a rischio gli impollinatori. Non è ancora noto come abbia fatto l'insetto ad arrivare in Nord America, ma si sospetta che siano stati trasportati all'interno delle merci internazionali nei container.

Ci sono in Italia?

Il calabrone assassino non esiste in Italia. Distinguere le tantissime specie di vespe differenti non è per nulla facile, visto che ci sono insetti di questo tipo più o meno grandi in tutte le parti dell'Italia. Attualmente è possibile trovare: il calabrone (Vespa crabro) dove la regina raggiunge normalmente i 35 mm di lunghezza mentre i maschi e le operaie misurano da 20 a 25 mm, e possiamo incontrarlo in praticamente tutte le regioni; la vespa orientale (Vespa orientalis), facilmente riconoscibile per il colore rosso spezzato solo dal giallo dell'addone, diffusa principalmente nel Sud Italia; e infine il calabrone asiatico (Vespa velutina), lunga mediamente 30 mm è riconoscibile per il corpo scuro e la linea gialla nel suo addome, che si trova solo in alcune zone del Nord Italia. Queste tre specie sono spesso scambiate con la Vespa mandarinia, ma sono molto meno aggressive di quest'ultima (ma sono lo stesso cruenti cacciatori delle nostre povere api).

Sulla questione è intervenuto recentemente anche l'entomologo Akito Kawahara sul sito The Conversation. Come spiega lo scienziato, riferendosi al calabrone killer, nella maggior parte dei casi questi insetti non fanno nulla se le persone non sono aggressive nei loro confronti: le punture di vespe e calabroni, infatti, hanno ucciso meno di 13 persone nel 2017 e nel 2018 in Giappone. L'entomologo ha sottolineato infine che questa specie non tollera temperature estreme ed è improbabile che si diffonda in zone molto calde o fredde.

Cosa fare in caso di puntura di una vespa

Una puntura di vespa, tuttavia, può fare male lo stesso. Questi insetti, a differenza delle api, non lasciano il pungiglione nella vittima e possono attaccare in continuazione. Una volta subita una puntura del genere si sentirà dolore immediato, arrossamento, gonfiore, bruciore intenso e prurito. Nei casi più gravi - nei soggetti più suscettibili - può causare anche una reazione allergica.
Masato Ono, un entomologo della Tamagawa University, descrisse una puntura ricevuta da una Vespa mandarinia "come un chiodo rovente conficcato nella gamba". Ecco cosa fare se si dovesse essere punti da una qualsiasi vespa:

- Una volta punti allontanarsi rapidamente, senza movimenti eccessivi che potrebbero aumentare il rischio di altri attacchi;
- Si raccomanda la compressione e/o l'uso di un dispositivo sottovuoto per rimuovere il veleno dalla ferita. Non utilizzare la bocca, poiché il veleno si trasmetterebbe anche lì;
- Lavare la ferita con acqua o con liquidi contenenti tannini (aceto, tè o vino rosso) perché la sostanza combatte gli effetti di una o più tossine. Viene raccomandato anche l'utilizzo di pomate contenenti antistaminici e cortisoni.
- Dopo le prime medicazioni è consigliato consultare subito il proprio medico di fiducia.

Ecco, invece, delle accortezze per evitare incontri ravvicinati con questi insetti:

- Non indossare abiti colore nero o molto vivace;
- Evitare di usare essenze, shampoo e creme solari troppo profumate;
- Evitare di avvicinarsi a fiori molto profumati o frutta matura;
- Evitare di lasciare cibi e bevande all'aperto, attirano gli insetti;
- Evitare di lasciare aperte le pattumiere;
- Se si dovesse incontrare una vespa, evitare movimenti bruschi o violenti e allontanarsi lentamente.