Amazon Key: consegne senza nessuno in casa, siamo davvero pronti?

L'ultima trovata di Amazon con il corriere che consegna anche quando non si è in casa apre nuovi scenari nel mondo dell'e-commerce.

speciale Amazon Key: consegne senza nessuno in casa, siamo davvero pronti?
Articolo a cura di

Il pacco che aspettavi è in consegna, il corriere arriva sotto casa tua, suona, ma tu non ci sei. Consegna rimandata o disagio di dover andare alle Poste o al centro di consegna per ritirare il tutto potrebbero diventare presto un brutto ricordo grazie alla nuova trovata di Jeff Bezos, la Amazon Key. Si tratta di un sistema di sicurezza che permette al corriere di entrare in casa anche in assenza del proprietario, sbloccando la serratura e poi richiudendola dietro di sé una volta consegnato l'oggetto. Un modo per abbattere ulteriori tempi di attesa, per velocizzare ancora di più il già velocissimo mondo del commercio online ma anche una modalità che rischia di abbattere barriere a cui forse non siamo ancora del tutto pronti.

Di cosa si tratta?

Il nuovo sistema sta facendo discutere già da qualche tempo. Per poterlo utilizzare bisogna essere già in possesso di alcuni strumenti capaci di rendere "smart" la propria abitazione. In questo caso servono una smart key per l'apertura della serratura, l'assistente casalingo di Amazon Alexa e la nuova Cloud Cam, una telecamera intelligente collegata proprio ad Alexa, alla linea internet e capace di controllare la serratura. Una volta che il corriere avrà appurato che il destinatario della consegna non è in casa, potrà utilizzare il codice a barre del pacco con uno smartphone per ricevere un codice temporaneo che gli permetterà di aprire per una sola volta la serratura. Una volta completata la consegna la porta si richiuderà da sola come se nulla fosse. Il tutto, naturalmente, sarà filmato e registrato dalla Cloud Cam, con l'utente che potrà vedere in diretta o rivedere in un secondo momento il video della consegna. Il servizio, disponibile solo in 37 città negli Stati Uniti e per un numero limitato di prodotti - circa 10 milioni - costa 249,99 dollari che comprendono serratura, camera di sicurezza e installazione da parte di un tecnico.

Una sperimentazione folle?

Arrivato da poco negli Stati Uniti, Amazon Key è disponibile solo per gli utenti Prime e per un numero limitato di serrature smart, quelle delle aziende Kwikset e Yale e dovrà per forza passare tramite la camera prodotta dall'azienda di Bezos, un oggetto che, di fatto, segna l'esordio dell'azienda nel settore della sicurezza privata. L'idea è quella di offrire un servizio aggiuntivo, rivolto a pochi ma comunque allettante che, molto presto, potrebbe essere sperimentato anche in Europa. Si tratta dell'ennesimo tentativo di Amazon di estremizzare il suo concetto di vendita e commercio, di velocizzare ulteriormente il processo di acquisto-ordine-consegna con la speranza di aumentare ulteriormente i guadagni e le comodità. Un ulteriore passo avanti verso una modernità che attira ma che ad oggi sembra ancora lontana dal diventare una realtà concreta. Quanti decideranno di fidarsi di questo sistema? Quanti daranno le chiavi della propria abitazione e della propria vita privata ad una macchina controllata da un soggetto esterno? Le possibilità per un grande cambiamento ci sono, ma anche i rischi per la sicurezza non sono da sottovalutare.

Sicurezza prima di tutto

Amazon sta certamente cercando di tutelare il più possibile la sicurezza degli utenti che decideranno di provare questo azzardo. Ad effettuare le consegne dovrebbero essere solo "fattorini" fidati e specializzati. Ogni utente riceverà una notifica quando il corriere è vicino alla propria abitazione, con la possibilità di seguire in diretta e in tempo reale tutta la procedura. Allo stesso tempo i corrieri saranno invitati dall'azienda a suonare e bussare più volte prima di aprire la porta e, nel caso di consegna, a non entrare in casa ma ad aprire la porta il minimo indispensabile, solo per lasciare il pacco e niente più. Si tratterà, in tutti i casi, di un patto di fiducia non indifferente e che sta già creando numerosi dibattiti sul futuro delle nostre vite e delle nostre case. Gli assistenti virtuali, le serrature smart e tutti gli oggetti controllati tramite smartphone daranno una svolta decisa alle nostre vite, ma la questione della sicurezza pare ancora fin troppo abbozzata per non spaventare gran parte del pubblico e degli utenti. La buona fede di Amazon è fuori discussione, ma la troppa automatizzazione di queste procedure è ancora acerba per non parlare di intoppi che potrebbero creare non pochi problemi e disagi. Affidare tutta la propria vita a internet e a un sistema automatizzato nasconde delle insidie di non poco conto: cosa succederebbe, ad esempio, se la corrente andasse via dopo la consegna del corriere? La serratura rischierebbe di rimanere aperta? Se invece la connessione non dovesse funzionare come potremmo vedere il video di consegna e sapere cosa sta facendo il corriere in casa nostra? E soprattutto, siamo davvero disposti a dare a perfetti sconosciuti il libero accesso all'ultimo baluardo rimasto della nostra vita privata?

Dubbi e perplessità di non poco conto, che solo il tempo saprà dirci se reali o frutto di paure di chi non si è ancora del tutto abituato alla velocità del progresso tecnologico. Questa nuova Amazon Key, ma anche tutti i concetti di smart home stanno cambiando radicalmente il nostro modo di vivere: sembra però che lo sviluppo a tutti i costi stia mettendo in secondo piano le esigenze di sicurezza e privacy degli utenti, esigenze di tutela che dovrebbero avere il primo posto nei tavoli di discussione sulle nuove tecnologie. Ciò non toglie comunque l'importanza di queste scoperte, la loro forza propulsiva e vitale nel miglioramento delle nostre vite. Amazon e Bezos continuano ad essere dei veri innovatori in questo senso e, anche in questo caso, capaci di prendersi dei rischi non indifferenti. Si tratta, dal loro punto di vista, dell'ennesima estensione dei propri servizi, di un'estremizzazione delle modalità di vendita verso un mondo ideale in cui ordinare le cose su internet e vederle arrivare a casa sarà molto più veloce che andarle a comprare al supermercato. Una follia fino a qualche anno fa ma capace già oggi, miglioria dopo miglioria e servizio dopo servizio, di diventare quasi realtà, a patto di abbracciare un concetto ben più evoluto e controverso di privacy. Siamo disposti a rinunciare a parte della nostra sfera personale per soddisfare la nostra infinita sete consumistica?